giovedì
08 Ottobre 2026
consiglio comunale

Bagnacavallo revoca la cittadinanza onoraria a Mussolini

Al via l'iter: ha votato a favore solo la maggioranza. Pd e Anpi: «Ma la storia non si cancella»

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Bagnacavallo avvia il percorso per togliere a Benito Mussolini la cittadinanza onoraria conferita dal Comune durante il fascismo. Il consiglio comunale, nella seduta di martedì 6 ottobre, ha approvato l’ordine del giorno che dà il via all’iter, con i voti favorevoli dei soli gruppi di maggioranza. La revoca, dunque, dovrà essere perfezionata attraverso i successivi passaggi amministrativi.

La scelta arriva esattamente a cento anni dalle cosiddette «leggi fascistissime» del 1925-1926, con le quali il regime accelerò lo smantellamento delle libertà democratiche, riducendo le prerogative del Parlamento, sciogliendo i partiti e rafforzando gli strumenti di repressione politica. Il Partito Democratico di Bagnacavallo, in un comunicato diffuso ieri, sottolinea proprio il valore simbolico della decisione: non si tratta, si legge, di cancellare la storia, ma di modificare il significato che oggi le istituzioni attribuiscono a quell’onorificenza. L’atto originario, secondo il Pd, dovrà essere conservato come testimonianza di ciò che avvenne.

Sulla stessa linea l’Anpi di Bagnacavallo, che ha accolto «con soddisfazione» il voto del consiglio. Per l’associazione dei partigiani si tratta di «un passaggio significativo» e di un atto dal «forte valore simbolico»: una cittadinanza onoraria rappresenta infatti una scelta con cui una comunità indica chi ritiene meritevole di un proprio riconoscimento. L’Anpi respinge quindi l’idea che la revoca possa equivalere a una cancellazione della storia. «La storia non si cancella: si studia, si conosce, si racconta e si tramanda», sostiene l’associazione, secondo la quale il punto è invece stabilire quali siano oggi i valori che le istituzioni intendono riconoscere e celebrare.

Il Pd chiede inoltre che il percorso non si esaurisca con la revoca dell’onorificenza, ma sia accompagnato da iniziative di memoria e approfondimento storico rivolte alla cittadinanza e soprattutto alle nuove generazioni. Una richiesta condivisa dall’Anpi, che vede nell’occasione anche uno strumento per riportare nelle scuole e nel territorio una riflessione sui principi della Costituzione e sulla storia democratica locale.

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