mercoledì
24 Giugno 2026

Per il tribunale è socialmente pericoloso: sorveglianza speciale per un 60enne

Le indagini della guardia di finanza ipotizzano rapporti con criminali e un patrimonio eccessivo rispetto ai redditi dichiarati: sequestrati 6 immobili, 22 automezzi e il capitale di due società per un valore di 400mila euro

RAVENNA 13/02/2019. GUARDIA DI FINANZA. Controlli Nei Locali Gestiti Da Lokrez MehmetiIl tribunale di Bologna ha stabilito la sorveglianza speciale prevista dalla normativa antimafia per un sessantenne di origini campane residente a Lugo e ritenuto socialmente pericoloso. La misura di prevenzione stabilisce l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per cinque anni e il sequestro dei beni nella sua disponibilità: 6 unità immobiliari (3 appartamenti, un deposito e 2 locali commerciali), 22 automezzi, l’intero capitale sociale di due società commerciali ed un intero complesso aziendale, per un valore prudenzialmente stimato in 414mila euro. Il provvedimento preventivo è una misura non definitiva che può essere impugnata dall’accusato.

Un’indagine della guardia di finanza, che ha eseguito il decreto del tribunale, aveva evidenziato una notevole differenza tra i redditi dichiarati dal lughese, insufficienti anche al solo sostentamento materiale del nucleo familiare, e il patrimonio accumulato ritenuto quindi di illecita provenienza.

Nei confronti del sessantenne risultano, come riporta una nota diramata dalle Fiamme Gialle, una serie di precedenti penali fin dai primi anni duemila con reiterate condanne per furto, ricettazione, e frode fiscale. Numerosi anche i carichi giudiziari ancora pendenti, tra cui diversi procedimenti penali in corso per truffa, rapina e, ancora, ricettazione e frode fiscale. La numerosità e la tipologia delle condotte illecite, compiute anche come amministratore di fatto e di diritto di società commerciali, sono state dunque ritenute sufficienti per dedurre che il soggetto abbia tratto dall’attività illecita la propria fonte di sostentamento.

Ad aggravare la posizione dell’uomo anche le sue frequentazioni: in occasione di diversi controlli nel tempo è stato trovato in compagnia di pregiudicati di cui uno, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, anche contiguo alla criminalità organizzata.

Gli approfondimenti dalle Fiamme Gialle della tenenza di Lugo rientrano in un progetto operativo più ampio di collaborazione con la procura per verificare la pericolosità sociale e l’aggredibilità dei patrimoni illeciti accumulati dai soggetti residenti in provincia e condannati negli ultimi anni per reati economico finanziari. L’attività di costante screening delle vicende giudiziarie definite e in corso nel 2022 si è concretizzata in 93 investigazioni patrimoniali nei confronti di 183 persone.

Sanità, protesta dei sindacati con volantinaggi e presidi: «Serve più personale»

Cgil, Cisl e Uil contro la Regione: «Chi va in pensione o si dimette deve essere sostituito»

PRESIDIO SINDACATO LAVORATORI PUBBLICI SANITà DAVANTI OSPEDALE RAVENNA
Un presidio degli anni scorsi

Volantinaggi e presidi di protesta (tra venerdì 3 e martedì 7 marzo) dei sindacati per chiedere più personale e la tutela dei diritti dei dipendenti della sanità in Emilia-Romagna.

«Una preoccupazione – si legge nella nota firmata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – che nasce dalle mancate risposte alle nostre istanze per il riconoscimento delle risorse necessarie alla valorizzazione del personale e soprattutto rispetto alla garanzia della sicurezza e della qualità dei servizi del nostro Sistema Sanitario Regionale e dei diritti contrattuali dei dipendenti. Infatti sicurezza, qualità e diritti devono necessariamente prevedere, tra le priorità, la completa sostituzione del personale cessato per pensionamento o per dimissioni volontarie, le stabilizzazioni di tutti coloro che ne hanno i requisiti e i rinnovi dei contratti a tempo determinato. Al contrario, da mesi, nelle aziende sanitarie queste necessità non vengono garantite per produrre risparmi di bilancio su indicazione della Regione. Oggi sulla sanità bisogna investire, anche con nuovi modelli organizzativi ma non tagliare sul personale».

I sindacati denunciano: «Ferie accumulate insieme a migliaia di ore di straordinario, che rimangono patrimonio inalienabile dei dipendenti, impossibili da pagare e da recuperare fanno infatti il paio con tempi di attesa per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e chirurgiche in aumento e tempi di permanenza nei pronto soccorso ormai diventati inaccettabili. Viene spesso sbandierato da parte dell’Assessorato alla Sanità, il saldo del personale assunto dal 2018 ad oggi, pari a +7.300, ma la vera considerazione da fare è che se per 15 anni si è tagliato sulle assunzioni, in realtà chi è stato stabilizzato o assunto, viene impiegato per lo più a “rattoppare gli organici” e a ristabilire quella presenza di personale per garantire l’assistenza di qualità vanto della nostra Regione. Assunzioni che sono state necessarie anche per garantire gli organici “integrativi” (che per i non addetti ai lavori sono coloro che sostituiscono malattie, ferie, permessi a vario titolo) che purtroppo oggi sono all’osso, o addirittura assenti; ad esempio nel 70% dei casi, le lunghe assenze, come le maternità o le malattie di lungo periodo, non vengono sostituite».

«Dopo diversi solleciti – termina la nota dei sindacati – finalmente, come Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl siamo stati convocati il 7 marzo dall’assessore Donini, ma in vista di quella data, proprio perché non accetteremo ancora risposte prive di contenuti reali e fattivi, abbiamo deciso di riprendere un percorso vertenziale unitario e condiviso tra livelli territoriali e regionali proprio per evidenziare quanto per noi, e soprattutto per le donne e gli uomini che rappresentiamo, quell’incontro sia determinante. Una mobilitazione, che ci vedrà coinvolti a livello territoriale nelle Aziende Sanitarie».

Arriva un biglietto unico (da 6 euro) per tutta la zona dantesca di Ravenna

Garantisce l’ingresso a Cripta Rasponi e a Casa e Museo Dante

Museo Dante
Museo Dante

La Fondazione RavennAntica si prepara a completare l’apertura del sistema complessivo di siti e musei con un nuovo strumento di promozione. Si tratta di quello che ora si presenta come una sorta di museo diffuso della zona dantesca di Ravenna che comprende la Tomba, restaurata insieme all’attiguo Quadrarco di Braccioforte, Casa Dante, luogo di accoglienza e di approfondimento del culto di Dante con l’esposizione delle collezioni della Biblioteca Classense e degli Uffizi, la Cripta Rasponi con i giardini pensili, prospettiva d’eccellenza per comprendere le peculiarità urbanistiche dell’area e l’insieme di Basilica e piazza di San Francesco.

La visita di questo complesso monumentale unico sarà possibile grazie a un nuovo biglietto integrato, frutto di un percorso di condivisione con il Comune di Ravenna e l’Istituzione Biblioteca Classense, a cui corrisponde un’articolata offerta di visite guidate e laboratori didattici per le scuole, le famiglie e gli adulti.

«Con la definizione di un biglietto unico per la Zona Dantesca – dichiara l’Assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – si prosegue nel percorso di fruizione integrata volto a dare conoscenza di un luogo che racchiude la memoria di sette secoli di storia in cui Ravenna ha accolto, custodito e onorato il più grande poeta della letteratura mondiale. L’attivazione del biglietto unico è solo uno degli aspetti di rielaborazione dell’offerta culturale, didattica e turistica che sempre di più è destinata a fare crescere il desiderio di accostarsi alla insuperabile vicenda dantesca».

Dal 1° marzo sarà quindi possibile visitare Museo Dante, Casa Dante e la Cripta Rasponi e giardini pensili con un biglietto unico: 6 euro intero, 4 euro ridotto.

Fino a oggi era possibile acquistare il biglietto per Museo e Casa Dante a 5 euro e prenotare una visita guidata alla Cripta Rasponi a 2 euro, mentre gli altri siti coinvolti sono sempre stati a ingresso gratuito. E lo resteranno, senza bisogno di biglietto.

Il sindaco e le primarie: «Risultato clamoroso. Grazie lo stesso a Bonaccini…»

De Pascale: «Complimenti e buon lavoro ad Elly Schlein, ora mettere in campo l’alternativa»

316422018 687377322746312 5893735362810425196 N«Complimenti e buon lavoro ad Elly Schlein, nuova Segretaria del Pd». Lo dichiara il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, tra i sostenitori dello sfidante Stefano Bonaccini, sconfitto alle primarie di ieri, 26 febbraio (qui i risultati della provincia di Ravenna, dove il presidente della Regione ha comunque vinto).

«I nostri elettori e le elettrici – continua De Pascale – hanno scelto e, dopo questo clamoroso risultato, ora spetta a lei il compito di costruire il nuovo Pd, guidare l’opposizione e mettere in campo l’alternativa. Voglio ringraziare di cuore Stefano Bonaccini, che in Provincia di Ravenna ha circa il 60% dei consensi, per l’impegno e la passione profusa e per le sue parole unitarie e responsabili di ieri sera».

Approvata la riqualificazione della Classicana da Classe al porto

Cantiere statale al via in aprile. La ristrutturazione, che riguarda le due corsie di marcia e svincoli, vale 43 milioni di euro

Statale Classicana Calsse Porto

È stato approvato il progetto esecutivo dell’intervento di riqualificazione della statale 67 nel tratto che da Classe arriva fino al porto di Ravenna. I lavori prenderanno il via in aprile. Lo rende noto la senatrice Marta Farolfi (FdI), informata dal vice ministro alle Infrastrutture e Mobilità sostenibile Galeazzo Bignami.
L’importo complessivo è di 43 milioni di euro di cui 30,4 milioni per lavori, 9 milioni per somme a disposizione, 3,55 milioni per oneri di investimento.
La strada avrà due corsie per senso di marcia larghe 3,75 metri, complessivamente l’asse stradale avrà una larghezza di 22 metri. Verranno adeguate le rampe di ingresso e uscita dei 4 svincoli esistenti che collegano la statale 67 alla viabilità principale.

Oltre 13mila votanti alle primarie Pd in provincia. Vince Bonaccini col 59%

Il segretario del partito Barattoni: «Siamo soddisfatti dell’affluenza… Da queste elezioni una richiesta di cambiamento e unità… Una grande e unica prova di democrazia»

Primarie PD 2023

Nonostante, mentre scriviamo, i dati nazionali dicano il contrario – indicando Elly Schlein come nuova segretaria del Partito Democratico – com’era prevedibile invece nel ravennate la maggioranza dei militanti e simpatizzati Dem ha scelto Stefano Bonaccini.
Negli 85 seggi allestiti dal Partito Democratico in provincia di Ravenna per il ballottaggio delle elezioni primarie fra i candidati Bonaccini e Schlein, sono andate a votare 13.716 persone.

Lo scrutinio ha registrato 8.100 preferenze (59,41 percento) per Bonaccini, mentre 5.533 elettori (40,59 percento) hanno votato Elly Schlein.

«Siamo soddisfatti dell’affluenza – ha detto il segretario Alessandro Barattoni –  e credo che sia un dato da leggere con ottimismo. Credo che dopo le elezioni sia giunta una richiesta di cambiamento e unità per una vera alternativa che non dobbiamo deludere. A entrambi i candidati va il merito di aver lavorato in questi mesi per rendere possibile l’affluenza di oggi. Il più grande ringraziamento, però, va agli oltre 600 volontari che anche oggi hanno permesso al nostro partito di affrontare questa grande e unica prova di democrazia».

“Un’ambulanza per tutti”: al via raccolta fondi di Pubblica Assistenza

L’obbiettivo è una donazione di 95mila euro per garantire il diritto alla salute anche per chi non ha mezzi di sussistenza

Ambulanza Pubblica AssistenzaLa Pubblica Assistenza Città di Ravenna ha lanciato il progetto “Un’ambulanza per tutti”, che intende garantire il diritto alla salute e a curarsi anche a chi non ha i mezzi per permettersi il servizio di trasporto della stessa Pa.

Si tratta di un progetto di raccolta fondi per l’acquisto di un’ambulanza. Obiettivo dell’iniziativa è coinvolgere banche, fondazioni private, singoli cittadini, piccole, medie e grandi imprese e associazioni di categoria nella raccolta di 95mila euro che serviranno per l’acquisto dell’automezzo dedicato e per garantire gratuitamente i servizi di assistenza sanitaria a favore di persone in condizioni di difficoltà (identificati con un Isee fino a 9mila euro).

«Nel lavoro quotidiano – afferma Renzo Angeli, presidente Pubblica Assistenza – abbiamo avuto modo di vedere le vere difficoltà di tutti coloro che vivono con pensioni minime o che, peggio ancora, hanno perso il posto di lavoro e hanno bisogno di tutto, dai beni di prima necessità all’assistenza sanitaria; persone spesso troppo sole e a volte nude, non per mancanza di vestiti, ma per le condizioni minime di sopravvivenza in cui versano e soprattutto per la perdita della dignità umana».

Chi vuole può effettuare il proprio versamento tramite bonifico (detraibile per tutti in sede di dichiarazione annuale dei redditi) o in maniera diretta tramite Satispay.
Tutte le indicazioni sul sito dell’associazione.

Gli attivisti di “Ultima Generazione” all’Amaranto di Ravenna

Incontro il 27 febbraio nel locale di via Mura San Vitale per divulgare le ragioni del gruppo sul cambiamento climatico

Azione Ultima Generazione
Un’azione “domostrativa” di attivisti di Ultima Generazione al museo degli Uffizi di Firenze

Lunedì 27 febbraio, alle 19, il ristorante Amaranto di Ravenna (via Mura di San Vitale 10) ospita Ultima Generazione, il gruppo che ha diviso l’opinione pubblica negli ultimi mesi: attraverso azioni di disobbedienza civile non violenta, il gruppo si batte per chiedere al governo di agire concretamente sui pericoli imminenti portati dal cambiamento climatico. Con vari sedi e nomi in tutta Europa, Ultima Generazione ha fatto molto discutere con le sue azioni fuori da teatri, musei e nelle strade di tutta Italia.

Sarà presente uno dei membri, Maria Letizia Ruello, ricercatrice in scienza e tecnologia dei materiali dell’Università Politecnica delle Marche, che ha preso parte in prima persona alle azioni alla Fabbrica del Vapore a Milano, rovesciando farina sulla macchina di Andy Warhol e bloccando il traffico sul Grande Raccordo Anulare di Roma. L’attvista racconterà al pubblico le intenzioni del gruppo, il perchè di certe azioni, come partecipare attivamente e cercherà infine di dissipare i dubbi che possono insorgere di fronte ad azioni pubbliche non convenzionali che spesso vengono travisate.

Al termine della presentazione, ad ingresso gratuito, ci sarà una cena vegana per chi vorrà rimanere. Una parte del ricavato sarà devoluto ad Ultima Generazione.
Per informazioni tel. 0544 202293 – ugravenna@gmail.com

Un’impresa su 10 in provincia diretta da under 35 è attiva in campagna

Le attività sul campo registrano una crescita di quasi l’1 percento. I dati Coldiretti e Camera di Commercio

Agricoltura Idroponica

Il tessuto imprenditoriale dell’agricoltura in provincia di Ravenna è rappresentato da poco più di seimila aziende attive (6.439 secondo i dati della Camera di Commercio aggiornati al 30 settembre scorso). Si tratta del 18,7 percento del totale provinciale, cioè il secondo settore dopo il commercio (21,1) e prima dell’edilizia (15,9). Lo stock delle imprese agricole attive subisce una riduzione, in termini di variazione percentuale, dell’1,7 percento rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Rispetto al terzo trimestre del 2020 la perdita si amplia (-3,8 percento).

Se lo sguardo si concentra sulle imprese giovanili (condizione soddisfatta da quelle che hanno la maggioranza dei dirigenti con meno di 35 anni) allora lo scenario si modifica. Come riporta l’ultima annata agraria pubblicata da Cia Romagna, al 30 settembre 2022 le imprese giovanili complessive attive sono risultate 2.254 (3,1 percento in più rispetto a un anno prima) e rappresentano il 6,6 percento del totale delle imprese attive (7,2 in Emilia-Romagna e 8,8 a livello Italia). Nel settore agricolo le aziende giovanili sono 228 (cioè un decimo del totale delle imprese giovanili della provincia e il 3,5 percento del settore agricolo) che hanno subito un calo di dieci unità rispetto al 2021. Dall’Osservatorio dell’Economia della Camera di commercio emerge un dato con segno positivo se si guarda alla variazione congiunturale: 0,9 percento.

Dall’analisi degli associati a Coldiretti in provincia emerge che su circa tremila aziende ci sono 170 giovani titolari compresi tra 18-35 anni. A questi vanno aggiunti i circa 300-350 ragazzi e ragazze che lavorano in azienda come manodopera familiare, coadiuvanti, dipendenti. Nella lettura della variazione tendenziale delle imprese giovanili attive va usata particolare attenzione. Oltre alla demografia delle imprese, si associa un fattore non meno rilevante: il mantenimento (o la perdita) dei requisiti per essere definiti “impresa giovanile”.

In provincia di Ravenna sono registrate quasi 40mila aziende

Al 30 settembre 2022 in provincia di Ravenna si evidenziano 38.563 aziende registrate al Registro delle Imprese di cui 34.357 attive, si riscontra un lieve incremento sia rispetto al terzo trimestre del 2021 che allo stesso periodo del 2020 (in termini di variazione percentuale +0,6%). Rispetto all’analogo trimestre pre-Covid (terzo del 2019), le imprese registrate accusano invece una flessione relativa del -0,4%. Per quanto riguarda l’andamento del terzo trimestre del 2022, si sono verificate 335 iscrizioni e 288 cancellazioni volontarie (al netto cioè di quelle d’ufficio) per un saldo netto positivo pari a 47 unità (un anno fa il saldo era +43, mentre nel 2020 era di +49 unità); da sottolineare il miglioramento rispetto al terzo trimestre del 2019, quando il saldo netto era positivo ma pari solo a +1.

Tornano i riti propiziatori dei “Lòm a Merz”, ecco la mappa degli eventi

Gli appuntamenti da fine febbraio a inizio marzo, tra falò nelle aie, incontri e cene in campagna. Il tema contadino di quest’anno è la mezzadria

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La Romagna è una terra storicamente votata all’agricoltura. E l’agricoltura, come molte altre attività all’aperto era, ed è tutt’ora, soggetta alle avversità metereologiche. Così la tradizione contadina del passato voleva che per scongiurare la malasorte venissero fatti dei riti, come i fuochi magici: i “Lòm a Mêrz” (i fuochi di marzo).
L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il freddo e il rigore dell’inverno. Il suo significato era quello d’incoraggiare e salutare l’arrivo della bella stagione, bruciando i rami secchi e i resti delle potature. Per questa occasione, negli ultimi tre giorni di febbraio e nei primi tre di marzo, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn), mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi.

L’Associazione “Il Lavoro dei Contadini” dall’ormai lontano 2000, ha cercato di tracciare un nuovo solco coi falò di inizio primavera, verso rinnovati obiettivi per mettersi in viaggio nel territorio, nelle quali si trova ancora un amore per il cibo tipico, sano, dove viene a galla l’intima civiltà della campagna e l’appartenenza al mondo di piante, animali, riti, usanze, tradizioni e cultura contadina.

Il programma del 2023 prevede ben trentuno eventi, dal 26 febbraio al 3 marzo, dedicati ai fuochi benauguranti che si svolgeranno nelle aie di aziende agricole, agrituristiche e in ristoranti o altri luoghi della cultura rurale, in diversi comuni della Romagna. Quest’anno il tema è “Mezzadria, una lunga storia di Gente Comune”, che vuole avviare una riflessione originale sul contratto di mezzadria, che era molto diffuso nella nostra regione. Riflessioni che saranno sviluppate e argomentate in occasione dell’incontro che si terrà alla Sala Bigari del Comune, a Faenza, venerdì 3 marzo alle 18.

LomarzAl termine dell’incontro, alla galleria d’arte Molinella di Faenza, alle 19, sarà inaugurata la mostra “Da bur a bur”, dall’espressione dialettale lavuré da bur a bur (lavorare dall’alba al tramonto), a testimonianza dell’intensa attività lavorativa che la famiglia con- tadina svolgeva, abituata a non sprecare nemmeno un minuto di luce. In esposizione strumenti di lavoro utilizzati dai contadini prima del fenomeno della meccanizzazione (anni 50 del ‘900), provenienti dalla collezione privata di Luigi Franzoni, socio fondatore de “Il Lavoro dei Contadini”.

Per quanto riguarda le manifestazioni in campo, in provincia di Ravenna sono coinvolte la tenuta Nasano di Riolo Terme, l’agriturismo Rio Manzolo di Villa Vezzano a Brisighella, il museo etnografico Sgurì di Savarna, l’azienda agricola Ravagli di Ragone, la fattoria didattica Solaroli di San Severo a Cotignola, il circolo Arci di Passogatto nel Lughese, l’azienda agricola biologica Il Roccolo di Castel Bolognese, l’agriturismo La Rondine di Bagnacavallo, la Torre di Oriolo dei Fichi, l’agriturismo Il contadino telamone di Reda, la Tenuta Masselina di Castel Bolognese, la piadineria Da Lori di Casola Valsenio e il Museo Didattico del Territorio di San Pietro in Campiano.

In programma, oltre all’accensione dei fuochi, conversazioni, presentazioni di libri, piccoli spettacoli, merende, aperitivi e cene a tema. Il calendario completo degli eventi è consultabile sul sito internet dell’associazione.

L’ex hotel Lido di Milano Marittima riapre come villaggio all inclusive per famiglie

Batani lo ha ceduto in locazione a Falzaresi, con un contratto pluriennale

Batani FalzaresiImportanti catene alberghiere del “family” e del “lusso” siglano uno storico accordo e iniziano a collaborare. Andrea Falzaresi del Club Family Hotel, la nota catena alberghiera italiana dedicata alle famiglie con bambini, e Paola Batani della Batani Select Hotels, hanno firmato un contratto che rappresenta il primo passo di una intesa nel mondo dell’industria della vacanza.

Batani ha ceduto in locazione l’ex Hotel Lido di Milano Marittima al Club Family Hotel, con un contratto pluriennale che consentirà a Falzaresi di riqualificare l’importante struttura ricettiva.

L’ex Lido da quest’anno in poi si chiamerà Club Family Hotel Village Milano Marittima. Il grande albergo con 120 stanze, un’ampia piscina, un grande giardino e la spiaggia privata, diventerà un villaggio dove le famiglie con bambini trascorreranno le vacanze in riviera, con la formula dei servizi all inclusive.

Si tratta di una svolta storica, in quanto è la prima volta che Batani e Falzaresi si incontrano per intraprendere un percorso assieme e rilanciare un hotel, che aveva bisogno di interventi radicali per essere protagonista sul mercato.

Con questa operazione la catena Club Family Hotel dell’imprenditore cesenaticense Andrea Falzaresi porta a 13 le strutture ricettive ed i villaggi del gruppo, delle quali i tre alberghi più grandi di Cesenatico (Hotel Tosi Beach, Serenissima ed Executive), tre a Cervia (Costa dei Pini, Tintoretto e Cervia Village), cinque a Milano Marittima (Michelangelo, Rio, Ariston, Aparthotel Boutique  e l’ultimo Milano Marittima Village), e due a Riccione (Best Family Riccione e Club Family Hotel Riccione).

La catena Batani Select Hotels ha invece gli alberghi di lusso più importanti della Riviera Romagnola, che sono il Grand Hotel Da Vinci a Cesenatico, il mitico Grand Hotel Rimini, il Palace Hotel, il Grand Hotel Gallia, gli alberghi Aurelia e Doge a Milano Marittima, l’Universal e il Diplomatica a Cervia, ai quali si aggiungono l’Hotel Miramonti a Bagno di Romagna e il Grand Hotel Italia a Cluj Napoca in Romania.

I licei sono ancora i più scelti. Boom di Ragioneria a Ravenna, crollo dell’Iti

I dati delle iscrizioni alle superiori in provincia. I professionali salgono al 19,9 percento

Rientro Scuola Liceo
Ragazzi fuori dal liceo classico

In provincia di Ravenna tornano a crescere, seppur di poco, gli iscritti ai licei (che superano di nuovo gli istituti tecnici dopo lo storico sorpasso subìto invece un anno fa), mentre continua la risalita dei professionali, scelti da 2 ragazzi su 10. Un dato, quest’ultimo, ancora più rilevante se confrontato con il 15,6 percento dell’Emilia-Romagna, che è la regione con la media più alta d’Italia (quella nazionale è del 12,1 percento).

È quanto emerge dai primi dati forniti dall’Ufficio Scolastico sulle iscrizioni (effettuate esclusivamente on line) alle classi prime delle scuole superiori della provincia (ossia quelle di Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia).

Su 3.460 iscritti complessivi (negli ultimi cinque anni risultati in continua, seppur leggera, crescita) il 40,7 percento degli studenti di terza media ha scelto un liceo, una decina in più in valore assoluto rispetto a un anno fa. Ma oltre 7 punti percentuali in meno rispetto alla media regionale.

Nei licei della provincia, gli iscritti risultano in calo solo a Lugo (dove gli indirizzi sono stati accorpati in un unico liceo), 15 in meno in particolare rispetto all’anno scolastico in corso, frutto del netto calo registrato per gli indirizzi scientifici. Ma Lugo è anche l’unica città in provincia a registrare un calo di iscrizioni per questioni demografiche (615 contro i 639 di un anno fa).

In valori assoluti sono oltre 1.400 i futuri nuovi liceali della provincia, di cui la maggior parte, 527 per l’esattezza, sparsi tra i vari indirizzi dello Scientico (che è in crescita però solo a Ravenna). Un centinaio i ragazzi che si sono iscritti al Classico (5 in meno rispetto a un anno fa a Ravenna, in leggero aumento invece a Faenza e Lugo), mentre sono quasi trecento i nuovi iscritti al Linguistico (l’indirizzo nettamente più in crescita, in tutte le città) tra cui i 22 del nuovo liceo di Cervia (dai 18 che lo stanno frequentando in questo suo primo, storico, anno). Gettonatissimo anche l’indirizzo Scienze Umane, quasi 270 iscritti in provincia, mentre a chiudere la panoramica dei licei sono gli oltre 230 (stabili) dell’Artistico, tra Ravenna e Faenza.

Calano invece gli iscritti agli istituti tecnici, che passano dal 40,6 percento al 39,4 del totale (contro una media regionale del 36,5). Da segnalare il vero boom fatto registrare a Ravenna dalla cosiddetta “Ragioneria”, con gli iscritti al Ginanni che passano da 175 a 238 nel giro di un anno. In crescita anche l’istituto tecnico Oriani di Faenza, dove sono accorpati di fatto tutti i principali indirizzi (da 304 a 334 nuovi iscritti) mentre sono in calo tutti gli altri tecnici della provincia, con quello più preoccupante – numericamente parlando – registrato dall’Iti di Ravenna, dove i nuovi iscritti passano da 318 a 229. In calo anche l’Agrario, sempre a Ravenna, dove gli iscritti sono scesi da 78 a 65.

Per quanto riguarda gli istituti professionali, infine, in provincia sono stati scelti, come anticipato, dal 19,9 percento dei ragazzi (contro il 15,6 della media regionale), grazie alle ottime performance di Olivetti-Callegari a Ravenna (dove gli iscritti sono passati da 110 a 126 in un anno) e Persolino-Strocchi a Faenza (da 195 a 201) e in generale dell’indirizzo Alberghiero (con 237 nuovi iscritti tra Cervia e Riolo Terme, 37 in più rispetto a un anno fa).

Continua dunque il recupero dei professionali, dopo il crollo di iscritti fatto registrare negli ultimi decenni. Basti pensare che vent’anni fa in provincia di Ravenna rappresentavano il 31 percento del totale, grossomodo come licei e tecnici. Per un raffronto con dati più recenti, invece, cinque anni fa, nel 2018-19, i licei potevano contare sul 43 percento dei ragazzi delle classi prime, contro il 35 percento dei tecnici e i professionali comunque sopra il 20 percento.

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