Un racconto che restituisce dignità alle vite comuni travolte dalla guerra e continua a interrogarci: venerdì 6 novembre alle ore 21 alla Casa del Teatro di Faenza (RA), in apertura della Stagione Un teatro di pace debutta Il Bunker, nuova produzione del Teatro Due Mondi. Il Bunker sarà in scena anche sabato 7 novembre alle ore 21 e domenica 8 novembre alle ore 16.
Al centro dello spettacolo c’è la vicenda di Elio Materassi, giovane soldato dell’esercito italiano che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò. Per questa scelta viene arrestato e deportato nei lager nazisti come Internato Militare Italiano (IMI), privato dello status di prigioniero di guerra e costretto al lavoro forzato nel cantiere del Bunker Valentin, una delle più imponenti opere militari del Terzo Reich, costruita nei pressi di Brema per l’assemblaggio dei sottomarini.
Dalle pagine del diario che Elio scrisse durante la deportazione nasce una creazione che riporta alla luce una vicenda capace di parlare ancora al presente.
«Come è possibile vivere accanto alla Storia senza riconoscerla?» è la domanda da cui prende avvio il lavoro, spiega il regista Alberto Grilli «Abbiamo scelto di partire dal diario di Elio Materassi perché, attraverso una singola esistenza, emerge la storia di migliaia di giovani che pagarono con la deportazione il rifiuto del nazifascismo».
In scena un’unica attrice, Tanja Horstmann, attraversa tempi, luoghi e memorie con il corpo, la voce, il canto e pochi oggetti essenziali.
Venerdì 6 novembre, dopo lo spettacolo, dialogo tra artisti e pubblico moderato da Michele Pascarella, divulgatore d’arti e culture. Da questo progetto nasce inoltre il convegno Il Teatro e la Storia, un momento di racconto e riflessione a ingresso libero e gratuito. Sabato 7 novembre, dalle 15 alle 19, è in programma un appuntamento diviso tra un primo approfondimento storico focalizzato sul Bunker Valentin di Brema e una seconda parte in cui critici e studiosi provenienti da tutta Italia si interrogheranno sulle responsabilità e le possibilità della memoria portata in scena, condividendo esperienze esemplari nel rapporto tra l’arte scenica e la Storia. Partecipazione libera e gratuita.

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