Piazza Kennedy finisce in procura: «Sprecati 565mila euro di fondi del Comune»

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) contesta la mancata effettuazione di indagini archeologiche preventive da parte della Soprintendenza, danneggiamenti ai reperti ritrovati e omissioni. Appuntamento in consiglio comunale

Reperti

Una foto dei lavori di piazza Kennedy con i reperti archeologici

Il Comune ha speso quasi 600mila euro di soldi pubblici non previsti inizialmente per «riportare alla luce e poi riseppellire la chiesa di Sant’Agnese» e «per scavare negli ex Orti Rasponi sapendo già che sarebbe stato a vuoto». Sono queste le conclusioni a cui giunge l’esposto (in versione integrale a questo link) trasmesso alla procura lo scorso 17 marzo da Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna sul progetto di riqualificazione di piazza Kennedy, ex parcheggio e ora nuova piazza pedonale del centro storico di Ravenna.

Dall’esposto – secondo Ancisi – si possono ricavare ipotesi di reato in quanto non sarebbero state rispettate le norme penali che impongono «opere di prevenzione dei danni potenziali, di corretta manutenzione e di valorizzazione appropriata dei beni culturali sottoposti a tutela». Secondo il decano dell’opposizione ravennate «la mancata effettuazione di indagini preventive sul progetto di riqualificazione (che sarebbero imposte sugli “immobili pubblici di interesse archeologico” come viene considerata piazza Kennedy, ndr) fa ritenere ragionevolemente certo il mancato rinvenimento sul posto di reperti archeologici risalenti fino al III secolo a.C., di tale importanza che avrebbero obbligato la Soprintendenza a respingere il progetto preliminare della nuova piazza», scrive Ancisi, che ricorda in questo modo come la Soprintendenza abbia invece al contrario concesso l’autorizzazione anche senza sondaggi preventivi, andando poi invece a scavare a fondo durante i lavori in una zona (quella dei cosiddetti Orti Rasponi), dove sapeva già che non avrebbe trovato praticamente nulla (Ancisi porta come prova lo studio di fattibilità di Hera che aveva individuato l’area addirittura come ideale per installare un’isola ecologica interrata).

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Alvaro Ancisi

Nell’esposto viene inoltre sottolineato (oltre ai mesi di ritardo del cantiere, con conseguenti mancati introiti per il Comune a causa del taglio delle tasse ai commercianti coinvolti) come i reperti archeologici rinvenuti in piazza Kennedy (secondo Ancisi oltretutto sicuramente danneggiati a causa dei lavori e del cemento) siano stati di fatto tombati con «una posta di pietrame cementizio» che avrebbe prodotto una strada di «assoluto non ritorno per possibili scavi futuri».

Dell’esposto se ne discuterà durante il consiglio comunale di martedì 16 maggio, la cui convocazione è stata richiesta da tutti i 12 consiglieri d’opposizione. Durante la seduta verrà presentato anche un ordine del giorno con un primo testo in cui si impegna il consiglio stesso a esprimere «la fiducia nell’operato della Magistratura» e l’Amministrazione «a corrispondere pienamente a ogni richiesta di collaborazione della parte inquirente».

Gli allegati a cui si fa riferimento nell’esposto si possono visionare a questi link: (dall’1 al 5); (il 6); (dal 7 all’11)

 

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