Due mesi di attesa all’Ausl per rinnovare la patente da barca

Da quest’anno viene applicata in maniera più rigida la normativa in vigore dal 2008 che consente di sostenere le visite mediche solo in strutture sanitarie pubbliche. Ma non mancano i paradossi: l’ufficio di Sanità marittima fa visite solo per patenti auto

Barca ParticolareTempi di attesa sempre più lunghi all’Ausl per sostenere la visita medica necessaria al rinnovo della patente nautica da diporto. In alcuni casi di recenti prenotazioni è stato dato l’appuntamento a luglio. La segnalazione arriva dalla scuola Tst Soldati che già nelle scorse settimane aveva lanciato l’allarme auspicando un’accelerazione degli uffici pubblici ma le tempistiche non sono migliorate e se si tiene conto che una volta ottenuta l’idoneità può passare ancora un mese prima che la capitaneria completi l’iter, per molti appassionati di barca si profila il rischio concreto di veder saltare la stagione estiva. Tutto perché da quest’anno viene applicata in maniera più rigida la normativa in vigore dal 2008 che consente di sostenere le visite solo in strutture sanitarie pubbliche, in questo caso gli ambulatori dell’Ausl. «In passato era possibile farlo anche nelle scuole convenzionate e attrezzate come la nostra – spiega Paolo Conti di Tst – dove era a disposizione un medico per la visita. Questo ampliava le disponibilità e quindi riduceva i tempi. Ora tutto si concentra in un punto solo, il personale è ridotto e gli appuntamenti vengono dati molto avanti nel tempo. Non si comprende il motivo di questa restrizione se si considera che ad esempio per le patenti di guida stradali invece è tuttora possibile farlo nelle scuole». Non mancano le situazioni paradossali che lasciano Conti perplesso: «Il ministero della Salute ha una dislocazione locale chiamata Sanità marittima ma fanno visite solo per le patenti da auto».

Il rinnovo fa fatto ogni dieci anni, in Romagna le nuove patenti rilasciate ogni anno sono circa trecento. Tra quelli che stanno vivendo il problema dei tempi dilatati c’è anche Cristiano Giardini, operatore del settore che si occupa di manutenzione alle barche: «Parliamo di una scadenza decennale ed è comprensibile pensare che ci si possa muovere con un po’ di anticipo ma non si capisce perché questa restrizione che ingolfa il personale dell’Ausl a Ravenna. Per quanto mi riguarda ho saputo che c’era possibilità di farla a Bologna in un ambulatorio delle ferrovie e ne ho approfittato cavandomela in una giornata».

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