lunedì
22 Giugno 2026

Lavori per il rinnovo di oltre 30 km di binario sulla linea Faentina

Cantiere dal 4 aprile al 5 giugno tra Marradi e Brisighella

Binari FerroviaPrenderanno il via martedì 4 aprile, per poi concludersi venerdì 14 luglio, gli annunciati lavori per il rinnovo di oltre 30 chilometri di binario tra Crespino del Lamone e Brisighella sulla linea Faentina, Firenze-Borgo S. Lorenzo-Faenza.

Le attività di cantiere, a cura di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs), si svolgeranno nelle ore notturne in assenza della circolazione ferroviaria e saranno suddivise in due fasi: dal 4 aprile al 5 giugno tra Marradi e Brisighella; dal 6 giugno al 14 luglio tra Marradi e Crespino del Lamone.

Il rinnovo dei binari imporrà nell’area interessata dalle lavorazioni una riduzione precauzionale di velocità dei treni in transito, che ha reso quindi necessaria una riprogrammazione di alcuni servizi ferroviari.

I sistemi di vendita delle imprese ferroviarie sono già aggiornati con i nuovi orari.

Durante i lavori, che prevedono un investimento di oltre 20 milioni di euro, saranno impegnati quotidianamente circa 50 tecnici di Rfi e delle ditte appaltatrici, con l’utilizzo di 2 treni cantiere.

Grandine di primavera nel Lughese, danni ai frutteti – FOTO

Chicchi anche di 2-3 centimetri nella zona di Massa Lombarda

Grandine di aprile nel Lughese e nel Faentino, che per alcuni minuti si ritrovano improvvisamente bianchi.

È successo nel primo pomeriggio di oggi, domenica 2 aprile, come testimoniato anche da alcuni video pubblicati sulla pagina Facebook di Emilia Romagna Meteo (da cui provengono anche le foto qui sopra, scattate tra Lugo, Sant’Agata sul Santerno e Massa Lombarda, con chicchi anche di 2-3 centimetri).

Si registrano già i primi danni ai frutteti, in un periodo in cui la grandine fa particolarmente paura, in quanto in piena primavera e con i frutti in fase di maturazione.

«Un “Barbiere di Siviglia” contemporaneo, per ridere delle nostre nevrosi»

Il regista Lugi De Angelis (Fanny & Alexander) parla del nuovo allestimento al debutto a Rovigo, atteso a fine aprile a Ravenna. «Mi sono divertito tantissimo. Da bambino ero innamorato di quest’opera, la conoscevo a memoria»

Barbiere Di Siviglia Opera De Angelis

Il Barbiere di Siviglia – nuovo allestimento del Teatro Sociale di Rovigo in collaborazione con Fanny & Alexander, coproduzione fra Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Verdi di Pisa, Teatro Pergolesi di Jesi e Teatro del Giglio di Lucca – è il nono titolo di teatro musicale (partendo da Il flauto magico di Mozart fino al recente Lohengrin di Wagner) con cui si è confrontato il regista e fondatore dei Fanny & Alexander (insieme a Chiara Lagani) Luigi De Angelis.
A Ravenna, dopo il recente debutto a Rovigo, lo vedremo all’Alighieri il 21 e 23 aprile, e per prepararci a dovere abbiamo fatto due chiacchiere con lo stesso De Angelis.

Cos’è per te quest’opera rossiniana?
«Quando ero bambino ero innamorato del Barbiere di Siviglia, forse per via della sua giocosità molto forte. Avevo una doppia audiocassetta che ascoltavo continuamente, la conoscevo a memoria, è una delle opere che ho più ascoltato e amato. Ha davvero stimolato molto la mia fantasia. Quando Angelo Nicastro di Ravenna Manifestazioni mi ha proposto di farne la regia, a settembre del 2022, ho accettato con grande entusiasmo, mi sembrava anche un modo per onorare uno dei miei battesimi all’opera».

Luigi De Angelis Regista
Il regista Luigi De Angelis

Che differenza c’è tra la regia di un’opera e quella di un lavoro teatrale?
«Per me è stato sempre come fare opere liriche, perché i Fanny & Alexander hanno comunque sempre messo la musica al centro di tutto, intessuta con la drammaturgia. Una cosa che ha sempre detto Chiara Lagani, e che io sposo completamente, è che la musica è la tessitura tra tutti i piani espressivi. L’unica vera differenza è che quando si fa un’opera così conosciuta come Il Barbiere di Siviglia bisogna tenere in mente che l’80% del pubblico ha la sua opera interiore, l’ha già vista o quantomeno sentita. E comunque c’è un libretto che è intoccabile. Questo fa sì che si debba lavorare come su un mito, occorre approcciarsi alla regia d’opera come su una questione che è già conosciuta e dunque bisogna intrecciarvi altre narrazioni, su cosa siamo diventati oggi e su cosa quell’opera ci può dire adesso. Lo spettacolo nasce su una storia che c’è già, e c’è già anche una sapienza collettiva che chiede continuamente delle conferme. Lavorare in dialogo con questa attenzione alla riconferma, che spesso è conservatrice, è interessante, perché è lì il dialogo, è lì che il regista può intervenire».

E tu come sei intervenuto?
«Cercando appunto di farne una storia che potrebbe essere dei giorni d’oggi, lavorando su molti piani differenti. Ho creato quest’idea della città di cui parla Figaro (“il factotum della città” ndr), togliendo innanzitutto l’opera da un centro e creando invece riverberi continui con microstorie del nostro tempo, per cui la scena stessa è una scenografia che si propone di svelare anche la vita dei protagonisti, laddove ciò non sarebbe previsto dal libretto. Ciò mi ha permesso di creare tanti fili narrativi in più, alla Jacques Tati, che sono quello che mi interessavano, perché quest’opera ride delle nostre nevrosi, dei nostri tic, degli incagli. Rossini in questo è geniale, non a caso lo adorava Carmelo Bene, c’è una grande leggerezza».

Il confronto registico con i cantanti lirici è molto diverso da quello con gli attori teatrali?
«Per me il cantante d’opera è un attore, o almeno dovrebbe essere così. Comunque il grande lavoro che si fa è quello di cercare di insistere sul naturalismo, sulla verità scenica, sulle motivazioni, cercare di sottrarre l’opera dal concerto, tendenza che è invece dominante nel melodramma, dove spesso si fa un semi-concerto con scene. Con i cantanti ho lavorato dunque il più possibile sul naturalismo, poi è ovvio che nella vicenda ci sono un sacco di situazioni di travestimento, iper-teatrali, che si prestano a un tipo di logica più recitativa che naturalistica. Mi sono divertito tantissimo a lavorare a questo Barbiere, è un’opera molto corale. Abbiamo fatto le prove ridendo tutto il tempo, c’è stato un momento che pensavo di non riuscire a vedere una prova senza interruzioni per le risate, stava diventando un problema. Un’atmosfera molto giocosa».

Al mercato coperto un incontro con l’attore Dadina e l’illustratore Reviati

Saranno intervistati dalla giornalista di R&D Federica Angelini per il ciclo del “Teatro fa centro”

Mille Anni Nias Zavatta
Luigi Dadina in scena con l’illustrazione di Davide Reviati in una foto di Nias Zavatta

Tornano gli incontri de “Il teatro fa centro”, rassegna curata da Reclam e Ravenna Teatro, con il sostegno del comitato Spasso in Ravenna, con l’obiettivo di portare tra le attività del centro di Ravenna i protagonisti della stagione dei teatri della città.

L’appuntamento  è per lunedì 3 aprile alle 18 al mercato coperto di Ravenna, in piazza Andrea Costa, con la giornalista di Ravenna&Dintorni Federica Angelini che intervisterà lo storico attore del Teatro delle Albe Luigi Dadina e Davide Reviati, fumettista ravennate di fama internazionale.

Sarà l’occasione per parlare dello spettacolo Mille anni o giù di lì, che andrà in scena martedì 4 e giovedì 6 aprile alle 21 al teatro Rasi nell’ambito del progetto legato all’Anic di Ravenna Teatro e che vede protagonisti gli stessi Dadina e Reviati insieme al musicista Francesco Giampaoli, tutti legati per storia familiare al petrolchimico ravennate.

All’incontro parteciperanno la direzione di Ravenna Teatro e Reclam, la redazione di Ravenna&Dintorni e lo staff del Mercato Coperto, con la titolare Beatrice Bassi. Al termine, per chi lo desidera, un aperitivo con una speciale drink list a tema.

Allerta meteo arancione per vento nei comuni di Ravenna e Cervia

Per tutta la giornata di lunedì 3 aprile

Tempesta 5Dalla mezzanotte di oggi, domenica 2 aprile, alla mezzanotte di domani, lunedì 3 aprile, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna e del comune di Cervia l’allerta numero 36, arancione per vento, gialla per stato del mare e criticità costiera, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia-Romagna. Nel resto della provincia, l’allerta è gialla per il vento.

In particolare sono previsti «venti nord-orientali di burrasca moderata (62-74 Km/h) o forte (75-88 km/h) con possibili rinforzi o raffiche di intensità superiore, su tutto il crinale appenninico e sull’intero settore centro-orientale della regione. Inoltre si prevede mare agitato al largo e condizioni del mare sotto costa che possono generare localizzati fenomeni di ingressione marina ed erosione del litorale».

«Raccomando – dichiara il sindaco di Ravenna Michele de Pascale – di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento o suscettibili di essere danneggiati; non accedere a moli e dighe foranee e prestare particolare attenzione nel caso in cui si acceda alle spiagge».

Autismo, boom di casi in 10 anni: oltre 1.300 tra bambini e adolescenti in Romagna

Comando dei vigili del fuoco a Ravenna illuminato di blu, iniziative a Faenza e Russi

Pompieri Vigili Del Fuoco Autismo
La caserma dei vigili del fuoco di Ravenna illuminata (foto Argnani)

In occasione della Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, indetta dall’Onu nel 2007 e in programma oggi, domenica 2 aprile, anche il comando provinciale dei vigili del fuoco, a Ravenna, si illumina di blu, il colore simbolo dell’evento “Light it up blue”, promosso dall’organizzazione Autism Speakse.

In Emilia-Romagna, il numero di persone affette da disturbi dello spettro autistico assistite dal servizio di Neuropsichiatria infantile e adolescenza (Npia) è aumentato notevolmente negli ultimi dieci anni. Nel 2011, il servizio assisteva 1.584 bambini e adolescenti (fino a 18 anni) con questo disturbo, mentre nel 2021 tale numero è cresciuto del 244,9% raggiungendo i 5.464 assistiti (di cui 1.365 nell’Ausl delle tre province della Romagna). La maggioranza di loro è costituita da maschi (79,8%) rispetto alle femmine (20,2%). Nel periodo considerato, è stato riscontrato un aumento, del 52,1% anche nel numero di minori affetti da altri disturbi seguiti dalla neuropsichiatria infantile.

Nel 2011 la Neuropsichiatria infantile ha erogato 81.741 prestazioni (trattamenti, visite, colloqui) ai minori affetti da disturbo dello spettro autistico, rappresentando il 12,9% del totale di 631.995 prestazioni. Nel corso degli ultimi dieci anni, tale numero è aumentato in modo significativo, raggiungendo nel 2021 le 220.768 prestazioni, pari al 25,1% del totale di 879.411 prestazioni.

Per quanto riguarda gli adulti affetti da disturbi dello spettro autistico, il Centro Salute Mentale ha visto un significativo aumento del numero di persone assistite (+235,2%): dalle 236 del 2015 alle 791 persone assistite del 2021 (di cui 139 in Romagna).

Iniziative in provincia. Nel pomeriggio di oggi, domenica 2 aprile, al centro ex Salesiani di Faenza, dalle 14 una conferenza pubblica rivolta a chiunque voglia guardare l’autismo con uno sguardo nuovo, con relatori esperti come Emi Visani, Maria Caterina Minardi, Davide Stecca, Monia Gabaldo e Sofia Santori Bassi che parleranno di sensorialità nell’autismo ed altri argomenti correlati.

Il Comune di Russi ha organizzato due appuntamenti: martedì 4 aprile, alle ore 17 alla Biblioteca comunale di via Godo Vecchia 10 letture animate in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per bambini dai 5 agli 8 anni a cura di Sonia Donegaglia. Si tratta di elementi grafici, spesso riquadrati con all’interno un simbolo (pittogramma) e il testo che esso rappresenta, che rendono più chiaro il significato della parola.

Si prosegue con una serata in compagnia della Teachers’ Band, che si esibirà alle ore 20.45 al teatro Comunale di Russi (via Cavour 10). Il gruppo musicale è nato circa 20 anni fa ed è formato da docenti della provincia di Ravenna che prestano il proprio operato per ragioni benefiche e per la promozione nelle giovani generazioni dello studio della musica come strumento promotore di empatia e socialità.

Formazione professionale, allo Ial di Cervia dal prossimo anno solo adulti

Da settembre i corsi per minori si svolgeranno a Ravenna

Ial CerviaCambiano gli utenti della sede di Cervia dello Ial Emilia-Romagna, ente di formazione professionale che l’anno scorso ha festeggiato 50 anni di vita ed è accreditato presso la Regione.

Dal prossimo anno scolastico le attività formative saranno rivolte solo agli adulti e non più anche ai ragazzi, come avvenuto finora.

«Il cambiamento di “mission” – si legge in una nota inviata dal Comune – è stato deciso dopo una valutazione con il territorio, che ha espresso nuove esigenze di formazione».

A seguito della riorganizzazione, da settembre i corsi per minori previsti nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale si svolgeranno nella sede Ial di Ravenna, che sarà ampliata, mentre quelli della ristorazione si terranno nella sede Ial di Cesenatico.

A Cervia lo Ial si occuperà di: aggiornamento delle competenze degli utenti maggiorenni occupati e disoccupati, formazione superiore di specializzazione post diploma sia nella ristorazione che nel settore turistico-ricettivo, sportelli di incrocio domanda/offerta di lavoro, formazione per le aziende, utenti in inclusione sociale, svantaggiati e disabili, amatori nel settore della ristorazione (sala, cucina e bar), formazione obbligatoria per il contratto di apprendistato stagionale e annuale.

Da settembre il nuovo responsabile di sede sarà l’attuale vice Filippo Pilandri, in sostituzione di Valeria Lunedei, che andrà a dirigere la Scuola di Ristorazione Ial di Cesenatico.

Galileo Chini: l’arte ceramica nel continuo desiderio di sperimentare

Al Mic di Faenza esposti circa 300 pezzi che illustrano gli esiti creativi del poliedrico artista toscano. In mostra fino al 14 maggio

Chini Allestimento Mic

«Il 1896-97 fu per me anche un periodo in cui potei iniziare qualcosa che era in me latente… Insistei che il nostro movimento artistico avesse un carattere non imitazione dell’antico, ma bensì un proprio carattere. Era allora l’epoca del Liberty e bisogna assimilare a questo stile anche il soprammobile».
È così che Galileo Chini (1873-1956) – artista poliedrico di origine toscana – definiva l’aprirsi di una nuova stagione creativa in Italia in collegamento con quanto nel frattempo stava accadendo in Europa. Quasi in simultanea rispetto alla Secessione di Vienna – città in cui gruppi di artisti come Joseph Hoffmann e Koloman Moser cercavano linguaggi nuovi in un’ottica di forte rivalutazione delle arti minori e di unione di linguaggi espressivi per creare la cosiddetta opera d’arte totale – Chini accoglie con stupore la vendita di una delle più famose fabbriche italiane che passava di proprietà da Ginori all’industriale Richard.

Era il 1896 e, sul finire dell’anno, Chini fonda la propria ditta – “L’arte della Ceramica” – assieme ai compagni Giovanni Montelatici, Vittorio Giunti e Giovanni Vannuzzi. Il lavoro del gruppo si orienta non solo al confronto di quanto di lì a poco si realizzerà a Vienna nei laboratori della Wiener Werkstätte in cui si producono oggetti sperimentali in stile Liberty – o meglio Jugendstil – ma seguendo l’esempio precedente dell’esperienza inglese delle Arts and Crafts. William Morris, che ne era stato il mentore, aveva sostenuto il sogno di una produzione che comprendeva la realizzazione di mobili, arredi, stoffe e libri in uno stile nuovo, secondo un’idea di bellezza che utopisticamente doveva poter entrare nelle case di tutti. L’esito di questa sperimentazione a più mani, che si affievolisce alla fine degli anni ‘90 con la scomparsa di Morris, viene presa ad esempio da Chini nel laboratorio di Firenze dove si lavora a più mani, ciascuno portando avanti la propria creatività individuale.

Chini Mic VasiLa grande mostra organizzata al Mic di Faenza, a cura della direttrice del museo Claudia Casali e di Valerio Terraroli, espone circa 300 pezzi tra ceramiche e disegni preparatori con numerosi inediti che illustrano la carriera di Chini attraverso otto sezioni, a partire dall’attività di questa prima manifattura, quando i modelli di riferimento sono le ceramiche toscane del tardo Rinascimento e le decorazioni floreali che provengono dalla produzione delle Arts and Crafts, dai manuali di disegno e dalle contemporanee produzioni di gusto Art Nouveau che impazzano in Europa. Chini progetta vasellame a motivi animali e vegetali che si sostituiscono alle anse e decora le superfici in modo bidimensionale, secondo le indicazioni Liberty. L’eleganza floreale si arricchisce di una nota personale che si avvale di ricerche orientate e del recupero di motivi decorativi e soggetti tardorinascimentali come festoni, frutti, figure mitologiche e allegoriche.

I riconoscimenti giungono presto e su una ribalta nazionale grazie all’esposizione universale di Parigi del 1900 e quella di Torino di due anni dopo: la linea scelta dalla manifattura fiorentina – attenta a ripensare al passato attualizzandolo secondo le linee fluide e i decori sintetici e bidimensionali dell’Art Nouveau – risulta del tutto vincente. In mostra, numerosi pezzi di questo periodo illustrano questa linea di ricerca, evidente in piatti che illustrano ritratti femminili secondo la moda rinascimentale, in vasi dichiaratamente in linea con lo stile floreale, in sperimentazioni decorative di grande bellezza che comprendono motivi recuperati dall’arte ispano-moresca o mettono in campo tecniche preziose come la ceramica a lustro.

Nonostante il successo ottenuto, Chini decide di mettersi in proprio e fonda una propria manifattura nel paese natio, Borgo San Lorenzo. È il 1906: con lui lavora il cugino Chino a cui Galileo consegna disegni e progetti dettagliati, ricchi di annotazioni, che devono essere tradotti nella produzione materiale. Oltre al vasellame, vengono prodotti anche lampadari, vetrate, oggetti in maiolica che riscuotono da subito un enorme successo: all’Esposizione internazionale di Milano del 1906 la manifattura Fornaci San Lorenzo riceve un enorme consenso che prosegue poi negli anni, ben oltre al 1925 quando Chini deciderà di dedicarsi completamente alla pittura.

L’inquietudine, quel continuo desiderio di sperimentare e conoscere, si avverte anche negli anni dell’esperienza delle Fornaci dove Chini sperimenta per la prima volta in Italia la lavorazione in grès per oggetti decorati con forme stilizzate, colorati soprattutto in monocromo blu cobalto. Nel 1908 Galileo viene chiamato a decorare la sede dell’Esposizione Torricelliana di Faenza, un avvenimento storico che per la città significa l’avvio dell’attuale Museo delle Ceramiche. L’anno successivo Chini realizza la decorazione nella sala della cupola alla Biennale di Venezia riscuotendo l’ennesimo successo e il trampolino di lancio per una dimensione internazionale: viene infatti invitato dal re del Siam per decorare alcuni ambienti del Palazzo del trono a Bangkok, un lavoro che lo impegna fra il 1910 e il 1913.

Il gusto secessionista che già procedeva da un influsso orientale per quanto riguarda la morbidezza delle linee e la bidimensionalità, si arricchisce di ulteriori spunti visivi che si attestano nella ricchezza decorativa, nell’uso del colore oro, nella ripetizione di alcuni stilemi decorativi. Fra il 1919 e il ‘23 infine al maestro viene affidato la decorazione alle terme Berzieri di Salsomaggiore dove si intrecciano con grande maestria gli influssi secessionisti, le sperimentazioni dei materiali, l’eredità visiva del Oriente in uno splendido canto del cigno dell’ultima stagione Dèco.

“Galileo Chini. Ceramiche tra Liberty e Déco” – Mic – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (viale Baccarini 19). Fino al 14 maggio. Orari di apertura: dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 14; sabato e domenica dalle 10 alle 18.

Marino Bartoletti al teatro Alighieri per una serata su Sanremo per solidarietà

Con il Duo Idea per gli Amici di Enzo di Ravenna

Marino Bartoletti SanremoMercoledì 5 aprile alle 20.45 il Teatro Alighieri di Ravenna ospiterà l’evento “Sanremo insieme” con il giornalista e scrittore Marino Bartoletti e il Duo Idea accompagnati dal gruppo Nilla goes to Hollywood, a sostegno dell’Associazione Amici di Enzo di Ravenna che organizza la serata.

Si tratta di uno spettacolo tra ricordi, canzoni, sorprese e risate, in cui si verrà catapultati nell’Italia degli ultimi 70 anni, il tutto con l’accompagnamento musicale della band “Nilla goes to Hollywood”.

I biglietti sono disponibili sul sito del Teatro Alighieri, oppure alla biglietteria del Teatro, in tutte le filiali de La Cassa di Ravenna Spa e negli uffici Iat di Ravenna e Cervia.

L’Associazione Amici di Enzo opera a Ravenna dal 2000 ed è giunta il 24 settembre 2021 alla inaugurazione di una “Casa”, in via Faentina n. 284. “Casa Marina”, questo il suo nome, ospita ormai tutte le iniziative nate in tanti anni di impegno sul campo educativo della città.

L’Associazione che porta il nome di Enzo, un medico modenese, morto precocemente in un incidente stradale e per il quale è in corso la causa di beatificazione, svolge da sempre la propria attività educativa sui giovani, grazie alla collaborazione delle istituzioni pubbliche, scolastiche e di realtà imprenditoriali, cooperative e fondazioni.

Per informazioni: Associazione Amici di Enzo amicidienzo@gmail.com oppure 345 4511355.

Ravenna, aperto un nuovo locale in piazza Duomo

Si tratta di Zeno, caffè e cucina, dalle 7 alle 19. I gestori avevano il ristorante Sugo a Marina

Zeno Caffe CucinaHa aperto nei giorni scorsi un nuovo locale in centro a Ravenna. Si tratta di Zeno, caffè con cucina in piazza Duomo (dove in passato era operativo Naturalmente Burger) di Valeria Botrugno e Simone Petretti, gestori fino all’anno scorso del ristorante-pizzeria Sugo di Marina di Ravenna.

Zeno è aperto dalle 7 alle 19, dal lunedì al sabato, dalla colazione alla merenda o il primo aperitivo. A pranzo la proposta è legata alla cucina tradizionale con un piccolo menù del territorio, pasta romagnola fatta in casa e piatti del giorno.

In vetrina invece ci sono piatti per take-away veloci, dai panini, alle insalatone, tra cui sempre qualcosa preparato anche con farine alternative, come il kamut, brioche vegane sia dolci che salate e possibilità di avere panini e dolci anche senza glutine.

Ricorso di Wwf, Italia Nostra e Legambiente contro il “Parco Marittimo”

Le associazioni contestano il progetto nella pineta di Marina Romea e Porto Corsini

Ravenna Lidi Pespective Pinède
Un rendering del Parco Marittimo

Wwf Ravenna e Italia Nostra, con il coinvolgimento di Legambiente (circolo Matelda), mercoledì 29 marzo hanno depositato un ricorso al Presidente della Repubblica – redatto dall’avvocato Giuliano Picchio di Perugia – per preservare pinete e dune dal “Parco Marittimo” a Marina Romea e Porto Corsini. «Un patrimonio straordinario di biodiversità miracolosamente scampato a decenni di sfruttamento selvaggio della costa romagnola – scrivono le associazioni ambientalista – che rischia di sparire per sempre».

Il progetto è quello della riqualificazione degli stradelli retrodunali dei lidi ravennati, partito con i primi stralci in questi mesi a Punta Marina e Marina di Ravenna e che dopo l’estate coinvolgerà anche le altre località.

Gli ambientalisti hanno già denunciato il disboscamento della pineta di Marina di Ravenna e Punta Marina (con i progettisti che hanno sottolineato come si tratti invece di un’operazione di ripulitura con l’obiettivo di “fare luce” e rigenerare la pineta stessa) e hanno paura che la cosa si possa ripetere in particolare nei lidi nord per ospitare una pista ciclabile e pedonale «larga 2,5 metri proprio in mezzo alla pineta, connessa alla viabilità dello stradello retrodunale» e «sei piattaforme in legno attrezzate interne alla pineta da 4,5 per 15 metri», oltre a «una serie di passaggi trasversali che danno l’assalto a cinque degli ultimi relitti dunali rimasti».

In sostanza – secondo le associazioni – «due Riserve tra le più preziose dell’Alto Adriatico tramutate in “verde attrezzato”». Con tanto di «passerella sollevata di pochissimo dal profilo della duna, priva di parapetti, lunga oltre 600 metri, per la cui realizzazione sarà necessario trivellare con almeno 1200 fori habitat straordinari sulla Duna di Porto Corsini Riserva Naturale. Desta sgomento che si sia scelto di sottoporre a pressione antropica l’unica duna in crescita di tutto il litorale, quando tutte le altre stanno scomparendo per erosione dovuta alla subsidenza».

A Massa Lombarda una mostra dedicata agli atleti deportati durante il fascismo

Sarà inaugurata martedì 4 aprile alle 17.30 e si potrà visitare fino al 29 aprile. Coinvolti anche gli alunni delle scuole medie

Deportati Fascismo Massa LombardaUna mostra dedicata agli atleti deportati e spesso uccisi nei campi di concentramento durante il fascismo. Le loro storie saranno visibili al centro culturale Venturini di Massa Lombarda: l’esposizione Campioni della memoria, curata da Barbara Trevisan, sarà inaugurata martedì 4 aprile alle 17.30 e si potrà visitare fino al 29 aprile.

L’Unione Nazionale Veterani dello Sport (Univs) della Bassa Romagna ha coinvolto con un concorso per la grafica del volantino gli alunni delle scuole medie di Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno, che hanno realizzato delle opere artistiche ispirate a questi campioni. I vincitori riceveranno dei buoni acquisto offerti da Libreria Alfabeta e libri donati dall’Univs.

La mostra, organizzata dal Comune di Massa Lombarda e dall’Unione Nazionale Veterani dello sport Bassa Romagna, è nata dalla convinzione che le storie delle singole persone deportate nei campi di concentramento possano essere la testimonianza più forte e incisiva per le nuove generazioni.

Lo scopo è quello di rendere onore e gloria a tutti gli uomini e le donne che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e hanno difeso i principi di libertà e uguaglianza.

Durante l’inaugurazione interverranno: il sindaco Daniele Bassi, il delegato Unvs Firenze Paolo Allegretti, il delegato regionale Unvs Giovanni Salbaroli, la presidente Unvs Bassa Romagna Maria Assunta Ravaglia e la curatrice della mostra Barbara Trevisan.

La mostra resterà aperta lunedì e giovedì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30; sabato dalle 9.30 alle 12.30.

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