21 – Severo filava… filava la lana

San SeveroTra le vite dei vescovi raccontate nel Liber Pontificalis quella di Severo è indubbiamente tra le più curiose.
Andrea Agnello riporta quanto a sua volta gli è stato raccontato «da molti anziani» sulla straordinaria elezione di quest’uomo – lui che di lavoro faceva il lanaiolo – e sull’impertinenza di sua moglie: «Un giorno, stanchissimo per il lavoro di lanaiolo, dato che, come ho detto, egli con la moglie filava la lana, disse alla sposa: “Vado a vedere una mirabile visione, come una colomba scenderà dall’alto del cielo e si poserà sul capo dell’eletto”. La moglie cominciò a deriderlo e a rimproverarlo, dicendo: “Stai qui seduto e lavora, non essere indolente. Sia che tu vada sia che tu non vada, il popolo non ti sceglierà come vescovo; torna al lavoro!”. Egli rispose: “Lasciami andare!”. E quella: “Vai pure!” (…). Egli si alzò e andò dove era riunito il popolo con i sacerdoti, (…) si nascose dietro la porta del luogo dove tutti erano riuniti in preghiera; terminata la preghiera, immediatamente scese dal cielo una colomba più candida della neve e si posò sul capo del beato Severo (…) e quello fu ordinato vescovo. Udita la cosa, la moglie, che poco prima l’aveva deriso, allora si congratulava con lui».
Con Severo si chiude la serie dei vescovi colombini, così, infatti, sono chiamati gli undici successori di Apollinare accomunati dalla leggenda della miracolosa elezione per mezzo di una colomba.
San Severo, Basilica di Sant’Apollinare in Classe, foto di Andrea Bernabini.

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