Situazione in miglioramento: 300 dei 400 sfollati possono rientrare nelle case 

Revocata l’ordinanza di evacuazione a Fosso Ghiaia Ma Lido di Savio è ancora sott’acqua 

Il miglioramento delle condizioni climatiche che stanno favorendo il deflusso delle acque raccolte dalla rete di scoli e fossi e torrenti verso il mare ha determinato la decisione del Comune di Ravenna di revocare l’ordinanza per l’evacuazione di una porzione di abitato di Fosso Ghiaia, nelle zone di via Sila e via Bevanella. Si tratta di circa trecento cittadini che dalle 14 di oggi, 7 febbraio, hanno potuto fare rientro nelle loro abitazioni. L’ordinanza di evacuazione permane invece a Lido di Savio per gli allagamenti.

Sono state in totale circa 400 le persone nel comune di Ravenna che non hanno potuto passare la notte nelle proprie case perché evacuate, in alcuni casi a scopo precauzionale o in altri perché raggiunte dalle acque. È stato il sindaco Fabrizio Matteucci a fornire il dato stamane in occasione dell’incontro in municipio con il presidente della Regione Stefano Bonaccini e gli amministratori locali della costacolpita dal maltempo. «L’emergenza di questi giorni – ha spiegato il primo cittadino – è stata provocata dalla somma di tre fattori: alta marea, forte vento e pioggia eccezionale. La macchina dei soccorsi ha funzionato bene: ringrazio le donne e gli uomini in divisa, i volontari che hanno lavorato senza sosta in queste ore. La situazione è molto seria nei lidi dove 6 su 9 sono finiti sott’acqua. Critica la situazione a Fosso Ghiaia e per il torrente Bevano. Ci sono problemi inderogabili e urgenti. Ho chiesto e torno a chiederlo anche con forza in questa sede lo stato di emergenza».

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Dopo la riunione il sindaco e il comandante della polizia municipale Stefano Rossi si sono momentanemente allontanati dalla sala operativa della protezione civile per un sopralluogo nelle zone più colpite dall’alluvione. Fra le altre località visiteranno Lido Adriano, Fosso Ghiaia, Lido di Savio e altre zone del forese sud. Gli assessori stanno contattando i Consigli territoriali, le associazioni di categoria, i Comitati Cittadini e le Pro Loco per fare il punto della situazione.

L’Assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, ha riassunto le caratteristiche dell’evento meteorologico sul territorio romagnolo: «Il 4 febbraio – ha ricordato – è iniziata la fase di allarme. In Romagna sono caduti circa 40-50 millimetri di pioggia e si sono avute nelle mareggiate valori storici, picchi d’onda di 4,37 metri e picchi d’altezza del mare a Porto Corsini di 1,20».

La descrizione della situazione a Faenza e dintorni è stata fatta dal sindaco Giovanni Malpezzi: «Abbiamo avuto neve fino a 60 centimetri nella parte alta collinare e problemi di movimenti franosi. Tutt’ora mi segnalano dei black out di energia elettrica nei comuni collinari. Ci sono ancora due persone isolate che oggi saranno soccorse. Nella parte pianeggiante c’è stata esondazione della parte scolante. Danni alla struttura pubblica e alle auto. Ci sono alcune case allagate nella zona di Granarolo. Ieri numerose strade sono state chiuse al traffico. È l’acqua che ha fatto più danni. In dieci mesi è terzo evento calamitoso del nostro territorio. Chiediamo interventi per potere prevenire, ma anche anche resistere a questi fenomeni. Anche noi chiediamo lo stato di emergenza».

L’intervento del presidente Bonaccini ha chiuso la mattinata. «Lunedì ci sarà una riunione della giunta regionale dove decideremo quali risorse destinare per gli interventi di somma urgenza. Metteremo per ora a disposizione circa 2 milioni e mezzo di euro. Uno dei problemi principali sarà quello di rimettere il sistema delle dune a posto. Questa mattina ho parlato con il Prefetto Gabrielli. Quello che vi chiedo è di aspettare pochi giorni in modo che le Province raccolgano dai sindaci la certificazione per iniziare l’iter per richiedere stato di emergenza e per vedere quali risorse potranno arrivare. Fra i punti del mio programma di mandato c’è la predisposizione di un piano decennale per interventi su dissesto idrogeologico. Ogni anno ci sarà somma importante. Insieme a voi mapperemo le criticità. Su questo chiedo a Presidenti delle Province e ai Sindaci di fare una relazione sui rispettivi territori per arrivare, a primavera, a ragionarci in vista dell’approvazione del bilancio. Mettiamoci al lavoro da subito e incontriamo fra un paio di settimane, venti giorni per fare il punto della situazione e quantificare l’entità dei danni provocati dal maltempo».

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