venerdì
13 Marzo 2026

Sorpreso con del “fumo” e 2 grammi di cocaina al parco Mani Fiorite: 19enne arrestato per spaccio

Durante un controllo al parco Mani Fiorite di via Eraclea, a Ravenna, gli agenti della polizia locale hanno arrestato per spaccio un 19enne tunisino con precedenti, trovato con addosso (oltre a uno spinello) due grammi di cocaina e 41 grammi di cannabis, quantitativi non ritenuti compatibili con l’uso per fini personali.

Nel corso dell’intervento sono state identificate altri due giovani, maschio e femmina, di 19 e 27 anni, che si trovavano in sua compagnia. Il 19enne, in particolare, è risultato essere destinatario di un Divieto di accesso alle aree urbane (cosiddetto Dacur) emesso dalla Questura di Ravenna, che gli vieta di accedere e stazionare nelle zone adiacenti la stazione ferroviaria e alcuni plessi scolastici, oltre al divieto di dimora nel Comune di Ravenna.

Al termine dell’udienza, tenutasi oggi pomeriggio (martedì 3 marzo), con rito direttissimo, il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti del 19enne tunisino la misura dell’obbligo di firma presso un corpo di polizia.

L’attività svolta rientra nel progetto “Scuole Sicure”, finanziato dal Ministero dell’Interno, per il contrasto al consumo ed allo spaccio delle sostanze stupefacenti in ambito scolastico
e nei luoghi pubblici maggiormente frequentati.

Ponte di Ragone riaperto al traffico, ma incompleto: «I lavori termineranno in primavera»

Torna a far parlare il ponte di Ragone, al confine tra i comuni di Russi e Ravenna, riaperto ufficialmente al traffico lo scorso 7 dicembre, dopo oltre sei mesi di ritardo nei lavori. La capogruppo della Pigna in consiglio comunale, Veronica Verlicchi, ha denunciato nei giorni scorsi una fase di stallo dei lavori conclusivi: «Tra Ragone e San Pancrazio è tutto fermo e abbandonato da dicembre – afferma Verlicchi –. Il cantiere è bloccato, mentre le strade che portano verso Pilastro e Filetto risultano ancora chiuse, con disagi quotidiani per chi vive e lavora in queste frazioni». Il ponte infatti risulta ancora interdetto a pedoni e ciclisti, e percorribile solo a velocità ridotta per auto e camion: «Il cantiere è fermo da mesi – continua Verlicchi -. Sono chiuse tutte le vie laterali, quelle lato Ragone e quelle lato Russi. Quelle lato Ragone sono le più disagevoli, specialmente per le aziende limitrofe. Inoltre nei mesi scorsi è rimasto bloccato un autobus di scolari che aveva sbagliato strada per segnaletica carente».

Nelle scorse settimane a intervenire sul tema era stato anche Alberto Ancarani di Forza Italia, che aveva presentato un question time, a cui ora risponde l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani, riportando le parole del dirigente della Viabilità della Provincia di Ravenna. Risulterebbero ancora da ultimare alcuni lavori «come la posa in opera dei nuovi giunti sul ponte, la formazione della pavimentazione in corrispondenza della porzione di impalcato da adibirsi a percosso protetto, l’installazione del parapetto a servizio del predetto percorso protetto, la rimozione dell’opera provvisionale, posta a valle del ponte e realizzata per la gestione delle interferenze con le reti dei pubblici servizi, e le lavorazioni di ripristino delle aree di cantiere». I lavori sono in carico all’Impresa appaltatrice Gr.An Appalti Itali srl di Caserta e, secondo quanto dichiarato da Cameliani, saranno necessari ancora due mesi (circa) per la conclusione dei progetti: «Non appena le temperature diurne e notturne saranno idonee alla posa in opera del sistema dei giunti si ultimeranno i lavori – spiega l’assessore -. In considerazione dell’andamento stagionale e della possibilità di avere temperature mediamente superiori a 5 gradi lungo l’intero arco della giornata, la direzione dei lavori ha autorizzato la ripresa a partire dal 23 febbraio». Le malte cementizie ad altissima resistenza la cui posa è necessaria per realizzare i giunti in neoprene (già presenti in cantiere) hanno infatti bisogno di temperature mediamente superiori ai 5° e di giornate di sole. Per la posa dei giunti (posti in corrispondenza delle spalle vicinissime alla strada comunale) sarà poi necessario istituire un senso unico alternato. Solo dopo la posa dei giunti – che richiederanno circa 15 giorni di lavorazioni – sarà possibile rimuovere le delimitazioni di cantiere verso la Via Sabbionara ora comunque accessibile dalla Sp 34.

A Cotignola si celebra la tradizione della Segavecchia per la 575esima volta

La festa della Segavecchia torna a Cotignola per la 575esima volta. L’evento, inserito tra i carnevali storici dell’Emilia Romagna come portatore di tradizione, cultura e intrattenimento, si terrà da giovedì 12 a domenica 15 marzo.

La festa prenderà il via giovedì 12 marzo con l’arrivo della Segavecchia in piazza Vittorio Emanuele II, accompagnata dai bambini della scuola primaria di Cotignola. Seguiranno il tradizionale rogo della vecchina, curato dall’asilo «Carlo Maria Spada», e alle 21 lo spettacolo «Vintage party» con dj Lorenz Guerra.

Venerdì 13 alle 21 è in programma in piazza lo spettacolo delle Comete di Romagna, tra danze folk romagnole e balli moderni, preceduto dall’apertura degli stand gastronomici che serviranno piatti della tradizione romagnola.

Sabato 14 marzo si parte alle 10.30 con «Vecie, streghe e fattucchiere»: letture per bambini dai 3 ai 6 anni in biblioteca. Dalle 15 alle 18, sempre in biblioteca, si passerà a «Ready, set, play!», giochi da tavolo per tutti in collaborazione con Games on board. Alle 21 in piazza Vittorio Emanuele II si terrà il concerto dei Buoni Motivi, cover band anni ’80, preceduto dal saluto degli amici tedeschi di Hüttilngen, che saranno in visita in occasione del 20esimo anniversario del patto di Gemellaggio.

Domenica 15 marzo alle 11 partirà il corteo storico dei figuranti dal piazzale della Pace, mentre alle 15.30 in piazza Vittorio Emanuele II è in programma l’evento principale della giornata, ossia il corso mascherato della Vecchia, con gruppi in costume, rappresentanze di alunni delle scuole di Cotignola e Barbiano, figuranti, musici e sbandieratori della Contrada del Ghetto di Lugo. La giornata si concluderà con il lancio della bambolina, la lettura della sentenza e il rogo della Vecchia, atto finale della festa.

Durante la Segavecchia, gli stand gastronomici della Pro loco di Cotignola accoglieranno i visitatori con i sapori della tradizione romagnola. Saranno aperti dalle 19 il giovedì, venerdì e sabato, mentre la domenica saranno attivi sia a pranzo, a partire dalle 12, che a cena, dalle 18, sempre con possibilità di asporto. Non mancheranno, inoltre, spazi dedicati al bere, con proposte enogastronomiche offerte da E Pastròcc (a casa Varoli), La Torre viola (nel giardino della torre d’acuto, a cura di Cotignola Invita) e altri locali selezionati.

Non mancherà il tradizionale luna park nel piazzale Savorani, aperto da venerdì 6 a domenica 15 marzo. Inoltre, saranno presenti numerose attività collaterali, come la pesca di beneficenza sotto i portici della Collegiata, i laboratori artigianali curati dalle Donne Creattive presso il Caffè sport, il mercatino della Caritas nell’ex cinema Modernissimo, un’iniziativa benefica alla chiesa del Suffragio e la mostra «A che pensi?», in biblioteca dal 4 al 18 marzo.

Basket: Faenza perde a sette decimi dalla sirena. Ravenna non può nulla a San Severo

Sconfitta nella 29ª giornata di Serie B Nazionale per l’OraSì Ravenna al Pala Falcone e Borsellino contro l’Allianz Pazienza San Severo con il punteggio di 89-76. I giallorossi, con un roster accorciato dagli infortuni del capitano Gabriel Dron e di Alessandro Naoni, hanno comunque messo in campo energia, personalità e hanno dato vita ad una partita equilibrata per trenta minuti, prima di sprofondare nell’ultimo quarto. Ora per Ravenna è allarme: sono quattro le sconfitte consecutive.

Allianz Pazienza San Severo: Lucas 21, Morelli 14, Mobio 9, Gattel 0, Greco 0, Todisco 8, Petrushevski 2, Ndour 5, Gherardini 6, Bandini 11, Bugatti 13, Scredi (n.e).

OraSì Basket Ravenna: Felicangeli 19, Brigato 16, Morena 2, Ghigo 9, Paolin 15, Jakstas 7, Paiano 3, Cena 3, Catenelli 2, Venturini 0.

 

Stesso esito, ma dal sapore diverso per Faenza che cade al Pala Cattani, in una partita più che mai alla portata. La squadra di coach Pansa sembrava essere in controllo prima di subire il break finale che ha deciso la sfida: il canestro di Regoli a sette decime dalla fine ha consegnato alla Dany Quarrata una vittoria che mancava da 10 turni. Mercoledì 4 marzo (ore 20.30) Faenza sarà impegnata ancora tra le mura amiche contro la Pielle Livorno, attuale capolista del campionato.

TEMA SINERGIE FAENZA: Camparevic ne, Bianchi ne, Rinaldin 3, Vettori 15, Van Ounsem 7, Romano 10, Longo, Di Pizzo 14, Fragonara 17, Aromando ne, Santiangeli 11, Fumagalli 4. All.: Pansa

DANY QUARRATA: Angelucci 8, Mongelli, Blatancic 18, Novori 18, Molteni 9, Regoli 8, Scandiuzzi 4, Mei 3, Coltro ne, Prenga, Tiberti. All.: Matteoni

 

Scontro ad alta quota per la Consar: infrasettimanale a Brescia per blindare il terzo posto

Per la Consar è la sera del primo dei tre scontri diretti per il podio del campionato di A2. Mercoledì 4 marzo alle 20, nel match valido per la 21esima giornata, Goi e compagni saranno in campo al centro sportivo San Filippo di Brescia per affrontare il Gruppo Consoli Sferc. La classifica vede Ravenna terza con 41 punti e i lombardi quarti a quota 39, con lo stesso bottino di vittorie (13) e sconfitte (7). I due punti di distacco si spiegano con gli otto tie-break giocati da Brescia, massimo stagionale condiviso con Lagonegro, con 4 successi e 4 ko. Il bottino pieno in terra bresciana permetterebbe alla Consar di staccare una diretta concorrente e soprattutto di acquisire, con cinque giornate d’anticipo, la matematica certezza di disputare i playoff.

Il tecnico di Ravenna Antonio Valentini spera di vedere anche domani la bella versione ammirata domenica al Pala De Andrè contro Sorrento, che ha prodotto un convincente successo per 3-0. “Avevamo fatto una settimana di lavoro importante – riconosce il coach – e a differenza della gara con Lagonegro, questa volta siamo stati capaci di trasformare quel lavoro in campo con una prestazione valida e in un risultato positivo. Mi aspetto la stessa cosa anche domani, anche nella gestione delle situazioni di tensione e dei cali di concentrazione che in una squadra giovane come la nostra sono anche inevitabili”.

Il sestetto di Zambonardi è tra le compagini accreditate per il salto in SuperLega, nel pieno di un processo di crescita e consolidamento che l’ha visto negli ultimi anni migliorare sempre la posizione finale di classifica fino al primo posto a pari merito con Prata nella scorsa stagione. «Brescia è una squadra costruita per vincere, ha in organico giocatori importanti e determinanti – ricorda Valentini – e noi dovremo essere bravi ad avere il giusto approccio alla partita, e a lavorare bene sulle situazioni di cambio palla perché troveremo una formazione che ha nella battuta uno dei suoi maggiori punti di forza vista la qualità specifica di giocatori come Mancini e Cominetti, a cui anche noi dovremo opporre una qualità alta dai nove metri».

Uno degli ex di questa gara, Filippo Mancini, è leader incontrastato nella classifica degli ace: ben 63 quelli messi a segno. Il secondo, Allik, ne ha 45 mentre completa il podio Antonino Russo, arrivato a 40 con l’ace che ha chiuso domenica il match con Sorrento. La Consar può sfruttare il muro, essendo l’unica squadra ad avere due giocatori nella top ten della specialità: Bartolucci è terzo con 56 muri vincenti e Dimitrov ottavo con 47.

La partita sarà diretta da Giuliano Venturi e Antonio Giovanni Marigliano di Torino e sarà visibile gratuitamente, previa registrazione, su DAZN e in differita giovedì 5 alle 17 sul canale 78 di TeleRomagna.

Trentanove anni dalla tragedia della Mecnavi: le iniziative di commemorazione in città

In vista del 39esimo anniversario della tragedia della Mecnavi, il comune di Ravenna, insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, organizza una giornata di commemorazione e di riflessione sui temi del caporalato e della sicurezza sul lavoro. L’incidente, avvenuto il 13 marzo 1987 durante le operazioni di manutenzione straordinaria della nave gasiera “Elisabetta Montanari” costò la vita a 13 lavoratori.

Le iniziative, tutte concentrate nella giornata di venerdì 13 marzo, partiranno alle 9.15: sullo scalone della residenza municipale (piazza Del Popolo 1) saranno deposte le corone sulla lapide in memoria dei caduti della Mecnavi alla presenza delle autorità e di rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Alle 10, alle Artificerie Almagià (via dell’Almagià 2) si susseguiranno gli interventi del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, del sindaco di Bertinoro Filippo Scogli e della segretaria generale della Cgil Ravenna Manuela Trincossi, che parlerà anche a nome di Cisl e Uil.

Sarà anche l’occasione per Federica Moschini, assessora al Lavoro, di introdurre la lettura di Massimo Padua in ricordo del padre. Seguiranno il “Cantico della città muta”, lettura scenica dal testo teatrale “Lo squalo” di Eugenio Sideri con Enrico Caravita ed Eugenio Sideri, con musiche di Andrea Fioravanti, e una riflessione sul caporalato a cura del sociologo Marco Omizzolo. All’evento parteciperanno gli Istituti superiori che hanno aderito al progetto di Cgil, Cisl e Uil sul tema “Salute e sicurezza nelle scuole”. La commemorazione rientra nell’ambito della Settimana contro il razzismo 2026.

Ravenna, si torna già in campo: nel turno infrasettimanale arriva la Pianese

«C’è delusione ma guardiamo avanti». Sono queste le sensazioni dell’allenatore del Ravenna, che appena 72 ore dopo la trasferta di Arezzo torna in campo nel turno infrasettimanale di Serie C. Lo farà contro la Pianese, mercoledì 4 marzo alle 20.30 allo stadio Bruno Benelli.

I toscani sono settimi in classifica a 39 punti e stanno disputando un campionato al di sopra delle aspettative. Fondamentali fino a qui i 10 gol siglati da bomber Bellini e l’organizzazione difensiva (solo 28 gol subiti) garantita dal 26enne ravennate Luca Ercolani (qui una nostra intervista del 2021), alla seconda stagione in maglia bianconera. All’andata, sul sintetico di Piancastagnaio, il Ravenna s’impose per 0-1 con il primo gol stagionale di Okaka al 97esimo minuto. «Quella di Arezzo è una partita in cui abbiamo speso tanto – confessa Mandorlini in conferenza stampa – . Alla squadra è rimasta ancora un po’ di amarezza per l’andamento di una partita in cui sono state fatte tante cose buone. Siamo stati vicini a portare a casa una vittoria, avendo concesso il primo tiro in porta al 70esimo a una squadra che segna 2/3 gol di media a partita. Sappiamo che la Pianese è una buona squadra: dobbiamo essere concentrati perché partite facili non ce ne sono».

Oltre allo squalificato Solini, sono ancora tanti gli infortunati in casa Ravenna: Viola, Di Marco e Falbo si stanno allenando a parte e dovrebbero rientrare in gruppo dalla settimana prossima. Discorso diverso per il centrocampista Rossetti, che è incappato in una lesione di secondo grado che lo costringerà a star fuori per circa un mese. «Dispiace molto – commenta l’allenatore -. Matteo è un giocatore importante che ci dà tante cose che ci mancano».

Dal suo arrivo Mandorlini ha schierato sia la difesa a 3 che la difesa a 4, ottenendo buone risposte nella gara contro l’Arezzo: «Sono stati bravi i ragazzi a interpretare il modulo (4-2-3-1 ndr), abbiamo cambiato all’ultimo secondo. Sono contento che si adattino bene alle mie richieste, che non sempre sono facili. A che punto è il mio lavoro sulla squadra? Faccio fatica a quantificare, dato i pochi allenamenti fatti e le tante partite giocate. Ma stiamo lavorando bene e la disponibilità dei giocatori è massimale».

Uno dei giocatori più positivi della trasferta di Arezzo è stato Spini. Nel girone d’andata il classe 2001 è stato un punto fermo nello scacchiere di Marchionni, risultando decisivo con 7 gol e 9 assist che avevano generato l’interesse di squadre di Serie B. Poi, complice anche l’arrivo di Viola, Spini ha visto diminuire gradualmente il proprio minutaggio, fino al ritorno della titolarità in terra amaranto. «È un giocatore con qualità importanti che deve migliorare come tutti – commenta Mandorlini -. Come ha già dimostrato può cambiare l’inerzia della gara con la propria velocità, che in pochi hanno in questa categoria».

Controlli nel faentino: sei denunce per vendita di abbigliamento rubato e occupazione abusiva di edifici

Continuano i controlli del territorio da parte della Polizia Locale dell’Unione della Romagna Faentina, con sei nuove denunce e tre decreti di espulsione emessi negli scorsi giorni.

Il primo intervento si è concentrato al parco Mita, area verde spesso monitorata dalle forze di polizia per garantire la sicurezza urbana. In questo caso, alcuni agenti in borghese hanno notato uno strano andirivieni e il formarsi di capannelli di persone attorno a un unico individuo: si trattava di un venditore abusivo di capi di abbigliamento, intento a mostrare pantaloni e capispalla nuovi ad alcuni possibili acquirenti. Al momento del controllo, la merce è risultata completa di etichette originali, ma con segni di rimozione forzata dei sistemi antitaccheggio. Gli indumenti appartengono a una nota catena di abbigliamento presente anche a Faenza, ma le indagini incrociate con il punto vendita hanno evidenziato che quegli specifici modelli non sono venduti in città. Il soggetto è stato quindi denunciato a piede libero e la merce confiscata per rintracciarne la provenienza.

Una seconda operazione è scatta invece nell’ex centro civico rionale in via Renaccio 76, a seguito di segnalazioni riguardanti l’occupazione abusiva di uno stabile di proprietà pubblica. L’immobile, situato in un’area ancora fortemente segnata dagli eventi alluvionali, è attualmente oggetto di lavori di recupero. All’interno vivevano però cinque uomini di origine magrebina, di età compresa 26 e i 47 anni, tutti già gravati da numerosi precedenti di polizia. Per i cinque è scattata la denuncia per il reato di invasione di edifici. Da successive verifiche è poi emerso che tre di loro risultavano irregolari sul territorio, con la conseguente emissione di un ordine di espulsione firmato dal Questore di Ravenna.

Scontri fra tifosi fuori dallo stadio prima di Arezzo-Ravenna, indagini della polizia

Prima dell’inizio della partita di calcio Arezzo-Ravenna del girone B della serie C, giocata l’1 marzo (finita 1-1), alcuni tifosi delle due squadre si sono fronteggiati all’esterno dello stadio del capoluogo toscano. Il contatto è durato pochi minuti con lanci di fumogeni e qualche scontro fisico, fino all’intervento della polizia che ha fatto disperdere gli ultrà. Non risultano feriti che sono ricorsi a cure mediche e al momento non sono stati presi provvedimenti da parte delle autorità, ma la questura di Arezzo è al lavoro per identificare i protagonisti.

L’episodio è avvenuto circa mezz’ora prima del fischio di inizio, previsto per le 17.30, a mezzo chilometro dallo stadio comunale città di Arezzo, nei pressi dell’incrocio tra via Divisione Garibaldi e via Sanzio che fa parte del percorso prestabilito e noto per il transito dei veicoli delle tifoserie dirette al settore ospiti. Secondo quanto si apprende un gruppo di 20-30 supporter aretini ha attaccato il corteo giallorosso in transito scortato dalla polizia. Lo scontro è avvenuto con alcuni ravennati che sono scesi da due-tre veicoli, mentre altri si sono chiusi negli abitacoli.

Alcuni istanti degli scontri sono stati filmati da un passante e il video (visibile in fondo alla pagina) è stato pubblicato su Facebook e sta circolando in queste ore tra le chat Whatsapp. In particolare si vede il momento dell’arrivo dei poliziotti in tenuta antisommossa.

Tra le due tifoserie c’erano stati momenti di tensione al termine della partita di andata a Ravenna a fine ottobre (finita 3-0 per i toscani) con una dinamica simile. Nei pressi dell’incrocio tra via Ravegnana e via Galilei un gruppo di ultras giallorossi aveva raggiunto il corteo della tifoseria ospite intento a lasciare la città e alcuni di questi eranoscesi dai veicoli. In quel caso erano stati identificati due ravennati, un 29enne e un 49enne. Il questore di Ravenna aveva emesso due provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) per la durata di un anno.

 

Pellegrinaggi laici tra sentieri e colline: Trail Romagna presenta il programma per la stagione

Sentieri e narrazioni di Ravenna e della Romagna questo il titolo della rassegna di Trail Romagna per la stagione 2026, con un calendario di appuntamenti votati alla scoperta lenta del territorio da marzo a novembre. «Ci siamo concentrati su un’idea di Romagna senza confini provinciali – spiega Giovanni Trabalza di Trail Romagna -. in un percorso che valorizzi la biodiversità, il paesaggio come cura, e la scoperta dell’identità del nostro territorio: dai calanchi della Vena del gesso, alle pinete di Ravenna, dalle valli di Comacchio ai sentieri dunali di Lido di Dante, dai boschi di Tredozio dove si apre il Parco delle Foreste Casentinesi fino ai selciati cittadini calpestati da migliaia di anni, gli eventi sono inseriti in ambienti e architetture in grado di esercitare positiva influenza sul benessere e la salute dei partecipanti». Tra le novità di quest’anno, l’inserimento del museo Mar negli itinerari culturali, un focus sulla pace e uno sulla figura di Teodorico e una particolare attenzione verso quelle aziende agricole che resistono in territori fragili e aspri, diventando veri e propri “custodi del territorio”.
Inoltre, a distanza di un anno dalle celebrazioni per i 1000 anni della morte del santo ravennate Romualdo, è già pronto il cammino in 30 tappe che collega Ravenna a Fabriano, Viae Sancti Romualdi, realizzato in collaborazione con Trail Romagna.

Il programma (Tutti gli eventi sono a numero chiuso e prenotabili tramite form di partecipazione sul sito): 

Cuore del programma è la rassegna Calma e gesso. L’arte di vivere lentamente, ideata insieme al Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, da pochi anni riconosciuto da Unesco come Patrimonio dell’Umanità. In calendario quattro giornate alla riscoperta dei ritmi della natura, con orari di arrivo e partenza approssimativi (“dopo l’alba” o “verso il tramonto”) e il connubio tra spettacolo e natura.

I primi passi si muoveranno il 14 giugno in direzione Ca’ Budrio, con partenza da Tossignano o da Borgo Rivola. Qui si potrà incontrare un luogo dove un tempo c’era il mare, e assistere alla piéce teatrale “Ombrelloni. Riviera Blues” di Iacopo Gardelli con Lorenzo Carpinelli e le musiche di Giacomo Toschi. Il 21 giugno l’appuntamento è nel luogo che ha dato origine al Parco e che oggi ne rappresenta il cuore: il rifugio Ca’ Carnè. Il giorno del solstizio d’estate è in programma un incontro con “il metereologo” per. eccellenza, Luca Mercalli, per parlare di futuro del clima. Il 28 giugno una giornata per tutti gli amanti del trekking che, a secondo del passo e della preparazione fisica, potranno affrontare tre percorsi di avvicinamento al Museo Geologico di Tossignano con partenze e percorsi di vari livelli di difficoltà: da Borgo Rivola con 7,5 km di distanza con dislivello positivo di 420 metri, dalle Terme di Riolo lungo un itinerario di quasi 15km con 650 metri di dislivello e, solo per esperti, la traversata coast to coast della vena del gesso romagnola con partenza all’alba dal Carnè su un percorso complessivo di quasi 20 km con 900 metri di dislivello. All’arrivo un generoso ristoro per il corpo e la musica del trio blues Vince Vallicelli batteria etnica, Don Antonio chitarra, Fabio Mazzini lap steel, dobro. Alla musica è affidato anche l’evento di chiusura che si svolgerà nell’affascinante borgo dei Crivellari, dal pomeriggio fino al tramonto del 4 luglio. Qui, tra case di gesso e storie di gessaroli i suoni di Jazz ai Gés si incontreranno all’improvviso grazie al concerto diffuso di Alipio Carvalho Neto al sax & Gregg Moore alla tuba e trombone.

Un’altra parte del programma è dedicata a I custodi del territorio: persone e aziende che nonostante frane e difficoltà non abbandonano i loro spazi, anzi, si adattano ai cambiamenti rafforzando le proprie radici. Il 21 marzo, dalla Valle del Tramazzo si potranno seguire i “sentire dell’acqua” insieme al geologo Paride Antolini, alla scoperta del luogo da dove parte la prima difesa dell’acqua. Lì, le ferite dell’alluvione sono più evidenti e gli spazi coltivabili ridotti, ma trova posto l’agriturismo Pian di Stantino di Martino, pronto ad accogliere i camminatori. L’11 aprile si passa a Formignano, da “Ciuma”. Un luogo fantasma che vive una seconda vita, più in armonia con la natura, cercando di dimenticare un passato di sacrifici e fatiche per rigenerare un territorio che oggi si presenta come un museo a cielo aperto nelle colline del Borello. La passeggiata dell’11 aprile, “zolfo, magie e musica” percorrerà il sentiero denominato “il pensiero dei minatori” guidati da Francone, un racconta-storie locali, per terminare con un momento conviviale arricchito dalle musiche di Ciuma e Adele del Vecchio. Il 29 luglio si potrà incontrare invece il vignaiolo Alan Dicriscienzo di Terra e Sale, con una passeggiata al chiaro di luna tra uve, affioramenti di sale e di acqua termale, accompagnati dal filosofo ed esperto di vini Roberto Fregna.

Dalle colline ci si sposterà poi a Villanova di Bagnacavallo con il percorso dedicato a Anna e al Museo delle erbe palustri: il 19 settembre è in programma la “camminata per le vie d’acqua” tra civiltà fluviale e palustre terminerà al Museo per riscoprire una gastronomia antica. Infine, un ultimo appuntamento è dedicato all’albero, custode della natura per antonomasia. Insieme alle facilitartici di forest bathing Lucia Costa e Francesca Rallo (SiAmoNatura aps) si potranno scoprire i benefici della meditazione in natura, anche nel cuore della città. L’appuntamento è il 21 novembre ai giardino pubblici di Ravenna.

Sono tre gli appuntamenti dedicati invece a Teodorico il Grande, tra trekking culturali ad altrettanti itinerari tematici. Il trittico si apre il 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, con “le acque di Ravenna ai tempi di Teodorico”, un percorso guidato dalla studiosa Osiride Guerrini tra ponti, fiumi e canali del “lungomare” di Ravenna. Il 4 ottobre il percorso toccherà i luoghi del re goto con “A spasso con Teodorico, Ravenna e lo splendore di un Regno”, con un itinerario guidato dal personale dei Musei Nazionali di Ravenna, Giovanni Gardini e Nicola Montalbini tra il Palazzo di Teodorico, il Battistero degli Ariani e il Mausoleo di Teodorico. Al termine, nell’area che ospitava il quartiere goto della città, un pranzo a tema preparato dallo chef Marco Luongo. La chiusura di questa capitolo “sulle tracce di Teodorico: un viaggio tra archeologia e storia” è in programma a Galeata il 18 ottobre con la visita guidata dalla Società di Studi Ravennati ai nuovi scavi della villa di Teodorico.

L’ultima sezione del programma invece è dedicata al tema della pace, con No war, yes peace.  Tre eventi pensati per ravvivare la memoria della guerra riflettendo sugli orrori del passato. Il primo episodio è in programma alla Rocca di Ravaldino di Forlì il 18 aprile, un luogo che rappresenta il cuore militare e simbolico di Caterina Sforza, la leonessa di Romagna. Tra queste mura, il 6 aprile 1498, nacque il suo ottavo figlio, Giovanni dalle Bande Nere, il celebre condottiero di cui quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte. A raccontare i dettagli poco noti di quelle guerre sarà l’esperto Marco Viroli. Si torna a Ravenna il 5 settembre, con il percorso “Bombe su Ravenna il sacrificio del patrimonio artistico”, in partenza dalla Loggetta Lombardesca. L’itinerario sarà raccontato da Roberto Cantagalli (direttore del Mar), Paola Novara e Giovanni Fanti. L’ultimo episodio sarà in programma il 3 ottobre, con “E se io muoio da partigiano” di Lady Godiva Teatro, realtà impegnata da tempo su questi temi, che realizzerà un percorso cittadino tra luoghi e storie della Resistenza ravennate.

Trail Romagna conferma poi l’incursione all’interno del Festival Ammutinamenti. Il 6 settembre, in un luogo ancora da definire tra le culture che caratterizzano le campagne di Ravenna, si svolgerà una “performance itinerante tra filari, colori e sapori” in collaborazione con Cantieri Danza. Infine, Trail Romagna dedica alcune date anche anche sport, inteso non in forma agonistica ma come partecipazione libera e coinvolgente, il più possibile al contatto con natura, etica e solidarietà.

Il primo evento, che il 15 marzo a Lido di Dante apre ufficialmente il calendario 2026, è la Corsa della bonifica e di Dante, che vanta il sold out a 20 giorni dalla manifestazione. Il 19 aprile, a Forlì, Trail Romagna sarà invece impegnata nella Diabetes Marathon dei Parchi, una manifestazione solidale che raccoglie fondi per i bambini romagnoli affetti da diabete mellito di tipo 1. All’alba del 5 luglio parte dai Giardini Pubblici la XIV edizione dell’Urban Trail Ravenna città d’acque, la manifestazione che grazie all’amministrazione comunale e ai privati apre alcuni luoghi inaccessibili della città come le antiche mura, il Molino Lovatelli e gli orti Siboni. Infine, una passeggata a ricordo di Elisa Bravi partirà l’11 luglio da Massa Castello a due passi dal cimitero che custodisce le spoglie di una delle numerose vittime di femminicidio e una delle prime panchine rosse del nostro territorio.

Viae Sancti Romualdi – verso il millenario

La presentazione delle attività di Trail Romagna è stata anche l’occasione per presentare VSR – Viae Sancti Romualdi, il cammino dedicato San Romualdo, già attivo in attesa delle celebrazioni per i 1000 anni dalla morte del santo nel 2027.  Nel mese di marzo sarà pubblicata la prima guida ufficiale, sostenuta da Casa Spadoni, che darà indicazioni sulle 30 tappe che conducono da Ravenna a Fabriano passando da Camaldoli, Montecorona, Fonte Avellana e altri luoghi carichi di spiritualità.

Si tratta di un percorso di oltre 500 chilometri suddiviso appunto in 30 tappe che attraversa un parco nazionale, cinque parchi regionali e altrettante riserve naturali. Per il lancio del nuovo sentiero sono stati realizzati due contenuti video: uno più tradizionale e istituzionale, che evidenzia il valore religioso del cammino, e uno in collaborazione con un content creator che parla al pubblico più giovane e social, alla ricerca di turismo lento ed esperienziale in natura.
«Vsr è anche un progetto di marketing territoriale – spiega il responsabile Daniele Morelli -, nato per far rinascere luoghi feriti, generare turismo lento e sostenibile e nuovi posti di lavoro. Ne è un esempio la riapertura di un ostello Modigliana, riscoperto dopo un incontro di presentazione. L’obiettivo è anche quello di formare nuovi operatori, con attenzione all’inclusività».

Al polo tecnico-professionale di Lugo gli studenti hanno realizzato una serra “idroponica intelligente”

Al polo tecnico professionale di Lugo si è svolta la presentazione del progetto “Serra Idroponica Intelligente”, ideato e sviluppato dagli studenti Lorenzo Avantaggiato, Filippo Baldrati, Francesco Boffa, Riccardo Guerrino Cilli e Tommaso Tampieri delle classi 4° e 5° Coe. Durante l’incontro è stato illustrato il prototipo funzionale di serra idroponica intelligente, frutto di uno studio su tecnologie di automazione e sistemi di controllo per l’ottimizzazione delle risorse idriche ed energetiche. Come dichiarato dagli stessi studenti: «Il nostro lavoro rappresenta un modello di agricoltura sostenibile del futuro, capace di produrre cibo riducendo al minimo il consumo di acqua e di energia. Il sistema permette di controllare temperatura, umidità, illuminazione e irrigazione in modo automatico».

L’iniziativa, che ha ricevuto il sostegno di una borsa di studio della Bcc ravennate, forlivese e imolese e della Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche Multifor Ets, rappresenta un esempio concreto di impegno verso la sostenibilità e l’innovazione. «La nostra Banca ha come principale missione quella di favorire la crescita e lo sviluppo sostenibile del territorio — afferma Emanuela Bacchilega, vicepresidente della Bcc ravennate forlivese e imolese e presidente del comitato locale di Lugo -. Iniziative come questa odierna qualificano concretamente il nostro agire nei confronti delle giovani generazioni. Il sostegno alla scuola, alle attività didattiche, culturali e sportive è uno dei principali ambiti a cui la Banca destina erogazioni liberali e sponsorizzazioni; nel 2025 abbiamo complessivamente destinato al territorio lughese oltre 300.000 euro, consolidando il nostro legame con tante associazioni ed Enti del Terzo Settore che qui operano. I giovani, il sostegno alla loro formazione e al loro inserimento nel mondo del lavoro rappresentano una priorità per soddisfare la nostra missione di banca locale e mutualistica».

Alla presentazione hanno preso parte Emanuela Bacchilega (Vice Presidente La Bcc ravennate forlivese e imolese e Presidente del Comitato Locale di Lugo), Stefano Iseppi (Capo Area Territoriale di Lugo La Bcc) e Tiziano Conti (Segretario della Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche Multifor Ets). In rappresentanza dell’istituto, sono intervenuti il Dirigente Stefano Rotondi, la professoressa Federica Staffa e la docente referente, professoressa Genoveffa Marisa Bufano.

Il report delle Cab della provincia, 47 milioni di fatturato e le idee per il futuro degli studenti

Sono stati presentati ieri, 2 marzo, i numeri del report 2025 delle Cooperative Agricole Braccianti. Il tavolo è stato organizzato al Teatro Socjale di Piangipane, con la partecipazione di un centinaio di studenti degli Istituti  di Faenza, nell’ambito del progetto “Semi di Cooperazione”, promosso da Legacoop Romagna, Promosagri e Federcoop Romagna in collaborazione con Ravenna Teatro. Oltre ai dati relativi alle sette cooperative agricole braccianti della provincia (Comprensorio Cervese, Campiano, Terra, Agrisfera, Bagnacavallo e Faenza, Fusignano e Massari) si è lasciato spazio ai ragazzi per presentare la loro idea di cooperativa tra innovazione tecnologica e di prodotto, agricoltura di prossimità, sostenibilità, benessere animale, valorizzazione del territorio.

«Il Report Cab 2025 – spiega il presidente di Promosagri, Stefano Patrizi – conferma la solidità patrimoniale delle Cooperative della provincia, nonostante le crescenti sfide che si trovano di fronte, dal cambiamento climatico alla crisi della redditività delle produzioni, evidenziate anche nella tavola rotonda con l’assessore regionale Mammi».

La superficie in proprietà delle Cab è di 12.036 ettari (+32 ettari), mentre la superficie agricola utilizzata è di 11.594 ettari, di cui l’89% per la coltivazione di produzioni erbacee, il 4% per frutteti e vigneti, il 7% destinati a recuperi ambientali con boschetti, siepi, prati per insetti impollinatori, stagni.

I ricavi netti raggiungono i 47 milioni di euro, e sono così divisi: il 44% da colture erbacee, il 6% da arboree, il 14% dalla zootecnia, il 5% da agriturismo, il 15% da energia, il 12% da contributi, il 4% da altre entrate varie. I lavoratori sono 596, di cui 88 nuovi entrati. Gli investimenti realizzati nel biennio 2023-2024 ammontano a circa 9 milioni di euro, al netto dei contributi europei, e riguardano soprattutto miglioramenti fondiari, attrezzature, organizzazione, macchinari e strutture per l’attività.

Le criticità più evidenti, negli anni successivi all’alluvione, sono legate alla scarsa redditività agronomica e, conseguentemente, al rischio per la tenuta numerica di lavoratori e  basi sociali. Per ogni ettaro sono state impiegate, in media, 22 ore uomo e 12 ore macchina, in ripresa ma comunque ancora sotto l’intensità registrata prima dell’alluvione.

La giornata è stata aperta dai saluti della presidente della Provincia, Valentina Palli e del presidente di Promosagri Patrizi. Laura Redaelli di Ravenna Teatro ha quindi presentato i dati del Report Cab 2025. Dopo la presentazione dei progetti da parte dei ragazzi ha avuto luogo la tavola rotonda condotta dalla giornalista Chiara Brandi con l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, il vicepresidente di Promosagri, Paolo Rosetti e il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi. Unanime  l’apprezzamento per il lavoro svolto dai ragazzi, che al termine sono nuovamente saliti sul palco per le premiazioni e la consegna degli attestati finali. Tutte le classi avranno la possibilità di partecipare a una visita didattica di un giorno a una realtà della filiera cooperativa agroalimentare dell’Emilia-Romagna.

«L’entusiasmo e la competenza dimostrata dai giovani che hanno partecipato – dice il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – sono una preziosa conferma dell’attualità del modello cooperativo: le nuove generazioni lo percepiscono come qualcosa di antico e allo stesso tempo straordinariamente moderno, per la sua capacità di coniugare lavoro, democrazia, solidarietà e legame con il territorio. Oggi nelle nostre cooperative agricole l’innovazione è la norma, con l’utilizzo di intelligenza artificiale e l’agricoltura di precisione, ma i valori sono gli stessi di più di 140 anni fa. L’impegno e la passione di queste ragazze e di questi ragazzi ci confermano la capacità delle nuove generazioni di scegliere questo binomio che caratterizza l’identità della cooperazione».

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