mercoledì
01 Luglio 2026

Contributi per gli affitti: fino a tre mesi di canone per chi ha reddito basso

Domande online entro il 19 marzo per chi ha Isee inferiore a 17mila euro. Per chi arriva a 35mila solo se c’è stata una diminuzione superiore al 20 percento

Di Marco

È online l’avviso pubblico per i residenti nei comuni di Ravenna, Cervia e Russi che vogliono richiedere contributi destinati al pagamento dei canoni di affitto mercato privato. Si tratta di risorse assegnate dal fondo regionale per l’accesso all’abitazione in locazione. Potranno beneficiare dei contributi i nuclei familiari con Isee non superiore a 17.154 euro e i nuclei familiari con Isee non superiore a 35mila euro che hanno subito una perdita o una diminuzione rilevante del reddito a causa dell’emergenza Covid-19 (in questo caso possono fare domanda anche gli assegnatari di alloggi Erp). Il contributo massimo concedibile è una somma fissa pari a tre mensilità del canone, per un importo massimo di 1.500 euro. Le domande possono essere presentate esclusivamente in modalità telematica entro venerdì 19 marzo.

La riduzione del reddito familiare, valutato nel trimestre marzo, aprile, maggio 2020 deve essere superiore al 20% nei confronti dei rispettivi tre mesi dell’anno 2019. La perdita o diminuzione del reddito familiare possono essere dovute, a titolo esemplificativo e non esaustivo, alle seguenti motivazioni: cessazione o mancato rinnovo del rapporto di lavoro subordinato o atipico (ad esclusione delle risoluzioni consensuali o di quelle avvenute per raggiunti limiti di età); cassa integrazione, sospensione o consistente riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni; cessazione, sospensione o riduzione di attività libero professionale o di impresa registrata; lavoratori o lavoratrici stagionali senza contratti in essere ed in grado di documentare la prestazione lavorativa nel 2019; malattia o grave decesso di un componente del nucleo familiare (anche dovute a cause diverse dal Covid-19).

Sono ammessi al contributo i nuclei familiari Isee in possesso dei seguenti requisiti al momento della presentazione della domanda:

a) cittadinanza italiana; cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea; cittadinanza di uno Stato non appartenente all’Unione europea per gli stranieri che siano muniti di permesso di soggiorno di almeno 1 anno o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ai sensi del D. Lgs. N. 286/98 e successive modifiche;

b) valore Isee ordinario oppure corrente contenuto nell’attestazione emessa dall’Inps nell’anno 2021 non superiore ad € 17.154,00 (graduatoria 1) oppure € 35.000,00 (graduatoria 2). Nel caso non sia disponibile il valore Isee dell’anno 2021 è possibile fare domanda con l’Isee dell’anno 2020;

c) titolarità di un contratto di locazione ad uso abitativo (con esclusione delle categorie catastali A/1, A/8, A/9) redatto ai sensi dell’ordinamento vigente al momento della stipula e regolarmente registrato (in caso di contratto in corso di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, sono ammessi a contributo i contratti con la relativa imposta pagata) oppure titolarità di un contratto di assegnazione in godimento di un alloggio di proprietà di Cooperativa di abitazione con esclusione della clausola della proprietà differita. La sussistenza delle predette condizioni deve essere certificata dal rappresentante legale della Cooperativa assegnante.

I cittadini che desiderino ricevere assistenza nella compilazione on line della domanda possono rivolgersi alle organizzazioni sindacali, ai Caf o ad altri soggetti (enti, associazioni, ecc.) di propria fiducia.

In Emilia-Romagna indice rt a 1,05 e contagi in aumento: “zona arancione” più vicina

E il Governatore Bonaccini invoca misure più restrittive su tutto il territorio nazionale

Bonaccini Gelmini
Bonaccini con il neo ministro Gelmini

L’indice Rt dell’Emilia-Romagna è a 1.05. Lo anticipa Repubblica.it in un articolo a firma Rosario di Raimondo, che ricorda quindi come sia ormai probabile il ritorno alla zona arancione, a partire da domenica 21 febbraio.

Intanto – ricorda sempre Repubblica – il Presidente della Regione Stefano Bonaccini ha sdoganato il lockdown nazionale per fermare le varianti. «Il governo dovrebbe porsi questa domanda: non conviene forse due o tre settimane non dico di lockdown totale come l’abbiamo conosciuto, ma magari un arancione?», ha dichiarato a Piazza Pulita, su La7.

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, che sui social ha scritto che «l’Italia “maculata” non funziona. Non si può cambiare colore e regime di restrizioni ogni tre settimane, da parte di diverse regioni. Bisogna abbassare la curva dei contagi in modo definitivo in tutto il Paese».

Intanto pare certo che il Bollettino di oggi vedrà un ulteriore aumento dei contagi rispetto ai 1.500 in Emilia-Romagna di ieri.

Lavori su due ponti in via Baiona: un anno di cantiere, strada chiusa dopo l’estate

Da marzo manutenzione sui manufatti nel tratto tra la centrale Enel e Porto Corsini. Nel primo periodo transito a senso alternato. Saranno utilizzati anche sommozzatori

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Nelle aree tratteggiate i ponti che dovranno avere manutenzione

È in partenza un intervento da 1,8 milioni di euro, finanziato dal Comune di Ravenna, per il ripristino tecnologico e il risanamento strutturale di due ponti in via Baiona, nel tratto compreso tra lo svincolo che porta alla centrale Enel e l’abitato di Porto Corsini. Considerando la direzione Ravenna-Porto Corsini, il primo ponte interessato è a due campate, lungo 54 metri; il secondo è a cinque campate, di cui quella centrale in acciaio, lungo 130 metri.

Si comincerà con il ripristino strutturale di uno dei due ponti. I lavori avranno inizio con l’allestimento del cantiere che interesserà metà della carreggiata, garantendo la viabilità a senso unico alternato. Per l’esecuzione dei lavori all’intradosso è previsto l’uso di ponteggi per le aree golenali e chiatte galleggianti per le restanti campate. Nella seconda fase saranno completati i lavori di ripristino e in contemporanea si eseguiranno i lavori di ripristino strutturale dell’altro ponte. Sarà sempre garantito il traffico veicolare alternato. Per quanto riguarda il secondo ponte, vista la ridotta luce libera tra l’intradosso delle travi e il pelo dell’acqua, si procederà all’esecuzione delle lavorazioni necessarie con l’ausilio di chiatte galleggianti semisommerse. In assistenza è possibile l’ausilio di una squadra di sommozzatori per le parti dei manufatti immerse (pile e spalle). La durata contrattuale dell’intervento è di 390 giorni naturali e consecutivi (circa 13 mesi) e l’ultimazione è prevista per marzo dell’anno prossimo.

Durante la prima e la seconda fase, il transito dei veicoli avverrà su una sola corsia, a senso unico alternato da semafori; nel corso della terza fase (che inizierà dopo l’estate), sarà necessario interrompere il transito, per consentire l’esecuzione delle lavorazioni da effettuare sul piano viario degli impalcati, e verrà predisposto e comunicato un apposito piano di deviazioni.

Il progetto si inserisce in una più ampia azione di monitoraggio e manutenzione di tutti i ponti del territorio da parte dell’amministrazione comunale e prevede interventi di ripristino tecnologico e risanamento strutturale degli impalcati per ristabilire la funzionalità degli stessi, togliere le limitazioni di portata a 32 tonnellate, attualmente vigenti, e rendere i ponti idonei a sopportare carichi di Prima categoria, ricreando le migliori condizioni di sicurezza possibili per la viabilità.

L’apolide Maestri lancia Ravenna Solidale, «una federazione unica per la sinistra»

L’ex parlamentare al lavoro con Ravenna in Comune, parla del suo progetto di alleanza con il Pd

Andrea Maestri
Andrea Maestri

Ex parlamentare, avvocato, vicepresidente della consulta provinciale antifascista, scrittore a tempo perso, il 46enne Andrea Maestri è forse il volto più noto in città della sinistra cosiddetta alternativa al Pd (lui che nel Pd ci era “nato”).

Inevitabile farci una chiacchierata, una volta scoperto che è al lavoro per costruire il programma di Ravenna in Comune – la lista che in questi cinque anni ha fatto opposizione in consiglio comunale e che al momento si sta interrogando sulla possibilità di valutare un’alleanza con la coalizione di maggioranza di centrosinistra – in vista delle prossime elezioni amministrative.

Maestri, si vuole candidare a sindaco?
«Per carità, no (ride, ndr), se dovesse servire un candidato, quello naturale sarebbe il consigliere uscente Massimo Manzoli. Io mi limito a dare una mano, a titolo personale, come sorta di cerniera tra le due anime che al momento si stanno confrontando all’interno di Ravenna in Comune. Personalmente sono tra quelli che ritengono che un confronto con la coalizione di centrosinistra vada assolutamente fatto, partendo dai programmi».

Crede quindi cha Ravenna in Comune sia compatibile con l’attuale coalizione di maggioranza?
«Ritengo che questa maggioranza sia conservatrice, con pochissimi margini di innovazione e creatività. Ma mi auguro che ci sia il tempo per fare scelte un po’ più coraggiose. Sarebbe bello sperimentare per la città uno schema nuovo».

Con Movimento 5 Stelle e Pri?
«Prima bisognerebbe capire qual è il Movimento 5 Stelle a Ravenna, con Maiolini (consigliere del Gruppo Misto, ndr) per esempio abbiamo molte cose in comune. Il Pri, invece, limita molto la possibilità di ampliare lo schieramento».

Come giudica questi cinque anni di De Pascale e del centrosinistra?
«Senza infamia e senza lode. Abbastanza piatti. Devo dare atto al sindaco di una certa capacità comunicativa e nel tessere relazioni, ma non mi pare ci sia stata una giunta in grado di spiccare per qualche particolare idea o capacità di innovazione. È stata una discreta giunta di centrosinistra, nulla più, molto allineata alle vecchie».

In che cosa chiede invece un cambio di passo?
«Nelle persone innanzitutto. In tanti anni di politica mi sono reso conto che più che i partiti, contano le persone, che devono però essere messe nelle condizioni di incidere. Faccio un esempio: l’assessora Valentina Morigi è molto in gamba, molto capace, ma non si è potuta esprimere al meglio, non ha avuto margine di manovra. L’impressione è che il Pd sia ancora una forza troppo influente, con l’obiettivo della conservazione, anche in senso buono per carità, visto che sul territorio è stato possibile mantenere comunque uno stato sociale inclusivo. Ma per la mia città, dopo questa pandemia, questa crisi economica, le fratture sociali, spero in qualcosa di veramente coraggioso, in grado di dare voce al nuovo proletariato, che è composto anche da molti colleghi, liberi professionisti».

Qual è quindi il suo appello alla sinistra in vista delle Amministrative?
«Io credo sia necessario avere il coraggio di abbandonare i propri recinti, i simboli, per costruire un progetto davvero di tutta la sinistra ravennate, in grado di federare tante forze sotto un unico comune denominatore che è quello della solidarietà. Ecco, vorrei lanciare l’appello per la nuova Ravenna Solidale, in grado di unire Rifondazione e i Fridays for Future, Ravenna Coraggiosa e le Sardine, Ravenna in Comune e le associazioni di volontariato».

Ma Rifondazione ha già detto di voler correre contro il centrosinistra mentre Ravenna Coraggiosa nasce come lista a sostegno di De Pascale…
«Con il rischio che diventi solo una tra le altre liste a sostegno del sindaco uscente. Mentre il rischio per Rifondazione è continuare a fare battaglie solo di testimonianza. Un’unica federazione di sinistra non deve essere “anti”, contro il Pd, anche per una mera questione matematica: se si vuole incidere sulle decisioni politiche, è necessario avere maggiore rappresentanza. Un’unica Ravenna Solidale, ecologista e progressista, contribuirebbe invece a spostare un po’ più a sinistra l’azione di governo della città. Una volta costruito questo progetto si dovrà per questo motivo lavorare per trovare un’alleanza con la coalizione di De Pascale, sulla base dei programmi».

Lei al momento a quale partito si sente più vicino a livello nazionale?
«Mi definisco un apolide della sinistra, rivendico questa mia non appartenenza a nessun gruppo o partito e quindi a tutti. Le loro battaglie sono anche le mie. Sto semplicemente cercando di dare il mio piccolissimo contributo per far avvicinare le isole dell’arcipelago della sinistra».

Cosa ne pensa del nuovo Governo Draghi?
«Non posso che provare molta, molta freddezza, come ho sempre vissuto con molta freddezza il passo indietro della politica davanti ai tecnici, all’alta burocrazia. Sappiamo tutti cosa incarna Draghi, è intuibile dalla sua storia: non certo una persona affezionata a temi che stanno a cuore alla sinistra. Oltretutto potrà agire praticamente senza opposizione. Lo spero, ma non credo che sarà particolarmente innovativo nelle scelte rivolte alla popolazione più in difficoltà, da grande banchiere qual è. Ma Draghi è solo il frutto dell’inadeguatezza dei leader della sinistra italiana, che mancano di coraggio e visione: più comodo trovare un loro sostituto…».

E Renzi? Ha lavorato per Draghi?
«Credo si lavorasse in molti ambienti al superamento del governo giallorosso, verso cui ho provato una sorta di amore-odio. E che Renzi abbia eseguito il mandato di gruppi di potere che spingono da mesi per l’avvento di un nuovo governo di questo tipo».

Cosa ricorda della sua avventura in Parlamento?
«Un’esperienza positiva: quando si ha la passione della politica è fantastico poter avere la possibilità di concretizzarla attraverso progetti di legge, così come poter interrogare un ministro su temi ampi, per esempio. Mi sono potuto occupare di temi a me cari come i diritti della magistratura onoraria, dei carcerati, delle donne detenute con minori, di casa, antifascismo, laicità. E credo da “secchione” come mio solito, sempre presente».

Cosa non funziona, nella macchina parlamentare?
«Ci sono alcuni meccanismi, come il funzionamento delle commissioni, in cui si percepisce la primazia del Governo, lo spazio limitato che hanno i singoli parlamentari. A maggior ragione quelli di opposizione. In questo senso la cosa più dolorosa è stato l’aver dovuto avere a che fare con l’abuso della decretazione di urgenza, con la fiducia che tronca il dibattito parlamentare. Auspicherei molto il ritorno a un parlamentarismo vero. Che dovrebbe essere favorito da un sistema proporzionale, in grado di garantire maggiore rappresentanza».

Dalla Regione 30 milioni per promuovere il turismo. La Hunziker tra i testimonial

Saranno realizzati due spot per le principali emittenti televisive

Iron Ciapet HunzikerSi riaccendono le luci sul turismo emiliano-romagnolo. Frenata e penalizzata dall’emergenza Covid-19, l’industria turistica della Regione si prepara a ripartire all’insegna della sicurezza e della flessibilità, grazie a una nuova strategia della Regione – oltre 30 milioni di euro di investimenti in tre anni -, che parte dal mercato interno per poi guardare all’Europa.

Un investimento che consentirà di attivare un bando europeo sulla comunicazione per oltre 20 milioni di euro, anche grazie al contributo delle Destinazioni Turistiche, che garantirà campagne di promozione a tutto tondo su media tradizionali e digitali per il mercato italiano ed estero.

E ancora testimonial e personaggi illustri amici dell’Emilia Romagna – come Stefano Accorsi, Alberto Tomba, Paolo Cevoli, Davide Cassani, Andrea Delogu, Simona Ventura, Giovanni Terzi e Michelle Hunziker – per trainare la ripartenza, due spot tv – uno rivolto alle città d’arte e cultura della Regione con protagonista Stefano Accorsi e l’altro dedicato alla Riviera romagnola con un noto personaggio televisivo che sarà annunciato nei prossimi giorni – e una campagna tv sulle reti nazionali dei paesi di lingua tedesca.

Motor, Food e Wellness Valley, natura, ecosostenibilità, wellness, bike, cultura, grandi eventi, fiere e testimonial sono gli asset al centro delle azioni di promo–commercializzazione che mirano a rilanciare il turismo regionale.

Per la promozione triennale 2021-23 sono previsti 30 milioni di euro di risorse iniziali – 10 milioni all’anno – che saranno ulteriormente integrate da successivi investimenti da parte degli assessorati regionali.

Per il 2021 le azioni sono rivolte al mercato italiano e ai paesi europei di prossimità (Germania, Svizzera, Francia, Austria – Tirolo, Polonia e Russia), tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 è prevista una graduale apertura ai mercati internazionali.

Confermata anche la partecipazione dell’Emilia-Romagna alle fiere di settore TTG Rimini dal 13 al 15 ottobre 2021 e WTM Londra dal 1 al 3 novembre 2021.

Apt Servizi in sinergia con le tre Destinazioni Turistiche (Emilia, Bologna Metropolitana e Modena, Visit Romagna), gli operatori regionali e i vettori che operano collegamenti internazionali (dai voli aerei al Treno Monaco-Rimini Deutsche Bahn) avvierà, inoltre, azioni di promozione sui media tradizionali (tv, radio e carta stampata) e sul web, per complessivi 20 milioni di euro.

Al centro delle campagne pubblicitarie ci saranno anche gli eventi celebrativi del 2021: dalle manifestazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri a Parma Capitale Italiana della Cultura 2020-2021, fino al centenario di Federico Fellini avviato lo scorso anno.

Campagna di comunicazione tra spot tv e web

Nell’ambito della campagna di comunicazione rivolta al mercato nazionale, saranno realizzati due spot per le principali emittenti televisive: il primo dedicato all’offerta di arte e cultura della Regione con il testimonial Stefano Accorsi e il secondo sarà incentrato sulla Riviera romagnola e vedrà coinvolto un altro importante personaggio televisivo, la cui identità sarà ufficializzata nelle prossime settimane. Prosegue inoltre la comunicazione web con Paolo Cevoli, protagonista di un nuovo format ispirato ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Sul fronte estero è prevista un’importante campagna tv sulle reti nazionali dei paesi di lingua tedesca, con sette settimane di programmazione tra aprile e giugno.

Confermato, infine, il ruolo di promozione affidato ai testimonial della Regione e personalità illustri amiche dell’Emilia-Romagna come Alberto Tomba, Davide Cassani, Andrea Delogu, Simona Ventura e Giovanni Terzi e Michelle Hunziker.

Coronavirus: in un anno in provincia 18mila casi di cui 800 sono morti

L’aggiornamento quotidiano sulla diffusione del Covid

Con le 101 nuove positività e tre decessi di oggi, 18 febbraio, il totale di persone positive al coronavirus in provincia di Ravenna supera 18mila di cui ottocento sono deceduti. Tutto questo quando fra pochi giorni sarà passato un anno esatto dal primo caso diagnosticato, un giovane calciatore di Lugo. I casi di oggi si riferiscono a 1.565 tamponi analizzati e quindi un tasso di positività del 6,5 percento.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 240.650 casi di positività, 1.565 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.633 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,3%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 306.233 dosi; sul totale, 128.988 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 564 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 551 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 723 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41 anni.

Sui 564 asintomatici, 369 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 50 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 8 con gli screening sierologici, 18 tramite i test pre-ricovero. Per 119 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 428 nuovi casi; seguono Modena (233), poi Reggio Emilia (173) e Rimini (152); quindi Imola (116), Cesena (106), Parma (102), Ravenna (101). Infine, Ferrara (64), Forlì (47) e Piacenza (43).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.734 tamponi molecolari, per un totale di 3.237.722. A questi si aggiungono anche 453 test sierologici e 13.899 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.871 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 195.481.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 34.929 (-333 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 32.858 (-326), il 94,1% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 27 nuovi decessi: 1 a Piacenza (un uomo di 82 anni); 2 in provincia di Parma (entrambi uomini, di 63 e 72 anni); 4 a Reggio Emilia (2 donne, di 77 e 84 anni, e 2 uomini, di 63 e 92 anni); 3 nella provincia di Modena (una donna di 90 anni e 2 uomini, di 80 e 85 anni); 5 in provincia di Bologna (tutti uomini, di 82, 85, 90, 91, 92 anni); 4 nel ferrarese (3 donne, di 88, 94 e 99 anni, e un uomo di 63 anni); 3 nel ravennate (2 donne, di 83 e 86 anni, e un uomo di 89 anni); 5 nel riminese (3 donne, di 86, 91 e 93 anni, e 2 uomini, di 83 e 95 anni). Nessun decesso nella provincia di Forlì-Cesena.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.240.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 181 (+5 rispetto a ieri), 1.890 quelli negli altri reparti Covid (-12).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 7 a Parma (-2), 17 a Reggio Emilia (-1), 39 a Modena (+4), 56 a Bologna (+2), 10 a Imola (-1), 16 a Ferrara (+1), 4 a Ravenna (+1), 2 a Forlì (invariato), 5 a Cesena (+1) e 15 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: a Piacenza 19.420 (+43 rispetto a ieri, di cui 25 sintomatici), 16.691 a Parma (+102, di cui 74 sintomatici), 31.181 a Reggio Emilia (+173, di cui 99 sintomatici), 42.065 a Modena (+233, di cui 117 sintomatici), 48.220 a Bologna (+428, di cui 312 sintomatici), 8.191 casi a Imola (+116, di cui 72 sintomatici), 14.034 a Ferrara (+64, di cui 17 sintomatici), 18.059 a Ravenna (+101, di cui 71 sintomatici), 9.178 a Forlì (+47, di cui 30 sintomatici), 10.809 a Cesena (+106, di cui 88 sintomatici) e 22.802 a Rimini (+152, di cui 96 sintomatici).

Due marinai scappano di notte da una nave in porto per chiedere asilo politico

Di nazionalità siriana, assunti a bordo di un mercantile: li ha trovati la guardia di finanza e ora faranno richiesta di protezione internazionale

Due uomini siriani, assunti come marinai a bordo di un mercantile ormeggiato in porto a Ravenna, sono scappati dalla motonave durante la notte con l’intenzione di chiedere protezione internazionale in Italia. È stata la guardia di finanza, con i militari della seconda compagnia, a individuarli: in collaborazione con la questura sono state avviate le procedure per le richieste di asilo.

Parco eolico in mare: opera da un miliardo di euro per 65 turbine alte 140 metri

Il progetto Agnes promosso da Qint’x e Saipem sta attraversando la fase autorizzativa: i lavori potrebbero iniziare nel 2024. Si produrrebbe l’energia elettrica necessaria alle famiglie di tutta la Romagna

Agnes
Rendering parco eolico

L’energia elettrica necessaria per mezzo milione di famiglie, quante sono quelle residenti nelle tre province della Romagna, potrebbe essere prodotta nel mare al largo della costa di Ravenna con 65 pale eoliche e 60 ettari di pannelli solari galleggianti. È un progetto con un costo di realizzazione che supera il miliardo di euro. A proporlo è la Agnes, società nata dalla Qint’x di Fornace Zarattini con la collaborazione del colosso internazionale Saipem del gruppo Eni.

A breve partirà il percorso per ottenere le concessioni, a partire dal ministero. Se non ci saranno rallentamenti, i lavori potrebbero cominciare nel 2024. Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, si è schierato apertamente a favore: «Il Comune sostiene questa idea senza se e senza ma, il nostro appoggio è pieno, convinto e solidale».

I dettagli del maxi hub di energia green sono stati illustrati stamani, 18 febbraio, in un incontro al Palazzo dei Congressi a Ravenna con i rappresentanti delle imprese coinvolte.

Le turbine saranno alte 140 metri con un diametro di 220 e una potenza di 8 MGw. Saranno installate in due aree: 15 di fronte a Punta Marina e 50 di fronte a Porto Corsini. La più vicina a terra a circa dieci miglia nautiche (18 km), il resto oltre le 13. Una distanza che secondo i progettisti mitiga l’impatto visivo: i rendering elaborati mostrano gli aerogeneratori appena percebili sulla linea dell’orizzonte. Sarà poi costruita una piattaforma galleggiante alta tre metri per il fotovoltaico e una delle esistenti piattaforme estrattive per idrocarburi in dismissione verrà riconvertita per la produzione di idrogeno, alimentata da una parte dell’energia eolica (si potrebbe avere l’idrogeno necessario per movimentare duemila autobus). Tutte le turbine saranno collegate da un cavo sottomarino che arriverà a terra a Porto Corsini e poi raggiungere interrato la centrale elettrica “Canala” nei pressi di Piangipane.

Al momento le elaborazioni progettuali si basano su stime da studi sulle velocità del vento in quell’area di mare. Nel corso del 2021 verranno fatte misurazioni vere per definire meglio la tipologia di generatori da realizzare. Ma la tecnologia attuale è già pronta per le potenzialità dell’Adriatico: «Avremo venti a 6-7 metri al secondo – spiega Alberto Bernabini di Qint’x – ma le turbine moderne sono in grado di essere efficienti anche queste velocità. Non servono i grandi venti dei mari del Nord Europa».

I costruttori delle turbine si insedieranno nell’area industriale del porto. Ai promotori l’idea piace perché si riduce la filiera produttiva e quindi i costi. Alla politica locale l’idea piace perché significa posti di lavoro e opportunità per il mondo universitario e la ricerca. Più in generale, la vicinanza dello scalo portuale è vista come un grande vantaggio a favore dell’investimento. Sia per le competenze di questo territorio in materia energetica, sia per la riduzione delle distanze per il trasporto di materie prime e prodotti energetici.

La particolarità del progetto Agnes, secondo i suoi progettisti, sta nella scelta delle aree: abbastanza lontano dalla costa – anche più di quanto richiesto dalla normativa – per non avere un impatto visivo che possano danneggiare il turismo. Il motivo per cui a Rimini un progetto analogo è stato respinto. Ma De Pascale addirittura ribalta la prospettiva: «Le immagini di questo parco eolico finiranno sulle brochure promozionali del turismo ravennate. Questo può essere un grande motivo di marketing: potremo proporci come un territorio che offre un turismo di qualità e una energia pulita». All’insegna del pragmatismo: «L’energia serve e da qualche parte bisogna produrla altrimenti dovremmo rinunciare agli stili di vita moderni. Per questo dobbiamo ragionare in termini di minor impatto paesaggistico possibile».

Report settimanale dell’Ausl: i ricoveri per Covid in Romagna sono in forte calo

In terapia intensiva un terzo delle persone rispetto al 18 gennaio

infermiere assistenza malatiIl consueto report settimanale dell’Ausl (riferito al periodo dall’8 al 14 febbraio e a tutto il territorio romagnolo) mostra un numero dei nuovi casi in leggero aumento, ma un ulteriore calo dei ricoverati, anche in terapia intensiva.

«I dati settimanali, commenta Mattia Altini, direttore sanitario di Ausl Romagna – confermano un trend di sostanziale stabilità del quadro epidemiologico. Un dato incoraggiante lo possiamo ricavare dall’ulteriore calo dei ricoveri registrato anche in questa settimana. Ma il virus continua a circolare  e come confermato  dal sequenziamento eseguito dal laboratorio di Pievesestina, anche sul nostro territorio è stata rilevata presenza della variante inglese. Ecco perché occorre mantenere alto il livello di attenzione, rispettando rigorosamente le linee guida sulla sicurezza, che non ci stancheremo di ripetere , sono incentrate sull’uso della mascherina, igiene e distanziamento».

In particolare, i ricoveri per Covid registrati il 15 febbraio in tutta la Romagna erano 364, quasi la metà rispetto al picco di 621 registrato a fine dicembre. Di questi, solo 16 in terapia intensiva, contro i 45 (dato più alto degli ultimi mesi) che si registravano il 18 gennaio. La percentuale dei ricoverati in terapia intensiva sul totale dei ricoverati Covid è scesa al 4,4 percento. Lo scorso 18 gennaio il picco, con il 7,7 percento.

C’è un positivo nel gruppo: Sanremo a rischio per gli Extraliscio di Mauro Ferrara

Si tratta di Moreno il Biondo. Tra dieci giorni nuovi tamponi decisivi

222134913 73d52c83 7517 416f 8af4 5ebff85673e7Primo positivo tra i cantanti in gara al festival di Sanremo, a meno di due settimane dal via della manifestazione. Moreno Conficconi, il Biondo, degli Extraliscio, è risultato nel pomeriggio di ieri (17 febbraio), prima di entrare al Teatro Ariston per le prove, positivo al tampone rapido.

Tutta la band, composta anche da Mirco Mariani e dal lughese Mauro Ferrara (che abbiamo intervistato nell’ultimo numero del nostro giornale) ai quali si aggiunge il feat con Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, è ora in quarantena in attesa del tampone molecolare. Avviato anche il tracciamento dei possibili contatti avuti dagli artisti.

Il regolamento prevede tra le cause di ritiro la positività o la quarantena causa Covid. Se il tampone degli Extraliscio dovesse risultare negativo tra dieci giorni rientrerebbero in gara.

«Fortunatamente mancano 15 giorni al festival: sono state spostate in avanti le prove degli Extraliscio, ci auguriamo che tutto possa rientrare e che possano essere presenti in gara». Così Amadeus, a Radio2 Social Club, a commento della notizia.

«È stato attivato il protocollo – ha spiegato Amadeus – con i tamponi agli altri componenti del gruppo: oggi (18 febbraio, ndr) si saprà il risultato. Se risulteranno negativi, dovranno fare una settimana di quarantena. Attendiamo il tampone molecolare della persona risultata positiva». (ANSA.it)

I comunisti in piazza a Ravenna contro il governo «del banchiere Draghi»

Sit-in di Rifondazione il 20 febbraio contro un esecutivo definito «espressione del mondo delle grandi imprese e di Comunione e Liberazione»

Draghi De Pascale
Draghi con il sindaco De Pascale durante le consultazioni

Rifondazione Comunista scende in piazza contro il Governo Draghi. E invita a partecipare «tutte le forze politiche democratiche e di sinistra, le associazioni, i singoli cittadini, i pensionati, i lavoratori».

L’appuntamento è per sabato 20 febbraio alle 10 in piazza del Popolo, a Ravenna, per un sit-in «in disaccordo con la formazione del governo presieduto del banchiere Draghi», definito in una nota inviata alla stampa «una schifezza inguardabile».

«E non solo per i ministri politici su cui è impossibile non ironizzare – continua Rifondazione –, ma ancor di più per il profilo di quelli tecnici, espressione del mondo delle grandi imprese, della ricerca e delle università private e di Comunione e Liberazione».

«Il sostegno di M5S e LeU – si legge ancora nella nota stampa – dimostra che in parlamento non ci sono forze di rottura né di sinistra. Questo governo non è il male minore ma il peggio che avanza. Contro questo governo neoliberista l’unica scelta di sinistra è l’opposizione sociale e politica».

Muratore non ha dichiarato 355mila euro: confiscati appartamento e garage

Un faentino condannato a 10 mesi. Sequestrati beni per 138mila euro

Guardia Di FinanzaI finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, hanno dato esecuzione alla sentenza con la quale il Giudice monocratico del Tribunale di Ravenna ha condannato a 10 mesi di reclusione e disposto la confisca di beni nei confronti di un muratore di Faenza che ha omesso per più anni di presentare le previste dichiarazioni dei redditi.

Il provvedimento è stato adottato sulla scorta della verifica fiscale svolta nel 2017 dai militari della compagnia di Faenza che ha consentito di ricostruire il volume d’affari della ditta edile controllata e i redditi conseguiti dall’imprenditore e occultati al fisco, stimati in 355.000 euro, da cui sono scaturite imposte evase nette per 138.000 euro.

Dall’attività ispettiva è poi scaturita la segnalazione all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme non versate all’erario, nonché la denuncia del titolare della ditta alla Procura della Repubblica di Ravenna per il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali.

Il relativo procedimento penale si è ora concluso con il patteggiamento della pena da parte dell’imputato e, considerato che lo stesso in questi anni non aveva ancora provveduto a ripianare il suo debito tributario, con la confisca dei beni nella sua disponibilità per la parte pari all’accertato “profitto del reato”.

Sono stati così confiscati due immobili (un appartamento e un garage) intestati al condannato.

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