mercoledì
07 Gennaio 2026

Sette anni dopo, il giro del mondo in bicicletta termina in una Ravenna deserta

I fratelli Gondolini e Marco Meini in piazza del Popolo, da dove erano partiti nel febbraio del 2013 dando vita al MaGio Bike Tour

8d7e94a5 85f9 47cd 978e 42bcf3e4862eIn un’atmosfera surreale, in una piazza del Popolo deserta, nel primo giorno di “coprifuoco” imposto dal nuovo decreto del Governo anti-coronavirus, torna a Ravenna, sette anni dopo, il Magio Bike Tour.

Si tratta del giro del mondo in bicicletta di due ragazzi ravennati, Marco Meini e Giovanni Gondolini, partiti da Ravenna nel febbraio del 2013 in sella alle loro biciclette, accompagnati virtualmente dal nostro giornale, che ha pubblicato nel corso degli anni le loro testimonianze.

Meini ha abbandonato l’avventura nel 2016 per amore, mettendo su famiglia in Canada, mentre Gondolini ha proseguito fino a oggi, raggiunto dal fratello, fatta eccezione per il ritorno obbligato di fine 2017, quando si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico per la frattura del tendine d’achille riportata in Cile.

Oggi il ritorno, nel pieno dell’emergenza coronavirus, con oltre 90mila chilometri pedalati in sette anni, attraversando 70 paesi. Il fratello Francesco invece in tre anni di giro del mondo ne ha percorsi oltre 40mila, attraversando 33 Paesi.

In piazza del Popolo, a salutarli, oltre al nostro direttore, anche lo stesso Meini, rientrato appositamente dal Canada.

Noi li aspettiamo in redazione…

Coronavirus, a Ravenna sempre più bar e ristoranti preferiscono chiudere

Nonostante il decreto ne consenta l’apertura fino alle 18

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Il cartello del Costa Cafè

Nonostante il decreto del Governo consenta ai titolari di restare aperti fino alle 18, sono tanti i bar e ristoranti di Ravenna e dintorni che stanno decidendo di sospendere la propria attività fino al 3 aprile, giorno di scadenza del provvedimento, o “a data da destinarsi”.

In centro spicca, per esempio, la decisione in tal senso di abbassare le serrande del Costa Cafè di piazza Costa e del Fresco di via IV Novembre, così come quella presa ancora prima l’annuncio del premier Conte del Caffè Letterario.

Tra i ristoranti del centro hanno annunciato la chiusura Il Portolano e l’Osteria del Tempo Perso, tra gli altri, mentre fuori dalla città va segnalata la decisione di sospendere l’attività anche a pranzo del Molinetto, alle porte di Punta Marina.

Da ricordare anche l’appello della cooperativa dei bagnini di Cervia che invitano tutti gli associati a sospendere le attività di bar e ristorazione fino al 3 aprile.

Coronavirus, è guarito l’assessore regionale alla Sanità: «Ora vinciamo la guerra»

Donini: «Ce la faremo insieme con la nostra responsabilità e con l’eccellenza del sistema sanitario»

Raffaele DoniniL’assessore regionale Raffaele Donini, positivo al coronavirus poco dopo l’insediamento della giunta dell’Emilia-Romagna, annuncia sui social di essere guarito.

«Ho vinto la mia battaglia, ora sono pronto a combattere insieme a voi per vincere la guerra contro il virus», scrive l’assessore bolognese.

«Il mio sistema immunitario ha avuto la meglio – continua Donini –. Mi sono attenuto strettamente alle indicazioni dei medici ed ho osservato l’isolamento richiesto sperando, di ora in ora, che potessi vincere questa sfida. Così è stato! Ora i controlli di prassi e domani al lavoro».

«Un pensiero affettuoso» va poi alla collega Barbara Lori, ancora ricoverata a Parma «e a tutti coloro che stanno lottando con questo nemico invisibile».

«Ce la faremo insieme con la nostra responsabilità di cittadini e con l’eccellenza e l’umanità dei professionisti del nostro sistema sanitario».

Ausl: «Terapie intensive potenziate, contatti con privati, denunce per fake news»

Il direttore generale dell’azienda sanitaria pubblica in Romagna fa il punto della situazione nella lotta alla diffusione della malattia Covid-19

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Marcello Tonini

Nessuna sottovalutazione, potenziate al massimo le Terapie intensive ed i reparti di Malattie infettive, nessuna carenza di respiratori automatici per i pazienti e ulteriori dotazioni in arrivo, avviati contatti con le cliniche private per valutare possibili forme di integrazione. È il riassunto della situazione, fatto dalla direzione, di come l’Ausl Romagna sta affrontando l’emergenza coronavirus.

Per fare chiarezza interviene Marcello Tonini, dg dell’azienda sanitaria pubblica, con un lungo intervento scritto sul sito internet dell’Ausl. Di seguito i passaggi più importanti.

Basta fake news. «Va stigmatizzata la diffusione, in particolare su social e tramite WhatsApp, di notizie esagerate ed allarmistiche, relative alla situazione negli ospedali ed in particolare all’ospedale di Rimini. Al momento le strutture sono nelle condizioni di far fronte alla situazione. Non vi è stata alcuna carenza nei confronti dei pazienti di respiratori automatici». L’Ausl ricorda che allarmismi inutili, rischiando di diffondere il panico, sono dannosi e pericolosi per tutti e promette ogni azione legale a contrasto di chi diffonde false notizie.

Terapie intensive potenziate. «Nei principali ospedali di tutti gli ambiti territoriali, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, come peraltro noto sono stati potenziati al massimo i reparti di Terapie intensive e Malattie infettive per accogliere eventuali pazienti e sono state attrezzate apposite aree per ospitare, in sicurezza, pazienti meno critici. All’occorrenza sono già stati predisposti protocolli che prevedono l’utilizzo delle altre strutture ospedaliere, se si renderà necessario, per le patologie di diversa natura». La direzione aziendale ringrazia i privati per la disponibilità e si valutano possibili forme di integrazione.

Non si esce di casa. Tonini ricorda quando dispone il Dpcm del Governo: vanno rispettate le disposizioni per chi è in quarantena e l’invito a lasciare il meno possibile il proprio domicilio, se non strettamente necessario. «La misura più efficace per il contenimento della diffusione del coronavirus è limitare i contatti personali e sociali al minimo indispensabile. Anche in caso di necessità sanitarie si ribadisce l’invito a privilegiare almeno in prima battuta il contatto telefonico, col proprio medico di medicina generale e poi, anche seguendo le sue indicazioni, con le strutture aziendali».

Ringraziamenti al personale in prima linea. La direzione esprime parole di apprezzamento per «l’impegno di tutti i professionisti e gli operatori ospedalieri, della medicina del territorio e dell’igiene pubblica, che è massimo». L’azienda sta vagliando ogni possibile strada per mettere in campo sostegni e rinforzi.

Attenzione alle false raccolte fondi. La direzione aziendale ringrazia anche i cittadini che si stanno facendo avanti per offrire contributi e donazioni per le strutture sanitarie. Al fine di evitare truffe, si ribadiscono le modalità ufficiali per effettuare donazioni in denaro all’Ausl (per qualsivoglia circostanza). È possibile utilizzare le seguenti coordinate bancarie: AZIENDA USL DELLA ROMAGNA – INTESA SAN PAOLO – IBAN: IT34W0306913298100000300064 – Tesoreria AZIENDA UNITA’ SANITARIA LOCALE DELLA ROMAGNA,  precisando nella causale una eventuale motivazione per la donazione, oppure utilizzare il modulo precompilato. Con l’occasione l’azienda precisa che non ha mai inviato, e non invia, persone al domicilio per richiedere donazioni.

La cooperativa bagnini “chiude” le spiagge di Cervia: «Stop a bar e ristorazione»

Dopo il pienone dell’8 marzo e le decisioni del Governo per contenere la diffusione del coronavirus

Spiagge Di CerviaLa cooperativa bagnini di Cervia “chiude” le spiagge e chiede ufficialmente a tutti i 200 imprenditori balneari associati di sospendere ogni attività di bar e di ristorazione fino a giovedì 2 aprile “per attenersi con scrupolo, rigore e senso civico alle disposizioni fornite dalle istituzioni che in questi giorni d’emergenza vedono il coronavirus avanzare nella sua diffusione”.

La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione straordinario di lunedì 9 marzo, subito dopo le ultime affermazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha dichiarato tutta Italia zona protetta per evitare spostamenti, assembramenti e di conseguenza, contagi.

La cooperativa segnala ai soci come “tutti gli spostamenti siano vietati se non per comprovate necessità, in tutto il paese”.

La decisione della Cooperativa Bagnini è successiva anche alla presa di coscienza di un afflusso massiccio, domenica 8 marzo, “dei turisti sulle spiagge cervesi diventate in giornata meta di migliaia di persone che si sono riversate sul mare per passare una domenica all’aria aperta complice il sole e il clima mite. È comprensibile – scrive la cooperativa – la voglia di stare all’aria aperta ma oggi, nel giro di poche ore, la situazione è cambiata. La soluzione al problema del Coronavirus dipende dalla capacità di limitare volontariamente gli spostamenti e chiede a tutti un sacrificio inevitabile per chi ha a cuore la incolumità del nostro Paese”.

Un plauso alla cooperativa arriva dal sindaco Massimo Medri: «La Cooperativa ha dimostrato ancora una volta di avere grande senso civico e di comunità. Grazie per essersi attenuta con scrupolo, rigore alle disposizioni fornite in questi giorni d’emergenza, e per essere stata di esempio per tutti gli associati».

 

Ecco il modulo di autocertificazione per gli spostamenti, solo per lavoro o salute

Il modello si può compilare prima di mettersi in viaggio o al momento del controllo. È necessario per ogni tragitto

L’ultimo decreto della presidenza del Consiglio dei ministri per contrastare la diffusione del coronavirus, in vigore dal 10 marzo, impone restrizioni agli spostamenti delle persone (non delle merci) su tutto il territorio nazionale. Per giustificare gli spostamenti occorre un modulo di autocertificazione che si può compilare prima di mettersi in viaggio o al momento del controllo (qui si può scaricare il modello).

La regola è che gli spostamenti consentiti sono quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. È consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Proprio alla luce di questo, il Governo raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie.

Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5 gradi C) è «fortemente raccomandato rimanere a casa e limitare al minimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante». Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti a quarantena o positivi al virus.

Donazioni sangue e Covid-19: il servizio continua, un medico Avis risponde ai dubbi

L’associazione di volontari invita i cittadini a seguire le indicazioni previste per il periodo influenzale: «C’è più bisogno perché nelle aree più colpite in Italia la raccolta si è fermata»

SangueProsegue la raccolta di sangue e plasma dell’Avis in provincia di Ravenna. Gli undici punti sono regolarmente aperti. I donatori devono seguire le indicazioni previste nel periodo influenzale; solamente chi ha avuto contatti con casi sospetti di Covid-19 o manifesta sintomi influenzali o febbre è invitato ad approfondire le proprie condizioni con il personale sanitario dell’Associazione, che potrà valutare, nei casi previsti, la temporanea sospensione dalla donazione. Per rispondere a eventuali dubbi o incertezze da parte dei donatori, un medico Avis è a disposizione telefonicamente per i donatori dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 ed il sabato dalle 10 alle 12, chiamando il numero 0544.421180.

«In questo momento di emergenza sanitaria – scrive l’associazione – la raccolta che si effettua nella provincia di Ravenna vuole contribuire ancora di più e meglio a soddisfare le richieste di tanti malati; proprio in considerazione del fatto che nelle aree maggiormente esposte al coronavirus tale raccolta ha subito una battuta di arresto, sia per le restrizioni imposte ai cittadini, sia per le condizioni di salute dei donatori. Alla luce di questo, occorre ricordare che ogni giorno sono oltre 1.800 i pazienti che necessitano di terapie trasfusionali nel nostro Paese».

Per ulteriori info su Avis Provinciale Ravenna: www.ravenna.avisemiliaromagna.it oppure tel. 0544/421180 (dal lunedì al venerdì 8-13; sabato 8-12) – Facebook: Avis Provinciale Ravennafacebook.com/avisravenna.

Fuori strada con l’auto rubata in fuga dalla polizia, riescono a scappare a piedi

Due uomini individuati nella zona industriale, a bordo avevano arnesi da scasso

All’alt della polizia nella zona industriale di Lugo non si sono fermati e hanno accelerato fino a finire fuori strada ma sono riusciti a scappare a piedi. È quanto accaduto la notte tra l’8 e il 9 marzo: protagonisti della fuga due uomini a bordo di un’auto risultata rubata ad Argenta l’1 marzo. Nell’abitacolo c’erano arnesi da scasso.

Telecamera nascosta sulla canottiera per superare il quiz della patente: denunciato

Un 24enne ha superato l’esame di teoria grazie a un complice che gli passava le risposte tramite audio dall’esterno ma il funzionario della Motorizzazione lo ha scoperto

Ev.owa 2Sulla canottiera aveva una telecamera e un sistema di comunicazione con cuffie che gli consentiva di trasmettere le immagini del quiz per la patente davanti ai suoi occhi e di ricevere le risposte via audio da un complice all’esterno. La polizia ha denunciato un 24enne kossovaro, residente nel Lughese, per errore determinato dall’altrui inganno nella falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, in concorso con altri. L’episodio è accaduto il 6 marzo alla Motorizzazione di Ravenna.

Un equipaggio delle volanti è intervenuto dopo che il funzionario esaminatore aveva sorpreso il candidato che aveva appena superato l’esame di teoria. L’attrezzatura è stata sequestrata dagli agenti.

Ecco il decreto: vietato anche assembramenti nei parchi. Si può uscire per la spesa

Le principali misure: scuole chiuse, stop allo sport, spostamenti solo per lavoro, salute e normali necessità

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Il premer Conte firma il decreto

Da oggi (10 marzo) è in vigore anche in provincia di Ravenna il decreto ribattezzato dal premier “io sto a casa” per contenere la diffusione del coronavirus.

Sono così estese a tutta l’Italia le misure già previste dal decreto dell’8 marzo per la Lombardia e le province considerate allora più a rischio e che saranno valide ora in tutto il Paese fino al 3 aprile.

Sostanzialmente, in estrema sintesi, è prorogata la chiusura delle scuole (si tratta di una sospensione delle attività didattiche, anche dell’università), è previsto ” il divieto di assembramento all’aperto e in locali pubblici”, sono state fermate le manifestazione sportive, “anche il calcio” (potranno essere disputate, a porte chiuse, solo manifestazioni internazionali e potranno continuare ad allenarsi solo professionisti e atleti in vista di competizioni internazionali).

Il decreto prevede infine la possibilità di uscire di casa solo per motivi strettamente legati al lavoro, alla salute e alle normali necessità, quali, per esempio, recarsi a fare la spesa. Non è prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari, che anzi rientrano tra le categorie che possono sempre restare aperte. «Non è necessario – spiega Palazzo Chigi – e soprattutto è contrario alle motivazioni del decreto, legate alla tutela della salute e a una maggiore protezione dalla diffusione del Covid-19, affollarsi e correre ad acquistare generi alimentari o altri beni di prima necessità (come invece è accaduto in alcune città, ndr) che potranno in ogni caso essere acquistati nei prossimi giorni. Non c’è alcuna ragione di affrettarsi perché sarà garantito regolarmente l’approvvigionamento alimentare».

A QUESTO LINK IL MODULO DI AUTOCERTIFICAZIONE DA STAMPARE IN CASO DI SPOSTAMENTI

Bar e ristoranti, come ormai noto, potranno restare aperti solo dalle 6 del mattino alle 18, garantendo la distanza di sicurezza tra i clienti.

Musei e luoghi di cultura, come già avveniva, dovranno restare chiusi; sono inoltre sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonchè gli eventi in luogo pubblico (compresi cinema o teatri) o privato (sono sospese le attività di cinema, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).

Nelle giornate festive e prefestive dovranno restare chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati.

Come già previsto anche dall’ordinanza regionale, resteranno chiuse anche piscine e palestre, oltre a centri ricreativi.

A QUESTO LINK IL TESTO INTEGRALE DEL DECRETO DELL’8 MARZO ESTESO A TUTTA L’ITALIA

Coronavirus, in provincia 6 nuovi casi (19 in totale): 5 ricoverati, età 45-73

Dati diffusi da Bologna, aggiornati alle 12 del 9 marzo. Il 43 percento dei soggetti positivi in Emilia-Romagna è a casa senza bisogno di cure ospedaliere, 90 ricoverati in terapia intensiva, 70 decessi, 30 guarigioni

Ambulanza CoronavirusSono sei i nuovi casi di positività al nuovo coronavirus Sars-Cov-2 registrati in provincia alle 12 del 9 marzo, e il totale sale così a 19 (compresi i due già dichiarati guariti), di cui uno ricoverato in Terapia Intensiva a Ravenna, dove sono presenti anche tre pazienti provenienti dal Piacentino. I sei nuovi casi sono quattro uomini e due donne di età compresa fra 45 e 73 anni: cinque sono ricoverati (di cui tre al Maria Cecilia Hospital di Cotignola, dopo i tre casi – due pazienti e un medico – già registrati nei giorni precedenti) mentre uno si trova in isolamento volontario domiciliare perché privo di sintomi o con sintomi lievi.

I tre pazienti maschi del Maria Cecilia Hospital risultano residenti fuori regione. Tra gli altri tre contagiati anche un’impiegata del tribunale di Ravenna, in isolamento a casa, moglie del 66enne faentino già risultato positivo nei giorni scorsi. I restanti due casi riguardano una 68enne già ricoverata all’ospedale per una polmonite e un 45enne del Lughese.

Per tutti sono state effettuate le indagini epidemiologiche per l’individuazione dei relativi contatti stretti, per i quali è stato attivato l’isolamento volontario domiciliare.

In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.386 i casi, 206 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. E passano da 4.344 a 4.607 i campioni refertati. Complessivamente, fa sapere la Regione, ci sono 601 persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 90 (15 in più rispetto a ieri). E salgono a 30 (ieri erano 27) le guarigioni, 29 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi. Crescono anche i decessi, arrivati a 70: i 14 nuovi riguardano 5 donne e 9 uomini, tra cui un cittadino lombardo. La maggior parte delle persone decedute aveva patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per 4 pazienti sono ancora in corso gli approfondimenti.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 602 (74 in più rispetto a ieri), Parma 279 (3), 164 Rimini (51), Modena 116 (19), Reggio Emilia 103 (33), Bologna 80, di cui 35 del circondario imolese (complessivamente 18 in più, di cui 8 del circondario imolese), Forlì-Cesena 16 (di cui 11 Forlì e 5 Cesena, complessivamente 1 in più relativo a Forlì), Ferrara 7 (1 in più rispetto a ieri).

Tra sabato 7 e domenica 8 sono giunti in Emilia-Romagna nuovi dispositivi di protezione individuale dal dipartimento nazionale di protezione civile. In totale le mascherine (del tipo ffp2) pervenute dall’inizio dell’emergenza sono 47.160, gli occhiali antigraffio 6.800. Tutto il materiale viene consegnato al deposito sanitario di Reggio Emilia, da cui viene distribuito secondo i criteri prefissati, ad uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario.

Ufficiale: bar e ristoranti chiusi dalle 18 anche a Ravenna. E stop agli allenamenti

Nuova ordinanza della Regione. Obbligo di mascherina e guanti per i taxisti

Ristorante 3 2L’apertura di attività di ristorazione e bar dalle 6 alle 18 viene estesa a tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. Quindi anche nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena, dopo che il Decreto governativo dell’8 marzo aveva già introdotto la misura restrittiva anti-coronavirus nelle altre cinque province della regione: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini.

Lo prevede l’Ordinanza da poco (serata del 9 marzo) firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

La nuova misura su attività di ristorazione e bar entra in vigore già da domani, 10 marzo, e fino al prossimo 3 aprile.

Durante l’apertura, resta l’obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

L’Ordinanza prevede l’estensione alle quattro province, e quindi la validità in tutto il territorio regionale, di una seconda misura. Quella – si legge nell’ordinanza – “relativa alla sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati: sempre da domani, allenamenti compresi, saranno consentiti solo agli atleti professionisti e di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, purché all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. In precedenza, tale possibilità nelle quattro province era concessa anche agli atleti agonisti”.

Infine, l’atto del presidente della Regione prevede che taxisti e autisti di mezzi a noleggio con conducente debbano indossare mascherina e guanti, e si raccomanda loro di eseguire con regolarità sanificazioni del veicolo. Quest’ultima misura sarà in vigore da mercoledì 11 marzo, per consentire loro di acquisire quanto necessario.

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