170 – La «maraviglia» di Guidarello

170 GUIDARELLO RidimensionataNumerosi sono gli studiosi che nel tempo si sono soffermati ad ammirare la statua di Guidarello Guidarelli, la sua figura tragica ed enigmatica.
Tra questi va ricordato Corrado Ricci che più volte ne ha narrato la storia ed è a lui che si deve una delle più intense descrizioni del celebre volto del guerriero: «In che dunque consiste la maraviglia di questa statua? Nel volto, nel solo volto, che si può proclamare una delle più splendide opere della Rinascenza. Perché non è uno dei soliti volti ad occhi chiusi; non la rigida riproduzione d’una maschera tumida e ripugnante; ma il volto d’un uomo spentosi, mantenendo i segni dell’angoscia che gli ha turbata l’agonia. La fronte, solcata da lievi sinuosità, digrada compressa alle tempia; le sopracciglia sono leggermente segnate a peli ondulati e non a fregi secchi, taglienti e paralleli; dalle orbite degli occhi, profonde ed ombrose, emergono i globi coperti dalle palpebre, le cui ciglia si veggono attaccate, come inviscate dalle lagrime e dagli umori; il naso è delicato, trasparente, sottile; gli zigomi e le mascelle già cominciano a disegnarsi nel volto che si rimpicciolisce nel disfacimento della morte; la bocca, semiaperta, conserva la traccia d’uno spasimo, come se fosse rimasta immobile all’uscita dell’ultimo rantolo; le labbra digradano e si sfumano senza un segno che ne determini l’orlo intorno alla bocca, quasicchè non se ne scorga più il profilo tanto un uguale pallore le confonde con le carni dissanguate del viso».

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