Crisi Coop, Cgil: «Per ora solo ricollocamenti di personale dagli uffici ai negozi»

La segretaria provinciale della Filcams fa il punto dopo i dati preoccupanti del bilancio del colosso Alleanza 3.0: «I lavoratori manterranno il livello di stipendio». Ma incombe un piano nazionale di 507 esuberi, ancora da definire quanti a Ravenna: in provincia nel 2018 vendite in calo del 2 percento

La situazione di Coop Alleanza 3.0 è tenuta monitorata dai sindacati del settore del commercio. Il bilancio della cooperativa ha evidenziato numeri ancora negativi per il 2018. Per quanto riguarda la provincia di Ravenna (17 punti vendita) le vendite sono calate del 2,08 percento rispetto al 2017 (a fronte di un trend complessivo dell’intero gruppo in aumento dell’1,95 percento). Coop Alleanza è nata tre anni fa dalla fusione di Coop Adriatica, Estense e Consumatori Nordest. La perdita con cui è stato chiuso il bilancio del 2018 è stata pari a 289 milioni di euro. Il presidente Adriano Turrini ha parlato di un piano di rilancio dell’azienda cooperativa e a febbraio è stata affrontata la questione di 507 esuberi previsti a livello nazionale e la trattativa con i sindacati si è chiusa a fine marzo.

La trattativa con i sindacati
Cinzia Folli, segretaria provinciale della Filcams-Cgil spiega cos’è successo: «Siamo arrivati ad un accordo con Coop che prevedeva, laddove possibile, alcuni prepensionamenti sfruttando lo scivolo della Naspi». In una sessantina di casi c’è stato invece un ricollocamento: «Alcuni dipendenti che lavoravano negli uffici saranno impiegati nei negozi». Non una mossa che si farà in maniera indiscriminata: il ricollocamento riguarderà quelle persone che ricoprivano ruoli non più previsti dopo la riorganizzazione dell’azienda. «Non si tratta di demansionamenti – specifica Folli – ma di ricollocamenti, i lavoratori terranno peraltro il loro livello di stipendio. L’alternativa era l’esubero, quindi la soluzione può dirsi soddisfacente». La discussione sui dipendenti Coop ha riguardato soprattutto le persone che lavorano negli uffici. Secondo la sindacalista si è trattato di una trattativa che non ha avuto impatto sui lavoratori. Al momento – dice la segretaria Filcams – non ci sono altri alert, oltre al caso Mercatone Uno, importanti sul fronte del commercio. «Di certo però teniamo la situazione monitorata, proprio a partire dalla Coop visti i dati di bilancio presentati. Il commercio non sta attraversando una fase facile: gli ipermercati non sembrano più essere performanti come un tempo e probabilmente hanno subito la concorrenza dell’e-commerce».

Il bilancio di Coop 2018
L’esposizione verso le banche di Coop Alleanza 3.0 è di 1,128 miliardi. Il prestito sociale è stato pari a 3,314 miliardi. In totale i debiti a bilancio sono pari a 5,260 miliardi di euro (oltre a banche e soci, tra i debitori ci sono fornitori, imprese controllate e collegate, Stato e istituti di previdenza sociale). Secondo quanto dichiarato dal presidente Turrini in un’intervista uscita ad inizio maggio, il piano è quello di riportare il margine operativo in attivo entro l’anno «recuperando 150 milioni di euro nel 2022 rispetto ad oggi». Per quanto riguarda il “rosso” del 2018 è «la conseguenza diretta e, al tempo stesso, necessaria premessa del nostro Piano di Rilancio. Siamo convinti che per perseguire al meglio la nostra missione cooperativa tramite il rafforzamento della leadership nell’attività caratteristica e il consolidamento della sostenibilità finanziaria, la Cooperativa avesse bisogno di alleggerire alcune componenti che rappresentavano un limite o un freno a una svolta piena e veloce. Per questo, abbiamo scelto di far gravare nel bilancio 2018 una quota importante di componenti non ricorrenti: volevamo segnare un punto fermo da cui ripartire più solidi, più leggeri e più veloci».

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