mercoledì
20 Maggio 2026

Al museo Natura di Sant’Alberto l’inaugurazione della mostra sui capanni da pesca

Si terrà sabato 24 giugno alle 18, a seguire l’aperitivo. Delle 252 pervenute sono 30 le opere selezionate per l’esposizione

Capanni Da Pesca MostraInaugurazione della mostra fotografica naturalistica I Capanni Da Pesca promossa dall’associazione italiana pesca sportiva ricreativa: si terrà sabato 24 giugno alle 18 al museo Natura di Sant’Alberto (Ravenna), in via Rivaletto 25.

La mostra è il risultato finale del concorso indetto dall’associazione dei cappannisti con il supporto tecnico del Circolo fotografico ravennate Bfi, lanciato nei mesi scorsi. Sono pervenute 252 fotografie, di cui 48 ammesse al concorso dalla giuria, per arrivare alle 30 selezionate per la mostra.

All’inaugurazione saranno presenti gli assessori del Comune di Ravenna Giacomo Costantini ed Igor Gallonetto, il direttore del Parco del Delta del Po Massimiliano Costa ed il presidente dell’associazione italiana pesca sportiva ricreativa Roberto Manzoni. A seguire previsto un aperitivo con una degustazione enogastronomica dei prodotti del territorio.

I prodotti dell’agricoltura ravennate al concertone di Campovolo pro alluvionati

Coldiretti Emilia Romagna allestirà uno speciale mercato di Campagna Amica a Reggio Emilia dove sarà possibile acquistare prodotti provenienti da aziende colpite dalle inondazioni e dalle frane

Un mercato contadino con i prodotti delle aziende colpite dall’alluvione del mese scorso sarà allestito al Campovolo di Reggio Emilia dove stasera, 24 giugno, si terrà il concertone con 18 artisti italiani il cui ricavato andrà a favore degli alluvionati. È l’iniziativa voluta da Coldiretti Emilia Romagna che allestirà uno speciale mercato di Campagna Amica dove sarà possibile acquistare prodotti provenienti da aziende colpite dalle inondazioni e dalle frane.

«Un importante segnale di speranza e di ripartenza per le nostre aziende messe a durissima prova dalla catastrofe di maggio», ha detto il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri che parteciperà, inoltre, al programma “Italia loves Romagna – Il Backstage” condotto da Andrea Delogu in diretta su Raiplay a partire dalle 20.30, in occasione del quale si farà il punto della situazione su quanto accaduto alle tante imprese agricole coinvolte con interviste ai produttori Coldiretti alluvionati che racconteranno la loro esperienza e il coraggio di rialzarsi.

Fra queste l’azienda di Max Fabbri di Ravenna, che tra Brisighella e Faenza, si occupa di allevamento di api e produzione di miele. Il 16 maggio, con la seconda alluvione, ha perso il 30-40% di alveari portati via dalla corrente.

Sempre dal ravennate sarà a Campovolo anche l’allevatrice Claudia Buzzegoli, titolare sulle colline di Brisighella dell’Azienda Agricola Ca’ Ad La‘, dove alleva suini di razza mora romagnola. Il danno maggiore non è stato causato dall’acqua ma dalle frane che hanno portato via più della metà dell’azienda comprata soltanto 6 mesi fa. L’attività è rimasta senza acqua e luce per ben 8 giorni.

Sabato sarà a Reggio Emilia anche Davide Pini, frutticoltore di Solarolo. L’alluvione ha inciso drasticamente sulla produzione di fragole, ciliegie e frutta in generale. La speranza è che almeno le piante più alte come i peschi e susini non abbiano subito conseguenze a causa dell’argilla che ha invaso i terreni. L’argilla potrebbe compromettere le piante fin dalle radici e come conseguenza si avranno frutti ingialliti e che cadono a terra. A livello strutturale anche gli impianti sono da rimettere in sesto, senza contare il lavoro di pulizia dell’azienda, dei magazzini e le macchine andate perdute.

Sarà presente anche l’azienda Bacche del Benessere Romagna di Fabrizio Francisconi, un’azienda a conduzione familiare che nella campagna di Ravenna produce succhi funzionali e confetture a partire dall’olivello spinoso, aronia, mora, kiwi e uva. L’impresa ha subito sostanziali danni causati dall’esondazione del Fosso Vecchio.

Migliora l’aria vicino alla discarica in fiamme. Ancora giorni per lo spegnimento

Scendono i valori di diossine rilevati dalle analisi di Arpae, ma il Comune raccomanda ancora prudenza: chi vive a Mezzano, Glorie, Ammonite e Borgo Masotti consumi frutta e verdura solo lavata o sbucciata, finestre chiuse in caso di odore di fumo

Incendio rifiuti Mezzano 21 giugno 2023Le analisi della qualità dell’aria nei pressi dell’incendio alla discarica provvisoria di rifiuti dall’alluvione a Mezzano, a tre giorni dallo sviluppo delle fiamme, mostrano dati in miglioramento. I risultati alle 10 del 23 giugno dei campionamenti per la ricerca di microinquinanti organici condotti da Arpae, agenzia regionale per la protezione e l’ambiente, indicano valori di diossine e furani più bassi rispetto a 24 ore prima: da 0,4 picogrammi/mc a 0,133.

Come già avevano sottolineato le autorità, non ci sono valori normativi in materia, ma rispetto alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che suggerisce di tenere monitorata la sorgente qualora si rilevino concentrazioni superiori a 0,3 pg/mc, ora il dato è sensibilmente inferiore. Il valore rilevato di Pcb-Dl è di 0,011 pg/mc contro lo 0,025 pg/mc Who-Te del precedente campionamento, superiore al valore per i siti rurali, pari a 0,005 pg/mc Who-Te).

Nonostante i risultati siano complessivamente in miglioramento, il Comune di Ravenna, sulla scorta del parere dell’Ausl della Romagna, rinnova la raccomandazione ai cittadini che risiedono nell’area a due chilometri dall’incendio e in particolare nelle frazioni di Mezzano, Glorie, Ammonite e Borgo Masotti, di consumare frutta e verdura raccolta in questa zona solo dopo averla lavata accuratamente e sbucciata (se sbucciabile), in quanto il problema principale rappresentato dalle diossine prodotte da un incendio è quello della ricaduta e della deposizione su prodotti vegetali che possono entrare nella catena alimentare. E comunque si tratta di buone pratiche che andrebbero sempre seguite.

Si stima che occorrano ancora diversi giorni per spegnere completamente l’incendio e per questo si ricorda anche che è ancora opportuno, quando il vento spira verso le abitazioni e di conseguenza si avverte odore di fumo, continuare a tenere le finestre chiuse e uscire solo se strettamente necessario.

Il monitoraggio da parte di Arpae continuerà e qualora necessario seguiranno ulteriori aggiornamenti.

Per la consigliera comunale Veronica Verlicchi, all’opposizione con la lista civica La Pigna, è l’ennesimo episodio di incapacità amministrativa e anche una imperdonabile irresponsabilità amministrativa: «Ho inviato alla procura un esposto affinché proceda nei confronti dei responsabili dell’incendio. Sono a conoscenza di fatti e di episodi che possono essere utili allo svolgimento di un’indagine penale approfondita». Per la consigliera ci sono delle responsabilità politiche: «Il Pd e il sindaco Michele de Pascale. Consentire se non addirittura condividere con Hera di aprire un gigantesco centro di raccolta rifiuti a ridosso della località di Mezzano è inaccettabile».

Conad raccoglie fondi nei negozi in tutta Italia a favore della Romagna alluvionata

“Sosteniamo la Romagna” è il programma di raccolta fondi promosso da Conad dal 5 al 15 luglio in tutti i 3.300 punti vendita in Italia per un sostegno di cinque progetti di ripristino, di cui tre in provincia di Ravenna

Autorita Faenza Conad

A partire dal prossimo 5 luglio, per 10 giorni, verrà avviata negli oltre 3.300 punti vendita Conad in tutta Italia una raccolta fondi che prevede la partecipazione dei clienti, dei soci e delle cooperative Conad, per sostenere cinque progetti in cinque Comuni delle province di Forlì-Cesena e Ravenna, a supporto delle Comunità colpite dall’alluvione.

Tutti i clienti Conad potranno partecipare a quest’iniziativa devolvendo un contributo alla cassa, a partire da 1 euro, per ogni spesa effettuata nei punti vendita dell’insegna o presso il canale e-commerce di Conad.

I fondi raccolti attraverso l’iniziativa “Sosteniamo l’Emilia-Romagna” saranno devoluti alle Amministrazioni Comunali a sostegno di cinque progetti di ripristino: il centro sportivo di Borello di Cesena, la palestra comunale “G.Mercuriali” di Forlì, la palestra “Ivo Badiali” di Faenza, la scuola dell’infanzia “Fondo Stiliano” di Lugo di Romagna e la macchina raccolta sale del Parco della Salina di Cervia.

«A un mese dalla tragica alluvione, noi di Conad vogliamo continuare a esprimere la nostra vicinanza e solidarietà a tutti coloro che abitano nelle aree colpite, così come alle squadre di soccorso e di pronto intervento e ai semplici cittadini che hanno aiutato a ripulire le strade e le case dal fango. Molti dei danni causati dall’alluvione richiedono interventi che possano ripristinare le normali condizioni di vita delle comunità colpite.  Il nostro modo di fare Sistema ci porta a voler contribuire in maniera concreta e tangibile nei luoghi in cui operiamo — ha dichiarato Francesco Avanzini, DGO di Conad. — Abbiamo deciso di farlo, grazie al supporto dei Soci e delle Cooperative associate al Consorzio, sostenendo progetti concreti di rilevanza socio-culturale nelle aree più colpite, spaziando dalle scuole dell’infanzia ai centri sportivi, fino alle riserve naturali. Perché sostenere le Comunità e i territori, soprattutto nei momenti più difficili, è il significato più profondo del nostro essere “Persone, oltre le cose».

«Questa catastrofica alluvione ha colpito Comunità a cui siamo profondamente legati come Cooperativa CIA, territori in cui siamo nati oltre 60 anni fa e con cui nutriamo relazioni di valore e di fiducia. Aderiamo con entusiasmo a questa raccolta fondi che può concorrere a riportare alla normalità luoghi e istituzioni che sono alla base della vita delle Comunità, dimostrando concretamente la nostra vicinanza ai clienti, ai collaboratori e ai Soci duramente colpiti da questo tragico momento. Tutti insieme, grazie al prezioso contributo delle altre Cooperative del Sistema Conad, possiamo sostenere la rinascita di alcuni comuni romagnoli, ricostruendo ciò che l’alluvione ha portato via» assicura Luca Panzavolta, AD di Conad CIA.

Un campo estivo sull’Appennino gratuito per i bambini alluvionati della Romagna

I genitori interessati possono compilare i moduli fino al 30 giugno. Si può partecipare per una o due settimane, presenti educatori esperti

Bambini Animazione AmbienteUn campo estivo gratuito rivolto ai bambini da 6 a 11 anni dei comuni della Romagna che un mese fa sono stati colpiti dall’alluvione. Il progetto Bimbinmontagna prevede l’accoglienza residenziale per alcuni giorni in strutture messe a disposizione dal parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Per una o due settimane di luglio e settembre i bambini potranno vivere esperienze di benessere e di gioco accompagnati da educatori esperti, che proporranno loro diverse attività in mezzo alla natura.

Il campo si svolgerà dal lunedì, partenza alle 7.30, al venerdì, rientro alle 18-18.30 e sarà garantito il servizio di trasporto di andata e ritorno dalla Romagna. Nelle strutture dove verranno ospitati i bambini usufruiranno di pensione completa, alloggeranno in camere da tre o quattro posti con bagno riservato e godranno della presenza costante degli educatori.

Tre i possibili turni tra cui scegliere: dal 10 al 14 luglio, dal 17 al 21 luglio, dal 28 agosto all’1 settembre. Ogni bambino potrà partecipare per un massimo di due turni da segnalare in ordine di preferenza. Si prevede la possibilità di ospitare fino a 80 bambini a turno. In caso di coperture parziali dei singoli turni, i partecipanti potranno essere accorpati nell’ambito delle preferenze espresse.

Le famiglie interessate a fare partecipare i propri figli al campo possono compilare entro il 30 giugno i moduli disponibili al link https://forms.gle/Dbmt2x1iTm3s9ELS8.

Il progetto è organizzato dal parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, insieme ad Arpae e alla rete dei centri di educazione alla sostenibilità dell’Emilia-Romagna (Ceas), è condotto da educatori esperti della rete regionale Res e supportato da tanti soggetti locali che stanno dando il loro contributo.

Ecco come smaltire i sacchi di sabbia utilizzati durante l’alluvione

Come smaltire i sacchi di sabbia dell’alluvione? Le spiegazioni del Comune di Bagnacavallo

Sacchi Di Sabbia Protezione Civile 2Durante i giorni dell’alluvione in Romagna la protezione civile ha distribuito ai cittadini molti sacchi di sabbia per realizzare argini temporanei contro l’avanzata degli allagamenti e ora si pone il problema del loro smaltimento. Come smaltire i sacchi di sabbia antiallagamento? Il Comune di Bagnacavallo ha disposto diverse modalità.

Ecco come smaltire i sacchi di sabbia a Bagnacavallo:

  • rottura del sacchetto con conferimento come rifiuto dell’involucro e sistemazione della sabbia nella proprietà privata (senza spargerla in pozzetti di fognatura o in altri scarichi similari);
  • consegna dei sacchi di sabbia alla base Orione della Protezione civile in via Trasale di mezzo, angolo via Crocetta a Bagnacavallo;
  • conferimento dei sacchi al punto di raccolta dell’Area Redino in via Redino a Bagnacavallo.

Esiste poi la possibilità di sistemare i sacchetti al sole per l’asciugatura e conservarli nella proprietà abitazione.

Soltanto in caso di effettiva impossibilità di conferire i sacchi nei punti sopra indicati il cittadino dovrà darne comunicazione all’Urp (0545 280888) per poi organizzare il ritiro da parte del Comune o della Protezione civile.

Il Comune ricorda infine che per motivi di sicurezza i sacchi di sabbia non vanno lasciati sul ciglio della strada.

Taverna (M5s) nell’ex scuola che diventerà un condominio eco-solidale per anziani

Sopralluogo della vicepresidente accompagnata dai colleghi di partito. Progetto da circa 2,5 milioni di euro

Sopralluogo Ex Scuola San MicheleUna delegazione del Movimento 5 stelle a Ravenna ha accompagnato l’ex senatrice Paola Taverna, vicepresidente vicaria dei grillini, in un sopralluogo nella ex-scuola materna di San Michele candidata con i fondi del Pnrr alla realizzazione del primo progetto di condominio eco-energetico solidale per anziani (Cesaa). Nella struttura verranno ricavati 15 mini alloggi per una ventina di ospiti. Il progetto, da circa 2,5 milioni di euro, dovrebbe concludersi a giugno 2025.

Sopralluogo San Michele Ex Scuola«Questo progetto – ha affermato il senatore del Movimento 5 stelle e referente per l’Emilia-Romagna Marco Croatti – basa i suoi presupposti anche su report Istat che prevedono entro il 2050 una popolazione nazionale formata per il 40% da persone over 65 anni; un dato che, unito alla crescente povertà energetica, ossia l’incapacità di poter sostenere le spese di normale gestione dei costi dell’energia, creano un quadro drammatico per il futuro, che ha spinto il Movimento 5 stelle ad attivarsi immediatamente».

Sopralluogo Scuola San MicheleNella ex-scuola materna di San Michele si creeranno unità di alloggio per ogni ospite che garantiranno privacy e spazi individuali, ma anche spazi comuni di coabitazione nel medesimo stabile; il tutto alimentato da energie rinnovabili che attenueranno sensibilmente i costi delle bollette.

«Con i progetti Cesaa si creano le basi floride per aiutare soggetti fragili – ha aggiunto il consigliere comunale Giancarlo Schiano – e pazienti affetti da demenza senile, anche solo ai primi stadi, che potrebbero vedere un rallentamento del loro naturale decorso mantenendosi più attivi in spazi condivisi. La speranza è che questo progetto del Movimento 5 stelle possa diventare una realtà replicata anche a livello nazionale e la longevità dei più anziani un’opportunità di arricchimento sociale e un’occasione di integrazione e inclusione».

La delegazione pentastellata era composta anche dall’assessore comunale Igor Gallonetto, il referente per l’Emilia-Romagna Gabriele Lanzi e il coordinatore provinciale Massimo Bosi. Sul posto l’incontro il sindaco Michele de Pascale e l’assessore Gian Andrea Baroncini.

Via ai lavori per l’ospedale di comunità a Russi: costa un milione, pronto nel 2026

Fondi Pnrr per allestire il primo piano della Casa della Salute. Il Comune: «Il progetto è finalizzato a realizzare una salda integrazione tra la rete ospedaliera da una parte e la rete dei servizi sociosanitari e sanitari dall’altra»

CS 126 FotoIl primo piano della Casa della Salute di Russi verrà trasformato in ospedale di comunità, noto anche con l’acronimo Osco. Lunedì 26 giugno partiranno i lavori complementari all’intervento di prevenzione incendi, da eseguire come opera propedeutica. La prima parte dell’intervento verrà completata entro il 15 luglio. La seconda parte, che interesserà soprattutto la parte più antica dell’edificio, sarà ultimata entro il 5 agosto. Per la realizzazione dell’Osco sono stati ottenuti fondi Pnrr per circa un milione di euro e la struttura dovrà essere operativa nel 2026.

L’intervento è funzionale alla valorizzazione della rete delle cure intermedie. L’Osco di Russi avrà un ruolo interdistrettuale, funzionale al servizio delle esigenze di cura dei cittadini russiani e non solo. «L’investimento – si legge in una nota del Comune – risponde alla necessità di assicurare alla popolazione anziana o più in generale non autosufficiente, l’ampliamento della rete delle “Cure Intermedie”: costituisce infatti l’anello di congiunzione tra la degenza ospedaliera e le strutture aventi caratteri di residenzialità permanente come Cra e Casa famiglia. Il progetto è finalizzato a realizzare una salda integrazione tra la rete ospedaliera da una parte e la rete dei servizi sociosanitari e sanitari dall’altra, al fine di garantire un’assistenza completa della persona».

Alluvione, raccolte fondi sul web: 15mila persone hanno fatto donazioni su GoFundMe

Il bilancio delle campagne aperte in provincia dalla piattaforma web: «Una percentuale va al nostro processore di pagamento. Controlli stringenti per evitare usi impropri o frodi»

Mcz Museo Carlo Zauli Media

La solidarietà corre sul web. E non solo con alcune foto a effetto e un po’ di retorica sparsa qua e là. Ma con soldi veri, da destinare agli alluvionati. Sono diverse le piattaforme online di raccolte fondi nate in questi anni e utilizzate dopo il disastro del mese scorso in Romagna per andare in aiuto a cittadini, imprese, associazioni travolti da acqua e fango.

In particolare, è diventata un punto di riferimento per molti (benefattori e destinatari) la piattaforma GoFundMe, in grado di raccogliere nella sola provincia di Ravenna circa 950mila euro in poche settimane (il dato è aggiornato al 21 giugno), grazie a 15mila donazioni diverse. Sono state lanciate circa 300 campagne, tra cui alcune maggiormente condivise sui social, in grado di raggiungere ottimi risultati.

A partire dalla scuola di musica Artistation di Faenza, allagata già nella prima alluvione di inzio maggio, per cui sono stati raccolti oltre 60mila euro su un obiettivo di 90mila.

Sempre a Faenza, particolare scalpore ha suscitato la devastazione subìta dal Museo Carlo Zauli, punto di riferimento per la ceramica e l’arte contemporanea, che su GoFundMe va alla ricerca di 200mila euro per poter ripartire (al momento ne sono stati raccolti circa 37mila).

A Lugo, tra le raccolte più condivise c’è quella per l’Alfabeta, libreria indipendente che rischia di sparire dopo oltre quarant’anni di attività, per cui sono stati donati quasi 25mila euro su un obiettivo iniziale di 30mila.

Da segnalare anche le iniziative solidali rivolte ai cittadini, come “Una macchina per Emma” che ha portato a raggiungere il traguardo di oltre 36mila euro (le donazioni sono state quindi sospese) per l’acquisto di una macchina attrezzata per il trasporto della piccola Emma, affetta da una grave forma di disabilità.

«Ci preme sottolineare però – commentano dalla piattaforma – che tutte le campagne avviate hanno avuto un ottimo riscontro e che in media tutte le campagne hanno raccolto i fondi per avere un aiuto immediato, in attesa dei supporti istituzionali e di assistenza».

Ma quali sono i costi della raccolta? «Per implementare tutte le transizione finanziarie – ci spiega Luca Salici, responsabile della comunicazione – ci affidiamo a un processore di pagamento, Adyen, che detrae una tariffa del 2,9 percento dal totale raccolto (più 25 centesimi a donazione) per coprire le proprie spese. GoFundMe si sostiene invece chiedendo ai donatori di aggiungere un contributo volontario, del tutto facoltativo e opzionale, che ci consente di migliorare gli strumenti di raccolta fondi a livello mondiale e garantire la sicurezza. Ci teniamo a dire inoltre che a differenza di altri siti e piattaforme, non vendiamo a terzi le informazioni dei donatori».

E quando (e come) arrivano i soldi direttamente ai beneficiari? «I fondi possono essere da subito prelevati dopo i nostri controlli, la verifica dell’identità e la validazione del conto bancario. Questi controlli si concentrano sia sull’identità della persona che sulla legittimità della causa. GoFundMe dispone di tecnologie e algoritmi per la rilevazione di comportamenti fraudolenti e, per sette giorni su sette, di un team che è adibito alle verifiche e che compone un terzo degli impiegati totali, tra i quali figurano esperti di pagamenti online e sicurezza digitale. Chiunque – conclude il responsabile comunicazione della piattaforma – ha la possibilità di segnalare al nostro team sospetti su specifiche raccolte fondi esistenti e il nostro team darà seguito alle segnalazioni. Le nostre procedure ci permettono di sbloccare i fondi soltanto quando siamo certi dell’identità e legittimità del beneficiario e degli scopi dichiarati, ma laddove ci sia un comprovato uso improprio dei fondi o peggio ancora una frode, interviene la Garanzia GoFundMe che rimborsa interamente le donazioni ai donatori».

Il granchio blu minaccia la pesca, la Regione valuta il prelievo per autodifesa

Attraverso le acque di zavorra delle navi dall’oceano Atlantico, il crostaceo è arrivato in Adriatico dove è una specie alloctona senza antagonisti naturali

Salve Poveracce Pesca Rimini RavennaLa Regione Emilia-Romagna sta valutando, tramite modifiche alle concessioni demaniali, l’autorizzazione al prelievo del granchio blu, specie alloctona senza alcun antagonista naturale, predatore formidabile tanto da rappresentare una seria minaccia perché si nutre di qualunque preda che popoli l’Adriatico (dalle vongole al novellame agli altri pesci e crostacei). Il prelievo sarebbe una misura di autodifesa da mettere in campo per tutelare il settore della pesca.

Giunto probabilmente negli anni ’80 nelle lagune adriatiche che corrono tra la Serenissima e il delta del Po attraverso le acque di zavorra di navi provenienti dall’Atlantico, in questi ultimi tempi la specie è molto popolosa e aggressiva, e può essere fermata permettendo agli acquacoltori l’autodifesa e quindi il prelievo, anche per fini commerciali, dalle aree che hanno in concessione.

Il settore regionale che si occupa di pesca e acquacoltura, ha già presentato come capofila un progetto sul granchio blu, inserito nel Programma Interreg Euro-Med, denominato “BlueFood”. Progetto che ha già superato il primo passo di verifica necessario alla definitiva approvazione. “BlueFood” punta sulla possibilità di sfruttamento e utilizzo commerciale e alimentare del granchio blu, oggi già commercializzato da pescatori e acquacoltori con il nome di Granchio Reale, ma anche a pubblicizzarne l’esistenza, le problematiche e le potenzialità.

È allo studio la possibilità di mutuare per gli acquacoltori titolari di concessione demaniale marittima (in quanto riconosciuti come imprenditori agricoli) un sistema di indennizzi che consenta l’autodifesa dalle specie dannose e invasive e ne consenta sia l’autoconsumo che lo sfruttamento commerciale.

Trovato un nido di fratino in spiaggia, area recintata per proteggere tre piccoli

Specie protetta e a rischio di estinzione, il Comune invita tutti a prestare attenzione

FratinoTrovato un nido di fratino, specie protetta e a rischio di estinzione, sulla spiaggia sud di Cervia. L’amministrazione comunale ha creato una zona protetta temporanea, in un’area non attrezzata, per proteggere i tre pulcini nati attorno al 20 giugno e il loro involo (circa 28 giorni dopo la schiusa delle uova).

Il nido è stato segnalato da una villeggiante che ha contattato la Rete di associazioni “Salviamo il fratino della costa ravennate” e ha provveduto lei stessa, su indicazioni della Rete, a mettere in sicurezza il nido.

Il provvedimento dell’amministrazione comunale è stato preso proprio su richiesta e in collaborazione con questa Rete, che con l’aiuto di volontari sta presidiando la zona e intervenendo con specifiche azioni di tutela.

Si invitano tutti i cittadini a prestare la massima attenzione, in particolare coloro che si recano in spiaggia con i loro cani negli orari consentiti (dalle 6 alle 8 e dalle 21 alle 24), è importante che li tengano rigorosamente al guinzaglio.

I pulcini sono stati già inanellati dall’associazione ornitologi dell’Emilia-Romagna (AsOer), per conto dell’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Il fratino è una specie a rischio di estinzione, in Emilia-Romagna oggi si contano circa 40 coppie, rispetto alle 200 che erano state registrate nel 2000.

Il Palio del Niballo si farà, decisa la data: «Sarà sobrio per l’alluvione»

Si svolgerà sabato 22 luglio in notturna, a partire dalle 21, allo stadio Bruno Neri. La competizione sarà anticipata dal corteo storico

Cavalieri2 Morini2016Il Palio del Niballo a Faenza si farà anche quest’anno dopo l’alluvione. La competizione fra i cinque rioni della città si disputerà sabato 22 luglio in notturna, a partire dalle 21, allo stadio Bruno Neri.

La proposta di non rinunciare a correre il Palio, avanzata da tutti i rioni faentini già da qualche tempo, è stata approvata all’unanimità dal Comitato Palio, riunitosi più volte nei giorni scorsi per valutare gli aspetti non solo organizzativi, ma anche di opportunità, visto il difficile momento che sta passando la città a causa dell’alluvione che l’ha colpita.

A prevalere è stata l’opinione che, nonostante tutto, correre il Palio possa rappresentare il segnale di una città che è determinata a rialzarsi e ripartire senza rinunciare ai propri simboli, alle proprie tradizioni e allo spirito di comunità che anima da sempre il mondo rionale.

«Quello di quest’anno sarà perciò una sorta di “Palio dell’alluvione” – si legge in una nota del Comune –, un evento di carattere unico e straordinario che avrà come tratto distintivo la sobrietà e la solidarietà, con raccolte fondi per l’emergenza tramite iniziative collaterali e il coinvolgimento delle città di palio legate a Faenza da rapporti di amicizia».

La competizione sarà anticipata dal corteo storico, mentre il giuramento dei cavalieri e la premiazione finale, diversamente dal consueto, sono previsti all’interno dello stadio, con un programma in corso di definizione.

«Ho posto come condizione – ha affermato Massimo Isola, sindaco e magistrato dei Rioni – che il Palio potesse svolgersi senza mansioni dirette a carico dei dipendenti dell’Unione della Romagna faentina che devono continuare ad occuparsi dell’emergenza a tempo pieno. Insieme ai Rioni e al Gruppo Municipale, che si faranno carico di gran parte degli aspetti tecnici e organizzativi, e al Faenza Calcio, si sono trovate velocemente le soluzioni opportune».

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