Quando il consigliere comunale Nicola Staloni ha sganciato un bestemmione, in municipio a Ravenna, ci siamo accorti che Avs esiste. C’è voluto un moccolo ben scandito a microfono aperto, in un momento di stizza durante la seduta del 13 ottobre trasmessa via streaming in diretta, per ricordare che la coalizione di centrosinistra che sostiene il sindaco Alessandro Barattoni ha anche una lista di sinistra (ricordiamo ai distratti che la S della sigla Avs sta per “sinistra”).
Nelle cronache della politica locale dei primi sedici mesi trascorsi dalle elezioni non si trovano grandi esternazioni firmate Avs. Né dal consigliere Staloni e né dall’assessora Hiba Alif. Di certo finora non si sono fatti sentire con la stessa verve sanguigna che ti aspetteresti da uno che ti spara una bestemmia che ha incendiato l’aria.
Eppure, ci pare che i tempi di oggi e i fatti ravennati offrano spunti più che validi per le battaglie di gente di sinistra, pacifista, ambientalista (ai distratti di prima ricordiamo che la V della sigla sta per “verdi”) che voglia tenere fede al mandato dei 2.578 elettori (4,34 percento) che la scelsero nella cabina elettorale a giugno 2025, facendone la settima forza comunale dopo Pd, Fdi, Lega, Fi, M5s e Pigna.
Basta leggere le deleghe assegnate dal sindaco a Alif per accorgersi che quelli che parevano contesti innocui – ideali per la crescita di una 21enne alla prima esperienza amministrativa? – sono ora diventati campi dove ci sarebbe spazio per prese di posizione: Giovani, Agenda 2030 (futuro sostenibile), Casa, Pace. Sulle prime tre non c’è nemmeno bisogno di sottolineare quanto siano temi urgenti. Sulla pace viene da dire che già la delega sa di fuffa, ma se la crei e poi non viene usata (come? Non vediamo l’ora di scoprirlo) nemmeno nel periodo storico con il maggior numero di conflitti nel mondo, allora puoi proprio fare a meno di istituirla.
E dov’è la voce di Avs quando il Comune abbatte pini, contestato dagli attivisti ecologisti? Ci piacerebbe sentire quella voce anche se fosse a favore degli abbattimenti, così come spiega l’assessore M5s.
Chissà perché, invece, a Cervia va diversamente: ogni volta che il Comune tocca un ramo, si alza la critica di Avs locale. Sarà per caso perché Barattoni ha assegnato un posto in giunta al partito e invece il collega Mirko Boschetti ha fatto una squadra monocolore piddina e Avs è rimasta senza poltrona? Nella città del sale cinque mesi fa Avs ha preso il 3,73 percento e 425 voti, mancando di 15 voti l’elezione di un consigliere: tanto è bastato a Boschetti per lasciare fuori i compagni. Che ora pungolano. L’avrebbero fatto anche dalla giunta?
Il bello è che a Ravenna Avs è in giunta, grazie a un sindaco ligio alla linea “consigliere eletto uguale assessore nominato purché non disturbi il conducente”, e anche se pungolasse non cambierebbe niente, con Barattoni libero di fregarsene perché il Pd ha i numeri per fare da solo. E non sarà certo una bestemmia a preoccupare il partitone.

