Donne in gravidanza, in Emilia-Romagna il Nipt sarà gratuito

Si tratta del test di screening non invasivo per scoprire eventuali alterazioni cromosomiche del feto

GravidanzaAmniocentesi e villocentesi saranno sempre meno utilizzate per sapere se il feto presenta o meno alterazioni cromosomiche. Perché, per meglio informare le donne in gravidanza, dal prossimo anno in Emilia-Romagna sarà possibile, dopo una fase pilota, ricorrere al Nipt (Non Invasive Prenatal Test), un test di screening innovativo, non invasivo (un semplice prelievo di sangue) e sicuro per donna e feto. Che consente di prevedere con un alto grado di attendibilità alcune alterazioni dei cromosomi, e cioè le trisomie 21 (sindrome di Down), 18 (sindrome di Edwards) e 13 (sindrome di Patau), già dalla decima settimana di gestazione. Un test – sottolinea in una nota la Regione – con una sensibilità e una specificità che arrivano all’incirca al 100% nell’individuazione del rischio di sindrome di Down e di trisomia 13, e poco inferiori nella trisomia 18.

È l’Emilia-Romagna la prima Regione in Italia ad introdurlo gratuitamente per tutte le donne residenti in stato di gravidanza, indipendentemente dall’età e dalla presenza di fattori di rischio.

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Da gennaio 2020 sarà avviata una fase pilota della durata di nove mesi che riguarderà l’area metropolitana di Bologna, durante la quale il test sarà proposto con specifica informativa e a costo zero alle donne (residenti a Bologna) che prenotano test di diagnostica prenatale – il cosiddetto ‘test combinato’ – nelle strutture del Servizio sanitario regionale (ogni anno, in Emilia-Romagna, sono poco meno di 15.000 le donne che si sottopongono al test combinato). Al termine del periodo pilota, sarà esteso gratuitamente a tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sempre nelle strutture pubbliche.

Il Nipt riduce sensibilmente il ricorso ad amniocentesi e villocentesi, che presentano dei margini di rischio, anche se minimi, e possono costituire una preoccupazione per la donna. Finora non veniva rimborsato dal Servizio sanitario regionale, e poteva essere eseguito solo ricorrendo a laboratori privati, con un costo medio di 700 euro.
Già nella fase pilota sarà offerto in modo completamente gratuito. Si stima che non meno del 70 percento delle gestanti, a regime, faranno richiesta di effettuare il Nipt, e che gli esami invasivi (villocentesi, amniocentesi) non necessari diminuiranno circa del 50 percento.

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