giovedì
21 Maggio 2026

Foraggio e mangimi donati dagli agricoltori agli allevamenti isolati sulle colline

Le frane complicano i rifornimenti e Coldiretti sottolinea la solidarietà fra aziende

Consegna Foraggio CasolaLe centinaia di frane e smottamenti generati dall’ondata di maltempo abbattutasi sulle colline e le zone di montagna del Faentino continuano a rendere difficilissimi gli approvvigionamenti di mangimi e foraggi per fattorie e allevamenti, mettendo di fatto a repentaglio la tenuta occupazionale di un territorio già di per sé fragile. In molte località dell’Appennino, in particolare tra Casola Valsenio e Brisighella, le frane hanno infatti interrotto le strade rurali cancellando completamente ettari di coltivazioni di foraggio per l’alimentazione degli animali allevati, dai bovini agli ovini sino ai cavalli.

Nella difficoltà generale si segnala, però, la grande solidarietà degli agricoltori che dalle province limitrofe e anche dalla Lombardia hanno fatto pervenire carichi di foraggio e mangimi per i colleghi allevatori ravennati.

Nella giornata di ieri, 29 maggio, l’azienda L’Erba del Persico, impresa che produce erba medica associata a Coldiretti Ferrara che si è occupata di organizzare il trasferimento logistico, ha consegnato un importante carico di foraggio a Casola Valsenio, mentre da Varese un pool di allevatori è giunto sulle colline romagnole donando 15 quintali di materie prime, in particolare erba medica e mangimi, per gli allevamenti delle zone alluvionate. In diversi casi sono poi gli elicotteri dei soccorsi a recapitare i carichi.

«La situazione della collina è ancora oggi drammatica – commenta Nicola Grementieri, allevatore di Casola a lungo isolato dalle frane nonché responsabile Coldiretti per l’alta collina faentina – la grande solidarietà del mondo agricolo ci aiuta ad andare avanti ed infonde in tutti noi nuova forza per resistere e reagire. Non possiamo che ringraziare con tutto il cuore, dunque, i tantissimi colleghi della nostra regione e delle regioni limitrofe che ci stanno aiutando in questo momento difficilissimo. Alle istituzioni, invece vogliamo ribadire la necessità, dopo questa prima fase di ripristino dei collegamenti, di ristabilire la sicurezza idrogeologica del territorio investendo in prevenzione altrimenti rischiamo di perdere per sempre un ecosistema già fragile e il patrimonio rappresentato dai suoi custodi, ossia i tanti imprenditori agricoli che hanno salvato queste terre dallo spopolamento e dall’abbandono».

De Pascale: «In due settimane le nostre città torneranno alla normalità»

Il presidente della Provincia al Governo: «Convochi i sindaci dei comuni colpiti»

Bagnacavallo«Ci sono ancora 500 persone che hanno l’abitazione con l’acqua e poi ci sono nel ravennate ampissimi tratti di campagna che sono ancora allagati: le nostre sono valli erano storicamente delle paludi conformate per ospitare l’acqua, quindi prima di riuscire a toglierla da tutti i campi ci vorranno ancora giorni. È chiaro che per noi la priorità è stata quella di mettere in sicurezza i centri abitati e le aziende».

Così Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e presidente della Provincia, a 24 Mattino su Radio 24.

«Secondo me – ha continuato De Pascale – sul versante della pulizia e della prima sistemazione, se togliamo le cose più grandi e più gravi, nel giro di un paio di settimane sono assolutamente ottimista che larga parte delle nostre città avranno lo stesso aspetto di quello che avevano prima della prima dell’alluvione. Però c’è un altro problema, perché in tutto il territorio ci sono opere di grandi dimensioni che vanno rifatte diversamente da come erano prima, perché non possiamo rifarle identiche aspettando la prossima alluvione».

«Sono giorni che chiedo – ha concluso il sindaco -, senza nessun tipo di polemica ma con spirito di collaborazione, con la fascia tricolore addosso, che il Governo ci convochi. Dopo ormai quasi più di 20 giorni dall’alluvione, le prime sono del 3 maggio, stiamo parlando di un tempo ormai lunghissimo. Non c’è ancora stato un incontro operativo con il governo, la regione e sindaci dei comuni colpiti. Ci sono state solo tante grandissime espressioni di solidarietà, gli invio degli aiuti che abbiamo chiesto e noi siamo grati e riconoscenti, ma non è stato ancora possibile sedersi ad un tavolo e capire come funzioneranno gli indennizzi, qual è l’idea sulla ricostruzione, tanto dibattito politico ma ancora nessuna riunione per poter lavorare insieme. Questo a mio parere comincia ad essere grave».

Dopo l’alluvione, a Lugo arriva il Cirque Bidon

Saltate invece le tappe di Fusignano e Alfonsine

Cirque Bidon

A causa dell’alluvione sono saltate le date di Fusignano e Alfonsine della tournée italiana del leggendario Cirque Bidon, che però ora può confermare ufficialmente l’ultima tappa prevista in provincia di Ravenna, quella di Lugo.

Nell’ambito del Lugo Music Festival, l’appuntamento è per quattro sere (sempre dalle 21.30), dal 4 al 7 giugno, al Parco del Tondo.

Testimone di una scelta di vita controcorrente – si sposta per il mondo su carrozze trainate da cavalli – esempio di un circo d’arte che incrocia teatro e poesia, il Cirque Bidon è nato in Francia negli anni ’70, in netta controtendenza rispetto al circo tradizionale, quello degli animali esotici e delle grandi famiglie circensi: il Bidon propone un mix di teatro, acrobazie, musica dal vivo e clownerie.

I biglietti si possono comprare in prevendita a questo link e nelle tabaccherie convenzionate (Pimpinella e Angolo della Fortuna a Lugo e BiroBlú a Voltana). Una parte viene venduta direttamente in biglietteria il giorno stesso dello spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio.

A Cervia lo Sposalizio in forma privata: l’anello lanciato (e lasciato) in mare

Vista la situazione di emergenza, le forze dell’ordine e i volontari non hanno partecipato alla 579esima edizione

Monsignor Ghizzoni Sposalizio Del MareSi è svolta in forma privata la 579esima edizione dello Sposalizio del Mare, la festa con la quale da quasi sei secoli Cervia rinnova il suo legame con il Mare Adriatico. Vista la difficile situazione causata dall’alluvione, le forze dell’ordine e i volontari impegnati nell’emergenza non hanno partecipato alla cerimonia.

Simbolo dell’evento è la tradizionale sfida dell’anello, che viene lanciato in mare e pescato da alcuni giovani cervesi.

A differenza delle edizioni passate, quest’anno l’anello è stato però lasciato in mare, proprio come quando Pietro Barbo, conosciuto come papa Paolo II, nel 1445 lanciò l’anello pastorale in mare per placare le acque. Oggi l’auspicio è di una protezione alla città per un veloce ritorno alla normalità.

Durante la cerimonia monsignor Lorenzo Ghizzoni ha benedetto le acque e coloro che vi si muovono, alla presenza del sindaco di Cervia Massimo Medri e del parroco don Pierre Cabantous.

«Il rito vuole essere naturalmente di buon auspicio per il futuro – ha dichiarato il sindaco di Cervia Massimo Medri – e di ringraziamento per l’impegno profuso da parte di tutti per il supporto alla popolazione e per riavviare le attività economiche, con un augurio a tutti di una buona stagione».

Il prossimo anno lo Sposalizio del Mare tornerà in forma integrale con tutti gli eventi collaterali, con la gara dei pescatori dell’anello e con la presenza della città ospite che sarà Cortina d’Ampezzo, città partner del 2023 che per ovvie ragioni quest’anno non ha partecipato alla cerimonia.

La provincia di Ravenna è quella dove vivono meglio i giovani

Primo posto nella classifica del Sole 24 Ore. Sul podio anche per i bambini

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Un concerto al bagno Hana-Bi (foto Francesca Sara Cauli)

É Ravenna la provincia dove vivono meglio i giovani in Italia.

Si tratta del risultato dell’indagine della Qualità della vita declinata per fasce d’età sulla base dei dati raccolti dal Sole 24 Ore.

Sono 12 gli indicatori che misurano servizi, opportunità e condizioni di vita.

Nella classifica dei giovani (fascia d’età 18-35 anni), Ravenna è prima davanti a Forlì-Cesena e Ferrara.

Tra gli indicatori, spiccano il primo posto per quanto riguarda i concerti, con una media di 75,2 spettacoli ogni 10mila abitanti “giovani” in un anno; il secondo per numero di residenti e il quinto per aree sportive.

E Ravenna si piazza sul podio (al terzo posto) anche per quanto riguarda i bambini (0-10 anni), grazie alle ottime performance negli indicatori sul verde attrezzato, la presenza di asili nido e la spesa per servizi e interventi sociali.

Nella classifica per gli anziani (over 65), infine, la provincia di Ravenna è al 27esimo posto in Italia.

Ravenna di nuovo collegata con Bologna in treno: via Faenza ci vogliono 70 minuti

Un collegamento ogni ora verso il capoluogo regionale. Entro metà giugno si prevede la riapertura del tratto fra Castel Bolognese e Russi

Ravenna 7Sono state riaperte questa mattina, 29 maggio, le linee ferroviarie Bologna-Rimini e Bologna-Ravenna via Faenza dopo gli interventi di Rete ferroviaria italiana (Rfi) per ripristinare l’infrastruttura danneggiata dall’alluvione. Alle 12 di domani 30 maggio riaprirà anche l’ultimo tratto della linea Ferrara-Ravenna-Rimini. Il numero delle corse e la velocità dei treni saranno incrementate gradualmente. Le riaperture di questa settimana consentiranno anche una prima ripresa del traffico merci, a favore in particolare del porto di Ravenna.

Fra Castel Bolognese e Ravenna è operativo un servizio di autobus sostitutivi con fermate a Solarolo, Lugo, Bagnacavallo, Russi e Godo, con orari scaricabili sul sito trenitaliatper.it e in fase di inserimento nelle piattaforme di acquisto biglietti.

I lavori sono ancora in corso fra Castel Bolognese e Ravenna, linea già compromessa dopo la prima alluvione e dove si sono registrati alcuni fra i danni maggiori in particolare fra Castel Bolognese e Lugo e fra Bagnacavallo e Russi. L’obiettivo è di ripristinare  l’infrastruttura e gli apparati tecnologici per la metà del mese di giugno.

Restano ancora chiusi alla circolazione i tratti di linea fra Lugo e Granarolo Faentino, e fra Lugo e Lavezzola. Ancora chiusa per il monitoraggio di possibili movimenti franosi la Faenza-Marradi.

Sono numerosi i punti in cui la forza dell’acqua ha eroso il terreno e trascinato via il pietrisco su cui poggiavano i binari, rendendo necessaria la sua ricostruzione e la posa di nuove rotaie e di una nuova massicciata. A subire danni sono stati anche i cavi di interfaccia con i sistemi di circolazione.

Controlli di Arpae: l’acqua attorno all’Officina dell’Ambiente non è inquinata

I risultati dei test dell’agenzia regionale sugli allagamenti nei pressi dello stabilimento che produce inerti per l’edilizia partendo da scorie di inceneritori e sta scolando nel canale Zaniolo

La veduta dello stabilimento Officina dell'AmbienteNon sono emersi segnali di inquinamento ambientale dai primi risultati dei controlli svolti da Arpae sulle acque stagnanti nei pressi dello stabilimento Officina dell’Ambiente (Oda) di Conselice dove si produce il Matrix, un materiale impiegato in edilizia che viene realizzato a partire dalle scorie dell’incenerimento di rifiuti solidi urbani. Lo rende noto la Regione oggi, 29 gennaio. Nei giorni scorsi il Comune aveva autorizzato Oda a svuotare i piazzali. Una campagna di campionamenti è partita da oltre una settimana e andrà avanti fino a quando ogni potenziale rischio sarà scongiurato.

Arpae è l’agenzia regionale per la protezione ambientale e dopo l’alluvione ha svolto tre campagne di rilevamento per verificare l’eventuale inquinamento delle acque alluvionali nei pressi del sito aziendale Oda. «Il monitoraggio ha escluso la presenza di idrocarburi – si legge nella nota della Regione – con valori abbondantemente al di sotto dei limiti di legge (0,07 mg/l rispetto al limite di legge di 5 per gli idrocarburi). Lo stesso per i metalli pesanti». Nessun caso di inquinamento è emerso nemmeno per il Canale Zaniolo, che corre nei pressi dello stabilimento. I controlli, in particolare, si sono tenuti il 22, il 24 e il 27 maggio, a monte e a valle del punto di immissione dei reflui dell’azienda.

Ulteriori monitoraggi riguardano il sito dell’Unigrà, impianto di lavorazione e trasformazione di prodotti alimentari con connessa discarica per rifiuti non pericolosi prodotti in proprio e sito per la produzione di energia, tuttora allagato. Il monitoraggio, in particolare, punta ad accertare se in seguito all’inondazione di piazzali, spazi destinati alla logistica e di parti dell’impianto possa essersi alterata la qualità delle acque alluvionali ancora presenti. I risultati saranno disponibili a giorni. «Unigrà ha comunque applicato dall’inizio dell’emergenza tutte le manovre preventive previste dai propri piani di emergenza, mantenendo un costante contatto con Arpae. Nessuna anomalia impiantistica è stata segnalata».

Arpae fa sapere che sta assicurando anche un’attenta vigilanza sulle situazioni di inquinamento puntuale derivanti da sversamenti di oli e idrocarburi provenienti da cisterne e fusti presso aree agricole o industriali. La verifica, in particolare, riguarda le misure di messa in sicurezza assunte, l’asportazione dei materiali liberi e degli eventuali substrati contaminati. Per quanto riguarda gli stoccaggi di gasoli e benzine nei distributori di carburante allagati, sono stati tutti svuotati e messi in sicurezza.

L’amministrazione comunale ha avviato una sorveglianza speciale sulla diffusione delle zanzare. Il monitoraggio è condotto con specifiche trappole già posizionate sul territorio a cura di un’impresa specializzata: ogni 3 giorni, permetteranno di rilevare variazioni nella presenza degli insetti sul territorio. I risultati delle rilevazioni saranno fondamentali per orientare i successivi interventi di disinfestazione. Già nei giorni scorsi, comunque, sono stati utilizzati prodotti larvicidi nei punti di potenziale focolaio, come ad esempio le tombinature pubbliche e le acque stagnanti. Nella prossima notte, tra il 29 e 30 maggio, è inoltre prevista l’erogazione di trattamenti contro le zanzare adulte sull’intero territorio.

I comuni confinanti con Sant’Agata accolgono gli alunni delle scuole alluvionate

Dal 29 maggio il ritorno sui banchi anche grazie a un servizio di trasporto pubblico gratuito

Bambini ScuolaTutti i bambini e i ragazzi di Sant’Agata sul Santerno hanno ripreso le attività scolastiche da oggi, 29 maggio, grazie a sistemazioni provvisorie messe a disposizione dei Comuni limitrofi dell’Unione della Bassa Romagna. Lo rende noto il Comune.

Nello specifico, i bambini del nido Girasole si trovano ora ospiti al nido «Il Bosco» di Fusignano, i bambini della scuola dell’infanzia «Azzaroli» sono accolti al teatrino parrocchiale di Villa San Martino; grazie all’istituto comprensivo «Francesco D’Este», la scuola primaria è al «Quadri» di Massa Lombarda mentre i ragazzi della scuola secondaria di primo grado si trovano alle medie «Salvo D’Acquisto», sempre a Massa Lombarda. È stato inoltre attivato un servizio di trasporto scolastico gratuito. Inoltre, momenti di svago vengono garantiti dai centri di aggregazione allestiti nelle parrocchie di Cotignola e Barbiano.

La ripartenza delle attività educative e scolastiche è stata possibile grazie al lavoro di rete dei Servizi educativi dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. «Casi come questi dimostrano come fare parte di una Unione possa fare la differenza – hanno dichiarato la presidente dell’Unione Eleonora Proni e il sindaco di Sant’Agata Enea Emiliani, referente per le Politiche educative dell’Unione -. Avere servizi conferiti ci permette di avere una visione e gestione del territorio più ampia e integrata, capace quindi di dare anche risposte più veloci ed efficaci. I Servizi educativi si sono immediatamente attivati per trovare sistemazioni temporanee il più confortevoli possibili per tutti i bambini e ragazzi e in tempi rapidi».

De Pascale: «Tutti gli sforzi di aziende e istituzioni in aiuto di Conselice»

Il presidente della Provincia ha visitato il comune della Bassa Romagna che ha vissuto tre alluvioni in un mese

Alluvione Conselice 4
Al centro Paola Pula, sindaca di Conselice

«Chiediamo a tutte le aziende e le istituzioni coinvolte di continuare a mettere Conselice in assoluta priorità per tutte le attività legate all’emergenza e ai ripristini». È l’appello del presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, che si è recato questa mattina, 29 maggio, nel comune di Conselice per un sopralluogo nelle zone alluvionate.

In queste ore le acque si stanno ritirando e si può iniziare l’azione di ripristino dei luoghi. La sindaca Paola Pula sta adottando ordinanze via via meno restrittive che consentono alle persone di poter accedere in sicurezza alle zone asciugate. Questo vale per i cittadini che potranno progressivamente accedere alle abitazioni, ma anche per le imprese, alcune delle quali sono imprese strategiche di rilevanza nazionale, che potranno mettere in sicurezza, bonificare e ripristinare.

Un ulteriore passo avanti è quello di consentire alle aziende ancora interessate dagli allegamenti di poter procedere, sempre in ore diurne e nel rispetto raccomandazioni igienico e sanitarie definite dall’Ausl, alle attività di messa in sicurezza, bonifica, e ripristino delle attività e dei magazzini. L’accesso alle imprese è consentito poiché sono raggiungibili da tratti di strade asciutte nella strada provinciale Selice e dalla strada provinciale Gardizza da via Bastia. Tutto ciò si aggiunge alla recente ripartenza delle attività commerciali e produttive dell’abitato di Lavezzola, dovuta alla diminuzione del rischio incombente.

«Alla sindaca Pula e a tutta la comunità conselicese va il massimo del supporto possibile di tutta la provincia di Ravenna. La gente di Conselice ha attraversato un inferno fatto di tre alluvioni in venti giorni, probabilmente un avvenimento mai accaduto nella storia d’Italia a una singola comunità, e da giorni combatte per riuscire a drenare attraverso i canali, verso il mare, che però dista più di 35 km, le acque giunte dalle rotture del Sillaro e del Santerno. Tutta la provincia di Ravenna nei prossimi giorni dimostrerà la sua assoluta solidarietà con Conselice, tantissimi volontari da tutto il territorio accorreranno per aiutare a pulire e riparare».

In totale in provincia di Ravenna le persone accolte in strutture messe a disposizione dai Comuni o in alberghi sono 1.128 (201 in meno rispetto a ieri) di cui 100 minori: 1 in provincia di Rimini, 291 in quella di Forlì-Cesena, 573 in quella di Ravenna, 263 in quella di Bologna.

In arrivo 150mila rotoli di carta igienica e da cucina per gli sfollati

Il materiale donato dal gruppo Sofidel alle popolazioni colpite dall’alluvione

Carta Igienica ReginaSofidel dona 150mila rotoli tra carta igienica e carta da cucina, a marchio Regina, alla protezione civile e alla Croce rossa italiana (comitato di Bologna) che stanno aiutando la popolazione dell’Emilia-Romagna colpita dall’alluvione.

I rotoli donati corrispondono alla quantità necessaria per un mese per le persone che attualmente risultano sfollate.

Il gruppo Sofidel è tra i leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico, in Italia e in Europa è noto in particolare per il marchio Regina.

Per quanto riguarda la protezione civile, la distribuzione del materiale avverrà attraverso la Fondazione banco alimentare Emilia-Romagna onlus, coinvolte la sede di Imola e il magazzino di Parma. Per la Croce rossa, invece, farà riferimento il magazzino del corpo militare volontario di Bologna.

Al lavoro per la riapertura nella zona commerciale di Fornace Zarattini – FOTO

Ma i danni sono ingenti e al momento è difficile fare previsioni

La zona commerciale di Fornace Zarattini sta cercando di rialzarsi dalla disastrosa alluvione. Anche se la riapertura non sarà immediata, come si può immaginare dando anche solo un’occhiata allo stato delle strutture, completamente allagate fino a pochi giorni fa. E come ci confermano gli addetti, che ci consigliano di tornare la prossima settimana.

Ci sono comunque gli operai al lavoro, e già questo è un buon segno, tra il supermercato Famila, l’Obi – con tanto di tensostruttura allestita nel parcheggio – il negozio sportivo Cisalfa e quello di giocattoli Toys.

È ancora presto per stimare una possibile giornata di riapertura, così come i danni, ingentissimi.

La rete mobile di Tim è tornata funzionante in tutta la Romagna dopo l’alluvione

L’ultima zona coperta è stata Casola Valsenio. La riparazione ha impiegato 900 tecnici

Con la riattivazione della stazione radio base nella frazione montana di Baffadi, che fornisce copertura al comune di Casola Valsenio, nel Ravennate, la Tim ha completato gli interventi sulla propria rete mobile in Emilia-Romagna, ripristinando la piena funzionalità del servizio nelle zone colpite dall’alluvione.

L’intervento in quota necessario a ripristinare i collegamenti voce e dati alla comunità di Casola Valsenio, completamente isolata a causa delle numerose frane, è stato effettuato il 27 maggio grazie all’impiego di due elicotteri, uno dei quali dei vigili del fuoco. Sul posto ha operato una squadra di tecnici Tim specializzati in ponti radio.

In precedenza Tim aveva riattivato anche la stazione radio base e la centrale di Monterenzio, nel Bolognese, altro comune montano che si trova in condizioni particolarmente critiche. In questa occasione è stato utilizzato un drone per riparare un cavo in fibra ottica strappato a causa di una frana, che ha provocato una voragine rendendo il luogo inaccessibile.

Tim fa sapere di aver messo in campo una task force con oltre 900 tecnici e personale di supporto di imprese esterne con l’obiettivo di ripristinare nel più breve tempo possibile la piena funzionalità dei collegamenti della rete telefonica e internet nel territorio. Sono stati impiegati oltre 500 automezzi, 70 furgoni attrezzati e 20 mezzi dotati di stazioni radio e centrali mobili che utilizzano generatori elettrici di emergenza.

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