L’Antitrust fa ricorso al Tar contro il Comune per la proroga delle concessioni

Un parere dell’Autorità per la concorrenza aveva invitato il Comune di Ravenna a fare dietrofront ma l’amministrazione ritiene legittima la proroga di 12 mesi fino al 31 dicembre 2024

Spiaggia OmbrelloneL’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), nella riunione del 21 maggio 2024, ha disposto di presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Emilia Romagna contro la deliberazione della giunta comunale di Ravenna del 28 dicembre 2023 che proroga di un anno la scadenza delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative fissata al 31 dicembre 2023.

L’Agcm aveva fornito un parere al Comune il 12 marzo 2024. Nel proprio parere, l’Autorità ha ritenuto che il Comune di Ravenna non avrebbe dovuto prorogare le concessioni, perché in contrasto con i principi e con la disciplina europea, ma procedere all’espletamento delle procedure di gara. Il Comune di Ravenna, con una comunicazione del 13 maggio 2024, ha ribadito la legittimità del provvedimento oggetto del parere, non condividendo e contestando quanto affermato dall’Antitrust. Preso atto del mancato adeguamento dell’amministrazione comunale al parere motivato, l’Agcm ha deliberato il ricorso al Tar contro il Comune di Ravenna e un’altra ventina di Comuni in Italia che avevano prorogato le concessioni senza aver bandito le gare.

Il coordinamento Mare Libero, un’associazione nata a Firenze nel 2019 con l’intento di liberare il mare e le spiagge e restituirli alla collettività, torna a ribadire che le concessioni balneari sono scadute: «I giudici hanno stabilito che le proroghe vanno ignorate perché sono contrarie al diritto dell’Unione Europea. Quindi, quest’estate, a nessuno potrà essere impedito di piantare il proprio ombrellone o stendere il proprio asciugamano nelle spiagge che sono illegittimamente ancora occupate senza titolo dalle strutture di lidi e stabilimenti. Il governo emetta subito il decreto per il riordino del demanio marittimo, prevedendo il 50% di spiagge libere in ogni Comune e bandi che non riconoscano indennizzi né altri vantaggi ai concessionari uscenti, perché in questo modo si eluderebbe il principio di reale imparzialità delle gare, come già più volte sottolineato dalle autorità competenti».

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