mercoledì
01 Luglio 2026

«La Corte dei Conti indaghi sulle spese dell’Ausl per i vaccini al Pala De Andrè»

Il consigliere comunale Ancisi (Lpr) rende pubblici i costi per l’uso degli spazi per tre mesi: 210 mila euro a Ravenna, 90mila a Forlì, 72mila a Rimini

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAUn consigliere comunale di opposizione a Ravenna, Alvaro Ancisi di Lpr, chiede che la Corte dei Conti indaghi sul contratto firmato dall’Ausl Romagna per utilizzare il Pala De Andrè di Ravenna come sede per le vaccinazioni anti-Covid. Ancisi sottolinea l’enorme differenza della cifra pagata dalla sanità pubblica per la struttura ravennate se confrontata con analoghi spazi nelle altre due province romagnole con popolazione residente simile: per il trimestre gennaio-marzo 210mila euro a Ravenna, 72mila al Pala Fiera di Rimini, 90mila al Pala Fiera di Forlì (in quest’ultimo caso vanno aggiunti anche 30mila euro una tantum per lavori di adeguamento degli spazi, utili anche per successive proroghe contrattuali).

«Tutti tre i contratti, redatti sullo stesso modello per analoghi bacini di popolazione e firmati da uno stesso dirigente dell’Ausl, rispondono ai requisiti e alle necessità definiti preventivamente dalla Regione: è difficile accettare che la spesa per Ravenna debordi tanto clamorosamente».

Il decano dell’opposizione segnala che la fondazione Villaggio del Fanciullo avrebbe messo a disposizione il suo palazzetto da 1.600 mq chiedendo solo le spese di riscaldamento.

Ancisi aveva già presentato un’interrogazione al sindaco in consiglio comunale. La risposta è arrivata da Tiziano Carradori, dg dell’Ausl: «Si sostiene di avere scelto a scatola chiusa il Pala De André sulla base di indicazioni dell’Unione Europea, connesse alla crisi Covid, secondo cui sarebbe consentito alle amministrazioni pubbliche di “effettuare acquisti anche nel giro di giorni o addirittura di ore, se necessario”. Ciò non legittima però che sia stata evitata la benché minima ricerca di locali meno costosi, altrettanto o anche più adatti allo scopo, attuabile facilmente pubblicando da un giorno all’altro un avviso sui quotidiani locali. Il tempo c’è stato, dato che la nota della Regione è del 17 dicembre con avvio del servizio previsto nei primi giorni di gennaio. Non si trattava affatto di “offerte improbabili”, come scrive l’Ausl. A Forlì sono bastati 900-1.000 metri quadrati, tra ingresso, hall e una sala conferenze, per soddisfare le medesime esigenze richieste dalla Regione. Non di più probabilmente a Rimini, dove è stata affittata la sola hall dell’ingresso alla Fiera sulla via Emilia».

Il consigliere comunale solleva il caso chiedendo che a fine marzo si valuti meglio la situazione: «Il contratto per il De André è rinnovabile di mese in mese, alle stesse condizioni, fino al perdurare del periodo di Emergenza SARS-Cov-2. Se Lista per Ravenna non avesse fatto scoppiare il caso con una vera e propria inchiesta, ogni rinnovo sarebbe stato liscio. Ora il direttore generale dell’Ausl sa come fare affinché lo scandalo giuntogli da Ravenna non si moltiplichi».

Anche l’ex marito, indagato, al funerale di Ilenia Fabbri

Le amiche della donna uccisa a Faenza si sono presentate con scarpe rosse ai piedi, simbolo contro la violenza di genere

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Il messaggio della figlia sul mazzo di fiori lasciato a casa nei giorni scorsi

Sono stati celebrati nella tarda mattinata di ieri (15 febbraio) alla chiesa del cimitero dell’Osservanza di Faenza, i funerali di Ilenia Fabbri, la 46enne sgozzata intorno alle 6 del 6 febbraio nel suo appartamento di via Corbara nella città romagnola.

Ad accogliere il feretro in arrivo dall’obitorio di Ravenna, dove all’indomani del delitto era stata eseguita l’autopsia, c’erano alcune delle amiche più strette della vittima, tutte con scarpette rosse ai piedi simbolo della lotta alla violenza di genere.

Durante la cerimonia, che si è tenuta in forma strettamente privata, la figlia convivente della 46enne, Arianna, ha letto un messaggio in ricordo della madre.

Alcuni dei presenti hanno notato anche l’ex marito, il 53enne Claudio Nanni indagato a piede libero per omicidio volontario pluriaggravato in concorso con persona ignota: l’uomo a loro avviso sarebbe entrato da un accesso più defilato per evitare un eventuale assalto mediatico.

In ogni caso fuori dal cimitero c’erano diversi agenti della polizia a garantire il regolare svolgimento del funerale. (ANSA.it)

Faenza, incendio al centro commerciale Le Maioliche – FOTO

 

Attimi di paura nella serata del 15 febbraio, poco prima le 19, al centro commerciale Le Maioliche di Faenza.

Un incendio divampato in un negozio di pelletteria (Carpisa) ha infatti causato la propagazione del fumo all’interno della galleria.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia locale. Nessun ferito grave, solo alcuni controlli per presunte intossicazioni.

Il centro commerciale è stato evacuato.

Ancora ignote le cause del rogo.

Covid: in provincia altri 66 casi e due morti. In terapia intensiva tre ricoverati

La percentuale di positività sui tamponi è del 10 percento ma la domenica vengono esaminati meno test

42 Virus010920 Covid Mascherina Tampone Tamponi 02La provincia di Ravenna registra oggi, 15 febbraio, 66 nuovi casi di coronavirus. Il numero è piuttosto basso ma corrisponde comunque al 10 percento dei tamponi: sono infatti 663 quelli processati dai laboratori dell’Ausl. Ricordando però che abitualmente la domenica vengono esaminati meno test. Il totale delle diagnosi in un anno di pandemia è 17.752. La Regione ha inoltre comunicato due morti (il totale si avvicina a 800) e 65 guarigioni (in totale più dell’80 percento dei positivi). Ultimo dato significativo: in terapia intensiva solo tre pazienti con Covid.

Dall’inizio dell’epidemia in tutta l’Emilia-Romagna si sono registrati 237.123 casi di positività, 1.391 in più rispetto a ieri, su un totale di 12.058 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’11,5%, non indicativa dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati che la domenica è inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, nei festivi soprattutto quelli molecolari vengono fatti soprattutto su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.

Sui 630 asintomatici, 315 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 43 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 21 con gli screening sierologici, 11 tramite i test pre-ricovero. Per 240 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 400 nuovi casi; poi Modena (291), Cesena (110), Rimini (103), Imola (94); quindi Reggio Emilia (85), Ferrara (72), Parma (70), Ravenna (66). Seguono le province di Piacenza (51), e Forlì (49).

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.718 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 189.406.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 37.570 (-348 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 35.426 (-410), il 94,3% del totale dei casi attivi.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.147.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 172 (+1 rispetto a ieri), 1.972 quelli negli altri reparti Covid (+61).

Vaccini per gli over 85, quasi 2mila prenotazioni a Ravenna in poche ore

E la Regione ricorda che basta il codice fiscale

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAQuasi 28mila prenotazioni (27.779) in poche ore. È partita questa mattina la campagna vaccinale per le persone con 80 anni e più in Emilia-Romagna, con la possibilità di prenotare da oggi per coloro che hanno 85 anni e più e dal 1^ marzo per i cittadini nati dal 1937 al 1941 (compresi).

Alle ore 11 erano state effettuate circa 13mila prenotazioni a Bologna e provincia, 1.020 a Imola, 500 a Piacenza, 1.327 a Parma, 1.500 a Reggio Emilia, 2.850 a Modena, 1.750 a Ferrara. Infine, 5.832 i prenotati nel territorio di competenza dell’Ausl Romagna, così distribuiti: 1.194 a Cesena, 1.472 a Rimini, 1.804 a Ravenna, 1.362 a Forlì.

Sono in via di risoluzione alcuni problemi registrati sulla piattaforma Cupweb e l’Ausl Romagna è al lavoro per risolvere qualche criticità temporanea.

La Regione ricorda che, per prenotarsi, bastano i dati anagrafici o il codice fiscale, nient’altro. Tutte le informazioni sulle modalità di prenotazione sono consultabili a questo link: http://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/

Tre pasticcerie di Ravenna si sfidano in tv

 

Cake Star Ravenna“Cake Star”, talent show culinario in onda sul canale satellitare Real Time, fa tappa a Ravenna.

Venerdì 19 febbraio, alle 21.20, va infatti in onda la puntata del programma registrata nella città bizantina e che vedrà sfidarsi tre pasticcerie del centro storico.

Si tratta della Dante di via Port’Aurea, della Veneziana di via Salara e della Ferrari di via Gordini.

A condurre il programma sono il pasticciere Damiano Carrara e l’attrice comica Katia Follesa

A Bagnacavallo inaugura una mostra: l’epica di Giulio Ruffini alle Cappuccine

Dal 18 febbraio al museo civico l’esposizione curata da Diego Galizzi

Giulio Ruffini StudioA pochi giorni dalla riapertura dei musei, il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo annuncia il primo importante progetto espositivo del 2021 che sarà dedicato a una delle figure che più hanno contribuito a dare un volto e un’identità alla Romagna attraverso l’arte: Giulio Ruffini.

La mostra Giulio Ruffini. L’epica popolare e l’inganno della modernità (1950-1967) aprirà al pubblico giovedì 18 febbraio e sarà il primo di una serie di appuntamenti espositivi che si svolgeranno nel corso dell’anno in diverse città della regione per celebrare il centenario della nascita dell’artista, scomparso nel 2011.

La mostra bagnacavallese, curata dal direttore del museo Diego Galizzi, ripercorrerà i primi anni della lunga carriera del pittore di origine bagnacavallese, quelli che vanno dalla sua formazione presso la scuola di arti e mestieri di Luigi Varoli fino al 1967, un anno “cruciale” per Ruffini, un passaggio che cambierà il successivo corso del suo percorso artistico portandolo verso una poetica introspettiva, tutta giocata sulla memoria e sulla nostalgia.

1 CrocifissioneIl percorso espositivo costruito al museo di Bagnacavallo riunisce per la prima volta, offrendoli alla diretta esperienza dei visitatori, i dipinti che più hanno caratterizzato questo periodo. Sono più di settanta le opere presenti in mostra, provenienti da decine di collezioni pubbliche e private, tra le quali spiccano la Pietà per il bracciante assassinato (1952), opera vincitrice del Premio Suzzara che ha dato a Ruffini notorietà a livello nazionale, la superba Crocifissione del 1954 di marcato stampo guttusiano, e i tre dipinti con i quali l’artista ha partecipato alla XXVII Biennale di Venezia.

«In queste opere – commenta il curatore Diego Galizzi – prende vita la Romagna delle campagne e dei braccianti, restituita con uno sguardo da documentazione diretta e partecipe, uno sguardo potremmo dire “militante”, appassionato, dal sapore diverso rispetto a quello un po’ da rivisitazione nostalgica che caratterizzerà le sue immagini dei decenni successivi. Mai come in questi anni – prosegue Galizzi – il suo personale racconto popolare riesce a ritagliarsi un ruolo di primo piano nelle dinamiche dell’arte nazionale, in particolar modo nell’ambito dei fermenti neorealisti dei primi anni Cinquanta».

Uno degli aspetti più interessanti della mostra bagnacavallese è la messa in luce di uno dei volti forse meno noti dell’artista, quello di ricercatore instancabile, a cui a un certo punto della sua carriera non basta più la descrizione del “suo” mondo attraverso i codici figurativi della fedeltà al vero, ma sperimenta altre vie, che lo portano a misurarsi con linguaggi più aggiornati come quello dell’informale, tenendo però al centro della sua attenzione l’uomo e la sua dignità, rivendicandone i diritti e allo stesso tempo facendosi carico dei suoi patimenti, delle angosce e dei soprusi imposti dalla nascente civiltà industriale.

La mostra, promossa dal Comune di Bagnacavallo, rappresenta la prima tappa di un’antologica che toccherà poi Bologna, Rimini, Faenza, Lugo e Ravenna, dove saranno approfonditi altri periodi della straordinaria produzione artistica di Ruffini, Un testimone del nostro tempo, come recita il titolo del ciclo di mostre e di eventi collaterali in cui si inserisce, a cura dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dell’Associazione Percorsi e del circolo Arci di Mezzano, con il patrocinio del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna.

Resterà aperta al pubblico fino al 2 maggio con i seguenti orari: da lunedì a mercoledì ore 15-18; giovedì ore 10-12 e 15-21; venerdì ore 10-12 e 15-19. Chiusa sabato, domenica e festivi.

Gli orari potrebbero estendersi anche al fine settimana nel momento in cui le disposizioni anti-Covid lo consentiranno. Si consiglia di controllare il sito internet www.museocivicobagnacavallo.it.

Ingresso gratuito.

Nel Ravennate verificati altri 95 nuovi positivi. Quattro le vittime, tutte donne

In regione i contagiati sono 1.324, i decessi 41. Invariato il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva

Medici Infermieri CoronavirusPer il territorio provinciale di Ravenna oggi si sono registrati 95 casi di contagio da Covid: si tratta di 48 maschi e 47 femmine; 40 asintomatici e 55 con sintomi; 93 in isolamento domiciliare e 2 ricoverati. Di questi casi sono stati rilevati 55 da contact tracing; 27 per sintomi; 11 per test volontari e tramite 2 test per rientro dall’estero.
I tamponi eseguiti sono stati 1.821.
Sono stati riscontrati anche 4 decessi, tutte pazienti di sesso femminile di 73, 82 e due di 87 anni.
D’altra parte sono state verificate circa 70 guarigioni.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono 17.686.

Per quanto riguarda invece il territorio regionale il numero dei positivi ammonta a 1.324 in più rispetto a ieri, su un totale di 16.816 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 7,8%, in linea con i giorni festivi, quando il numero di tamponi effettuati è inferiore e quelli molecolari vengono fatti soprattutto su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 311 nuovi casi e Modena (229); poi Rimini (126), Reggio Emilia (121), Ravenna (95), Parma (90), il territorio di Cesena (76), Ferrara (74), il circondario di Imola (72). Seguono Piacenza (67) e la zona di Forlì (62).

Aumenta ripsetto a ieri il numero dei decessi, oggi a quota 41: 10 a Bologna, 10 a Rimini, 5 a Ferrara, 4 a Modena, 4 a Ravenna , 4 in provincia di Forlì-Cesena, 3 a Piacenza . Nessun decesso nelle province di Reggio Emilia e Parma, mentre si registra un decesso extra Emilia-Romagna (un uomo di 82 anni).
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.126.

Stabile il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: 171, aumentano invece a 1.911 quelli negli altri reparti Covid (+23 rispetto a ieri). Sul territorio regionale, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (-2 rispetto a ieri), 9 a Parma (-1), 19 a Reggio Emilia (+2), 35 a Modena (+1), 49 a Bologna (+2), 10 a Imola (invariato), 17 a Ferrara (-1), 3 a Ravenna (invariato), 2 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (-1) e 15 a Rimini (invariato).

Per quanto riguarda infine la campagna vaccinale, finora in Emilia- Romagna sono state somministrate complessivamente 286.272 dosi, 126.183 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

 

La Pigna ci prova: «Centro destra unito a Ravenna per spodestare De Pascale»

Appello firmato da presidente e coordinatore, Bucci e Ticchi, della lista civica di opposizione che corre per la sfida della poltrona a sindaco di Ravenna nel 2021

La lista civica di opposizione ravennate La Pigna, dopo aver messo a punto la “locomotiva“ della candidata a sindaco per le prossime elezioni amministrative, la capogruppo della formazione politica in consglio comunale, Veronica Verlicchi, prova a trainare il convoglio delle forze antagoniste del centro destra – per ora incerte e sparse – nella contesa locale per il governo della città.

L’appello, intitolato “Ravenna deve voltare pagine”, inviato alla stampa, e riportato in un video postato dalla lista civica su YouTube, è firmato dal presidente de La Pigna, l’imprenditore Maurizio Bucci, dal coordinatore Roberto Ticchi e da Alecs Bianchi, presidente della Rete Civica – Progetto Emilia-Romagna, a cui aderisce La Pigna.

«Ravenna deve voltare pagina – scrivono i firmatari –. Così come Forlì é riuscita a spodestare 70 anni di egemonia del Partito Democratico, grazie ad un modello vincente: l’alleanza di tutto il centro destra a sostegno di un candidato Sindaco civico, espressione di una lista civica.
Questa è la formula migliore per battere de Pascale e il Pd anche a Ravenna.
Abbiamo di fronte a noi un’occasione unica che dobbiamo cogliere per senso del dovere nei confronti di tutti i Ravennati che vogliono vedere rinascere Ravenna.
70 anni di regime del Pd ravennate hanno prosciugato la linfa vitale del nostro splendido territorio. Non possiamo e non dobbiamo lasciare che de Pascale e la sua colazione soffochino definitivamente Ravenna.
È per questo che noi de La Pigna insieme a Rete Civica Progetto Emilia-Romagna, rivolgiamo un accorato appello a tutto il centro destra ravennate.
Uniamoci per battere de Pascale e il Pd, per voltare finalmente pagina e per concedere nuove opportunità a Ravenna e a tutto il nostro territorio.
Noi ci siamo – si conclude l’appello – e siamo pronti a confrontarci su progetti e programmi con l’unico obiettivo di far rinascere Ravenna».

La psicoterapeuta: «Lockdown e smartworking hanno messo in crisi (anche) la coppia»

«In una relazione matura ogni partner deve portare avanti la propria “individualità”, ma con le restrizioni anti virus è più difficile»

Crisi Relazioni CoppiaAndando oltre i dati demografici – e alla vigilia di San Valentino – per cercare di capire come la pandemia abbia modificato anche il rapporto di coppia, abbiamo chiesto il parere di Eleonora Incerpi, psicologa del Centro Liberamente di Ravenna, esperta in difficoltà relazionali di coppia e familiari.

Dottoressa, ha riscontrato un aumento della crisi di coppia dovuta alla pandemia?
«Da giugno numerose sono state le richieste di interventi: il lockdown forzato, la convivenza, il non poter uscire e avere contatti con il mondo esterno, sicuramente tutto questo ha esacerbato situazioni dove vi erano delle difficoltà pre-esistenti, portando a volte a conflitti familiari, e altre, la cronaca ne parla ogni giorno, ad un incremento delle situazioni di violenza intrafamiliare».

In che modo le limitazioni anti Covid influiscono nel rapporto?
«Philippe Caillè, noto psicoterapeuta della coppia e della famiglia, afferma che una coppia funziona bene quando 1+1=3. Ciò sta a significare che la relazione matura, equilibrata, è tale quando ogni partner riesce a mantenere la propria individualità, coltivando ciascuno il proprio lavoro, le proprie passioni e le proprie relazioni amicali. Dall’incontro di queste individualità si crea uno spazio comune, che è lo spazio più esteso della coppia. Nel lockdown prima e nelle misure restrittive messe in atto dal governo poi, lo spazio ed il tempo individuali della coppia sono saltati: ciò può aver creato difficoltà nella vita a due. Una delle frasi che spesso mi sento dire oggi è “Dottoressa mi manca il mio ambiente di lavoro”».

Anche lo smartworking può essere un “colpevole”?
«Se inizialmente poteva essere vissuta come una soluzione appunto smart, easy, che facilitava l’organizzazione familiare e domestica, con il passare del tempo ha disvelato tutta la pesantezza, non solo a livello cognitivo, con un carico di lavoro soggettivo percepito pari al doppio rispetto al lavoro in ufficio, ma soprattutto a livello relazionale si è fatta strada la pesantezza del sentirsi soli e isolati dai colleghi».

Eleonora Incerpi Psicoterapeuta
La psicoterapeuta Eleonora Incerpi

E l’avere o meno i figli, in questo periodo, ha aumentato le difficoltà? O, al contrario, ha aiutato?
«I figli scandiscono il tempo della coppia e il passaggio alle diverse fasce di età, mettono di fronte a transizioni e momenti evolutivi critici, che a loro volta mettono in luce le risorse e le qualità relazionali del sistema familiare e della coppia. Ma anche le difficoltà e gli eventuali stalli. Durante la pandemia ci sono famiglie in cui il dilatarsi del tempo e il restringimento dello spazio sono stati un’occasione per riscoprire l’altro e riprendersi il tempo e lo spazio dell’ascolto: dei propri bisogni e quelli della persona amata, nonchè quello dei propri figli, ritagliando del tempo con loro e riscoprendo una nuova quotidianità. In altre invece tale situazione può aver esasperato delle difficoltà relazionali pre-esistenti e la compresenza di un particolare momento evolutivo (quale per esempio l’adolescenza del figlio o figli), possono aver portato a conflitti tra i vari membri della famiglia».

Pandemia a parte, cosa rovina il rapporto di coppia più spesso, sulla base della sua esperienza? E in che modo si rivela utile la terapia?
«Le motivazioni che possono portare a una crisi vanno ricercate all’interno della storia di ogni coppia: dalla nascita, alle ragioni più profonde che hanno unito due individui. Nel momento in cui una coppia varca la soglia del mio studio è carica di sentimenti di rabbia: “perchè lui non capisce”, “perchè lei si arrabbia per sciocchezze” e così via. Non esiste una verità assoluta, ma esistono le ragioni di entrambi i membri della coppia, sotto le quali ci sono emozioni e sentimenti che hanno origini nella propria storia familiare. La terapia di coppia permette di andare alla ricerca delle motivazioni più profonde per le quali due persone si sono unite, portarle in superficie per renderle consapevoli e vedere se c’è lo spazio per trasformare la crisi in una risorsa e far partire una nuova danza, fatta di tempi, spazi e passi nuovi».

Ancora più di cento i contagiati in provincia di Ravenna, ma nessuna vittima

Vaccini ObbligatoriIn Emilia-Romagna i positivi ammontano a 1.488; 36 i morti. Continuano a diminuire i pazienti in terapia intensiva

Vaccini ObbligatoriIn provincia di Ravenna oggi si sono registrati 120 casi: si tratta di 67 maschi e 53 femmine; 41 asintomatici e 79 con sintomi; 119 in isolamento domiciliare e 1 ricoverato.
Nel dettaglio, le persone contagiate sono state rilevate: 69 da contact tracing; 30 per sintomi; 19 per test volontari; 1 test per categoria; 1 test per rientro dall’estero.
I tamponi eseguiti sono stati 1.515.
Oggi la Regione non sono stati riscontrati decessi mentre sono state registrate circa 47 guarigioni.
Tuttoggi, I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono 17.591.

Per quanto riguarda l’ambito regionale i positivi al Covid 19 verificati sono 1.488 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.053 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,1%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,6 anni.

La situazione dei contagi nelle province vede in cima Bologna con 364 nuovi casi e Modena  con 236; poi Rimini (147), Parma (143), Ravenna (120), il circondario di Imola (104), Reggio Emilia (100), il territorio di Cesena (86) e Piacenza (71), Seguono la zona di Forlì (62) e Ferrara (55).

D’altra parte si registrano 36 nuovi decessi: 18 a Bologna, 4 a Modena,  4 a Rimini, 4 a Piacenza, 3 a Reggio Emilia, 2 in provincia di Forlì-Cesena, 1 a Parma. Non si registrano decessi nelle province di Ferrara e Ravenna. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.085.

Sul territorio regionale i ricoverati in terapia intensiva sono 171 (-4 rispetto a ieri), 1.889 quelli negli altri reparti Covid (+3).  I pazienti in terapia intensiva sono così distribuiti: 12 a Piacenza (uguale rispetto a ieri), 10 a Parma (-1), 17 a Reggio Emilia (-1 rispetto a ieri), 34 a Modena (-2), 47 a Bologna (+1), 10 a Imola (-2), 18 a Ferrara (invariato), 3 a Ravenna (invariato), 2 a Forlì (invariato), 3 a Cesena (invariato) e 15 a Rimini (+1).

Intanto continua la campagna vaccinale anti-Covid, Alle ore 15 di sabato 13 febbraio, sono state somministrate complessivamente 283.871 dosi, di cui 2.371 oggi; sul totale, 125.842 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

 

Il sindaco De Pascale: «Ci dobbiamo rivolgere con fiducia al Presidente Draghi»

«Nonostante le diversità politiche dialogheremo con tutti i ministri… Ma è troppo scarsa la presenza femminile»

Draghi De Pascale
Michele De Pascale, in qualità di presidente dell’Upi, al tavolo con il premier incaricato Mario Draghi

Anche il sindaco di Ravenna De Pascale – che ha avuto modo nei giorni scorsi a Roma, come presidente dell’Unione delle Provincie Italiane, di incontrare e discutere di temi importanti della politica italiana con Mario Draghi – ha commentato la nascita del nuovo governo nazionale.

«Come città ci dobbiamo rivolgere con fiducia al Presidente Draghi e alla sua squadra di governo – dichiara Michele De Pascale in una nota iviata alla stampa –. Nel Governo neo nominato ci sono alcuni dicasteri molto importanti affidati a persone che conosco molto bene e con cui posso da subito avviare o continuare una collaborazione proficua.
Per quel che riguarda il Ministero della Transizione ecologica, tema da noi molto sentito, ci troviamo davanti alla scelta di una personalità estremamente competente e questo fa sicuramente ben sperare poiché si tratta di un ministero che necessita di un approccio scientifico molto elevato per farci uscire dagli scontri e dalle contraddizioni degli ultimi anni.
Naturalmente come sindaco la relazione con i ministri è sempre stata e sempre sarà la medesima a prescindere dalla loro appartenenza politica, ma vedere seduti nel medesimo governo esponenti di fazioni tanto avverse genera in me le stesse emozioni che stanno provando tantissimi cittadini sia di centro-sinistra che di centro-destra ognuno per gli esponenti della parte avversa.
Giudicheremo nei fatti ma, sinceramente, anche con alcuni dei ministri del centrodestra mi è capitato durante la fase del Conte uno, per le mie funzioni istituzionali, di collaborare positivamente e anche di averli in visita qui a Ravenna.
In conclusione la nota più stonata: la scarsa presenza femminile, nonostante le eccezioni agli Interni e alla Giustizia, e il fatto che il partito a cui sono iscritto non abbia espresso neanche una donna all’interno della compagine è forse l’elemento di maggiore amarezza rispetto alla formazione del Governo Draghi. L’Italia non può pensare di ripartire senza la competenza, il talento e la rappresentanza delle sue donne».

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