Bonaccini si candida a guidare il Pd: tra i sostenitori Corsini e De Pascale

Il presidente della Regione Emilia-Romagna ha ufficializzato la decisione. L’endorsement anche di Isola e Pagani

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Come ampiamente previsto, il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha annunciato – lo scorso 20 novembre – la sua candidatura alla segreteria del Pd e quasi istantaneamente sono arrivate le dichiarazioni di diversi esponenti del partito ravennate. Tra questi, naturalmente, l’assessore Andrea Corsini, “uomo forte” della giunta Bonaccini con deleghe importanti come Infrastrutture e Turismo (e che qualcuno già indica come suo possibile successore in Regione) che ha scritto sulla sua pagina facebook: «Dopo mesi difficili per il Partito Democratico, in cui i nostri iscritti ed elettori si sono sentiti spesso disorientati, finalmente un’ottima notizia che aspettavamo da giorni. Una scelta che può aprire una nuova stagione per la sinistra riformista e progressista italiana. Stefano unisce ideali solidi, visone strategica e concretezza di governo. Il Paese ha bisogno di un forte Partito Democratico, di ispirazione maggioritaria, su cui costruire una larga alleanza di centro-sinistra per sconfiggere la destra alle prossime elezioni politiche. Per farlo, abbiamo bisogno di rigenerare il nostro partito, cambiare la classe dirigente nazionale, andare finalmente oltre le correnti autoreferenziali che ci hanno portato alla situazione attuale».

Il riferimento alle correnti di Corsini è particolarmente significativo perché in effetti all’interno del Pd si sta assistendo a movimenti e posizionamenti per certi versi sorprendenti. Al momento infatti si profila l’ipotesi di una sfida per Bonaccini con Elly Schlein, sua ex vice alla Regione, oggi in Parlamento, tra le fondatrici dell’esperienza di Coraggiosa, mentre resta al momento un po’ sullo sfondo la candidatura dell’ex ministra De Micheli.
Donna, 37 anni, ecologista, Schlein sembra invece rappresentare l’ala sinistra del partito a cui al momento non è nemmeno iscritta, ma la stampa nazionale sostiene che sarà sostenuta da moderati come il più volte ministro Dario Franceschini, non proprio un’icona della sinistra radicale. Ancora non è chiaro cosa farà l’ex ministro Orlando, potrebbe infatti correre oppure appoggiare Schlein. Insomma, dietro la giovane donna potrebbero esserci in effetti anche sostenitori politicamente non così giovani o di sinistra. In pista potrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, scendere poi il sindaco di Firenze, Nardella, che si sta rivolgendo proprio ai “primi cittadini”.

Tra questi non potrà comunque annoverare Michele de Pascale che si invece è subito schierato con il presidente Bonaccini dicendo che «Ha iniziato a delineare il nuovo ruolo del Pd all’opposizione in Parlamento ma con enormi responsabilità di governo in Regioni, Comuni e Province e la necessità impellente di mettere in campo una classe dirigente nazionale rinnovata attingendo dai territori e dalla società. Ci ha anche rassicurato rispetto alla prospettiva di Governo della nostra Emilia-Romagna che, in ogni caso, avrà bisogno di averlo alla sua guida fino alla fine del mandato. In tanti saremo al suo fianco in questa sfida lunga, complicata ma che può dare una nuova prospettiva al partito, al centrosinistra e a tutta Italia».
Tra i sindaci del territorio è arrivato anche il sostegno di Massimo Isola, e a Bonaccini arriva anche il consenso di Alberto Pagani, parlamentare uscente.

Ma la data fatidica dell’elezione è per febbraio, tra diversi mesi, e molte cose possono accadere. Al momento, un po’ morettianamente, si può osservare chi appunto si è subito schierato e chi ha taciuto. Tra questi, il segretario provinciale Alessandro Barattoni che non ha rilasciato dichiarazioni in merito.

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