giovedì
25 Giugno 2026

Una consulente esterna di fama internazionale per la pinacoteca comunale di Faenza

Incarico biennale per la cesenate Roberta Bartoli. «Con lei si potranno creare nuovi pubblici e relazioni»

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Bartoli con il sindaco Isola

La Pinacoteca Comunale di Faenza ha una consulente esterna per le collezioni d’arte: si tratta di Roberta Bartoli, storica dell’arte di origini cesenati di fama internazionale, nominata in seguito alla procedura comparativa avviata la scorsa estate per il conferimento di un incarico di consulenza per il biennio 2023-2024 (sei le domande presentate).

Bartoli si è laureata con lode all’Università di Firenze con Mina Gregori con la tesi “Biagio d’Antonio Tucci: marchio di fabbrica o pittore?” e ha conseguito un prestigioso dottorato alla Sapienza di Roma con la tesi “Scultura in pietra nel territorio tra Firenze e l’Emilia Romagna (1420-1530 circa)” con relatore Roberto Paolo Ciardi dell’Università di Pisa.

Nel suo ricco curriculum, può vantare incarichi e collaborazioni con alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo e docenze universitarie. Già curatrice di mostre e cataloghi di respiro internazionale, ha preso parte a convegni e studi in Europa e Stati Uniti.

Il rapporto tra Bartoli e Faenza risale agli anni giovanili, quando la studiosa allacciò i primi contatti con l’allora direttore Sauro Casadei ed è culminato con la pubblicazione della tesi di laurea dedicata a quel Biagio d’Antonio Tucci che tanta importanza, sia per numero che qualità delle opere, ricopre nelle collezioni della Pinacoteca.

Proprio la Pinacoteca Comunale di Faenza rappresenta uno dei luoghi “del cuore” per Bartoli che, in qualità di consulente scientifica, si occuperà prevalentemente della conservazione e cura delle collezioni nonché della valorizzazione e studio delle raccolte della Pinacoteca.

«Dopo la rigenerazione dello spazio, la realizzazione del nuovo allestimento e l’impostazione di una nuova immagine coordinata – commentano dal Comune in una nota -, l’avvio di questa collaborazione rappresenta un altro importante passaggio per il rafforzamento del museo dedicato alle arti visive della nostra città».

«L’autorevole collaborazione della professoressa Bartoli – prosegue la nota – potrà garantire non solo una consulenza scientifico-artistica altamente qualificata ma anche contributi per l’intercettazione di nuovi pubblici e la creazione di relazioni di respiro nazionale e internazionale a cui la rinnovata Pinacoteca di Faenza può e deve certamente ambire».

Un dibattito pubblico sulla sanità con il dg dell’Ausl e l’assessore regionale

Iniziativa di Coraggiosa a Ravenna per il 21 gennaio: il tema del giorno sarà la bozza Calderoli che assegna competenza esclusiva alle Regioni in materia di salute

La bozza Calderoli per l’attuazione dell’autonomia differenziata prevede la possibilità per le Regioni a statuto ordinario di chiedere la competenza esclusiva su molte materie, comprese sanità e istruzione. Se ciò avvenisse, secondo la visione di Coraggiosa, si produrrebbero differenziazioni di esigibilità dei diritti sociali fra i territori, aumentando cosi le disuguaglianze già oggi esistenti. Su queste tematiche la lista Coraggiosa Ravenna organizza un dibattito aperto in programma sabato 21 gennaio alle 9.30 al Cube Hotel di via Masotti.

«La pandemia ha reso palese la necessità di un sistema centrale forte e solidaristico, non di una frammentazione che accentuerebbe le divaricazioni già esistente tra le regioni più ricche e quelle più povere».

L’incontro si aprirà con gli interventi di Marco Geddes (associazione Salute Diritto Fondamentale), Michele de Pascale (sindaco di Ravenna), Raffaele Donini (assessore regionale alla Sanità in Emilia-Romagna), Tiziano Carradori (direttore generale Ausl Romagna). Alle 11 parola ai professionisti: Anaao, Assomed, Cittadinanza Attiva, Fimmg, Fp Cgil-Cisl-Uil, Ordine dei Medici. Dalle 12 dibattito aperto sia al pubblico in sala che a quello su piattaforma web. Alle 12.40 conclusioni affidate a Vasco Errani, ex presidente della Regione e ex senatore.

L’irriverente Alessandro “Sgargabonzi” Gori al Moog per parlare di “sentierismo”

 

Sabato 21 gennaio alle 18 al Moog Slow Bar di vicolo Padenna, in centro a Ravenna, un (senza dubbio) originale “Dialogo sul sentierismo estatico” con Alessandro Gori, scrittore e performer satirico, noto per il suo stile particolarmente abrasivo e l’umorismo “nero”. Conosciuto anche per il suo blog “Lo Sgargabonzi”, Gori l’anno scorso ha pubblicato per Rizzoli Confessioni di una coppia scambista al figlio morente, scrive per “Rolling Stone” ed è tra gli autori del programma Rai “Una pezza di Lundini”, dove si occupava in particolare di realizzare le surreali ed esilaranti schede di presentazione degli ospiti.

Al Moog accompagnerà il ravennate Elia Tazzari, “sentierista” – impegnato in svariati cammini da Londra a Gerusalemme, dal Brennero al sud d’Italia – ma anche poeta, fotografo e videomaker. «Tutto quello che serve sapere del cammino – commenta – l’ho appreso da una manciata di poesie di Cesare Viviani e Mariangela Gualtieri: che le orme del camminatore sono inutili, che la ricerca dei compagni coincide con la ricerca di sé (e viceversa) e che il fine ultimo è quello di assistere alla progressiva diminuzione delle proprie forze. L’immaginazione è utile e necessaria per corroborare un’azione in fondo banale e scontata come quella del cammino, per incunearla a forza in un contesto in cui possa effettivamente esprimere un significato più ampio e profondo, fino a trascendere se stessa. Ma l’immaginazione e la conseguente speranza che ne scaturisce sono continuamente destinate alla fine di un viaggio a scontrarsi con l’evidenza dolorosa che si è fatto tanta strada per cercare una cosa che in fondo lì non c’è né potrà mai esserci. E allora perché il sacrificio, la fatica, l’andare e il venire dei compagni, la solitudine e l’illusione? Risponde il mistero di una vocazione che sospinge verso l’evidenza di un significato che non sapremo mai cogliere davvero e le cui ombre percepibili sono una dolorosa e inutile insensatezza e il nulla che solo attende alla fine della strada, una volta partiti tutti i compagni, una volta scomparsi noi».

Esselunga sbarca a Ravenna: apre un nuovo supermercato

L’azienda cerca personale, un “allievo responsabile”

Esselunga SupermercatoEsselunga sbarca a Ravenna. La catena presente in particolar modo in Lombardia aprirà un supermercato anche nella città bizantina.

Lo si evince dalla sezione del sito del Gruppo in cui vengono pubblicate le ricerche di personale. Esselunga, infatti, è alla ricerca di un “allievo responsabile”, come viene definitio, per la rete vendita. «La figura ricercata – si legge sul sito, a questo link – sarà inserita all’interno del punto vendita Esselunga di nuova apertura nella città di Ravenna».

È previsto un iniziale periodo di formazione all’interno di punti vendita esistenti, fino all’apertura del nuovo negozio. Per candidarsi è necessario avere almeno il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Al momento dall’azienda non è stato possibile ottenere ulteriori informazioni sulla data e il luogo in cui aprirà il supermercato.

Palpeggiata alla festa di compleanno: indagato un 16enne

La denuncia di una ragazzina all’epoca dei fatti nemmeno 14enne. Aperto un fascicolo per violenza sessuale

Free Public Domain CC0 Photo.La procura per i minorenni ha aperto un fascicolo per violenza sessuale dopo la denuncia di una ragazzina che ha dichiarato agli inquirenti di essere stata molestate e palpeggiata, anche nelle parti intime, durante una festa di compleanno a casa di amici.

L’episodio risale a circa un anno fa, quando la vittima non aveva ancora compiuto 14 anni. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato ora a un ravennate di 16 anni, che avrebbe invano chiesto alla vittima di non dire a nessuno dell’accaduto.

La ragazzina, in effetti, aveva in un primo momento deciso di non denunciare nulla, cambiando però idea qualche mese più tardi, dopo una lezione dei carabinieri a scuola, sulla cultura della legalità.

La notizia è riportata con ulteriori dettagli sul Corriere Romagna in edicola oggi, 19 gennaio, in un articolo a firma Federico Spadoni.

Al Mar sono partiti i lavori per il riallestimento delle collezioni dei mosaici

L’apertura è prevista in primavera. Investimento da 115mila euro

Sala Riallestimento Mosaici Contemporanei
Un rendering del riallestimento del Mar

Sono in corso da alcuni giorni al Mar di Ravenna i lavori propedeutici al riallestimento permanente delle collezioni dei mosaici moderni e contemporanei in tutti gli spazi espositivi del piano terra del museo, compreso il quadriportico: 35 opere di grandi dimensioni e 48 più piccole, di proprietà non solo del Comune di Ravenna, ma anche della Provincia, della Camera di commercio e del Rotary club, che nel 2007 le hanno concesse in comodato al Mar.

Il percorso espositivo sarà articolato in tre sezioni: “Collezione mosaici 1959”, “Mosaico e design” e “Declinazioni contemporanee”. L’apertura è prevista in primavera.

«È un intervento molto atteso dalla città – commenta l’assessore alla Cultura e al Mosaico Fabio Sbaraglia – alla quale restituiamo un patrimonio riallestito e valorizzato che caratterizzerà in maniera definitiva il piano terra del Mar esaltandone sempre di più la vocazione di una realtà culturale la cui attività si colloca nel segno della valorizzazione del mosaico come linguaggio espressivo identitario della nostra città. Le opere saranno collocate sulla base del progetto del Comitato scientifico appositamente individuato dal consiglio di amministrazione dell’Istituzione Museo d’arte della città di Ravenna, figure con esperienze qualificate in vari ambiti, di comprovata preparazione, competenza, specializzazione culturale e artistica, che peraltro hanno svolto l’incarico a titolo gratuito. Voglio ringraziarli nuovamente per la disponibilità dimostrata e l’entusiasmo con il quale hanno risposto al nostro invito. Questo ci conferma il valore della proposta sulla quale abbiamo voluto coinvolgerli». Si tratta di Fabio De Chirico, Luisa Tori, Emanuela Fiori, Cristina Ambrosini, Maria Cristina Carile, Maria Rita Bentini, Daniele Astrologo, Giovanni Scapini.

Il progetto di riallestimento è stato invece realizzato dall’impresa Macro, incaricata anche di produrre una nuova grafica e video multimediali a supporto della visita. L’investimento per il riallestimento degli spazi ammonta a poco più di 115mila euro.

Al momento si sta provvedendo allo smantellamento delle pareti posticce presenti nelle sei sale del piano terra, lungo le pareti finestrate, che verranno sostituite con strutture in materiale ignifugo sospese da terra. Il progetto prevede anche un intervento, per definire i cui dettagli si è in attesa del necessario parere della Soprintendenza, per il superamento delle barriere architettoniche tra la sala 6 e il proseguimento del percorso espositivo nel quadriportico.

A dare l’idea di uno spazio aperto e senza soluzione di continuità contribuisce anche l’eliminazione della porta di accesso al percorso e di quella in corrispondenza della sala 6; quella presente nella sala 3 sarà invece rimossa e sostituita con un cristallo stratificato. La nuova prospettiva da e sul portico mediata da un cristallo non del tutto trasparente genererà quella complessità tra lo spazio portico e quello allestito e inoltre una vista preferenziale sull’installazione di Edoardo Tresoldi al centro del chiostro.

Nel quadriportico, al fine di mantenere una totale elasticità espositiva e garantire al contempo l’esposizione delle innumerevoli opere, è stato progettato un sistema autoportante a libro, formato da due setti costituiti da telaio in ferro verniciato e tamponato da lastre in cartongesso sulle quali avviene l’appendimento, su struttura in profili di alluminio del cartongesso. Gli elementi previsti sono dieci. Completeranno i lavori la tinteggiatura, la fornitura e posa del sistema di illuminazione delle sale sui binari elettrificati esistenti, la realizzazione di una nuova finitura in gres della pavimentazione esistente.

Verdi: «Lo stoccaggio della CO2 alimenta l’estrazione di combustili fossili»

La critica degli ambientalisti al progetto che si sta sviluppando a Ravenna. Il 19 gennaio un convegno con gli esponenti di Snam, Eni, Hera, Cgil per la presentazione di un libro dedicato al tema della cattura di anidride carbonica dalle industrie per l’immissione nei giacimenti di metano esauriti

Industrial Site«L’iniezione di CO2 in giacimenti di metano esausti sotto al mare, come si vuole fare al largo di Porto Corsini, permette di estrarre ulteriori combustibili fossili che diversamente non sarebbero estraibili. Una soluzione, quindi, che incrementa il problema che dice di voler risolvere». I rappresentanti di Europa Verde della provincia di Ravenna e dell’Emilia-Romagna tornano a criticare il progetto Ccs (Carbon capture and storage) di Eni che consiste nella cattura di anidride carbonica dai camini delle industrie per essere poi stoccata sotto ai fondali marini evitandone la dispersione in atmosfera.

Il 19 gennaio si terrà a Ravenna un nuovo convegno promosso dal Propeller Club cui parteciperanno, oltre a Snam, Eni, Hera, Confindustria e Cgil, anche il consigliere regionale Gianni Bessi (Pd) e il sindaco di Ravenna Michele De Pascale. Alle 19 al Grand Hotel Mattei è in programma la presentazione del libro “Caccia grossa alla CO2” di Patrizia Feletig (sarà donato ai partecipanti fino ad esaurimento delle copie disponibili).

«I proponenti del progetto Ccs – scrivono Paolo Galletti e Gian Luca Baldrati dei Verdi – avevano già tentato di farsi finanziare l’investimento col Pnrr, con l’assenso del Governo Conte, finanziamento poi negato dalla Commissione Europea e ora ci riprovano con l’Innovation Fund Eu. La prima bocciatura dall’Europa era arrivata perché di sostenibile e di ambientale non c’è proprio niente. Sarebbe paradossale che fossero gli enti pubblici, quindi i cittadini, a dover pagare i danni dell’industria dei combustibili fossili. Inoltre utilizzare i giacimenti esausti per lo stoccaggio della CO2 diventa un escamotage per le industrie dei combustibili fossili per evitare i costi di ripristino ambientale che dovrebbero pagare per le concessioni e i guadagni che hanno avuto».

In tema di cattura di CO2, è stato siglato nei mesi scorsi un accordo per la zona industriale di Ravenna-Ferrara tra sei grandi industrie che emettono anidride carbonica che prevede di catturare 920mila tonnellate all’anno di CO2. La capacità di stoccaggio dei giacimenti dell’hub di Ravenna, che vanno da Ravenna a Bellaria, sono pari a 565 milioni di tonnellate. Tre aziende italiane, Rosetti Marino, Nuovo Pignone e Giammarco Vetrocoke, stanno studiando la soluzione tecnologica per il Consorzio composto da cinque emettitori dell’area industriale di Ravenna (Cabot Italiana, HerAmbiente, Marcegaglia Ravenna, Polynt e Versalis) e da un emettitore dell’area industriale di Ferrara (Yara Italia). Il progetto prevede che la CO2 catturata venga convogliata da Snam in un’unica rete di raccolta e che successivamente venga compressa e stoccata in giacimenti esausti di gas metano situati al largo della costa ravennate e di proprietà di Eni.

Impresa di Ballardini: al debutto con la Cremonese elimina il Napoli dalla Coppa

Il tecnico ravennate: «Esperto in salvezze? So solo fare il mio mestiere…»

Davide BallardiniImpresa di Davide Ballardini: al debutto sulla panchina della Cremonese – dopo aver guidato solo tre allenamenti – l’allenatore ravennate ha eliminato il Napoli dalla Coppa Italia vincendo al Maradona ai calci di rigore e qualificandosi così ai quarti di finale (contro la Roma).

«Questa è una vittoria che vale, perché siamo stati squadra fino alla fine», ha commentato al termine della partita ai microfoni di Mediaset.

E alla domanda dei giornalisti sul suo ruolo da “esperto in salvezze”, Ballardini ha risposto: «Non sono un esperto in niente, so solo fare il mio mestiere e proveremo a fare del nostro meglio anche in questa situazione difficile».

Patrono dei ceramisti: tre nuove botteghe in centro e una messa per i defunti

Appuntamento per il 17 gennaio, giornata in cui si celebra il protettore Sant’Antonio Abate

Ceramica 1 In occasione della festa dei ceramisti per la celebrazione del protettore Sant’Antonio Abate, che cade il 17 gennaio, l’Ente Ceramica Faenza ha organizzato una messa in suffragio dei ceramisti scomparsi, che si terrà nella chiesa di San Francesco alle 17.30. La ricorrenza sarà anche l’occasione per l’apertura, nel centro storico di Faenza, di due nuove botteghe artigiane e lo spostamento in posizione strategica di un’altra.

A Faenza, in corso Matteotti, 43, Paola Laghi ha aperto il suo laboratorio di produzione e restauro, dove realizza ceramica artistica contemporanea muovendosi tra oggetti d’uso, d’arredo e installazioni.

In corso Garibaldi, 22, invece, ha recentemente aperto al pubblico lo studio di Pantoù ceramics, marchio fondato nel 2020 a Faenza da Ilaria Biffara e Giampaolo Santoddì, originari di Caltagirone. Dopo aver studiato all’Istituto d’arte per la ceramica i due artisti si sono trasferiti a Faenza, dove si sono specializzati, collaborando con ceramisti locali e instaurando un rapporto di co-working con la Bottega Vignoli.

In via Barilotti, 3, al lato del duomo, è in procinto di trasferirsi da via Monsignor Battaglia lo studio di ceramica Andrea Kotliarsky, artista argentina che si è trasferita in Italia nel 2000. Il luogo sarà uno spazio aperto e di aggregazione per creare ed esprimersi con la ceramica. Andrea Kotliarsky è insegnante e specializzata in tecniche ceramiche e offre diversi tipologie di corsi, laboratori di sperimentazione e workshop tematici per realizzare oggetti unici ed originali.

«Questo 17 gennaio – spiega il sindaco Faenza e presidente delll’Aicc e della Strada europea della Ceramica, Massimo Isola – sarà l’occasione per festeggiare l’arrivo di laboratori e atelier di ceramica in centro. Quattro professionisti che hanno deciso di insediarsi nel centro storico, un fenomeno interessante ma non isolato, che si lega a percorsi di valorizzazione del centro già avviati nel tempo. Con queste tre botteghe ceramiche, nel cuore della città, si rafforza la presenza di laboratori e punti vendita con importanti risvolti per il turismo dando, allo stesso tempo, anche segnali incoraggianti per il lavoro artistico e artigianale della ceramica».

«Artisti e ceramisti – afferma la presidente dell’Ente Ceramica Faenza, Elvira Keller – hanno potuto costatare di persona che la presenza nel cuore della città è anche un modo per stare assieme e rivitalizzare quello che è il commercio ceramico in centro. Dopo i lunghi anni di lockdown cominciano a tornare i turisti e quindi avere la bottega in centro è un importante risultato».

Altre navi Ong? Al terminal crociere fino ad aprile, poi alla Fabbrica Vecchia

Riunione per valutare le operazioni svolte il giorno di San Silvestro con la Ocean Viking. Porto Corsini resta soluzione ottimale prima della ripresa degli attracchi delle navi passeggeri

9Se Ravenna dovesse essere ancora assegnata come porto sicuro per navi Ong cariche di migranti soccorsi nel Mediterraneo, lo sbarco avverrebbe al terminal crociere a Porto Corsini fino ad aprile e poi si potrebbe utilizzare la banchina nei pressi della cosiddetta Fabbrica Vecchia a Marina di Ravenna. È l’orientamento emerso da una riunione che si è svolta stamani in prefettura per un riepilogo delle operazioni svolte il 31 dicembre scorso per l’accoglienza dei 113 migranti (di cui 35 minori non accompagnati) arrivati con la Ocean Viking della Sos Mediterranee.

Rispetto alle operazioni svolte il giorno di San Silvestro, si è ritenuto che ci siano minimi dettagli da perfezionare, sia sotto l’aspetto sanitario che degli adempimenti di polizia. Per eventuali nuovi attracchi, il terminal crociere resta la soluzione ottimale fino ad aprile quando ripartirà la stagione crocieristica. Poi bisognerà pensare ad un’ipotesi alternativa tenendo anche conto il concomitante avvio dei lavori che interesseranno l’hub portuale dopo l’estate.

Come ipotesi si è ritenuto plausibile, a determinate condizioni, la banchina di Fabbrica Vecchia: in questo caso però, specifica una nota della prefettura, dovranno essere predisposti tutti gli allestimenti del caso.

All’incontro con il prefetto Castrese De Rosa erano presenti il sindaco di Ravenna Michele Pascale, la vicepresidente della Regione Irene Priolo con l’assessore regionale al Welfare Igor Taruffi, i vertici delle forze dell’ordine, dell’Autorità portuale, il direttore Marittimo, il comandante dei vigili del fuoco, i rappresentanti Ausl Romagna, Croce rossa italiana, protezione civile, servizi sociali. L’incontro è servito a testare la macchina organizzativa e a pianificare condizioni e modalità per eventuali futuri sbarchi. Per essere pronti e poter rappresentare al Viminale in modo compiuto, anche con una scheda tecnica sui futuri attracchi di navi da crociera e dei lavori previsti, la situazione del porto di Ravenna.

Come imparare a comunicare il sapere scientifico con disegni e grafiche

Terza edizione dell’iniziativa formativa promossa da Cifla per offrire strumenti e tecniche che valorizzino i progetti. Iscrizioni fino al 23 gennaio

Pexels Photo 3621590Comunicare in modo efficace il sapere scientifico e sociale, anche con disegni e accorgimenti grafici, è l’obiettivo  e di un percorso pratico ed esperienziale organizzato da Cifla, Centro per l’Innovazione di Fondazione Flaminia a Ravenna, con due moduli formativi online che si terrano a febbraio e aprile. L’iniziativa si chiama Dico, Disegno della conoscenza, e c’è tempo fino a lunedì 23 gennaio per iscriversi alla terza edizione.

Destinatari del progetto sono il mondo della ricerca scientifica e sociale, enti di ricerca sia pubblici che privati, professionisti del no-profit, divulgatori scientifici, mondo accademico, startup e spin-off della ricerca. L’obiettivo è offrire ai partecipanti strumenti e tecniche di comunicazione per migliorare la visibilità, la chiarezza e l’efficacia del proprio sapere e dei propri progetti.

Due i formatori: Giulia Ruta, esperta di marketing strategico e innovazione digitale, e Alessandro Bonaccorsi, designer, consulente, autore di “Disegno brutto” e disegnatore. Dico propone un metodo innovativo per la comunicazione scientifica, che nasce dall’unione di due approcci, il Visual e il Design thinking. Con il Visual Thinking, i partecipanti imparano a usare il disegno per definire i contenuti visivi più importanti per rendere efficace la comunicazione dei loro progetti; con il Design Thinking, imparano a valorizzare i propri progetti mediante la predisposizione di presentazioni, la progettazione di azioni di disseminazione, a redigere ed esporre i propri interventi in eventi pubblici, creare relazioni di valore con i propri pubblici di riferimento.

Pd: «La ditta di pulizie delle Poste in Romagna non paga gli stipendi a 50 persone»

La consigliera vorrebbe che la società pubblica si facesse carico della situazione in quanto stazione appaltante

PulizieI dipendenti della ditta che ha in appalto i lavori di pulizia degli uffici di Poste italiane in Romagna (province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna) e Ferrara hanno scioperato per denunciare che da ottobre 2022 circa cinquanta occupati, quasi tutte donne, non ricevono lo stipendio. A novembre è stato accreditato quello di ottobre, successivamente sono stati sospesi i pagamenti, tuttora mancanti, per novembre, dicembre e la tredicesima mensilità.

La consigliera regionale Nadia Rossi del Pd rende nota la vicenda e commenta l’accaduto: «Non è la prima volta che questo si verifica. Dal 2017, anno dell’assegnazione dell’appalto da Poste italiane, la ditta è salita tutti gli anni agli onori delle cronache per dilazioni di mesi nella corresponsione degli stipendi, reiterando pertanto negli anni il medesimo comportamento lesivo dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Io stessa me ne ero già occupata nel 2019. Ad oggi Poste italiane, anche a seguito degli scioperi, non pare volersi assumere alcuna responsabilità».

Il contratto di appalto scaduto nel 2021 e prorogato fino al 31 gennaio 2023 è nuovamente in scadenza, ma è anche vero che in caso di situazioni come questa, il committente, in questo caso Poste, può rispondere in solido alla ditta.

«Il problema dei lavoratori privati che prestano servizio negli enti pubblici va affrontato a tutto tondo e a livelli più alti di quelli della Regione. Ma come consigliera – prosegue Rossi – voglio rivolgermi alla Regione Emilia-Romagna per sapere se essa possa ossa rivestire un ruolo attivo nella ricerca di una soluzione alla situazione in cui versano i dipendenti, sollecitando un intervento risolutivo da parte di quest’ultima per tutelare i diritti fondamentali di questi lavoratori, le vere vittime di tutta la vicenda».

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