Il nuovo, vero, drammatico noir di Michele Leoni

Chi sta dalla parte delle vittime? In teoria ogni persona di buona volontà (anche se pare che l’inferno sia lastricato di buone intenzioni, quindi…). Quando si passa alla pratica, però, qualcosa spesso non ingrana e le ingiustizie si susseguono con drammatica frequenza. Con conseguenze a volte devastanti. Con il nuovo romanzo Suicidio in cerca d’autore (Foschi Editore), Michele Leoni affronta questo tema, proseguendo nell’indagine sulla società italiana avviata nei romanzi precedenti,  in particolare Il gemello (2010, Stampa Alternativa).
Un sostituto procuratore, Giovanni Gardini, si trova a indagare sull’assassinio di una psicologa, poi di un vecchio giudice in pensione e, infine, di un pedofilo. I casi sembrano distinti, poi si profila la possibilità che a colpire sia un killer seriale. Affiancato da poliziotti tenaci e umani, “tenuto a bada” da un procuratore disincantato e attento, Gardini va avanti senza concedersi alcun riposo, fino a risolvere il mistero.
Suicidio in cerca d’autore è un noir drammaticamente vero, che tiene attaccati alle pagine. E non solo perché si vuole scoprire chi sia il colpevole (la suspense c’è, eccome), ma anche perché Leoni sa ricostruire ogni passaggio delle indagini e aiuta a capire quale sia la molla che ha fatto scattare la tragedia. Dunque almeno due registri: quello del poliziesco ‘classico’ e quello dell’approfondimento psicologico; che insieme aprono una finestra su un mondo corrotto e ingiusto. Dove addirittura la verità (scoprire il colpevole, appunto) può trascinare nel baratro, senza per altro portare alcuna consolazione, né ai protagonisti della finzione, né al lettore.
Michele Leoni conosce alla perfezione i meccanismi delle indagini: presidente di sezione penale al Tribunale di Bologna, ha scritto importanti monografie ed è stato docente di psicologia giuridica all’università di Bologna. Ma le competenze tecniche non appesantiscono il romanzo, piuttosto ne aumentano la credibilità. Questo grazie anche alla freschezza della scrittura, che ha momenti intensi come questo: «Chiuse la porta, scese veloce le scale e uscì in strada, dopo essersi sincerato che non arrivasse nessuno. Fuori c’era una nebbia fitta e opalescente, in cui tutto si perdeva. La nebbia che aveva atteso per giorni».

Michele Leoni, Suicidio in cerca d’autore,
Foschi Editore, 192 pagine

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