«Case vicine all’amianto deteriorato sul tetto dell’ex Istituto vendite giudiziarie»

Il consigliere comunale Ancisi (Lpr) chiede al sindaco di intervenire con il supporto tecnico di Arpae per la messa in sicurezza

Tetto Amianto Fiume Abb. 132

Il tetto del capannone

Il capannone dell’ex sede dell’Istituto vendite giudiziarie di Ravenna, in via Fiume Abbandonato 32, ha il tetto ricoperto in cemento-amianto che appare deteriorato e si trova a ridosso di una serie di abitazioni private che hanno ingresso da via dei Pozzi. È la segnalazione di Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna.

«L’intera area di pertinenza sono in stato di abbandono da oltre dieci anni – ricorda il consigliere di opposizione –. Alcuni anni fa, tale situazione venne segnalata all’autorità ai tempi responsabile, presumo Arpa, Agenzia regionale per l’ambiente, la quale provvide alla sola rimozione di alcune lastre rotte, lasciando immodificato tutto il resto. Nel frattempo, nessuno ha provveduto ad ulteriori lavori di messa in sicurezza, nonostante i rischi ed il degrado di quest’area siano noti a tutta la città ed all’amministrazione comunale».

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Ancisi presenta un’interrogazione al sindaco, quale autorità locale di igiene pubblica e sanità, per chiedergli se intende intervenire, con gli strumenti e i mezzi di cui dispone affinché l’area in questione sia posta in sicurezza dalla potenziale dispersione nell’aria di fibre d’amianto, notoriamente pericolose per la salute.

Arpa (ora Arpae) fa sapere di non essere l’ente che intervenne con la rimozione di lastre rotte: «Non rientra tra le competenze di Arpae – si legge in una nota inviata a risposta di Ancisi – la verifica sullo stato di conservazione delle coperture contenenti amianto, né la sua rimozione che, in ogni caso, spetterebbe al proprietario. L’autorità competente può ordinare al proprietario di intervenire, eventualmente con il supporto degli enti di controllo. Nel caso specifico, Arpae non è mai stata coinvolta».

Il consigliere di opposizione coglie l’occasione per sottolineare che «non è in discussione che, in senso tecnico, Arpae non provveda materialmente alla rimozione di questo genere di rifiuti pericolosi ma i cittadini vorrebbero piuttosto sapere a chi devono rivolgersi in tali situazioni e come siano distribuite al riguardo le competenze pubbliche. Gli uffici comunali con competenza specifica, dei quali il sindaco si avvale ai fini istruttori, sono il servizio Ambiente e l’Ufficio Antidegrado della polizia municipale, a cui dunque i cittadini possono direttamente rivolgere le loro istanze. Entrambi, come ho potuto constatare, si rivolgono inevitabilmente, per gli accertamenti tecnici, al servizio territoriale di Arpae, anello dunque decisivo di tutta la trafila che precede ogni intervento risolutivo».

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