Calcio, il Ravenna si giocherà la stagione ai playout. Il presidente: «Assurdo»

Giocatori senza stipendi da marzo, si stanno allenando individualmente. La decisione ufficiale l’8 giugno

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Il presidente del Ravenna Fc Alessandro Brunelli

Un’intera stagione decisa in 90 minuti da giocare dopo quattro mesi di sospensione dell’attività: chi vince si salva, chi perde retrocede. Pare ormai certo sarà questo l’epilogo del campionato di serie C per il Ravenna Football Club. L’ipotesi da confermare è quella di disputare il 28 o 30 giugno i playout in base alla classifica di febbraio, quando tutto si è fermato per il coronavirus. Il Ravenna sedicesimo ospiterebbe al Benelli il Fano diciannovesimo per uno spareggio (in caso di pareggio si salvano i giallorossi per la migliore posizione in graduatoria).

La decisione finale spetterà alla Federazione l’8 giugno, ma pare ormai certa dopo il via libera arrivato in questi giorni anche dal ministero dello Sport.

Lo scenario non piace a Alessandro Brunelli, presidente del Ravenna: «La Federazione ha già bocciato una precedente proposta della Lega che bloccava la retrocessioni dicendo che bisogna trovare una soluzione che premi il merito sportivo. Obbligare delle squadre a una partita secca non mi pare risponda a questa logica. E soprattutto mi pare assurdo che si continui a considerare serie A e serie C allo stesso modo, come se le regole per la Juventus possano andare bene anche per il Ravenna».

Intanto l’attività della prima squadra è ancora ferma. Protocolli e linee guida del governo per gli allenamenti di gruppo non sembrano aver fatto ancora la chiarezza sufficiente per la ripresa: «I giocatori sono dei professionisti e stanno facendo allenamenti individuali nei propri spazi, tenendosi in contatto con il nostro staff. Stanno dimostrando tutti grande serietà».

L’ultimo stipendio pagato è quello di marzo: «Abbiamo parlato con i giocatori, sanno quanto è delicata la situazione e per i mesi successivi stiamo aspettando di capire quali contributi ci saranno dallo Stato. Nel caso la stagione non dovesse riprendere, bisognerà ragionare su cosa fare: al momento non c’è nulla di sicuro sui pagamenti che dovremo fare».

Il Comune di Ravenna ha promesso aiuti alle società del territorio, ancora da definire nel dettaglio. Brunelli non ha fretta: «Ci sono cose più importanti del calcio adesso, capisco che vadano risolte prima altre situazioni».

La sospensione si è abbattuta su un movimento che stava ragionando a proposito di una riforma per modificare la composizione di B e C, creando due gironi da 20 squadre nella cadetteria. Che fare ora? «Non credo che in questo momento si possa mettere anche questo sul tavolo. Però visto che il prossimo sarà una sorta di anno zero, potrebbe essere l’anno di adattamento per arrivare a una conformazione dei campionati nella stagione successiva. Una riforma è necessaria, ma con i tempi opportuni».

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