Piccole biblioteche libere

La “piccola biblioteca” in Largo Firenze

A Ravenna le cassette-casette che ospitano libri accessibili a tutti, gratuitamente

La storia delle Little free library comincia nel 2009 negli Stati Uniti, da un’idea del signor Todd Bol, lungo una pista ciclabile a Hudson, nel Wisconsin. Attualmente, le Little free library ufficialmente registrate nel mondo sono circa 10.000 e il loro scopo è promuovere la lettura e la costruzione del senso di comunità. Solitamente questi minuscoli contenitori “aperti” di libri vengono installati in parchi, giardini, cortili e spazi comuni di condomini.
A Ravenna il progetto Piccole biblioteche libere è stato realizzato grazie all’idea di Daniela Mingozzi condivisa con Roberto Papetti e a loro ho rivolto alcune domande per saperne un po’ di più.

Com’è nata l’idea delle Piccole biblioteche?

Daniela Mingozzi: «L’idea delle Piccole biblioteche l’ho raccolta un paio di anni fa, a seguito di una passeggiata tra i vicoli del centro di Genova. Non lontano dalla libreria Falso Demetrio, un volantino invitava alla presentazione di un progetto dal titolo Little Free Library. Mi sono subito incuriosita, anche perché la partecipazione al Circolo delle lettrici e dei lettori con te e Monica Randi, in questi anni, mi ha reso attenta a tutto ciò che ha a che fare con la lettura e la sua condivisione. Non ho avuto modo di assistere all’incontro, ma ho scoperto comunque in rete che si trattava di piccole, bellissime e colorate casette, poco più grandi di una cassetta della posta, per scambiarsi gratuitamente libri. Il motto è “Take a book, return a book” e cioè prendi un libro, lascia un libro. Ce ne sono già migliaia in tutto il mondo e sono tutte in rete fra loro, tramite il sito www.littlefreelibray.org. Quel che mi è piaciuto moltissimo, oltre alla promozione della lettura e alla bellezza in sé delle casette, è il fatto che attorno a ognuna possa ritrovarsi o crearsi una piccola comunità di persone, di vicini magari, che se ne prendono cura e condividono un piacevole interesse. Ho pensato di realizzare l’iniziativa anche a Ravenna. Il primo posto al quale ho pensato è Largo Firenze perché d’estate abito lì e perché c’è vicino la Scuola San Vincenzo. Mi piacerebbe che la piazza divenisse uno spazio per le persone e i libri e non solo per le automobili. Ne ho parlato con te e con Roberto Papetti perché apprezzo molto il suo lavoro e il suo stile e dunque mi sono immediatamente immaginata una casetta realizzata da lui. Roberto ha raccolto a sua volta l’idea, trasformandola e ampliandola in un vero e proprio progetto, in modo da coinvolgere alcune scuole del territorio, il Comune e anche inventando il nome Piccola libreria di strada. Abbiamo pensato di partire con sette piccole biblioteche: in Largo Firenze presso la Scuola “San Vincenzo de’ Paoli”, ai Giardini Pubblici presso “La Caffetteria”, alla Rocca Brancaleone, alla Scuola secondaria di 1° grado “Mario Montanari”, all’Asilo nido “Le Margherite” di Mezzano. Grazie alla collaborazione della professoressa Julie Wade, una casetta è stata installata in via Don Minzoni, dove esiste una comunità che ogni anno organizza “la festa dei vicini”. Una casetta è stata donata alla professoressa Livia Santini come promotrice del progetto “Invasioni poetiche” e resterà nei locali dell’ospedale fino all’inaugurazione della biblioteca dedicata a Enrico Liverani, per poi essere trasferita al Parco Teodorico, dove verranno avviate iniziative culturali rivolte alla cittadinanza.
Non è detto che in futuro esse non aumenteranno, soprattutto per fornire servizio alle zone periferiche e più lontane dalle librerie e biblioteche. Dal mese di maggio le prime piccole biblioteche saranno attive e anche registrate sul portale internazionale.
Ho già deciso quale sarà il primo libro che donerò e non vedo l’ora di condividerlo.

Cosa ti ha spinto a realizzare una Little free library?

Roberto Papetti: «Nei nostri giardini pubblici è abbastanza normale vedere adulti e bambini leggere libri seduti su una panchina o su un prato. Ho pensato che si poteva costruire per loro e per i bambini curiosi un piccolo luogo di raccolta di libri da leggere e scambiare, in forma di casettina per uccelli. Questa idea viene dal­­l’America e si sta diffondendo in tutto il mondo. Sono un costruttore di congegni ludici e quest’idea è talmente bella che non potevo non farla mia. Collocare un oggetto anche di piccole dimensioni, che ha dignità di forma, sostanza di contenuto (una biblioteca è archivio del sapere), in un luogo pubblico, è come creare un miraggio che ingentilisce. Quest’oggetto potrebbe far accadere cose belle, gente che prende e porta libri, si siede e legge, organizza feste e pic-nic con i bambini accanto. Cittadini che realizzano piccole oasi di convivialità. Un luogo modificato da un’iniziativa culturale, anche se minuscola, cambia le persone, le trasforma. Per Ravenna è una possibilità, ho pensato che varrebbe anche per me».

Due “piccole biblioteche” mobili della scuola “Don Minzoni” (foto di Roberto Papetti)

Come si costruisce una Piccola biblioteca di strada?

R. P.: «È molto semplice. Si può partire consultando siti web e studiare quelle costruite nelle città americane ed europee, si trovano schemi di costruzione e misure, attrezzi necessari, come e dove collocarle. Se uno in casa ha una cassetta degli attrezzi se ne può costruire facilmente una, oppure si può andare da un falegname con disegno e misure, farsi tagliare le assi e in proprio assemblare. Per fare la prima biblioteca di strada, ho utilizzato avanzi di scarti di legno del mio laboratorio-magazzino, ho costruito una struttura a forma di casetta con i tetti spioventi. Importante è la colorazione impermeabilizzante delle pareti e, cosa assai graziosa, decorare con fantasia».

Al momento hai quindi costruito sette casette?

R. P.: «Sì, una è stata realizzata con l’aiuto di un gruppo di ragazzi della scuola secondaria di 1° grado “Mario Montanari” di via Aquileia; è stata sistemata su un carretto, e diventerà una biblioteca dei fumetti autogestita; un’altra si trova nell’Asilo nido “Le Margherite” di Mezzano e sarà gestita dalla maestra in pensione Vera Giunchedi. Le altre, come ti ha già anticipato Daniela, le vedrete in giro per Ravenna.

 

Foto d’insieme delle “piccole biblioteche” (foto di Mauro Bertolotto)

Grazie dunque a Daniela e a Roberto per la realizzazione di questi oggetti-installazioni di creatività urbana. Di queste piccole biblioteche libere mi piace fantasticare che gli Astrigeni, del racconto omonimo di Herbert George Wells, atterrando una notte a Ravenna e utilizzando i loro potenti raggi cosmici, le abbiano lasciate per realizzare una mutazione migliorativa dell’umanità.