sabato
09 Maggio 2026
Ambiente

Siccità e caldo modificano il livello della falda freatica

I dati delle rilevazioni del Canale emiliano romagnolo

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In Emilia-Romagna continua il graduale abbassamento del livello medio della falda freatica ipodermica, cioè la porzione di acqua libera contenuta nel suolo entro i tre metri dal piano di campagna.

Secondo le ultime rilevazioni di Acqua Campus Cer-Anbi, campionate da un sistema di rete costituito da sensori di monitoraggio sull’intero territorio, in provincia di Ravenna la profondità rispetto alla media 1997-2021 è -207 cm, con una variazione rispetto alla rilevazione del 20 luglio di +8 percento.

Questi i dati per alcune delle altre province della regione:

Piacenza: -234 cm (variazione rispetto alla rilevazione del 20 luglio: -8%);

Parma: -253 cm (+2%);

Reggio Emilia: -233 cm (-9%);

Modena: -216 cm (+5%);

Bologna: -253 cm (-7%);

Ferrara: -186 cm (+1%);

Forlì-Cesena: -231 cm (+11%);

Mancano i dati di Rimini per il danneggiamento delle stazioni di campionamento sul territorio a seguito dell’alluvione.

Le rilevazioni evidenziano, nel corso di questa stagione estiva, una marcata differenza fra la parte occidentale (dove, con l’eccezione del Modenese, si riscontrano quote medie di falda inferiori a quelle storiche) e le zone orientali della regione (Ferrarese e Romagna, dove invece perdurano quote medie più elevate).

Dunque, dopo l’anomala risalita di falda registrata a maggio (causata, come già osservato, dalle precipitazioni di carattere straordinario che hanno interessato prevalentemente il territorio della Romagna), oggi è possibile riscontrare una netta differenza tra le zone occidentali di pianura – ove si è giunti a quote medie di falda inferiori a quelle storiche – e quelle orientali (essenzialmente in Romagna, con le province di Ravenna e Forlì Cesena), in cui perdurano quote medie di poco superiori.

I fattori che stanno contribuendo in maniera decisiva sono la stagione estiva caratterizzata da elevate temperature (con picchi anche di 40 gradi) su tutta l’Emilia-Romagna; la prolungata scarsità o addirittura l’assenza di precipitazioni significative sull’intero territorio (con rare eccezioni di scarsi fenomeni piovaschi che, pur se talvolta di elevata intensità, risultano limitate sia nel tempo che nello spazio); e la presenza dell’anticiclone nordafricano che – innalzando il tasso di umidità in maniera prolungata (notti tropicali) durante l’intero arco della giornata – non favorisce un’adeguata traspirazione dei terreni.

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