Nuovo impianto Caviro: costo 9 milioni, biometano per il pieno di 18mila auto

Investimento in via Convertite con la riconversione di uno stabilimento per la produzione di biogas: userà i sottoprodotti della filiera agroalimentare. L’8 giugno open day con visite guidate e merenda

 DSC1953 ModDai sottoprodotti della filiera agroalimentare, i reflui delle attività di distillazione e della filiera agroindustriale, alla produzione di energia. Con un investimento di 9 milioni di euro la Caviro Extra, società dell’omonimo noto gruppo faentino, diventa il primo produttore di biometano avanzato da impianto agroindustriale in Italia. Il nuovo impianto nasce dalla riconversione del già esistente impianto di biogas in via Convertite a Faenza: è già in funzione con una capacità produttiva annua di 12 milioni di Nm3 di biometano, l’equivalente del rifornimento di 18mila vetture (stando alla comunicazione di Caviro che cita Quattroruote come fonte per i consumi medi di una utilitaria 1.400 di cilindrata che percorre 11.200 km annui). Il volume prodotto verrà immesso nella rete nazionale Snam.

Stamani, 6 giugno, la cerimonia del taglio del nastro con le autorità. Sabato 8 giugno invece l’evento di presentazione alla cittadinanza: un pomeriggio di festa dalle 15 all’Oasi delle Cicogne adiacente allo stabilimento. Il programma dell’open day prevede visite guidate al nuovo impianto e alla colonia delle cicogne faentine, con possibilità di vedere i nidi e i nuovi nati; intrattenimento musicale; giochi, animazione e gadget per i più piccoli; merenda per tutti.

Impianto Vista Dall'altoLa moderna tecnologia adottata per il nuovo impianto (un upgrading a Membrane) permette a Caviro Extra di ricavare due correnti in uscita, una di biometano ed una di CO2. Il gruppo fa sapere che sta lavorando per poter riutilizzare anche questa seconda componente in modo da evitare la sua immissione in atmosfera. Già sottoscritto un protocollo di intesa con un importante operatore del settore per il riutilizzo.

Oltre al biometano e alla CO2 c’è un terzo prodotto in uscita dai biodigestori faentini: i residui che rimangono dopo il processo di digestione, ricchi di sostanza organica pertanto un’ottima matrice per la produzione di ammendante, un fertilizzante naturale in agricoltura, andando di fatto a completare il processo di economia circolare.

PRES Carlo Dalmonte Inaugurazione«Con questo progetto la nostra realtà cooperativa continua sulla strada dell’innovazione e dell’apertura al cambiamento – sottolinea Carlo Dalmonte, presidente Gruppo Caviro -. Caviro Extra è una società ad alta densità di investimenti che negli anni hanno contribuito a farne un esempio di modernità e sostenibilità sia in Italia che all’estero. Il rispetto per l’ambiente è un tema a noi molto caro sul quale intendiamo impegnarci sempre di più, collaborando e seguendo le indicazioni delle istituzioni e sposando appieno gli obiettivi delineati dall’Onu nell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile del nostro pianeta».

Fabio Baldazzi Direttore Generale Caviro Extra«Il biometano in uscita dal nostro impianto è classificato come avanzato, in quanto realizzato dai sottoprodotti della filiera agroalimentare e quindi senza sottrarre terreno all’agricoltura per la produzione di colture adatte a diventare biogas – sottolinea Fabio Baldazzi, direttore generale Caviro Extra -. Ciò che entra nei nostri digestori sono i reflui delle attività di distillazione e della filiera agroindustriale del territorio (lattiero-casearia, dolciaria, alimentare ecc.) che vengono da noi depurati attraverso un processo di digestione anaerobica. Il gas in uscita dopo il processo di raffinazione è quindi più puro di quello tradizionalmente presente nella rete nazionale, in quanto privo di idrocarburi di origine fossile».

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