A chiarire il dubbio è il sindaco Massimo Isola: «Si potevano evitare inutili fraintendimenti»
I mercati ambulanti in provincia di Ravenna potranno continuare a svolgersi regolarmente, nonostante il nuovo decreto.
A differenza di quanto si potrebbe intendere leggendo il testo del Dpcm.
A fornire il chiarimento è sui social il sindaco di Faenza, Massimo Isola. «Stamattina – ha scritto oggi, 5 novembre, su Facebook – abbiamo avuto l’interpretazione autentica della norma inserita nel Dpcm: per “mercati” vanno intesi solamente quelli al coperto. Un po’ più di chiarezza nello scrivere i provvedimenti eviterebbe inutili fraintendimenti».
Contagiati anche quasi tutti gli anziani ospiti della Don Carlo Cavina
Il sindaco Davide Ranalli ha deciso, in accordo con l’Ausl, di commissariare la casa di riposo Don Carlo Cavina di Lugo. Troppi i casi di Covid registrati tra ospiti e soprattutto personale sanitario per poter continuare la regolare attività, che ora sarà presa in mano direttamente dalla stessa Ausl.
Sono infatti più di 80 i casi di Covid accertati all’interno della struttura. Sono risultati positivi quasi tutti gli ospiti (una sessantina) e oltre la metà dei 45 operatori.
Il sindaco ha annunciato la firma dell’ordinanza con una diretta Facebook nel pomeriggio di ieri, in cui parla di «solidarietà in nome del bene comune» e di una decisione presa per tutelare anche i gestori, a cui non è stata contestata alcuna responsabilità.
Almeno 17 auto danneggiate. Nei guai studenti incensurati minorenni
Tre minorenni ravennati devono rispondere dei danneggiamenti provocati ad almeno 17 auto parcheggiate tra via Rotta e via Brunelli, a Ravenna. Si tratta di due 17enni e di un 16enne, tutti studenti incensurati.
Lo riporta il Carlino Ravenna in edicola oggi, 5 novembre.
Sono accusati della “strage” di specchietti registrata durante la notte di Halloween.
Le auto infatti sono state ritrovate dai rispettivi proprietari con uno o entrambi gli specchietti staccati o penzolanti, in alcuni casi anche danneggiate presumibilmente da calci.
I tre sono stati identificati grazie alla descrizione di uno dei residenti e sono stati denunciati a piede libero dalla polizia.
«Stop a polemiche sterili e giochetti da vecchia politica: il bipolarismo qui ha dimostrato carenze e limiti»
Nicola Grandi
A poco più di sei mesi dalle elezioni amministrative di Ravenna, iniziano a partire nuovi progetti che dovranno portare in futuro a candidature e alleanze. Uno di questi si chiama Ora X Ravenna e nelle intenzioni dei promotori – tra cui l’ex consigliere comunale Nicola Grandi, presidente del consiglio territoriale Darsena – dovrà diventare una lista civica slegata dai partiti.
«Siamo donne, uomini, studenti, lavoratori, precari e disoccupati rappresentanti tutti di una società civile che oggi percepisce in questa città un vuoto programmatico e rappresentativo. Siamo soprattutto cittadini preoccupati per il futuro di Ravenna», si legge sulla pagina Facebook.
I promotori cercano idee e persone e li si può contattare sul sito oraxravenna.it alla mail info@oraxravenna.it o al cellulare (anche Whatsapp) 351 6646162.
Riceviamo e pubblichiamo anche la nota con cui nel frattempo lo stesso Grandi annuncia l’addio a Lista per Ravenna, dove ha militato per anni, anche in consiglio comunale.
«Ieri sera, con il passaggio (in consiglio territoriale, ndr) al gruppo misto, ho sancito in maniera definitiva ed ufficiale la mia decisione di uscire da Lista per Ravenna.
Questa scelta, giunta al termine di una lunga attività di impegno politico, non intacca né la sincera amicizia che nutro nei confronti di coloro con cui ho condiviso questa strada né tantomeno i sentimenti di rispetto e gratitudine per le responsabilità di lavoro e di amministrazione comunale che nel nome della Lista stessa ho potuto svolgere, ultima delle quali la presidenza del Consiglio territoriale Darsena, a cui ho dedicato e intendo continuare a dedicare con passione le mie energie fino alla fine del mandato.
E’ stata proprio questa esperienza politica, ultimo di una serie di incarichi che mi hanno portato a ricoprire via via diversi ruoli da amministratore, a far maturare in me la convinzione profonda che fosse giunto il momento di uscire dal gioco politico delle parti, in maniera da poter affrontare il mio impegno politico senza scopi diversi dall’obiettivo di perseguire il bene comune, indipendentemente dalle appartenenze di partito, movimento o schieramento politico.
Troppo spesso si sono dissipate e si dissipano energie e competenze in nome di polemiche sterili, contestazioni e prese di posizioni spesso inutili che appartengono al gioco della vecchia politica della contestazione e della contrapposizione a priori, che così di rado entra nel merito e quasi mai propone soluzioni alternative.
Ma ancora più spesso mancano (in generale intendo) quella capacità di dialogo e di ascolto che non senza difficoltà ho cercato di utilizzare nel mio ruolo di presidente di consiglio territoriale, sempre e solo alla ricerca di soluzioni e non di polemiche, col risultato di ottenere diverse soddisfazioni, non personali, ma a bisogni (magari piccoli ma concreti) espressi dai concittadini.
Questo esercizio di non passare quasi mai dalla polemica e dalla contrapposizione mi ha portato ad apprezzare la politica nel suo senso più stretto di ricerca di dialogo, servizio, ricerca del bene e di soluzioni condivise, proprio quello spirito che ho avuto il piacere di incontrare fra gli amici con cui stiamo realizzando quel nuovo percorso, o meglio quel sogno che prende il nome di “Ora”.
“Ora” è un ambizioso disegno che, slegato da ogni ideologia politica e movimento crede profondamente che il bipolarismo a Ravenna abbia mostrato carenze e limiti e si pone l’obiettivo di un progetto a medio e lungo termine immaginando davvero, in modo nuovo e del tutto disinteressato, la Ravenna che vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti.
Coinvolgimento, progettazione partecipata, nuova visione di una città, le persone prima delle cose, solidarietà, prosperità inclusiva, innovazione, competenza, passione, determinazione e coraggio: questi i valori irrinunciabili che mi hanno spinto ad aderire a questo progetto e a sedermi a questo tavolo al quale anzi invito TUTTI gli attori della vita politica, magari stanchi dei vecchi sistemi, qualunque sia la loro provenienza, per una nuova idea di città ed un modo diverso di fare politica che abbia al primo posto, comunque, la NON contrapposizione e che nei fatti legittimi, anziché delegittimare, chi non appartenga al proprio schieramento o proponga idee diverse dalla proprie».
Come da previsioni, l’Emilia-Romagna è stata inserita nella fascia a rischio più basso nel nuovo Dpcm anti Covid. Si tratta della zona gialla (e non più verde, per non far passare un messaggio troppo rassicurante…), quella che dovrà attenersi alle regole “base” del nuovo decreto, quelle valide in tutta Italia. A partire dal 6 novembre.
Nell’area intermedia, quella arancione, ci sono Puglia e Sicilia; in quella rossa, con le restrizioni maggiori, Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.
Pubblichiamo le principali misure, che si aggiungano a quelle già in essere, sintetizzate dal Comune di Ravenna.
SPOSTAMENTI. Dalle 22 alle 5 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
GIOCHI/SCOMMESSE. Sono sospese le attività di sale giochi, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente.
MOSTRE/MUSEI/BIBLIOTECHE. Sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio.
DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che il 100% delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.
L’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.
CONCORSI. Sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario e della protezione civile.
ATTIVITÀ COMMERCIALI. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.
TRASPORTO PUBBLICO. A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale con esclusione del trasporto scolastico dedicato è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento.
PALESTRE/PISCINE. Confermata la sospensione delle attività, così come per centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per le prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative e terapetutiche
SERVIZI DI RISTORAZIONE, BAR, PASTICCERIE E GELATERIE. Confermata la sospensione alle 18. Ristorazione con asporto ammessa fino alle 22
Sono 104 i casi di positività al coronavirus registrati nel bollettino di oggi, 4 novembre, per la provincia di Ravenna. Si tratta di 85 asintomatici e 19 con sintomi; 99 in isolamento domiciliare e 5 nuovi ricoverati (di cui uno in più in terapia intensiva, dove al momento sono 7 i ricoverati in provincia).
Il bollettino regionale
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 62.914 casi di positività, 1.758 in più rispetto a ieri, su un totale di 18.401 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 9,5%.
Dei nuovi contagiati, sono 898 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.
L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45,2 anni.
I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 29.974 (1.628 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 28.259 (+1.530 rispetto a ieri), quasi il 94 % dei casi attivi.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 161 (+8 rispetto a ieri), 1.554 quelli in altri reparti Covid (+90).
Sul territorio, le 161 persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 8 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 17 a Parma (+3 rispetto a ieri), 12 a Reggio Emilia (+1 rispetto a ieri), 29 a Modena (numero invariato rispetto a ieri), 58 a Bologna (+3), 4 a Imola (invariato rispetto a ieri), 8 a Ferrara (invariato), 7 a Ravenna (+1 rispetto a ieri), 3 a Forlì (invariato rispetto a ieri), 1 a Cesena (-1 rispetto a ieri) e 14 a Rimini (+2 rispetto a ieri).
Si registrano 12 nuovi decessi: 3 in provincia di Modena (una donna di 87 anni e due uomini, entrambi di 89 anni), 2 in provincia di Parma (un uomo di 86 anni e una donna di 87), 3 in provincia di Reggio Emilia (due donne di 88 e 91 anni e un uomo di 72 anni), 2 in provincia di Ferrara (due donne, rispettivamente di 96 e 73 anni) e 2 nel territorio di Cesena (una donna di 97 anni e un uomo di 86). Non si registrano decessi nelle province di Bologna, Piacenza, Imola, Ravenna, Forlì e Rimini. Dall’inizio dell’epidemia i morti complessivi in Emilia-Romagna sono 4.699.
Le persone complessivamente guarite salgono a 28.241 (+118 rispetto a ieri).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella i cui è stata fatta la diagnosi: 7.560 a Piacenza (+107 rispetto a ieri, di cui 27 sintomatici), 6.197 a Parma (+100 di cui 57 sintomatici), 9.787 a Reggio Emilia (+276, di cui 193 sintomatici), 9.840 a Modena (+550, di cui 303 sintomatici), 12.176 a Bologna (+294, di cui 84 sintomatici), 1.189 casi a Imola (+28, di cui 19 sintomatici), 2.975 a Ferrara (+80, di cui 20 sintomatici), 3.471 a Ravenna (+104, di cui 19 sintomatici), 2.643 a Forlì (+37, di cui 21 sintomatici), 2.002 a Cesena (+47, di cui 37 sintomatici) e 5.074 a Rimini (+135, di cui 80 sintomatici).
In questo modo verrà effettuata «una approfondita sanificazione dei locali»
Inaugurato a settembre, l’Ospedale di comunità (Osco) di Brisighella resterà chiuso «per 2/3 settimane» – scrivono dall’Ausl – a causa di un focolaio Covid.
La decisione è stata presa in seguito ad alcuni casi di positività sia tra i degenti che tra il personale. La struttura resterà chiusa al fine di poter eseguire, si legge nella nota inviata alla stampa, «una approfondita sanificazione dei locali».
L’Ausl precisa che «tra le persone positive, individuate grazie allo screening periodicamente effettuato sia per i pazienti sia per gli operatori, al momento gli ospiti sono tutti asintomatici mentre tra gli operatori due hanno lievi sintomi. Questi ultmi sono in isolamento presso il loro domicilio mentre i pazienti sono stati spostati in apposite strutture in grado di garantire l’isolamento per pazienti asintomatici ma con fragilità, in cui possono essere adeguatamente presi in carico e seguiti».
L’Osco è una struttura che rappresenta l’anello di congiunzione tra la degenza ospedaliera per patologie acute e i Servizi assistenziali domiciliari o le Cra, nata per rispondere alla necessità di assicurare alla popolazione anziana e non autosufficiente il migliore contributo possibile all’ampliamento della rete delle “Cure Intermedie”.
E proseguiranno, in diretta streaming, le letture della Commedia
Nel rispetto dell’ultimo Dpcm che sospende l’apertura al pubblico dei musei e dei luoghi della cultura, «con profondo dispiacere da domani chiuderemo tutte le mostre e le esposizioni in corso, ma non intendiamo in nessun modo chiudere le Celebrazioni per il VII centenario della morte di Dante».
Lo dichiara il sindaco Michele de Pascale, in un posto sulla propria pagina Facebook.
«Per questo motivo in virtù del suo grande valore simbolico – continua il sindaco di Ravenna – abbiamo scelto di mantenere aperta la porta della Tomba di Dante, davanti alla quale, chi lo vuole potrà continuare a vivere un momento di ricordo e di raccoglimento nel nome del Sommo poeta».
Proseguirà anche, secondo la programmazione, la Lettura perpetua della Commedia davanti alla Tomba, alla quale è possibile partecipare in diretta streaming alle 17 di ogni giorno sulla pagina facebook Ravenna per Dante.
«Sono consapevole che anche noi in questo momento stiamo attraversando una “selva oscura” – termina De Pascale –, ma non smettiamo di credere nella cultura e nel suo ruolo fondamentale nell’aiutarci ad orientarci e a superare queste difficili circostanze, sostenendo e nutrendo la mente e lo spirito di ognuno di noi».
Serviranno per l’attesa e le postazioni di pre-triage. Investimento da 120mila euro
Un rendering delle strutture esterne all’ospedale di Lugo
Nuovi spazi aggiuntivi per i Pronto Soccorso di Lugo e di Ravenna. Due nuove strutture provvisorie sono in arrivo all’esterno degli ospedali Umberto I e Santa Maria delle Croci.
Si tratta di moduli prefabbricati e temporanei che, senza interventi invasivi che potrebbero interferire con le attività sanitarie, consentiranno di aumentare gli spazi di attesa e le postazione di pre-triage, per far fronte ad un eventuale ulteriore afflusso di pazienti.
I primi moduli stanno arrivando in questi giorni a supporto del Pronto Soccorso dell’ospedale Umberto I di Lugo, dove si prevede l’allestimento in esterno – in area attigua al Pronto Soccorso in prossimità dell’attuale camera calda – di moduli per l’attesa dei pazienti non sospetti covid ed per l’attività di pre-triage.
La struttura, così allestita, sarà connessa all’edificio ospedaliero tramite due corridoi, anch’essi realizzati con moduli prefabbricati, di collegamento ai percorsi distinti per i pazienti sospetti e non sospetti. La superficie complessiva dell’intervento è di circa 200 mq.
Dopo Lugo verrà allestita una struttura prefabbricata provvisoria all’esterno dell’ospedale Santa Maria Delle Croci di Ravenna. Qui è prevista la realizzazione di struttura esterna dotata di due corpi principali al bisogno utilizzabili separatamente e dotati di servizi dedicati e serviti da ingressi e percorsi distinti. L’area prefabbricata prescelta per l’allestimento è quella posta sul retro dell’edificio Dea, che ha dimensioni ampie ed è vicina al parcheggio dedicato agli utenti del Pronto Soccorso.
Successivamente l’Unità operativa “Progettazione e Sviluppo edilizio” dell’Ausl Romagna procederà all’installazione di analoghe strutture esterne provvisorie anche presso altri ospedali romagnoli.
La spesa per i due allestimenti di Lugo e Ravenna prevista per i primi sei mesi ammonta a circa 120.000 euro.
Il sindaco ricorda il Lauro Dantesco ad honorem, scomparso a 85 anni
È morto il 3 novembre a 85 anni Emilio Pasquini, professore emerito dell’Università di Bologna, tra i maggiori studiosi italiani di Dante.
A Ravenna curò il ciclo di Letture Classensi del 2011 e ha ricevuto il Lauro Dantesco ad honorem.
Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale esprime «grande dolore» e «un’affettuosa vicinanza alla famiglia e in particolare alla figlia Laura che con grande generosità dà il proprio contributo di studiosa al percorso della nostra città per il VII centenario di Dante».
«Ravenna – continua il sindaco – ha avuto l’onore di ascoltare i suoi straordinari insegnamenti in molte occasioni legate alla memoria di Dante; tantissimi ragazzi e ragazze della nostra città hanno avuto il privilegio di formarsi alle sue lezioni universitarie appassionate e ricchissime; la conoscenza e la comprensione della Commedia che la nostra comunità vive certo non può prescindere dal suo studio e dal contributo puntuale del suo commento al poema».
De Pascale fa poi una proposta: «Il 26 maggio 2021 si aprirà il Congresso Internazionale Dantesco del Centenario. Vorrei che venisse dedicato alla memoria del professor Pasquini, come riconoscimento del suo magistero altissimo e come monito della necessità dello studio del suo lascito per la valorizzazione di Dante».
Didattica a distanza al 100 percento per i ragazzi delle secondarie di secondo grado. Centri commerciali chiusi nel weekend, sport senza spogliatoi
Didattica a distanza per le scuole superiori
L’Emilia-Romagna (e dunque anche la provincia di Ravenna) non è considerata zona ad alto rischio e quindi, in attesa dell’ufficialità, qui non dovrebbero essere in vigore le ulteriori limitazioni previste dal nuovo Dpcm firmato nella notte tra martedì e mercoledì dal premier Giuseppe Conte.
Nel provvedimento sono presenti infatti sia delle norme valide per tutto il territorio nazionale, sia delle norme che varranno a livello regionale. Resta, quindi, il regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo.
Le norme entreranno in vigore dal 5 novembre e lo resteranno fino al 3 dicembre.
Tra quelle valide in tutta Italia, e quindi anche in provincia di Ravenna, ci sono:
– limitazione della circolazione delle persone — il cosiddetto «coprifuoco»— dalle 22 alle 5; per uscire di casa in questo lasso di tempo occorrerà provare di doverlo fare per ragioni di lavoro, necessità e salute;
– chiusura dei musei e delle mostre;
– didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni);
– nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
– coefficiente di riempimento massimo del 50 per cento sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale;
– chiusura di bar e ristoranti alle 18 (con la possibilità di restare ancora aperti per il pranzo della domenica);
– sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni«a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica»;
– chiusura dei corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie;
– resta come sempre fortemente raccomandato a tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute
– l’attività sportiva resta consentita nelle modalità del precedente decreto, con la novità che non è consentito l’uso degli spogliatoi per l’attività di base e motoria in genere.
Il berlusconiano ravennate: «Se il premier vuole, faccia votare dal parlamento lo stato di guerra…»
Alberto Ancarani con Silvio Berlusconi alcuni anni fa
Secondo la bozza del nuovo Dpcm pubblicata un po’ su tutti i quotidiani online nazionali, sarà coprifuoco in tutta Italia dalle 22 alle 5.
In attesa di comunicazioni ufficiali, registriamo intanto una reazione dal panorama politico locale.
Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Ravenna, annuncia infatti che non intenderà rispettare alcun coprifuoco «finché siamo in tempo di pace».
«Conte – scrive Ancarani sui social –, se vuole istituire un coprifuoco, faccia votare dal parlamento lo stato di guerra e istituisca la legge marziale. Per quanto mi riguarda, distanziato da chiunque e con la mascherina, uscirò di casa e vi farò rientro all’ora che più mi aggrada».