L’assemblea pubblica di giovedì pomeriggio organizzata dal sindaco Barattoni per presentare ai cittadini il nuovo piano sosta per il centro storico (con il conseguente aumento delle tariffe dei parcheggi e vincoli più stringenti per auto elettriche e ibride, i dettagli a questo link) è stata l’occasione per buona parte dell’opposizione per contestare pubblicamente le decisioni della giunta, con tanto di cartelli esposti tra il pubblico. In particolare, il centrodestra lamenta il fatto che le novità non siano state prima discusse in consiglio comunale. Contro il piano è partita anche una petizione promossa da Fratelli d’Italia.
Il Partito Democratico replica parlando di uno «show messo in scena dall’opposizione che ha tentato di trasformare un momento di ascolto e confronto con la cittadinanza in un’occasione di confusione e polemica».
«Il Pd ribadisce con convinzione l’importanza degli incontri pubblici promossi dall’amministrazione comunale come momenti di ascolto, confronto e partecipazione reale dei cittadini sulle scelte che riguardano la città. – ha dichiarato il segretario comunale del Pd Lorenzo Margotti -. Il percorso di condivisione sul piano sosta nasce proprio con questo obiettivo ed è stato costruito attraverso un lavoro serio, graduale e aperto. Un confronto che ha accompagnato l’elaborazione di un piano equilibrato, pensato per rispondere ai bisogni di residenti, lavoratori e attività economiche, migliorando l’organizzazione della sosta e la vivibilità urbana nel suo complesso. Si tratta di un piano che riteniamo valido nel merito e che rappresenta un passo in avanti nella gestione dello spazio pubblico, frutto di scelte ponderate e di un metodo che mette al centro il dialogo e la responsabilità amministrativa».
«Riteniamo inaccettabile – ha affermato il capogruppo dem Luca Cortesi – che momenti di confronto con la cittadinanza vengano piegati a logiche di visibilità politica, con cartelli, interruzioni e interventi finalizzati più a disturbare il dibattito che a contribuire in modo costruttivo alla discussione. Questo non significa fare opposizione, ma impedire ai cittadini di informarsi e di esprimersi liberamente. Le critiche e le posizioni diverse sono legittime e fanno parte del dibattito democratico, ma devono essere espresse nel rispetto dei luoghi, delle persone presenti e del diritto di tutti ad ascoltare e intervenire. Trasformare un’assemblea pubblica in uno show non aiuta a migliorare le politiche, né a rappresentare i bisogni reali della città».
La presentazione alla Camera di Commercio



