Al Teatro Rasi farà tappa il Ludo-Orienteering, un appuntamento dedicato a Giancarlo Perempruner, poeta del giocattolo e creatore di mondi in legno. Una mostra di giocattoli realizzati con materiali di riciclo che ne custodisce la memoria e celebra il valore del gioco, della fantasia e della trasformazione. In collaborazione con la Festa del diritto al gioco, al Rasi un pomeriggio per incontrare la figura di Perempruner attraverso i suoi giocattoli, ricostruiti da Primo Fornaciari dell’Associazione Lucertola Ludens, e tornare a giocare con la semplicità, la fantasia e l’invenzione.
Il Ludo-Orienteering non si ferma però al Teatro Rasi: la mappa conduce attraverso diverse postazioni distribuite in città, invitando bambine, bambini, famiglie e curiosi a scoprire altri luoghi in cui giocare e sperimentare. La mappa completa del percorso e delle postazioni è consultabile sul sito www.dirittoalgico.it
Giancarlo (Giovanni) Perempruner nasce a Roburent, in provincia di Cuneo, il 28 luglio 1940 e muore a Torino l’11 febbraio 1995, a soli 54 anni. Le fonti lo ricordano come ricercatore e storico del gioco e del giocattolo popolare piemontese, ma anche come animatore culturale, musicante, formatore e costruttore di giocattoli. La sua figura, però, è difficile da racchiudere nella definizione di “studioso del gioco”. Perempruner fu soprattutto un uomo che faceva del gioco una forma di conoscenza. Non si limitava a studiare i giocattoli della tradizione: li cercava, li ricostruiva, li costruiva con i bambini e con gli adulti, li utilizzava nei percorsi educativi e ne studiava la relazione con i materiali, con l’ambiente e con la cultura popolare. Una parte essenziale della sua ricerca riguardava quello che chiamava, e che altri hanno poi definito, “giocattolo povero”: oggetti semplicissimi, costruiti con canne, legno, carta, spago, materiali di recupero o elementi naturali. Un giocattolo che non nasce necessariamente in fabbrica e che non ha bisogno di essere costoso per essere ricco di possibilità. Il Comune di Torino ricorda proprio la sua capacità di catturare la curiosità di grandi e piccoli costruendo giochi con pochi pezzi di legno di sambuco e canna.
Perempruner sosteneva una concezione molto ampia del gioco. Una frase a lui attribuita e ripresa dalla documentazione della Città di Torino è: «Quando si pensa al gioco lo si associa immediatamente al mondo infantile, ma nulla è più sbagliato; in tutti noi esiste infatti, comunque e sempre, una voglia di giocare.» Questa frase è forse la chiave per capire tutta la sua figura. Per Perempruner il gioco non coincide con l’intrattenimento. È una modalità attraverso cui l’essere umano esplora il mondo, costruisce relazioni, sperimenta, inventa e conosce. Da qui anche il suo celebre principio: “il gioco è una cosa seria”. Non nel senso di rendere il gioco una cosa rigida o didattica, ma esattamente nel senso contrario: riconoscere che giocare è un’attività fondamentale, capace di coinvolgere intelligenza, corpo, emozioni, immaginazione e relazioni. Il Comune di Torino lo descrive esplicitamente come una persona convinta che il gioco alimentasse creatività e conoscenze.
Il suo percorso trova una realizzazione importante a Torino, dove Perempruner è tra i protagonisti della nascita del Centro per la Cultura Ludica, insieme ad Amilcare Acerbi del CIGI e a Walter Ferrarotti del Comune di Torino. È un passaggio fondamentale perché significa portare il gioco fuori dalla dimensione privata dell’infanzia e riconoscerlo come patrimonio culturale e strumento educativo. Perempruner lavora inoltre nella formazione degli insegnanti e degli operatori delle ludoteche torinesi, occupandosi di gioco, musica, soggiorni e “robinsonismo”.










