Un 48enne di Fusignano è stato condannato a 15 anni e 2 mesi di reclusione per adescamento di minori e detenzione di materiale pedopornografico. La sentenza è stata pronunciata dal collegio penale presieduto dal giudice Corrado Schiaretti e la pena è stata disposta in continuazione con una precedente condanna emessa a Torino.
Lo riportano i due quotidiani locali in edicola oggi, 7 ottobre.
Secondo quanto ricostruito nel processo, l’uomo utilizzava diversi pseudonimi sui social e sulle piattaforme di messaggistica, tra cui Instagram e Telegram, per entrare in contatto con adolescenti. Tra i nomi utilizzati comparivano “Il dominante”, “Padrone-domination” e “Master-fetish”. Una volta agganciate le ragazze, il 48enne avrebbe spostato le conversazioni su chat private, conquistandone progressivamente la fiducia e arrivando a ottenere immagini e video a contenuto sessuale.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2017 e il 2020 e riguardano tre minorenni, alcune delle quali avevano appena 13 anni. In un caso l’uomo avrebbe organizzato un incontro con una ragazza minorenne in Toscana, presentandosi con la propria figlia, anch’essa minorenne. Secondo l’accusa, l’obiettivo era creare un contesto che rendesse più facile conquistare la fiducia della ragazza.
L’indagine era partita da un’altra vicenda giudiziaria. Nel 2020 il 48enne era stato arrestato nell’ambito di un procedimento per violenza sessuale ai danni di una vicina di casa. Successivi accertamenti avevano fatto emergere anche una vicenda di stalking ai danni di minorenni a Torino. Le perquisizioni e l’analisi dei dispositivi elettronici avevano quindi portato alla scoperta di circa 65 gigabyte di fotografie e video di natura pedopornografica.
Nel corso della requisitoria il pubblico ministero Francesco Coco aveva chiesto per l’imputato una condanna a 14 anni, sottolineando le modalità con cui, attraverso profili e identità fittizie, sarebbe riuscito a instaurare rapporti con ragazze minorenni. La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione, contestando la ricostruzione accusatoria.
Il collegio ha infine inflitto 15 anni e 2 mesi di carcere, oltre a una multa di 58 mila euro. Per una delle parti civili è stata inoltre stabilita una provvisionale di 10 mila euro, mentre il risarcimento complessivo dovrà essere definito in sede civile.


