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04 Ottobre 2026
Famiglie

“La Stagione dei Teatri Famiglie e Scuole” si apre con la giocattolo-mostra di Giancarlo Perempruner

4 ottobre 2026 | 15:30
Teatro Rasi, Ravenna

Realizzati con materiali di riciclo che ne custodisce la memoria e celebra il valore del gioco, della fantasia e della trasformazione

Descrizione fornita dagli organizzatori

Al Teatro Rasi farà tappa il Ludo-Orienteering, un appuntamento dedicato a Giancarlo Perempruner, poeta del giocattolo e creatore di mondi in legno. Una mostra di giocattoli realizzati con materiali di riciclo che ne custodisce la memoria e celebra il valore del gioco, della fantasia e della trasformazione. In collaborazione con la Festa del diritto al gioco, al  Rasi un pomeriggio per incontrare la figura di  Perempruner attraverso i suoi giocattoli, ricostruiti da Primo Fornaciari dell’Associazione Lucertola Ludens, e tornare a giocare con la semplicità, la fantasia e l’invenzione.

Il Ludo-Orienteering non si ferma però al Teatro Rasi: la mappa conduce attraverso diverse postazioni distribuite in città, invitando bambine, bambini, famiglie e curiosi a scoprire altri luoghi in cui giocare e sperimentare. La mappa completa del percorso e delle postazioni è consultabile sul sito www.dirittoalgico.it

Giancarlo (Giovanni) Perempruner nasce a Roburent, in provincia di Cuneo, il 28 luglio 1940 e muore a Torino l’11 febbraio 1995, a soli 54 anni. Le fonti lo ricordano come ricercatore e storico del gioco e del giocattolo popolare piemontese, ma anche come animatore culturale, musicante, formatore e costruttore di giocattoli. La sua figura, però, è difficile da racchiudere nella definizione di “studioso del gioco”. Perempruner fu soprattutto un uomo che faceva del gioco una forma di conoscenza. Non si limitava a studiare i giocattoli della tradizione: li cercava, li ricostruiva, li costruiva con i bambini e con gli adulti, li utilizzava nei percorsi educativi e ne studiava la relazione con i materiali, con l’ambiente e con la cultura popolare. Una parte essenziale della sua ricerca riguardava quello che chiamava, e che altri hanno poi definito, “giocattolo povero”: oggetti semplicissimi, costruiti con canne, legno, carta, spago, materiali di recupero o elementi naturali. Un giocattolo che non nasce necessariamente in fabbrica e che non ha bisogno di essere costoso per essere ricco di possibilità. Il Comune di Torino ricorda proprio la sua capacità di catturare la curiosità di grandi e piccoli costruendo giochi con pochi pezzi di legno di sambuco e canna.

Perempruner sosteneva una concezione molto ampia del gioco. Una frase a lui attribuita e ripresa dalla documentazione della Città di Torino è: «Quando si pensa al gioco lo si associa immediatamente al mondo infantile, ma nulla è più sbagliato; in tutti noi esiste infatti, comunque e sempre, una voglia di giocare.» Questa frase è forse la chiave per capire tutta la sua figura. Per Perempruner il gioco non coincide con l’intrattenimento. È una modalità attraverso cui l’essere umano esplora il mondo, costruisce relazioni, sperimenta, inventa e conosce. Da qui anche il suo celebre principio: “il gioco è una cosa seria”. Non nel senso di rendere il gioco una cosa rigida o didattica, ma esattamente nel senso contrario: riconoscere che giocare è un’attività fondamentale, capace di coinvolgere intelligenza, corpo, emozioni, immaginazione e relazioni. Il Comune di Torino lo descrive esplicitamente come una persona convinta che il gioco alimentasse creatività e conoscenze.

Il suo percorso trova una realizzazione importante a Torino, dove Perempruner è tra i protagonisti della nascita del Centro per la Cultura Ludica, insieme ad Amilcare Acerbi del CIGI e a Walter Ferrarotti del Comune di Torino. È un passaggio fondamentale perché significa portare il gioco fuori dalla dimensione privata dell’infanzia e riconoscerlo come patrimonio culturale e strumento educativo. Perempruner lavora inoltre nella formazione degli insegnanti e degli operatori delle ludoteche torinesi, occupandosi di gioco, musica, soggiorni e “robinsonismo”.

Il giocattolo povero
Qui forse si trova l’aspetto più originale della sua ricerca. Il giocattolo povero non è semplicemente un giocattolo “economico”. È un giocattolo che lascia spazio al bambino. Un oggetto industriale estremamente definito suggerisce spesso cosa deve essere e come deve essere utilizzato. Una canna, un pezzo di legno, una corda, una cassetta di frutta, invece, possono diventare molte cose. Per questo Perempruner raccoglie e ricostruisce giocattoli della tradizione popolare. La sua ricerca arriverà a comprendere una grande quantità di manufatti: una fonte ricorda oltre duemila giocattoli raccolti e ricostruiti, poi acquisiti dal Comune di Torino.
La sua eredità a Ravenna
La morte prematura, nel 1995, non interrompe la sua influenza. Il suo lavoro continua a vivere nella cultura ludica italiana, soprattutto attraverso le persone che lo hanno conosciuto e che ne hanno ripreso le pratiche. Roberto Papetti, una delle figure più importanti della cultura ludica italiana, ha raccontato come l’incontro con Perempruner alla Biennale del Gioco di Torino nel 1990 abbia avuto un’influenza decisiva sulla propria ricerca. Descrive proprio la sua “ricerca sul giocattolo povero” come qualcosa che lo portò a ripensare il rapporto fra gioco e tradizione. A Ravenna, per esempio, la sua eredità è ancora esplicitamente richiamata nei percorsi del Centro Lucertola Ludens (creato da Roberto Papetti), dove viene ricordato come “Maestro ludico, cantambanco e materialista felice”.

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