giovedì
08 Ottobre 2026
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La comunità ucraina scende in piazza per Oleshky, la città assediata dal 2022

Appuntamento domenica 11 ottobre in piazza XX settmbre, in contemporanea con altre città italiane

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A Oleshky, città ucraina della regione di Kherson, intere comunità di civili sono rimasti intrappolati senza cibo, acqua, elettricità, riscaldamento e assistenza sanitaria. Secondo le autorità ucraine e le organizzazioni internazionali, migliaia di persone continuano a vivere nelle aree occupate dalle fore russe nella regione di Kherson, mentre a Oleshky e nei territori circostanti la popolazione civile affronta carenze acute di beni essenziali e difficoltà nell’evacuazione. Domenica 11 ottobre la comunità ucraina ravennate scenderà in piazza per il sit-in “Save Oleshky”, invitando la cittadinanza a partecipare. L’appuntamento è alle 15.30 in piazza XX Settembre (Piazza dell’Aquila). L’evento è promosso dall’associazione Malva – ucraini di Ravenna Aps sotto il coordinamento della NAU – Network Associazioni per Ucraina, e si svolgerà in contemporanea con iniziative analoghe in altre città italiane.

«L’iniziativa nasce per accendere i riflettori sulla drammatica situazione della popolazione civile di
Oleshky, città della regione di Kherson, occupata dalle forze russe dal 2022 e oggi di fatto isolata e
assediata. Oleshky sta morendo di fame – spiegano gli organizzatori -. Negli ultimi mesi la situazione è ulteriormente precipitata. Per raggiungere gli abitanti rimasti nella città, l’Ucraina è stata costretta a utilizzare droni per trasportare cibo e medicinali, perché gli aiuti umanitari terrestri non riescono a raggiungere la popolazione. Il 4 ottobre sono stati consegnatiquasi 400 pacchi, per circa 4 tonnellate di aiuti».
La città porta ancora le ferite della distruzione della diga di Nova Kakhovka, nel giugno 2023. Secondo quanto riportato da Human Rights Watch, Oleshky fu allora quasi completamente sommersa dalle acque: circa il 90% della città venne allagato. La popolazione rimase intrappolata, mentre le forze di occupazione impedirono l’accesso ai soccorsi e ostacolarono le evacuazioni. «Mentre il mondo rischia di abituarsi alle immagini della guerra, migliaia di persone continuano a vivere sotto occupazione e senza la possibilità di ricevere regolarmente ciò che serve per sopravvivere – continuano da Malva aps – Chiediamo accesso umanitario e aiuti alla popolazione civile;  la possibilità di evacuare in sicurezza chi vuole lasciare la zona; il rispetto del diritto internazionale umanitario e della protezione dei civili; che la tragedia di Oleshky rimanga sotto l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica italiana ed europea».

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