Controllo quarantene tramite Gps, l’avvocato chiede alla giunta di cancellarlo

La polizia locale di Ravenna chiede l’invio della posizione nelle verifiche a campione ma secondo Andrea Maestri, allineato con l’ex consigliere comunale Massimo Manzoli (Ric), mancano le basi di legge per attuare questa misura

Access Adult Blur 261628La geolocalizzazione tramite Gps del telefonino per controllare le persone costrette alla quarantena o all’isolamento per ragioni pandemiche, misura attuata dalla polizia locale di Ravenna per eseguire controlli a campione, suscita altre perplessità in ambito politico dopo quelle già sollevate dalla lista civica la Pigna che ha chiesto le dimissioni del comandante Andrea Giacomini.

Ora anche l’avvocato Andrea Maestri e l’ex consigliere comunale Massimo Manzoli (in municipio nella scorsa legislatura per la lista di sinistra Ravenna in Comune) esprimono «forti perplessità, di merito e di metodo, sia sotto il profilo giuridico che sotto quello politico». Secondo Maestri e Manzoli servirebbe una norma di legge che autorizzi espressamente anche in ambito di polizia amministrativa tale modalità che è utilizzata in ambito giudiziario e quindi in presenza di ipotesi di reato da perseguire.

«L’azione della pubblica amministrazione è soggetta al principio di legalità: è la legge a stabilire fini, modalità e poteri dell’Amministrazione e l’Amministrazione non può esercitare alcun potere al di fuori di quello che le viene attribuito dalla legge. L’indirizzo politico generale deve emanare dal consiglio comunale e la giunta, guidata dal sindaco, porta la responsabilità politica delle misure adottate dai funzionari apicali dell’ente locale. È la legge a stabilire quali limitazioni sono consentite ed è l’autorità giudiziaria a doverle autorizzare caso per caso».

La richiesta è di coinvolgere il consiglio comunale, massimo organo di rappresentanza dei cittadini ravennati, in una materia tanto delicata, per discutere ed esprimere il proprio indirizzo politico. «Ci chiediamo se il Sindaco e la maggioranza abbiano inteso dare carta bianca al comandante in materia di sicurezza, se ne condividano ogni iniziativa ed in particolare se questa discutibile opzione per l’esercizio dei controlli su cittadini ammalati sia condivisa o se intenda invece rimeditarla. Chiediamo, in definitiva, di ripensarci».

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