Grande distribuzione, lavoratori in sciopero. La Coop: «Immotivato e irresponsabile»

Il 22 dicembre presidio davanti a Legacoop. Da quattro anni non viene rinnovato il contratto. Accuse reciproche

Legacoop Ravenna3 06 07 17

La sede di Legacoop di Ravenna

I lavoratori dei punti vendita della grande distribuzione cooperativa incrociano le braccia a tre giorni dal Natale: i sindacati Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uil-Tucs hanno proclamato uno sciopero per la giornata di venerdì 22 dicembre per protestare contro i ritardi nel rinnovo del contratto nazionale di categoria. Coop Alleanza 3.0 parla di «sciopero immotivato e irresponsabile a fronte di una disponibilità che è stata più volte ribadita a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e comunque distintiva». In occasione dello sciopero a Ravenna si svolgerà un presidio, con volantinaggio, di fronte al parcheggio di Legacoop in via Villa Glori. Il presidio si svolgerà dalle 10 alle 12.

I sindacati considerano inaccettabile che «a distanza di quattro anni non ci siano le condizioni per arrivare al rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria. Le confuse e strumentali comunicazioni che le cooperative stanno diffondendo in questi giorni dimostrano la debolezza delle argomentazioni prodotte che nascondono la volontà di non arrivare a un accordo».

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Le tre sigle sindacali sostengono che di aver manifestato sensibilità e priorità diverse mentre «le cooperative di consumo continuano a enfatizzare il tema dell’assenteismo, che preferiremmo chiamare pagamento dei primi tre giorni di malattia, nascondendo quanto lunga è la lista delle problematiche poste dalle stesse». Secondo i sindacati le coop «hanno mantenuto prese di posizione di natura prettamente ideologica durante l’intero percorso della trattativa, anche sul tema della malattia, pretendendo di trovare una mediazione tutta sbilanciata a favore delle imprese, e con un contratto che peggiorerebbe diritti e retribuzione a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello di Confcommercio. I lavoratori della distribuzione cooperativa continuano a subire un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro. Non ci sono più giustificazioni sostenibili per ulteriori ritardi».

Distante la posizione espressa da Coop: «Ci siamo seduti in più occasioni al tavolo della trattativa dichiarando fin dall’inizio la disponibilità a garantire a conclusione del contratto l’incremento retributivo di 85 euro mensili, proponendo di mantenere le norme sociali più avanzate rispetto ai diretti competitor in materia di trattamento economico di malattia e infortunio, conservando il posto di lavoro fino a completa guarigione clinica, e puntando a un rafforzamento del welfare sanitario a totale carico delle cooperative recuperando le risorse necessarie dalla normativa di contrasto all’assenteismo. Normativa è bene ricordare che in tema di trattativa i sindacati hanno concesso da anni alle altre sigle della grande distribuzione organizzata. Primaria missione della cooperazione di consumatori è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione».

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