Comunisti, europeisti, sovranisti, antivaccinisti: chi ci prova per la prima volta

Il punto sulla raccolta firme delle liste che non hanno già rappresentanti in consiglio: servono almeno 500 persone in provincia pronte a sottoscrivere simbolo e candidati

Chi non ha già un gruppo consiliare insediato o un consigliere, per presentarsi alle elezioni regionali del 26 gennaio deve riuscire a raccogliere le firme in almeno cinque province. Il numero, rispetto al passato, è stato dimezzato e oggi per il territorio ravennate sono richieste 500 firme valide. Sono diversi i simboli impegnati in questa operazione con la scadenza ultima comune del 24 dicembre.

Partito Comunista LogoTra questi c’è l’unica falce e martello che comparirà sulla scheda, il Partito Comunista (Pc) di Marco Rizzo. A Ravenna la federazione si sta strutturando e la raccolta quindi non è cosa semplice ma al mercato non mancano i banchetti, ci spiega Canzio Visentin, capolista nella circoscrizione ravennate nonché rappresentante legale e tesoriere del partito a livello nazionale. Un partito comunista, dunque, che si distingue dalle altre forze radicali di sinistra per «l’assoluta e totale negazione di qualsiasi mediazione con il Pd, responsabile di un massacro nei confronti dei diritti dei lavoratori, anche pubblici». Precariato, sistema dei subappalti, sanità tra i temi formi di questo partito che alle ultime Europee in provincia di Ravenna riuscì a ottenere l’1,3 percento. A prescindere dalle elezioni, la raccolta firme, spiega ancora Visentin «è un momento per noi irrinunciabile per radicare il partito sul territorio». Oltre a lui, i candidati ravennati sono Tito Gambi (dalla giovanile dl partito) e Arianna Ballotta.

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Potere Al PopoloSempre a sinistra, se L’Altra Emilia Romagna (supportata da Pci e Prc e sempre alternativi al Pd) non ha bisogno di raccogliere firme in quanto già presente in consiglio regionale, Potere al Popolo (Pap) ha già raggiunto l’obiettivo su Ravenna. «Siamo a 640 firme e abbiamo deciso di fermarci» racconta Gabriele Abrotini che sarà capolista (gli altri candidati sono Andrea Casadio, Roberto Gentilini e Lorenza Milesi), e che, all’obiezione del voto utile e del rischio di favorire la destra con la propria presenza spiega: «Noi in realtà vogliamo proprio andare a cercare l’elettorato operaio che è passato alla Lega, che ha perso rappresentanza a sinistra. Chi vota noi non voterebbe Pd per nessuna ragione al mondo». Pd e Lega dunque sono la stessa cosa? «No, ma non sono nemmeno troppo differenti nelle politiche di precarizzazione del lavoro e di liberismo economico».

Movimento 3vUn’altra lista che ha già superato le 600 firme e ha chiuso la raccolta è quella civica del Movimento 3V – Vaccini Vogliamo Verità, che chiede l’abolizione dell’obbligo vaccinale . Un segnale importante, da tutto il territorio. «Abbiamo fatto le raccolte in modo capillare nei comuni e qualche banchetto a Faenza, ma l’adesione è stata piuttosto uniforme. Abbiamo riscontrato un interesse diffuso» ci spiega la faentina Elena Fabbri, capolista a Ravenna (gli altri candidati sono Fabio Servidei, Ugo D’Alberto e Maria Luisa Biolcati Rinaldi). Il Movimento 3 V si autodefinisce un «partito di popolo costituito da cittadini con spirito civico».

FsiChi invece è ancora impegnato è un altro simbolo alla prima contesa da queste parti, il Fsi – Fronte Sovranista Italiano che corre anch’esso da solo. «Siamo un partito – ci raccontano – nato nel 2016, dopo un’intensa attività divulgativa e formativa. Ci stiamo presentando alle elezioni regionali e intendiamo partecipare alle prossime politiche». L’obiettivo dichiarato è quello di «realizzare il programma economico previsto dalla nostra Costituzione e oggi vietato dall’adesione all’Unione Europea». E parlano di «natura antidemocratica» e «irriformabilità» della Ue. È possibile sottoscrivere per la presentazione della lista recandosi in orario d’ufficio in qualsiasi sede dei Comuni della provincia di Ravenna, incluse le sedi del decentramento, o a un banchetto. Capolista è Alessandro Bucci, Eva Germani, Matteo Rossini e Barbara Monti.

VoltPer un partito antieuropeista, ce ne sono altri che hanno invece l’europeismo nel Dna, che stanno raccogliendo firme e che, a differenze delle liste precedenti, sono in coalizione con il Pd e quindi non devono affrontare l’ostacolo del 3 percento alle elezioni. Volt, che già aveva tentato l’impresa alle europee, sta concludendo la raccolta firme «Speriamo di superare la soglia il 14 dicembre, quando avremo un banchetto dalle 10 alle 12 in piazza Einaudi. Molte ne abbiamo raccolte anche sabato 7 dicembre alla manifestazione per Bonaccini. All’inizio ci chiedevano tutti “chi siete”, ma le persone sono attirate dal nome e dal simbolo» ci dice Erbin Berisha. Ma che ci fa un partito transnazionale a un’elezione amministrativa? «Volt ha l’obiettivo di presentarsi a tutti i livelli, per questo eravamo a Novi Ligure e ci presentiamo alle Regionali. Le elezioni di Faenza? Stiamo valutando, sarebbe interessante». I candidati sono Emanuela Serri, Francesco Vuocolo e Luca Conficconi.

Più Europa BonacciniEuropeista fin dal nome è la lista +Europa che, sulla scia anche dell’esperienza alle Europee, si presenta questa volta con dentro due simboli storici che potrebbero fare la differenza, almeno da queste parti, il Psi e soprattutto il Pri. A coordinare la lista è Nevio Salimbeni che non sarà però candidato e che annuncia anche la nascita di un comitato di +Europa in provincia di Ravenna dopo le elezioni. «È un’operazione che vuole mettere insieme forze dalla forte identità europeista, laica liberale, una lista liberal-democratica sul modello europeo». L’accordo con Bonaccini è arrivato tardi anche perché non sarebbe stato accettabile per +Europa alcun accordo con i «populisti grillini». E Calenda? «Siamo su posizioni vicine, ma hanno fatto la scelta di non presentare il simbolo. In futuro chissà, l’obiettivo di +Europa è anche quello di contenitore, perché se quest’area che esiste e oggi è tanto frammentata non trova un collante rischia di non contare poi a sufficienza». Intanto, di sicuro a Ravenna la lista conta anche sui numeri importanti dei repubblicani e sull’attrattività del simbolo dell’edera.

Verdi (politica).svgSempre nella coalizione di Bonaccini correranno, un po’ a sorpresa, anche i Verdi grazie a un accordo stretto di recente. Come le altre liste alleate, potranno sicuramente contare sull’aiuto del partito principale, ma le firme vanno raccolte. Il capolista per la circoscrizione di Ravenna, che sta seguendo anche questo passaggio, è un volto noto sia del mondo ambientalista sia del mondo legato alla pedagogia più innovativa e sperimentale: Roberto Papetti, autore di libri per ragazzi, per trent’anni a capo del centro La Lucertola, educatore ambientale. «Ho accettato di metterci la faccia perché sono convinto che stiamo vivendo la seconda ondata ecologica in Italia e voglio solo aiutare i movimenti ecologisti, ho solo una ragione leale». Papetti peraltro non nasconde i malumori nel mondo ambientalista dopo le ultime vicende del territorio (valle della Canna in primis), ma resto convinto che sia bene provarci. Con lui sono candidati Linda Maggiori, Dino Tartagni e Fernanda Useri.

Naturalmente le firme sono da raccogliere anche per le liste dei due presidenti, ma per loro problemi davvero non ce ne possono essere, potendo appunto contare sul sostegno dei colleghi di coalizione forse più che tutte le altre.

Possono invece presentarsi senza raccogliere firme le altre liste che parteciperanno alla corsa: il Movimento 5Stelle, nella coalizione del centrosinistra il Pd e Coraggiosa, nel centrodestra Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. In tutto ci saranno infatti sedici liste per otto candidati alla presidenza.

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