Assunzioni e licenziamenti finti per avere la disoccupazione al posto dei lavoratori

Denunciate quattro persone: usavano una ditta di giocattoli fallita. Gli assunti erano all’oscuro di tutto

Dopo il fallimento, una ditta ravennate di giocattoli aveva instaurato fittizi rapporti di lavoro con alcuni 17enni e 18enni all’oscuro di tutto per ottenere l’erogazione della disoccupazione, visto che dopo un fittizio periodo lavorativo di sei mesi i giovani risultavo essere stati licenziati, che non finiva ai lavoratori ma agli ideatori del raggiro. Quattro persone denunciate, tutte residenti in Campania, devono rispondere di truffa ai danni dello Stato, frode informatica e sostituzione di persona. Questo il bilancio di un’inchiesta portata a termine dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Ravenna e dall’Inps,  con il coordinamento della procura della Repubblica di Ravenna (pm Cristina D’Aniello). I quattro denunciati sono intestatari dei conti correnti e carte Postepay sulle quali dovevano essere accreditate le somme da parte dell’Inps. L’indagine è iniziata nel mese di novembre 2015 quando, nel corso dell’esame di alcune posizioni previdenziali, la direzione centrale dell’Inps di Roma ha blocca una serie di domande di disoccupazione per sospetta falsità.

«L’attività – ha sottolineato il colonnello Massimo Cagnazzo – condotta dai carabinieri, ha consentito il rigetto delle istanze irregolari e va ad incardinarsi in un più ampio filone di indagine che a livello nazionale ha visto coinvolti più di mille ignari lavoratori e circa duecento ditte».

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