Porto ancora insabbiato, il Comune chiede che si parta con il dragaggio del canale

Manzoli: «Siamo nel 2019, in ritardo rispetto a quanto previsto: manca ancora il bando». Fusignani: «Gli enti coinvolti nel progetto si mettano na mano sulla coscienza»

IMG 4294Il porto si insabbia di nuovo e il pescaggio passa da 10,5 a 10,2 metri. L’ordinanza della Capitaneria di porto di inizio aprile ha sancito infatti la necessità di «adottare misure precauzionali ai fini della sicurezza della navigazione e della salvaguardia della vita umana in mare». La notizia, uscita la scorsa settimana, ha causato diverse reazioni politiche perché Autorità Portuale sembra continuare a rinviare la data di uscita del bando per il dragaggio dei fondali. «Siamo arrivati al 2019 – attacca Massimo Manzoli (Ravenna in Comune) – e cioè alla data in cui il presidente dell’ente Daniele Rossi collocava l’inizio dei lavori».  Intanto i traffici calano e «assieme al porto tanti altri comparti, dall’edilizio, all’off-shore, sono in sofferenza, a Ravenna come nel resto del Paese. Il settore portuale, però, a differenza degli altri, è in crisi solo a Ravenna».

Sulle colonne del Corriere di Romagna il vicesindaco Eugenio Fusignani ha spronato i soggetti coinvolti spiegando che una draga interverrà per livellare l’insabbiamento. «Ma il Comune è al limite della sopportazione: gli enti coinvolti nel progetto Hub si mettano una mano sulla coscienza». Sempre nel quotidiano è arrivata la puntualizzazione di Rossi: «Noi siamo pronti – ha detto – ma mancano i permessi necessari che devono essere rilasciati da alcuni enti».

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