mercoledì
24 Giugno 2026

Laura Pausini celebra i 30 anni di carriera con tre concerti in 24 ore

Da New York a Milano, un live per ogni decade con dieci canzoni e poi subito in aereo

Laura PausiniLaura Pausini per celebrare i suoi 30 anni di carriera si esibirà in una maratona live tra il 26 e il 27 febbraio: #LAURA30, tre performance in 24 ore, a ingresso libero.

La prima a New York, la seconda a Madrid e il gran finale a Milano.

La cantante di Solarolo – l’artista italiana più premiata del mondo, dopo aver venduto più di 75 milioni di album e aver conquistato i riconoscimenti più prestigiosi tra cui un Grammy Award, quattro Latin Grammy Awards, la nomination agli Oscar e la vittoria di un Golden Globe – ha deciso di festeggiare con il suo pubblico questo traguardo.

La maratona di Laura Pausini partirà dall’Apollo Theater di New York (26 febbraio alle 6pm est, quando in Europa sarà già il 27 febbraio), proseguirà al The Music Station di Madrid per poi concludersi a Milano, al Teatro Carcano.

Tre eventi, divisi in 3 decadi come scaletta musicale, nati proprio per il trentesimo compleanno de “La Solitudine”, il brano che ha dato il via ad una carriera senza precedenti.

«Il 27 febbraio 1993 avevo 18 anni e ho vinto il Festival di Sanremo nelle nuove proposte con la mia canzone “La solitudine”. Voi mi avete scelta. Questa volta voglio sorprendervi io, mettendo alla prova il mio fisico, la mia forza e la mia voce», ha spiegato la cantante. «In questi anni voi avete sacrificato tanto per stare con me e voglio dimostrarvi che sono ancora talmente innamorata di voi da fare pazzie. Ogni città un teatro (perché ho iniziato da piccola in teatro), 10 canzoni live (ogni città una decade), un aereo subito dopo per raggiungervi in 24 ore».

Insomma, «saranno 2 continenti. Saranno 3 città. Saranno 5 lingue. Saranno 24 ore. Sarà live e sarà aperto al pubblico. Mi sto preparando vocalmente e fisicamente da mesi per riuscire in questa staffetta che è il mio sogno da condividere con voi», ha sottolineato.

A Faenza torna la mostra che omaggia il gatto

Alla galleria d’arte della Molinella, quest’anno incentrata anche sui temi crisi energetica e pace

Artegatto ArtefattoInaugurazione della mostra Artegatto Artefatto venerdì 17 febbraio alle 18, alla galleria d’arte della Molinella a Faenza. L’esposizione, dal titolo “La guerra è fossile. La pace rinnovabile” proseguirà fino al 26 febbraio, tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

L’appuntamento, giunto alla 18esima edizione, porterà in esposizione decine di opere realizzate con diverse tecniche: dalle pitture alle ceramiche, ma anche pezzi realizzati all’uncinetto, sculture e disegni, tutte legate al tema del gatto. Quest’anno i temi suggeriti ai partecipanti per la realizzazione delle opere sono la crisi energetica e la pace.

Le novità di questa edizione sono la partecipazione tra gli espositori degli allievi della scuola di disegno Minardi e il numero di partecipanti, una ottantina, che è quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Gli artisti provengono da tutta Italia e qualcuno anche dall’estero: Giappone, India e Francia.

Ogni anno gli organizzatori propongono anche un ospite speciale proveniente da una città italiana inserita nel circuito delle Città ceramiche. Quest’anno sarà presente la ceramista Laura Scopa di Appignano, cittadina delle Marche, già conosciuta a Faenza per le sue partecipazioni ad Argillà Italia e, dal 2020, a Made in Italy.

Artegatto Artefatto è un appuntamento curato da Ente Ceramica Faenza, nato da un’idea di Mirta Morigi & girls ed è in collaborazione con la scuola comunale di disegno Minardi, l’associazione Pandora, l’associazione Mondial Tornianti Gino Geminiani, Mi.Mo Gallery, AiCC, Assessorato alla Cultura e alla Ceramica del Comune di Faenza.

Il Comune di Russi presenta il suo piano urbanistico alla cittadinanza

Il 28 febbraio alla biblioteca una serata per mostrare a tutti il progetto per il futuro del territorio

CS 29 Russi, Conferimento Della Cittadinanza Onoraria Alla Senatrice Liliana Segre
Il municipio di Russi

Il Comune di Russi ha elaborato il suo piano urbanistico generale (Pug), lo strumento richiesto da una legge regionale del 2017 per pianificare lo sviluppo del territorio dal punto di vista urbanistico, edilizio e della tutela ambientale. Per illustrare i contenuti della proposta, assunta dalla giunta comunale il 29 dicembre scorso, è in programma una serie di incontri informativi.

Il primo, rivolto a tutta la cittadinanza e alle associazioni di volontariato, è previsto per martedì 28 febbraio alle 20.30 alla biblioteca comunale in via Godo Vecchia. A questo, seguiranno altri due incontri, riservati alle associazioni di categoria e agli ordini professionali.

Entro il 2 aprile chiunque può formulare le proprie osservazioni sulla proposta di Pug. Le osservazioni raccolte saranno poi valutate prima dell’adozione del Piano stesso.

La proposta di Piano è consultabile e visionabile presso gli Uffici dell’Area Urbanistica Edilizia Privata e Ambiente del Comune di Russi, via Babini n.1, previo appuntamento da concordarsi, scrivendo al seguente indirizzo email: urbanistica@comune.russi.ra.it

Nuovo sbarco di migranti a Ravenna, la Lega contro il Pd: «Buonismo di facciata»

I referenti locali del Carroccio replicano alle dichiarazioni della deputata Bakkali

WhatsApp Image 2022 12 31 At 14.49.07 (3)«La sindrome Nimby (“non nel mio giardino”) colpisce sempre più spesso la sinistra e in particolare amministratori e politici del Pd che sostengono i porti aperti a tutti e gli sbarchi di massa, basta che a farsene carico siano solo gli approdi del sud Italia».

Così in una nota Lorenzo Zandoli e Luca Cacciatore, rispettivamente referenti provinciale e di sezione della Lega a Ravenna. Il riferimento è alle dichiarazioni della deputata Pd Ouidad Bakkali, che aveva criticato la scelta del Governo di far sbarcare a Ravenna – quindi lontano centinaia di chilometri – l’Ocean Viking, in arrivo sabato al terminal di Porto Corsini.

«A suo dire – continuano i leghisti -, il Governo scaricherebbe gli sbarchi sui territori al nord, meglio sarebbe, questo il concetto in sintesi, continuare a concentrare gli arrivi nei porti meridionali e confinare gli immigrati irregolari in località vicine. Lontani dagli occhi, lontani dal cuore. Facile il buonismo di facciata del Pd, più difficile affrontare i problemi veri. L’unico che c’è riuscito è stato Matteo Salvini nell’anno in cui è stato ministro degli Interni. Al contrario, il Pd ha impedito politiche serie sull’immigrazione. E non vogliamo aprire qui il vaso di Pandora dei lucrosi affari del business migranti. Certo è che al Pd ravennate scoccia che gli sbarchi avvengano sotto gli occhi di un pubblico abituato a vedere il fenomeno in tv. Come scoccia ai cosiddetti ‘salvatori’ sorbirsi qualche giorno in più di navigazione in mari sicuri, su navi che certamente non sono carrette. L’obiettivo è sempre lo stesso: avere l’opportunità di dirigersi al più presto in mare aperto per imbarcare nuovi carichi di vittime del brutale commercio internazionale di schiavi da riversare in Italia. Difficile non accorgersi della strumentalità e della propaganda diffuse a piene mani, come del fatto che la tratta dei migranti irregolari, che per la stragrande maggioranza non fuggono da alcuna guerra o persecuzione, rappresenta un’arma puntata verso l’Europa e soprattutto verso i Paesi del Mediterraneo».

Vera Gheno parla della declinazione del genere. Anche con le “architette”…

Vera GhenoL’Ordine degli Architetti organizza per venerdì 17 febbraio alle 15, alla Casa Matha di piazza Andrea Costa, un incontro con Vera Gheno, linguista e professoressa dell’Università degli Studi di Firenze, sul tema “La declinazione del genere. L’importanza dell’uso delle parole”.

«La lingua non ha la forza di cambiare la realtà. Tuttavia, chiamare le cose e le persone con il loro nome può contribuire a cambiare la nostra percezione di esse – dichiara Vera Gheno -. Ad esempio, definire con i loro nomi di professione al femminile le donne che lavorano (tra cui, come ha scritto in passato più volte, anche “architetta”, ndr) ci aiuta a normalizzare la loro presenza nei mille contesti lavorativi nei quali prima erano solo un’anomalia, un’eccezione alla regola. Perché ciò che viene nominato si vede meglio».

L’incontro, aperto al pubblico, consente anche di conseguire quattro crediti formativi per gli iscritti all’Ordine.

Paolo Roversi ha donato un fondo di sue pubblicazioni alla biblioteca Classense

Venerdì su Rai Tre un documentario sull’artista ravennate

RoversiIl grande fotografo Paolo Roversi dona un nucleo di sue pubblicazioni alla biblioteca Classense di Ravenna.

Roversi, ravennate di nascita, è considerato uno dei maggiori fotografi di moda contemporanei. Ha lavorato con importanti marchi quali Yves Saint Laurent e Christian Dior e ha immortalato personalità del calibro di Naomi Campbell, Kate Moss, Rihanna, Sting e, recentemente, Kate Middleton, principessa del Galles.

«Sono felice di aver donato questo fondo alla Classense, che da oggi è certamente la biblioteca più fornita al mondo di mie pubblicazioni, a parte forse la mia», ha affermato Roversi, che tra luglio e agosto del 2022 è venuto in visita in biblioteca, ammirandone la grande fototeca, oltre a tutti i suoi spazi, monumentali e non. «Tornare nella biblioteca della mia città è stata una piacevole emozione – ha aggiunto – e pensare di lasciare traccia documentaria del mio lavoro in questa istituzione, così antica ma viva e proiettata nel futuro, mi è parsa una naturale conseguenza».

Roversi Fondo LibrarioIl dono riguarda quasi 40 tra volumi, cataloghi di moda, monografie in tiratura limitata, cataloghi di mostre e riviste, compreso il celebre Calendario Pirelli 2020 intitolato “Looking for Juliet”. Primo italiano in assoluto ad aver ricevuto l’importante commissione dalla Pirelli, Roversi in quell‘occasione ha fotografato, tra le altre, Emma Watson, Kristen Stewart e Indya Moore. Nel rilevante fondo trovano posto volumi d’eccezione, monografie sul fotografo, pubblicazioni editorialmente molto pregiate insieme a rare e quasi del tutto irreperibili riviste, testimonianze di una carriera internazionale che Ravenna ha omaggiato recentemente con la mostra personale “Paolo Roversi – Studio Luce”, tenutasi al Mar tra il 2020 e il 2021. Il fondo è già in corso di catalogazione e sarà a brevissimo messo a disposizione del pubblico.

Venerdì 17 febbraio alle 16 Rai Tre trasmetterà il documentario “Paolo Roversi. Il sentimento della luce”, presentato dalla rete con queste significative parole: «È un grande fotografo di moda Paolo Roversi, forse il più grande, ed è italiano, di Ravenna, città che ha formato sin dall’inizio il suo modo di fotografare e di lavorare con la luce, appunto il sentimento della luce».

Il caso dei pavoni di Punta Marina arriva anche in Regione: «Lasciateli liberi»

Interrogazione di Gibertoni (Gruppo Misto) contro il Comune contro la cattura. «Meglio pulire le strade e risarcire i danni»

Sdr
sdr

Giulia Gibertoni (gruppo Misto), con un’interrogazione rivolta alla giunta regionale, pretende garanzie, su salute e benessere, per i pavoni che l’amministrazione di Ravenna vuole spostare da Punta Marina Terme (dove vivono decine di esemplari, tra le case e le vie del paese).

Diverse associazioni animaliste (Animal Liberation, C.L.A.M.A., Lega per l’abolizione della caccia e Lega nazionale per la difesa del cane) lo scorso 10 febbraio hanno inviato una diffida al Comune di Ravenna. «Queste associazioni – si legge nell’atto – lamentano come nell’avviso pubblico per manifestazione d’interesse, pubblicato lo scorso mese di novembre dal Comune di Ravenna, non ci siano sufficienti garanzie sulla salute e il benessere degli animali, in quanto si parla di contenerli in voliere di misura, anche ridotta, e non si esclude l’eventuale soppressione per scopi alimentari».

Le associazioni, sottolinea Gibertoni, «diffidano, quindi, l’amministrazione comunale “dal procedere e autorizzare la cattura e il trasferimento dei pavoni di Punta Marina Terme verso qualsiasi struttura di allevamento”, invitando poi lo stesso governo locale “a intraprendere una corretta procedura gestionale in merito, interpellando e consentendo la partecipazione delle associazioni con finalità di tutela del benessere animale”».

La preoccupazione delle associazioni, aggiunge, «è anche relativa alla scelta del soggetto cui il Comune di Ravenna vorrebbe affidare la custodia dei pavoni, un allevatore di suini».

La richiesta, prosegue la consigliera, «è, quindi, di lasciare gli animali in natura, adottando strumenti per favorire la convivenza uomo-animale, per esempio offrendo una migliore pulizia delle strade, dei marciapiedi e degli spazi pubblici interessati, oppure offrendo un rimborso delle spese di ripristino in caso di eventuali danneggiamenti alle proprietà private».

Il nucleo di pavoni, si legge nell’interrogazione, «è diventato ormai parte della comunità di Punta Marina tanto questi animali sono addirittura considerati un’attrattiva turistica e un segno distintivo della stessa località balneare».

Gibertoni chiede l’intervento dell’esecutivo regionale a tutela di questi pavoni (in primis riguardo a salute e benessere) e vuole sapere, in particolare, quali siano i vincoli previsti dal Comune di Ravenna per impedire che, passati i primi due controlli semestrali dell’affidamento, i pavoni, compresi i nuovi nati, possano essere venduti dall’affidatario, soppressi e usati per scopi alimentari.

Continua l’allerta smog anche a Ravenna: misure d’emergenza fino a venerdì

Continua l’allerta smog su tutta l’Emilia-Romagna, provincia di Ravenna compresa.

Secondo le nuove rilevazioni dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpae) almeno fino a venerdì (quando uscirà un nuovo bollettino) è confermato il bollino rosso che fa scattare le misure d’emergenza nei Comuni di pianura aderenti al Piano della qualità dell’aria in tutta la Regione (tra cui Ravenna, Faenza e Lugo).

Fra le misure previste lo stop ai veicoli più inquinanti fino ai diesel euro 5, l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19 gradi e nelle attività industriali e artigianali fino a 17 e il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli (Ansa.it).

Il critico Goldin fa rivivere Van Gogh: lo spettacolo arriva anche a Ravenna

Il 3 maggio all’Alighieri. Con musiche di Battiato

Van GoghToccherà anche il teatro Alighieri di Ravenna, il 3 maggio, lo spettacolo teatrale Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario ritrovato, di e con il critico e scrittore Marco Goldin, con musiche di Franco Battiato e animazioni video di Alessandro Trettenero, parte del progetto collegato all’omonimo romanzo scritto nella particolare forma di diario immaginario, edito da Solferino e giunto alla quarta ristampa.

Da quell’opera sono derivati lo spettacolo teatrale, di cui Goldin cura anche la regia, e alcuni podcast, e già si lavora a una terza parte di tournée in autunno, con diverse tappe da Roma al sud Italia.

La rappresentazione teatrale – la seconda parte della tournee, con undici date, partirà il 17 marzo da Castelfranco Veneto (Treviso) – è liberamente ispirata al romanzo che racconta le ultime settimane di vita del grande pittore. Nel libro che sta alla base di tutto il progetto, Goldin immagina che Van Gogh abbia tenuto un diario proprio in quei giorni e per questo lo fa parlare con la sua voce, sempre appoggiandosi ai fatti realmente accaduti e alle lettere, cercando dunque la dimensione del verosimile.

Goldin sale sul palcoscenico per raccontare, con la sua consueta affabulazione, le ultime settimane della vita di Vincent van Gogh. A creare ancor di più l’atmosfera spirituale eppure densa della carne e dei sogni della vita di Van Gogh contribuiscono, eccezionalmente concesse per questa occasione, le musiche di Franco Battiato. (ANSA.it).

Il consiglio comunale chiede il congedo mestruale in tutte le scuole superiori

Approvato un ordine del giorno di Ravenna Coraggiosa. Ma Ancisi (LpRa) provoca: «E se lo chiedesse Rosa Chemical?»

Francesca Impellizzeri
Francesca Impellizzeri

Il gruppo consiliare Ravenna Coraggiosa ha presentato ieri (14 febbraio) in consiglio comunale un ordine del giorno che partiva dall’esperienza del Liceo Artistico di Ravenna e dall’importanza del congedo mestruale, recentemente introdotto in quell’istituto, per chiedere che l’Amministrazione si impegni per estenderlo in tutte le scuole superiori della città.

«Dare dignità al congedo mestruale – sottolinea Francesca Impellizzeri, capogruppo di Ravenna Coraggiosa – significa riconoscere che noi donne siamo diverse e che per parlare di parità bisogna partire dall’equità, che inevitabilmente necessita di politiche che riconoscano la diversità. Non è un fatto prettamente ed esclusivamente medico. È una questione culturale. Pensare che riconoscere il congedo sia discriminante, significa ammettere che culturalmente non siamo pronti ad accettare che la diversità sia proprio la forza».

«È stata una proposta portata avanti da studenti e studentesse – continua Impellizzeri – e portarla in consiglio significa dare importanza ad una loro richiesta, ad un loro bisogno: saper ascoltare, comprendere e farsi promotori di una nuova visione. Condivisa e sentita, per altro, dalle nuove generazioni».

L’ordine del giorno è stato approvato, ma non all’unanimità. «Questa è una cosa che mi ha colpito molto – chiude la capogruppo – ma come mi ha detto qualcuno, è proprio perché ancora non raggiungiamo l’unanimità che atti politici come questi, necessitano ancora di esser presentati e discussi. Diversamente da quanto sentito in aula da una parte dell’opposizione, spero che il congedo mestruale possa esser adottato da tutti gli istituti ravennati, che presto trovi attuazione anche in ambito lavorativo e che non venga visto come discriminante, separando in quel cambiamento culturale che permetterà di vedere le lavoratrici per il loro valore e non per le possibili e giustificate assenze che potrebbero fare, vista la nostra condizione di donne».

Tra le provocazioni, va segnalata quella fuori dalle righe del decano dell’opposizione, Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna. «E se Rosa Chemical si iscrivesse in una scuola superiore di Ravenna? Potrebbe usufruire anche lei o lui del congedo?», ha dichiarato tra l’ilarità. Sono serviti gli interventi di Bombardi (Pd) e Cortesi (Ravenna Coraggiosa) per chiarire che l’ordine del giorno non riguardava l’identità di genere, ma un disturbo legato al ciclo mestruale che tra l’altro deve essere certificato da un medico.

Tra gli altri interventi, Verlicchi (La Pigna) ha votato contro parlando di disparità di trattamento e portando come esempio la cefalea, che potrebbe colpire anche i maschi…

Neppure la maggioranza ha votato a favore compatta, con il consigliere Buonocore della lista De Pascale Sindaco che si è astenuto, considerando l’ordine del giorno superato dai fatti, in quanto «è già possibile restare a casa, giustificati, per i dolori mestruali».

Il documento è stato comunque approvato con 17 voti a favore della maggioranza.

Parco eolico, presentati i documenti per la Valutazione di impatto ambientale

Muove i primi passi ufficiali il progetto Agnes. Il sindaco: «Auspichiamo tempi brevi»

AgnesÈ stata presentata al Governo ieri, 13 febbraio, la documentazione relativa alla Valutazione di impatto ambientale per il progetto Agnes, per la costruzione al largo delle coste ravennati di quello che secondo i proponenti dovrà essere il più grande parco eolico europeo.

Una notizia appresa «con grande soddisfazione» dal sindaco Michele de Pascale, che commenta: «Si tratta di un intervento molto innovativo, che l’intera comunità ravennate – istituzioni e comparto economico – ha seguito e sostenuto fin dall’inizio e in tutte le sedi. La sua realizzazione rappresenta una grande opportunità, per l’intero Paese e per il distretto energetico offshore ravennate, in termini di risposte concrete all’esigenza sempre più forte di dare un significativo impulso allo sviluppo delle energie rinnovabili e di crescita occupazionale per tutto il distretto ravennate. Nei confronti di questo progetto abbiamo riscontrato un grande interesse da parte del ministro Roberto Cingolani nel precedente governo e del ministro Gilberto Pichetto Fratin in quello attuale. E anche se finora non è stata accolta la nostra proposta di prevedere per impianti per la produzione di energie rinnovabili di questo tipo una procedura autorizzativa accelerata analoga a quella messa in campo per il rigassificatore, auspichiamo comunque che l’analisi della documentazione depositata possa avvenire in tempi brevi, affinché si concretizzino il più celermente possibile i grandi vantaggi che la realizzazione di tale progetto può determinare, in termini di maggiore autosufficienza energetica, opportunità di lavoro e sostenibilità ambientale».

Si tratta di un investimento vicino ai 2 miliardi di euro portato avanti da una compagine azionaria che vede ora insime alla ravennate Qint’x, anche Saipem e il fondo F2J.

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