Lorenzo Pezzilli, a 14 anni al timone verso il suo sogno: «Vorrei fare le Olimpiadi»

Il giovanissimo che si allena al Circolo velico ravennate è una delle promesse italiane: ha iniziato quando aveva 6 anni e dopo due ori a squadre ai campionati europei Optimist ora cambia categoria

Pezzilli 5Il mare si riflette sugli occhiali a specchi, mentre prepara la barca prima di scendere in acqua. Ha solo 14 anni, ma i suoi movimenti sono già quelli di un velista esperto e sul viso abbronzato sono disegnati ben chiari l’entusiasmo e la determinazione tipici della sua età. Lorenzo Pezzilli, classe 2005, è una delle promesse della vela italiana, in virtù dei numerosi successi raccolti agli albori della sua giovane carriera, e non nasconde l’intenzione di proseguire la felice tradizione dei ravennati in questo sport. Un passo alla volta, però, perché il talento cresciuto nel Circolo Velico Ravennate ha di fronte a sé tanta strada da percorrere, sfidando onde e vento, prima di realizzare il grande sogno, quello di partecipare alle Olimpiadi.

Lorenzo, quando sei salito per la prima volta su una barca?
«Avevo sei anni, a un corso estivo organizzato dalla Scuola Vela del Circolo Velico Ravennate. Ho iniziato con Daniela Rossi, la mia prima istruttrice, e mi è piaciuto fin da subito stare in mezzo al mare».

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Un colpo di fulmine, quindi?
«Sì. Ho seguito l’esempio di mio fratello, Federico, che continuava a fare attività anche nel corso dell’inverno. Siccome ero ancora troppo piccolo non potevo andare in barca, quindi assistevo alle sue gare sul gommone degli organizzatori. Poi l’anno dopo sono entrato nella categoria pre-agonistica, con Cristina Celli e Carolina Rendano allenatrici nei cadetti, e non ho più smesso».

Come mai questo amore per la vela?
«Frequentando Marina di Ravenna l’acqua ha sempre rappresentato uno dei miei elementi preferiti, al punto che di inverno pratico anche nuoto in piscina. Sono tesserato con la Rinascita Team Romagna, ma non partecipo alle gare. Era inevitabile, quindi, che l’unione tra l’amore per il mare e quello per la competizione mi spingessero a buttarmi a capofitto sulla vela».

Pezzilli 6Come è proseguita la tua carriera?
«Ovviamente mi sono cimentato nella categoria Optimist, vivendo anni davvero entusiasmanti. Ho sudato tanto negli allenamenti, ma mi sono tolto anche la soddisfazione di partecipare a due campionati europei. In entrambe le edizioni, la seconda da capitano, ho vinto l’oro a squadre, mentre a livello individuale (nell’Optimist si gareggia da soli in barca, ndr) sono salito sul terzo gradino del podio. Inoltre, sempre a squadre, sono arrivato primo per due volte nell’importante competizione sul lago di Postdam, nei pressi di Berlino».

Che sensazione ti porta vestire la maglia azzurra?
«È bellissimo e mi dà grandi motivazioni, anche perché per arrivarci bisogna sudare tantissimo. La concorrenza è durissima, come è testimoniato dal fatto che gli italiani nell’Optimist primeggiano anche a livello mondiale. Davanti a me ci sarebbe stato un terzo anno in questa categoria, ma ho deciso di cambiare strada. Un po’ mi dispiace, perché nel 2020 il Mondiale si disputa a Riva del Garda».

In che categoria gareggi adesso?
«Da ottobre mi cimento nel 29er. Sullo scafo si va in due: io sto al timone, il mio compagno di team Tobia Torroni, di Forlì, è il prodiere, con cui ho una bella intesa. Mi piace stare in squadra, è più divertente, e dal punto di vista tecnico stiamo imparando tutto molto in fretta».

Che ruolo ricopre il Circolo Velico Ravennate nella tua attività?
«Sono felice di farne parte, perché qui c’è una bella atmosfera e mi sento supportato. C’è grande attenzione sui giovani, ci sono tante squadre e il livello è davvero molto alto. I dirigenti e gli allenatori ci trasmettono la bellezza della vela. In più ci sono tanti punti di riferimento, come i fratelli Ivaldi, Jacopo e Federico Pasini, Jacopo Plazzi, giusto per citarne qualcuno».

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali?
«Il 2020 è un anno un po’ “al buio”, tutto da scoprire. Il debutto stagionale è a marzo, con la prima delle cinque tappe del circuito nazionale prevista a Palermo. Per noi è un’avventura tutta nuova, quindi non sappiamo cosa aspettarci. Di sicuro l’obiettivo principale è quello di crescere e imparare il più possibile, con l’intenzione di raccogliere i primi frutti del lavoro nel 2021. Quest’anno sono in programma anche Europei e Mondiali, entrambi open: mi piacerebbe parteciparvi, sia per fare esperienza, sia per avere un primo confronto importante».

Come mai hai deciso di passare nella categoria 29er?
«Perché è propedeutica alla 49er, che è classe olimpica».

Pezzilli 3Quindi è questo il tuo grande sogno?
«Sì, un giorno vorrei partecipare alle Olimpiadi. So bene che la strada è lunga e in salita, ma il tempo è dalla mia parte e sono pronto ad allenarmi tantissimo per raggiungere questo obiettivo».

È complicato far convivere al meglio lo sport con la scuola?
«Frequento il primo anno di Liceo Scientifico e finora non ho avuto problemi. Sono contento anche di come vanno gli studi e ho scelto questa scuola perché, non avendo le idee chiare su quale sarà il mio futuro, lascia spazio libero a tante opportunità diverse. Anzi, in realtà so bene quello che voglio fare da grande: il velista professionista ad alti livelli».

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