Polstrada, Sap: «Tutti i soggetti coinvolti partecipino per impedire la chiusura»

Un piano di riorganizzazione nazionale prevede la sopressione del distaccamento lughese, il Sindacato autonomo di polizia ricorda la battaglia analoga a Faenza e difende il valore dell’ufficio per la sicurezza

IMG 1100«Serve il rilancio delle attività della polizia stradale, mantenuta e rinforzata rimpinguandone l’organico e aumentando il parco veicolare». È la posizione del Sindacato autonomo di polizia (Sap), prima organizzazione in provincia di Ravenna, che si schiera contro la chiusura del distaccamento di Lugo, previsto dal piano di riorganizzazione nazionale della polstrada, e auspica «fermezza e partecipazione da parte di tutti i soggetti interessati dal progetto di razionalizzazione, al fine di conseguire il mantenimento dei presidi, in particolare a Lugo» (in Emilia-Romagna sono previste le chiusure anche di Casalecchio di Reno, da accorpare previa soppressione, e di Rocca San Casciano). Il riferimento del Sap è a quanto accadde a Faenza poco più di vent’anni fa: «Un analogo piano di riorganizzazione nazionale aveva previsto la chiusura della polizia stradale di Faenza. L’impegno assunto allora dall’amministrazione comunale manfreda, che lottò a fianco del Sap per difendere il presidio cittadino, si concluse con successo: dal 2008 il distaccamento di Faenza, mantenuto operativo, è stato accorpato al commissariato in un’unica nuova sede».

Il dipartimento della polizia di Stato ha precisato che gli uffici interessati dal progetto di chiusura sono stati selezionati perché sorgono in aree che non rivestono più interesse strategico per la viabilità. L’organizzazione sindacale ritiene che tale osservazione non sia sufficiente per privare quelle aree del ruolo e del servizio svolto da tali unità operative, considerandole invece indispensabili per quelle comunità ed è convinta che una chiusura rappresenti sempre e solo un arretramento della sicurezza: «Se l’obiettivo è l’auspicabile rafforzamento dei servizi della polizia stradale sulle autostrade, ciò non deve passare attraverso l’indebolimento dell’attività di controllo sulle arterie statali, provinciali e comunali che hanno un tasso di pericolosità molto più elevato rispetto alle autostrade».

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