Un ritrovato e rinnovato Gabriele Salvatores

Visibili: cosa vedere al cinema senza bisogno del permesso
Iniziamo con le brutte notizie: il ritorno in sala de Il cielo sopra Berlino e l’uscita dell’ultimo film di Scorsese, The Irisman, non toccano Ravenna. Vedremo con le rassegne ma al momento non siamo contenti. Sono usciti invece sia la Palma d’oro Parasite di Bong Joon-Ho, sia (a Faenza) il tanto acclamato La belle epoque, commedia che gioca col tempo e coi sentimenti. Si rivede l’enfant prodige di inizio secolo Edward Norton, che torna da attore e regista con Motherless Brooklyn, nei panni di un detective alle prese con la sindrome di Tourette, quella che fa dire parolacce a caso, per spiegarla nella maniera più grezza possibile.

Tutto il mio folle amore (di Gabriele Salvatores, 2019)

Tutto Il Mio Folle Amore Salvatores

Una scena da “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores

Andrea ha 16 anni, è affetto da autismo e vive con la madre e il suo compagno in un’opulenta villa a Trieste. Il padre, il “Modugno della Dalmazia”, piomba ubriaco una sera in casa loro per conoscere il figlio che ha abbandonato alla nascita… e il giorno dopo se lo ritrova nascosto in auto mentre è in viaggio per una breve tournée nei paesi jugoslavi. Salvatores ritrova la strada, il “road movie” dopo aver di fatto creato pietre miliari come Marrakech Express, Turné e Mediterraneo, ritrova il “suo” Diego Abatantuono a cui affianca Valeria Golino e soprattutto un istrionico, efficace e magnetico Claudio Santamaria, che ancora una volta ci delizia anche con le sue doti canore. Ma Tutto il mio folle amore (che è il verso di una canzone di Modugno) non è un ritorno al passato, e nel suo perfetto equilibrio tra serio e faceto, disegna contorni nuovi nella cifra registica di Salvatores. Se le coppie e i ragazzi (pur con l’importante variante del disturbo della personalità) sono il pane quotidiano del regista, è il mondo che racconta e il modo di rappresentarlo che rimandano ad artisti come Kusturica e soprattutto Ozpetek, con cui il film condivide la capacità di far ridere e commuovere da un momento all’altro. Abbiamo assistito a tantissimi film sul rapporto padre-figlio, ma qua ci addentriamo in un terreno pericoloso, da cui il film esce vincitore, del come i borderline riescano a interagire meglio che con le persone ordinarie. Non tutto funziona, non siamo ai livelli dei suoi film di culto, ma constatiamo con gioia che il regista napoletano non ha alcuna intenzione di tramontare. Il film è ispirato a una storia vera.

Invisibili: cosa emerge dal cinema casalingo e dalla rete
Doveroso citare il restyling di Raiplay, la piattaforma streaming Rai gratuita per tutti e vero e proprio Vaso di Pandora. C’è di tutto ma ci piace citare il bellissimo film ’71 e una serie illimitata di sceneggiati che pian piano cercherò di citare. Buona visione!

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