Il mah-jong, gioco cinese familiare a Ravenna, diventa un film: al via le riprese

“Il drago di Romagna” è una docu-fiction su come le tessere sono entrate nel dna della città ma anche sul rapporto con la comunità cinese. Ne parla il regista Gerardo Lamattina

Mah Jong Drago«Quel suono tictoc-tictoc mentre si mescolano le tessere sul tavolo è caratteristico, per molti romagnoli è un ricordo rassicurante dell’infanzia quando si addormentavano mentre i genitori giocavano, per me che sono campano è stata una scoperta che mi ha affascinato».

Gerardo Lamattina è rimasto stregato dal mah-jong – e’ magiò in Romagna – una quindicina di anni fa e ora da quella suggestione lasciata riposare in un cassetto delle idee il regista originario di Pertosa (Salerno) ne ha tirato fuori un un film.
Un po’ documentario e un po’ fiction per raccontare come mai un gioco cinese sia così dentro al tessuto di Ravenna. Le riprese sono iniziate il 30 giugno all’agriturismo La Valletta di Sant’Alberto con i tavoli da gioco nell’acqua della piscina e proseguiranno fino a metà mese in varie parti della città e della periferia, addirittura anche al porto tra i container sul piazzale della Sapir.

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Film Mah Jong

Riprese del fim sul mah-Jong “Il drago di Romagna”

Da dove nasce l’idea del film?
«Ho visto questo gioco per la prima volta una quindicina di anni fa portando mia figlia dai nonni in un bagno al mare. Trovai bambini che sciamavano mentre nonni e genitori erano assatanati ai tavoli in questo gioco. Mi colpì l’ibridazione cinese-romagnola e nacque un’idea di poter fare qualcosa ma poi tutto rimase lì. Un paio di anni fa ne ho parlato con un’amica produttrice e l’idea le è piaciuta così ci siamo messi in moto».

Da quel giorno al mare ha imparato a giocare?
«Mi hanno insegnato ma non sono molto appassionato di giochi da tavolo. Il mio interesse principale è la socializzazione attraverso il gioco, questo gioco così fisico nel modo di mescolare».

Qual è la storia?
«Una donna ravennate appassionata di mah-jong decide di scoprire la storia di questo gioco e coinvolge la figlia e il nipote in questa avventura».

Quali sono i tempi della produzione?
«Entro metà mese dovremmo concludere le riprese poi passeremo al montaggio. In questi quindici giorni gireremo a Ravenna anche il finale ma stiamo lavorando per riuscire a girarne uno alternativo in Cina in autunno. Vedremo poi quale utilizzare. L’uscita ufficiale sarà a febbraio 2020 per il Capodanno cinese nel circuito delle sale in cinque o sei città in Italia, su un canale di pay-tv italiana e su una piattaforma streaming dell’Asia».

Gerardo Lamattina Set

Il regista Gerardo Lamattina sul set del film

Non è solo un film e non è solo sul mah-jong…
«Abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding per sostenere le spese dell’opera e quindi portiamo avanti una serie di eventi in varie parti d’Italia collegati al film. Non è solo sul gioco perché è diventato lo spunto per raccontare la comunità cinese nel nostro contesto, sfatare i luoghi comuni dei cinesi che non si divertono o che hanno solo ristoranti. Abbiamo incontrato cinesi di seconda e terza generazione che hanno studiato, che hanno imprese, che hanno vite inserite nel nostro ambiente. Mi piace indagare le ibridazioni, del resto il film stesso è un ibrido: nasce come documentario ma ha una parte di fiction».

Vi siete avventurati nel mondo dei magionisti. Cosa avete trovato?
«Abbiamo gettato un sasso nello stagno e risvegliato molti che non giocavano da tempo. Ma abbiamo trovato anche tanti che lo vivono e lo giocano con una ritualità molto rigida e severa: mosse veloci e in silenzio. Ecco perché ho in mente di organizzare qualche appuntamento in cui si possa giocare senza troppa serietà ma solo per passatempo».

Il cast è composto da attori non professionisti. Com’è stata la selezione?
«Abbiamo programmato un casting di un giorno ma è venuta talmente tanta gente che abbiamo continuato anche il giorno dopo. In tutto avremo incontrato trecento persone e ne abbiamo selezionate una trentina tra cui le 4 protagoniste, poi ci sono tutte le comparse. È incredibile la varietà di personaggi che abbiamo incontrato, alcuni è difficile capire se siano reali o siano già in un film. C’è quello che si è presentato come il Guru, c’è uno che ha le tessere tatuate sulla mano…».

Avete trovato il campione vero?
«Per la verità ne ho incontrato più di uno che mi ha detto di essere il più forte, non so a chi credere…».

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