domenica
21 Giugno 2026

Lasciato morire in overdose a 19 anni in auto, 4 condanne per omicidio colposo

A sei anni dalla morte di Matteo Ballardini in un parcheggio di Lugo, arriva la sentenza dell’appello bis che esclude il dolo ma anche la semplice omissione di soccorso. La pena più alta (7 anni) per la ragazza che fornì il metadone letale

13932869 915890965205992 2247626675160604088 NPer la morte del 19enne Matteo Ballardini di Lugo, lo studente deceduto in un parcheggio del paese per un’overdose da metadone nella tarda mattinata del 12 aprile 2017 dopo 13 ore di agonia, la corte d’assise d’appello di Bologna ha deciso che si trattò di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. Ai quattro giovani che passarono la notte con Ballardini sono state inflitte pene che vanno da tre anni e quattro mesi a sette anni totali. Quest’ultima – per morte come conseguenza di altro reato, lo spaccio – è toccata alla ragazza che aveva ceduto il metadone al 19enne. La sentenza è arrivata oggi, 18 aprile 2023, dopo tre ore di camera di consiglio. Lo si apprende dal sito web dell’agenzia di stampa Ansa.

Si tratta dell’appello bis. La procura generale aveva chiesto pene tra sei anni e nove anni e quattro mesi ricostruendo i fatti nel contesto del dolo eventuale. La medesima ipotesi sostenuta in primo grado e accolta al termine del rito abbreviato a Ravenna: pene tra 15 anni 4 mesi e 9 anni 4 mesi. I giudici del primo appello a Bologna avevano quindi riformato la sentenza optando per tre degli imputati per la sola omissione di soccorso (pene tra 8 mesi e 4 anni e 10 mesi), decisione poi bocciata in Cassazione.

In questo articolo sono ricostruiti i fatti di quella notte e le indagini che portarono a individuare i quattro imputati.

Controlli antidroga della polizia locale: in un mese sequestrati 6 kg e 3 arresti

Trovata una partita di hashish a bordo di un’auto fermata in via Trieste e ai giardini Speyer uno spacciatore ha tentato di vendere una dose a un agente in borghese

IMG 5529La polizia locale di Ravenna ha arrestato tre persone e sequestrato quasi sei kg di droga e circa 14mila euro in contanti nel primo mese di servizi antidroga.

Dal 18 marzo scorso, gli agenti del comando di piazza Mameli svolgono servizi straordinari di prevenzione e contrasto della vendita e dello spaccio di stupefacenti, principalmente nelle zone della stazione ferroviaria e del parco della Pace.

Ma l’operazione di rilevanza più significativa si svolta in via Trieste nella serata del 14 aprile. Una pattuglia ha fermato l’alt a un veicolo e dalla perquisizione sono stati trovati 650 grammi di cocaina, oltre 5 kg di hashish e quasi 12 grammi di eroina. Arrestati due giovani tunisini in possesso di 14mila euro in contanti.

L’altro arresto invece era avvenuto ai giardini Speyer l’8 aprile quando un uomo ha tentato di vendere una dose di hashish a un agente in borghese. In totale sono state controllate 33 persone: 21 sono state segnalate alla prefettura quali assuntori di droga.

I servizi antidroga avviati dai vigili urbani di Ravenna rientrano nell’ambito del progetto “Scuole Sicure” per il quale il ministero dell’Interno ha riconosciuto al Comune di Ravenna un contributo, per il triennio di riferimento, pari a 73mila euro tratti dal Fondo per la Sicurezza Urbana (decreto legge 113 del 4 ottobre 2018).

Furti di auto d’epoca per il mercato dei ricambi: ritrovati sei veicoli, due denunce

Operazione dei carabinieri partita dopo il furto di una Fiat 500 del 1970 e una Mercedes del 1980 a Faenza: erano in un garage a Bologna, denunciati due uomini per ricettazione

furti auto epoca Le indagini sui furti di due auto d’epoca a Faenza, una 500 del 1970 e una Mercedes del 1980, hanno portato i carabinieri a ritenere di aver individuato una organizzazione criminale specializzata in furti di veicoli storici per alimentare il mercato dei pezzi di ricambio difficilmente reperibili. Al momento, secondo quanto reso noto dall’Arma, sono stati denunciati per ricettazione due uomini residenti in provincia di Bologna, un 54enne e un 68enne, ma potrebbe emergere il coinvolgimento di altre persone.

Secondo quanto ricostruito, i mezzi rubati venivano smontati e rivenduti al mercato dei ricambi spesso introvabili per la rarità; in altri casi si ritiene che dalle auto rubate venivano abrasi i numeri di serie originali, sostituiti con quelli di mezzi non oggetto di furto ma in cattive condizioni

Indagini su furti di auto d’epoca

Il furto della Fiat 500 è avvenuto nel parcheggio di un grande centro commerciale della città mentre la proprietaria era all’interno del supermercato. Dopo qualche giorno, dall’interno di una proprietà privata, nelle campagne faentine, era stato portato a termine il furto della berlina tedesca.

Dall’analisi dei dati e delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, private e pubbliche, e dalla testimonianza di una persona che aveva assistito al furto dell’utilitaria italiana, sono emerse rilevanze che hanno portato a sospettare i due bolognesi.

È stato quindi individuato un garage nell’hinterland del capoluogo regionale, all’interno i due veicoli di Faenza e altri quattro: due Fiat 500, una Fiat Topolino, una Fiat 600. Inoltre, sono state rinvenute due biciclette di valore a cui erano stati abrasi i codici di identificazione.

Per alcuni dei mezzi recuperati i militari dell’Arma della compagnia di Faenza sono ancora alla ricerca dei legittimi proprietari, poiché presentano i numeri di telaio abrasi e sono privi delle targhe originali di immatricolazione. I mezzi per i quali è stata accertata la proprietà verranno invece restituiti nei prossimi giorni.

Un laboratorio di scrittura che prende spunto dai nomi di strade, vie e piazze

Dal 2 maggio per un mese, la docente è la drammaturga Renata Molinari della Bottega dello Sguardo: 15 posti disponibili (iscrizione 40 euro)

Renata Molinari Alla Bottega Dello SguardoLa toponomastica cittadina di Bagnacavallo è lo spunto tematico da cui partirà un laboratorio di scrittura intitolato “Camminare la storia” al via dal 2 maggio alle 19 nella saletta didattica del Centro culturale Le Cappuccine. Il laboratorio sarà condotto dalla drammaturga Renata Molinari della Bottega dello Sguardo in collaborazione con l’Archivio storico comunale di Bagnacavallo.

«I nomi delle strade sono quasi sempre solo indicazioni di orientamento geografico – osserva Molinari –: se alziamo gli occhi e leggiamo le targhe che ci dicono i nomi di strade, piazze, slarghi, raramente ci chiediamo da dove vengono questi nomi, perché proprio lì si celebra una vittoria militare, magari a fianco del nome di un benefattore o di un politico. Nel corso di scrittura si cercherà di esplorare, riscrivere, intrecciare le storie di cui i nomi delle vie parlano anche attraverso i documenti dell’Archivio storico comunale che testimoniano la genesi di alcune intitolazioni».

Il corso, per un massimo di 15 partecipanti, si svilupperà nei martedì sera del mese di maggio dalle 19 alle 21, mentre il 5 luglio nel chiostro delle Cappuccine, all’interno della rassegna estiva di iniziative promosse dalla Biblioteca comunale “G. Taroni”, è prevista una serata di restituzione pubblica delle scoperte e creazioni elaborate durante il laboratorio. È richiesto un contributo di 40 euro. Il termine per le iscrizioni è sabato 22 aprile. Per informazioni e iscrizioni: info@labottegadellosguardo.it, biblioteca@comune.bagnacavallo.ra.it, 0545-280912.

Renata Molinari è scrittrice, drammaturga e docente di drammaturgia, ha seguito molte fasi del lavoro di Jerzy Grotowski e ha preso parte in maniera continuativa al percorso artistico di Thierry Salmon. Collaboratrice storica della Ubulibri e in particolare della redazione del Patalogo, ha insegnato alla Scuola Paolo Grassi di Milano e tenuto laboratori per attori, registi e danzatori in Italia e all’estero. Dal 2016 ha istituito a Bagnacavallo la Bottega dello Sguardo, biblioteca teatrale e fucina di incontri ed eventi intorno al linguaggio del teatro.

Il 12 maggio inaugura il nuovo allestimento dei mosaici del Mar – Le FOTO dei lavori

Sono stati presentati in anteprima oggi, 18 aprile, i lavori in corso al Mar, il Museo d’Arte della città di Ravenna (recentemente riaperto), per il riallestimento dell’esposizione dei mosaici moderni e contemporanei (fotogallery a cura di Massimo Argnani).

«Si tratta non solo di un riallestimento – commenta l’assessore alla Cultura del Comune, Fabio Sbaraglia – ma di un processo rigenerativo che ripensa completamente il piano terra del nostro museo, da dedicare interamente a un percorso espositivo permanente che sarà un viaggio attraverso le collezioni dei mosaici moderni e contemporanei».

L’assessore ne aveva parlato anche in una nostra recente intervista a questo link.

Il nuovo allestimento veerrà inaugurato il 12 maggio. Da quella data il Mar lancerà anche una nuova promozione che prevede l’ingresso gratuito al museo ogni mercoledì per i giovani under 26.

Contratti part time, ma facevano fino a 11 ore al giorno: lavoro nero in albergo

Ispezione della guardia di finanza in un hotel a Lido di Savio dopo una segnalazione al numero 117: una trentina di lavoratori, in maggioranza stranieri, non in regola e alcuni completamente senza assunzione. Il gestore deve regolarizzare le posizioni o rischia 20mila euro di sanzione

Bedroom Door Entrance 271639(1)Di norma lavoravano circa undici ore al giorno (con tre pause da 30 minuti) ma nella busta paga mensile ne venivano indicate circa la metà. Era la procedura standard utilizzata dal gestore di un albergo a Lido di Savio con quasi trenta lavoratori: 22 irregolari e cinque completamente in nero, secondo la guardia di finanza. In tre mesi nella stagione estiva 2022 abbattuti gli oneri contributivi e previdenziali a carico della struttura e sottratta a tassazione una base imponibile stimata in circa 35mila euro.

L’ispezione era partita a luglio dell’anno scorso, anche a seguito di una segnalazione al numero di pubblica utilità 117. Una visita a sorpresa delle Fiamme Gialle aveva permesso di acquisire numerosa documentazione extracontabile sull’impiego dei lavoratori stagionali e di intervistare i numerosi dipendenti presenti in quel momento nella struttura.

Ben 22 dipendenti – in maggioranza di nazionalità romena, ma anche diversi italiani – erano assunti con contratti a tempo determinato part time ma facevano orari a tempo pieno. Altri cinque lavoratori, tutti stranieri, prestavano servizio senza alcun rapporto di lavoro e sono stati regolarizzati subito dopo la visita della Finanza.

Ora la società diffidata dovrà regolarizzare le posizioni contributive dei dipendenti se vuole vedersi comminare le sanzioni minime previste dalla legge, altrimenti si vedrà contestare una sanzione che potrà arrivare anche a 20mila euro.

Lo scenario emerso in questa vicenda, descritto da una nota stampa divulgata dalla guardia di finanza, non si discosta molto da quello rilevato dall’Ispettorato del lavoro in un’altra struttura e reso noto appena ieri, 17 aprile (qui l’articolo)

L’Unione della Bassa rinnova tutti i siti web istituzionali con 1,4 milioni dal Pnrr

Con l’intervento di una società di Trento, dal 14 aprile nuova veste grafica per i siti internet delle istituzioni in Bassa Romagna. Verrà creato anche un nuovo portale dei servizi online

smart working computerI siti internet istituzionali dell’Unione della Bassa Romagna e dei nove Comuni afferenti hanno una nuova veste grafica, una nuova organizzazione dei contenuti e un’interfaccia più semplice e immediata. La nuova versione, online dal 14 aprile scorso, è l’arrivo di un percorso avviato circa un anno fa con l’impegno in primo piano del Servizio Comunicazione dell’Unione e i referenti per la comunicazione dei nove Comuni, con il coinvolgimento di tutti gli uffici e servizi in un complesso percorso di collaborazione trasversale. I siti, a seguito della messa online, entrano ora in una fase di rodaggio: il tutto verrà testato anche grazie all’esperienza degli utenti.

Il Pnrr finanzia i nuovi siti web della Bassa Romagna

Woman Typing Writing Programming 7112Il progetto è finanziato dall’Unione europea nell’ambito di Next generation Eu; i fondi sono stati resi accessibili dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La realizzazione dei nuovi siti web era già stata avviata prima dell’uscita dell’avviso Pnrr dedicato all’esperienza del cittadino nei servizi pubblici (Misura 1.4.1 – pacchetto «Cittadino informato»), permettendo così ai Comuni e all’Unione della Bassa Romagna di essere pronti a candidarsi alla prima chiamata e ottenere l’assegnazione di 1,4 milioni di euro. La cifra ha permesso non solo di coprire la realizzazione dei nuovi siti, ma consentirà anche la creazione di un nuovo portale dei servizi online, oltre all’implementazione di ulteriori servizi digitali nei prossimi anni, oggetto del progetto più ampio Bassa Romagna Smart.

Il lavoro è stato realizzato insieme all’azienda Open Content di Trento (specializzata nella realizzazione di siti web istituzionali), per la migrazione dei contenuti e il rispetto delle normative vigenti in termini di usabilità e trasparenza dei documenti amministrativi (i nuovi siti infatti rispondono ai requisiti delle linee guida di design di Agid).

I nuovi siti si presentano all’utente con un approccio rinnovato rispetto al passato: dall’Unione assicurano che il motore di ricerca interno è stato migliorato «per avere a portata di clic i servizi di proprio interesse». I menù presenti risultano classificati secondo un sistema nazionale «che in breve tempo permetterà una familiarità di navigazione di tutti i siti delle pubbliche amministrazioni italiane».

Al Socjale debutto degli allievi di Marescotti fra applausi e commozione

Pubblico da tutto esaurito al teatro di Piangipane per lo spettacolo “Nudi” della Compagnia del Baccano. Un omaggio al maestro appena scomparso…

Compagnia Baccano Nudi

Il Teatro Socjale di Piangipane ha accolto il 16 aprile (con replica il 17 per richiesta del pubblico), il debutto dolceamaro della Compagnia del Baccano, fondata dal noto attore e regista Ivano Marescotti, scomparso il 26 marzo scorso.

Otto fra attori e attrici, selezionati personalmente dal maestro Marescotti tra i suoi allievi del TAM, portano in scena uno spettacolo in tre atti unici di un’ora e mezza dal titolo Nudi. È una riflessione sulle moderne relazioni sociali, sulle debolezze e le contraddizioni dell’individuo contemporaneo alle prese con i non detti, le nevrosi e la dipendenza dal cellulare. Da Beatrice, rivisitazione della pièce teatrale francese Le prénom di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, si passa a Doc doc, ispirato al film Toc Toc tratto dall’omonima commedia teatrale di Laurent Baffie, per concludere infine con Mr. Black Box, in cui il pubblico può facilmente riconoscere la pellicola Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Tre momenti distinti ma uniti da un solido fil rouge, dove la risata fa da contrappeso alla riflessione ironica e a tratti drammatica.

Marescotti aveva scelto per la sua Compagnia la crème de la crème dell’Accademia, e si vede. Non un attimo di esitazione, non un accenno di difficoltà coglie gli attori, gravati dal compito di rendere omaggio al ricordo del Maestro scomparso appena tre settimane fa. Il talento si evince dalla loro capacità di catturare il pubblico sin dalle prime battute, un aggancio che si trascina per tutto lo spettacolo e che li premia alla fine con un fragoroso applauso e una standing ovation. La risata nasce spontanea come spontanei sono i gesti e le parole dei personaggi in scena; la vivacità dello spettacolo è appena smorzata dai cambi tra un atto e l’altro che, come in occasione della presentazione finale della sesta edizione del Tam al Goldoni di Bagnacavallo lo scorso 6 marzo (l’ultima volta in cui Marescotti si è mostrato al pubblico del teatro), avvengono in scena e a luci spente.

C’è da sperare che la freschezza e vitalità della compagnia, omogenea e coesa nelle sue componenti, perdurino nel tempo, riuscendo a superare la perdita di una guida così importante come quella del regista romagnolo. Intanto, a traghettare i giovani attori al loro debutto ci ha pensato la moglie Erika Leonelli, che è salita sul palco al termine dello spettacolo accolta dalla commozione generale. Ma la presenza di Marescotti rimane, anzi è resa ancora più evidente dal tributo offertogli al momento del commiato dal pubblico: una gigantografia del suo volto, appoggiata a una sedia da regista che rimane vuota, sono il segno di una elaborazione del lutto ancora in atto ma svolta secondo la modalità che Ivano, come lo chiamano confidenzialmente i suoi allievi, avrebbe voluto: con uno spettacolo teatrale.

Bravi tutti gli attori: Alice Casadio, Giorgia De Bastiani (aiuto regista), Massimiliano Farina, Edoardo Liverani, Alex Pistone, Alex Bagnari, Chiara Penserini e Federico Valentini, per una serata all’insegna dell’arte scenica, del talento e della commozione.

Protesta nazionale: perché dire no ai rigassificatori e al sistema fossile

A Ravenna il 6 maggio si tiene la manifestazione contro il predominio dell’oil&gas, per una reale svolta energetica. Ecco le motivazioni

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Marina Mannucci, studiosa, pubblicista e attivista in campo della tutela ambientale e per la lotta al cambiamento climatico.

No Rigassificatori Ravenna

«Non permetteremo mai più di giustificare delocalizzazioni, licenziamenti, precariato con la scusa della crisi climatica. Né permetteremo di giustificare con la difesa dei posti di lavoro un rallentamento o una deviazione nella transizione ecologica e climatica. La transizione ecologica, se reale, deve misurare la propria efficacia anche sui tempi, e non è più concepibile alcun rallentamento. Il pianeta è in fiamme, da ogni punto di vista, e ogni secondo sprecato è un crimine. In una reale transizione ecologica non c’è spazio per il greenwashing da parte di Stati o grandi aziende, ma solo per misure sociali e ambientali adeguate all’urgenza della situazione. In una reale transizione ecologica il lavoro inquinante cessa gradualmente di esistere: non si lavorerà più a discapito dei diritti, dell’ambiente, della salute e della pace, ma si passerà per una ridefinizione democratica di cosa è realmente necessario produrre, definendo modelli di produzione, trasformazione e consumo al servizio della comunità piuttosto che del capitale, nei limiti delle biocapacità del pianeta».

Questa la dichiarazione del Collettivo di Fabbrica Gkn di Firenze (la cui storia è ben nota), il cui contenuto politico è la convergenza tra movimento operaio e movimenti ambientalisti, a dimostrazione che è possibile ideare – grazie a una mobilitazione dal basso – un’alternativa al modello dominante di transizione ecologica unendo teoria e prassi, riflessione e militanza.

Oltre al coinvolgimento di massa di una società civile – consapevole dell’importanza di iniziare a cambiare radicalmente stili di vita per affrontare il processo tramite il quale le società umane si relazionano con l’ambiente fisico – si rende parimenti necessario un intervento pubblico che promuova una domanda alternativa. Governare la transizione ecologica presuppone saper fare chiarezza sulle immanenti questioni globali, sui cambiamenti climatici, sull’inquinamento, l’acidificazione degli oceani, i consumi di acqua e di risorse, sulle trasformazioni dei suoli e sulla distruzione della biodiversità, da una prospettiva che metta in evidenza le interconnessioni tra le parti del pianeta in cui viviamo.
In azioni concrete, affrontare la transizione ecologica significa orientare la domanda pubblica verso settori ad alto valore aggiunto e basso impatto ambientale che si traduce nella capacità di mettere a punto: una strategia di medio-lungo periodo, un quadro complessivo dei settori che vanno ristrutturati per ridurre l’impatto ambientale e dei nuovi settori da promuovere, l’individuazione delle fasi di sviluppo del progetto e, quindi, dei tempi e delle modalità di realizzazione.

Schema TrivellazioniTutto ciò, nel nostro territorio, non sta avvenendo. Al largo delle coste di Ravenna, dall’autunno 2024, sarà operativo un impianto di rigassificazione che, potrebbe più avanti essere affiancato anche da un secondo rigassificatore proveniente da Piombino. Si tratta di impianti che possono essere realizzati a terra, in alto mare, su strutture offshore, o su particolari navi, le cosiddette unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione o FSRU Floating Storage and Regasification Unit come quella prevista al largo di Ravenna.

Il rigassificatore galleggiante BW Singapore acquistato da Snam/Società Nazionale Metanodotti (società di infrastrutture energetiche attiva nel trasporto, nello stoccaggio e rigassificazione del metano) è lungo 300 metri; verrà ormeggiato a circa 8 km dalle coste di Ravenna, si prevede entri in funzione nel 2024 e sarà collegato alla rete di trasporto gas già esistente. Il collegamento sarà composto da un tratto di metanodotto a mare (sealine) di circa 8,5 km e uno a terra, completamente interrato, di circa 34 km. All’impianto industriale per la rigassificazione del gas naturale liquefatto (Gnl) – che consiste nel cambiare lo stato del gas, da liquido/Gnl a gassoso, riscaldandolo e utilizzando acqua di mare – si accosteranno navi metaniere cargo, che a loro volta avranno bisogno di rimorchiatori.

Si tratta di opere non “neutre”, pericolose per la sicurezza e per la salute, classificate dalla legge Seveso III sugli incidenti industriali (D. Lgs. 2003/105/CE) «fra gli impianti ad alto rischio di incidente rilevante», nocive anche per la qualità dell’aria che, a Ravenna, come riportato dal report di Legambiente Mal Aria di città. Cambio di passo cercasi, già nel corso del 2022, aveva una concentrazione di polveri sottili che sfiorava i limiti di legge per 59 giornate a fronte di un limite di 35 imposto dalla normativa. Gli impianti in oggetto emettono anche inquinanti, soprattutto ossidi di azoto (NOx), in concentrazioni non affatto trascurabili (centinaia di milligrammi/metro cubo), per il trattamento di alcuni miliardi di metri cubi di gas/anno e che rilasciano in mare quantità enormi di acqua marina raffreddata (svariate tonnellate/ora), arricchita di ipoclorito di sodio, noto disinfettante (dall’amuchina alla candeggina) dagli effetti ambientali da valutare attentamente.

Secondo gli analisti la costruzione di nuovi gasdotti e rigassificatori implica costi di lungo termine e tempi di realizzazione considerevoli e «rischia di essere sbagliata rispetto a una crisi acuta che potrebbe risolversi in una bolla o comunque normalizzarsi in tempi più brevi rispetto a quelli di realizzazione». Si tratta di infrastrutture che rischiano di “arrivare tardi” ed entrare in funzione quando la crisi dei prezzi dell’energia potrebbe essere ormai alle spalle ma che continueranno a pesare sui consumatori nei prossimi decenni, risultando inefficaci nel ridurre i costi in bolletta.

20210426 102207Ma non dobbiamo altresì dimenticare che i rigassificatori, declinato al plurale, perché molti altri ne arriveranno di qui a qualche anno in Sardegna, in Calabria, e in altri luoghi ancora, sono solo la punta dell’iceberg di un disegno molto più complessivo, che sta facendo dell’Italia lo snodo fondamentale di tutto il sistema delle fonti fossili, con il potenziamento delle trivellazioni in mare e a terra, la costruzione di centinaia di chilometri di nuovi gasdotti e tante altre strutture collegate; un disegno che alla schiavitù del fossile ci legherà definitivamente.

L’agire politico è collettivo ed è frutto di un’intelligenza comune che si realizza con la partecipazione politica di ogni cittadina/o e si pone come agire nelle pubbliche assemblee, luoghi sovrani della decisione politica collettiva e anche negli atti di disobbedienza, con scioperi e cortei.

Ho aderito fin dal suo nascere al Coordinamento Ravennate del Comitato per il Clima Fuori dal Fossile; quando mi è stato possibile ho partecipato a mobilitazioni nazionali che denunciavano scelte politiche assoggettate a poteri economici che non prendevano in considerazione un serio ridimensionamento del modello estrattivista.
Sabato 6 maggio parteciperò alla manifestazione nazionale “Per uscire dalla schiavitù del fossile” indetta dalla Campagna per il Clima Fuori dal Fossile, dalla Rete No Rigass No Gnl, dalla Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia Romagna che si terrà anche a Ravenna. fuoridalfossile.coordravenna@gmail.com).

Insorgiamo” è il motto dei lavoratori metalmeccanici fiorentini della GKN che, dall’arrivo delle ormai famose email di licenziamento, ha consolidato un rapporto collettivo tra lavoratori e le/i solidali e tra chiunque non voglia cedere alla tentazione della desistenza. Insorgiamo anche noi, riempiamo le strade della nostra città in tante e tanti contro il sistema che difende i combustibili fossili.

Alla clinica San Francesco il primo ospedale di comunità di Ravenna con 24 letti

Uno spazio di 1.200 mq alla clinica privata San Francesco di Ravenna ospita 24 letti in 13 stanze per il primo ospedale di comunità (Osco) di Ravenna, il terzo dell’Ausl in provincia. Fornirà assistenza a persone dimesse che non sono ancora in grado di tornare a casa. Entro il 2026 dovrà essere pronta la nuova palazzina al parco Cesarea

Inaugurazione Ospedale Osco 2Il primo ospedale di comunità di Ravenna, noto anche con la sigla Osco, ha avviato dal 3 aprile 2023 la sua attività nella collocazione temporanea all’interno dell’ospedale privato accreditato San Francesco, in attesa della realizzazione della nuova struttura nei pressi del parco Cesarea che ospiterà anche la casa della salute. Sarà una struttura per l’assistenza alle persone dimesse dall’ospedale, ma che ancora non sono nelle condizioni di tornare a casa. Stamani, 17 aprile, alla presenza delle autorità il taglio del nastro.

L’ospedale privato San Francesco di Ravenna ospita l’ospedale di comunità dell’Ausl

La realizzazione della nuova palazzina per la sede definitiva dell’ospedale di comunità di Ravenna terminerà entro il 2026 (scadenza fissata dal Pnrr). Per questo motivo, la direzione aziendale dell’Ausl Romagna – insieme alla direzione medica del presidio ospedaliero di Ravenna e alla direzione del distretto – hanno cercato una soluzione per anticipare i tempi.

La direzione della San Francesco ha messo a disposizione un’area con una superficie complessiva pari a quasi 1.200 mq e può beneficiare di ulteriori aree esterne come parcheggio e giardino. Nella struttura temporanea sono allestiti 24 posti letto distribuiti in tredici stanze, dotate di servizi igienici, di cui alcune con letto singolo e altre con la capienza massima di due o tre posti letto. La struttura garantirà una risposta anche anche agli assistiti del distretto di Lugo per un numero previsto di cinque posti letto.

La gestione è affidata al personale infermieristico dipendente di Ausl Romagna e la responsabilità clinica è garantita dalla collaborazione dei medici di medicina generale e dei medici della continuità assistenziale. L’attività specialistica è assicurata attraverso accessi programmati di medici ospedalieri e, in considerazione della collocazione all’interno della struttura privata accreditata, usufruirà delle discipline specialistiche già previste nel contratto di fornitura.

Importante l’impegno manifestato dalla direzione della struttura San Francesco nella condivisione e realizzazione degli interventi di adattamento necessari per l’avvio di questa attività all’interno della struttura che ne ha consentito l’apertura il 3 aprile.

Gli ospedali di comunità (Osco) in provincia di Ravenna

Attualmente in provincia di Ravenna sono attivi altri due ospedali di comunità: a Cervia con una disponibilità di ventiquattro posti letto e a Brisighella con venti posti. La programmazione degli interventi legata ai finanziamenti del Pnrr, oltre a quello di Ravenna, prevede la realizzazione entro il 2024 di un altro ospedale nella Casa della Comunità di Russi, con venti posti letto, che sarà in grado di fornire risposte agli assistiti dei Distretti di Ravenna, Lugo e Faenza.

L’inaugurazione del primo ospedale di comunità di Ravenna

All’inaugurazione dell’Osco di Ravenna erano presenti Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la Salute Emilia Romagna, Michele De Pascale, sindaco di Ravenna, Tiziano Carradori, direttore generale Ausl Romagna, Roberta Mazzoni, direttore Distretto Ravenna e Maria Laura Garofalo, amministratrice delegate del gruppo Garofalo Health Care che controlla la clinica San Francesco.

«La sanità di territorio – ha affermato Bonaccini – è una delle priorità individuate dalla Regione Emilia-Romagna. Scelta fatta da tempo, come dimostra la presenza di un numero di Case della salute fra i più alti in Italia, e confermata nel piano di investimenti sanitari del prossimo futuro. E questo intervento si inserisce a pieno nel solco che abbiamo tracciato con i progetti già finanziati sia grazie alle risorse regionali sia a quelle del Pnrr».

«Si tratta di un servizio pubblico – ha spiegato Michele De Pascale – che temporaneamente viene realizzato affittando uno spazio all’interno di una struttura privata accreditata, nell’ambito di una virtuosa sinergia tra pubblico e privato che pone al centro le esigenze della cittadinanza».

A San Zaccaria un giardino dove verrà piantato un albero per ogni nuovo nato

All’inaugurazione il vicesindaco Fusignani. L’insegna è stata scoperta dal più anziano del territorio insieme a tre bambini della prima elementare

Giardino Nuovi Nati San ZaccariaInaugurato il giardino Alberi dei nuovi nati a San Zaccaria: per ogni nuovo nato del territorio verrà piantato un albero.

A scoprire l’insegna è stato Mario Valbonesi, centenario di San Zaccaria insieme a tre bambini della prima elementare.

Alla manifestazione, oltre al vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani, erano presenti anche Edera Fusconi, presidente del consiglio territoriale e Graziano Foschi, presidente del comitato cittadino, che con l’associazione “San Zaccaria insieme” si occupa della manutenzione del parco da loro fortemente voluto.

«Essere qui tutti insieme – ha dichiarato il vicesindaco Eugenio Fusignani – con i più piccoli e il più anziano di San Zaccaria, simboleggia il senso di continuità della comunità».

Un torneo giovanile per ricordare Paolo Cortesi, dirigente dell’Azzurra Rinascita

Paolone
Paolo Cortesi

Terza edizione del “memorial Paolo Cortesi”, torneo di calcio giovanile in ricordo dello storico dirigente dell’Azzurra Rinascita, scomparso nel gennaio 2019.

La manifestazione si terrà venerdì 21 aprile a partire dalle 19 al campo sportivo Miserocchi di Porto Fuori. Sarà organizzato un incontro triangolare della categoria juniores tra Azzurra, Borgo Tuliero e Porto Fuori Aquae. A seguire ci saranno le premiazioni.

Paolo Cortesi, per tutti “Paolone”, negli anni ottanta fu protagonista della fusione della Rinascita con l’Azzurra San Biagio in quella che per alcuni anni venne chiamata Azzurra Rinascita. Cortesi ne fu vicepresidente per una ventina d’anni nella sede di via Zalamella.

Durante la manifestazione sarà aperto lo stand gastronomico con cucina romagnola e la serata sarà animata anche con un dj-set.

Per informazioni contattare il numero 338 9781449.

 

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