In piazza a Ravenna per gridare “Giù le mani dal Venezuela”. Ieri pomeriggio (3 gennaio) un primo presidio è andato in scena in piazza del Popolo, promosso da Potere al Popolo, Osa e Cambiare Rotta. Un altro appuntamento è stato organizzato sempre in piazza per lunedì 5 gennaio (ore 17.30); tra le prime adesioni quelle di Associazione di Amicizia Italia Cuba; Consulta Provinciale Antifascista; Opposizione Studentesca d’Alternativa; Partito Comunista Italiano; Partito della Rifondazione Comunista; Potere al Popolo; Ravenna in Comune e Resistenza Popolare. Partecipa anche il coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”, che in una nota inviata alla stampa porta le sue ragioni: «Le forze armate degli Stati Uniti hanno colpito la capitale del Venezuela e catturato il presidente Maduro e sua moglie, trasferiti in territorio statunitense in attesa di giudizio con l’accusa di narcoterrorismo. Ma il narcoterrorismo c’entra ben poco».
«Trump – continua la nota degli ambientalisti – ha tenuto una conferenza stampa delirante in cui, fra esaltazione della potenza, precisione e competenza dei suoi militari e autoproclamazione di se stesso come presidente pro tempore di uno stato estero, finché non avverrà una transizione a detta sua sicura e giudiziosa, ha candidamente ammesso di volere mettere le mani sul petrolio a cui per troppo tempo è stato negato l’accesso. A suo dire i presidenti che lo hanno preceduto se lo sono lasciato “rubare”, lui non lo avrebbe mai permesso. Su tutta questa farneticazione, in un mondo normale, ci si sarebbe aspettati da un Presidente del Consiglio di una nazione che rifiuta l’ingerenza nelle questioni politiche straniere da Costituzione, una condanna senza riserve di un’azione del genere. La nostra Presidente Meloni, invece, ha ritenuto legittimo l’attacco al Venezuela».
«Come realtà che si battono contro il dominio del fossile – termina la nota inviata alla stampa – abbiamo perso il fiato a forza di ripetere che il petrolio e le altre fonti fossili sono la causa dei conflitti in tutto il mondo e che solo l’uscita dall’era fossile, e il passaggio ad un modello completamente diverso, può rendere i paesi liberi di autodeterminarsi. E solo iniziare ad abbandonare la dipendenza dal fossile può contribuire ad interrompere l’escalation verso la generalizzazione della guerra. Noi ne abbiamo la possibilità, questo è il momento di rendercene conto e agire concretamente di conseguenza. Nell’immediato il nostro cuore è con la popolazione venezuelana, che possa trovare la forza di alzare la testa e reclamare la propria autonomia, quella che per troppo tempo ai paesi del Sudamerica e a tante regioni del mondo, in nome del possesso delle fonti fossili, è stata negata».
La manifestazione del 3 gennaio a Ravenna



