Il giorno dopo la presentazione, fa discutere la nuova giunta del Comune di Cervia. Il neo eletto sindaco (Pd) Mirko Boschetti ha infatti escluso dalla sua squadra rappresentanti delle altre liste che componevano la coalizione insieme al Partito democratico, fatta eccezione per la conferma di Gianni Grandu come vicesindaco, grazie al 5,6 percento ottenuto dalla sua lista civica (l’unica del centrosinistra riuscita a eleggere un consigliere, Pd a parte). Gli altri componenti della nuova giunta sono infatti Federica Bosi, Samuele De Luca e Cesare Zavatta, tutti anche candidati nella lista Dem, e Morena Parrucci, presentata come “tecnica” ma anche militante dello stesso Pd.
Ad alzare la voce è oggi Alleanza Verdi Sinistra – tra i partiti rimasti appunto fuori sia dal consiglio che dalla giunta, definita un «monocolore Pd» – sottolineando come cinque assessori su sei (considerato anche il sindaco) appartengano al Partito democratico, nonostante alle elezioni il Pd si sia comunque fermato al 34,7 percento dei voti. Avs sottolinea come la vittoria al primo turno (con il 53 percento) sia stata resa possibile solo grazie al contributo delle liste alleate rimaste ora fuori da giunta e consiglio (Avs, Pri e Movimento 5 Stelle, tutte tra il 3 e il 4 percento, che insieme anche alla lista civica Fare Comune raggiungono circa il 14 percento). Nel comunicato inviato alla stampa non manca un passaggio politico sulle possibili ragioni dell’esclusione: Avs si chiede infatti se abbiano pesato le posizioni sui temi ambientali, del consumo di suolo, dell’urbanistica, della tutela degli alberi, della salute pubblica e dell’inquinamento. «Alleanza Verdi Sinistra – termina la nota inviata alla stampa – non approva il metodo che ha portato alla definizione della giunta e, vedendo di fatto esclusa la possibilità di collaborare da protagonista alla realizzazione della svolta, di cui Cervia ha bisogno, nella direzione della tutela dell’ambiente e dei diritti dei cittadini che vivono del loro lavoro, riflette sulla possibilità della sua permanenza nella maggioranza».
Altra lista esclusa è quella dello storico simbolo dell’Edera, con i Repubblicani che in una nota scrivono di prendere atto «della conclusione di un’alleanza che era innanzitutto politica. Per questo sosterremo lealmente la maggioranza, sul piano programmatico. Ed è proprio sui programmi e sulla loro concreta attuazione che concentreremo il nostro impegno, vigilando costantemente sulle azioni che l’amministrazione metterà in campo per rispondere ai problemi reali della città e del territorio». In questo contesto, «valutiamo positivamente la scelta del sindaco di mantenere in capo a sé le deleghe alla salute e, soprattutto, alla sicurezza, un settore nel quale riteniamo indispensabile un deciso cambio di passo. Proprio per la centralità di queste sfide, tuttavia – continua la nota del Pri -, riteniamo che sarebbe servito maggiore coraggio nel caratterizzare politicamente l’intera squadra di governo. Al di là delle qualità professionali e umane della persona individuata, non comprendiamo le ragioni che hanno portato alla nomina di una figura tecnica in un ruolo così strategico (il riferimento è a Morena Parrucci e alle sue deleghe a Bilancio e Saline, ndr). Tradizionalmente il ricorso a figure tecniche avviene quando la politica non riesce a trovare una sintesi o a esprimere una soluzione condivisa, uno scenario che non ritenevamo appartenesse a questa fase di avvio dell’amministrazione».
Il Pri lancia poi un primo appello su un tema specifico. «Riteniamo necessario superare definitivamente l’idea della cosiddetta cittadella dello sport. Una vera politica sportiva si costruisce attraverso il recupero, l’ammodernamento e la valorizzazione degli impianti esistenti, programmando eventuali nuovi interventi in modo coerente con le dimensioni e le reali esigenze della comunità cervese, senza rincorrere progetti irrealistici o fuori scala».



