giovedì
25 Giugno 2026

Ecco i cinque nuovi grandi murales di Ravenna, ispirati (anche) a Dante – FOTO

Artisti di caratura internazionale impegnati in via Gulli per il festival Subsidenze

Ha preso forma in via Gulli, a Ravenna, una vera e propria cittadella della street art grazie alla sesta edizione del festival Subsidenze. Un’edizione dedicata a Dante, nel settimo centenario della morte, nella città che ne conserva le spoglie mortali, e grazie anche a una sorta di gemellaggio con il Comune di Mantova e quindi con la figura di Virgilio.

Dante e Virgilio appaiono dunque nei due grandi murales di Millo: a sinistra il Poeta con un giocattolo di Devilman, manga ideato dal maestro giapponese Gō Nagai, ispirato a sua volta (anche) dalla Divina Commedia per un omaggio nell’omaggio; a destra invece Virgilio con tanto di lanterna, per districarsi in un vortice di strade che vuole essere la Selva Oscura. Presente anche nell’opera più esplicita di Luogo Comune, dove si va dall’Inferno al Paradiso, passando per il Purgatorio.

Più metaforico l’Inferno di Zed1, che ha voluto rappresentare quello che ognuno si deve portare dietro nella vita – come ci ha raccontato il curatore, Marco Miccoli – mentre a completare la panoramica dei nuovi murales di Ravenna firmati da artisti di caratura internazionale è il cruciverba di Biancoshock, realizzato in 29 lingue diverse, un modo questa volta per omaggiare il quartiere Darsena e la sua multiculturalità.

Da segnalare infine anche il Virgilio-robot di Labadanzky, sempre tra i muri di via Gulli 249, dove già l’anno scorso Ericailcane e Bastardilla avevano dipinto l’ingresso di questa sorta di nuova cittadella.

Il festival Subsidenze è a cura dell’associazione Indastria.

Covid, 3 nuovi casi a Ravenna. In provincia 235 malati, 68 in meno in una settimana

 

Tre nuovi casi di Covid in provincia di Ravenna nelle ultime 24 ore. Si tratta di tre donne di cui due con sintomi e tutte in regime di isolamento domiciliare. Due sono state individuate in quanto contatti famigliari di un altro contagiato; una in seguito a tampone volontario.

A ieri (5 ottobre) le persone completamente guarite ammontavano a 1.481 (131 delle quali nell’ultima settimana), su un totale di 1.841 contagiati dall’inizio dell’epidemia in provincia, mentre i pazienti ancora in malattia (casi attivi) erano 235 (68 in meno rispetto al 28 settembre). Di questi pazienti 14 sono ricoverati e 221 in isolamento domiciliare, di questi ultimi 136 sono asintomatici e 85 con sintomi compatibili con tale regime.

Il bollettino regionale del 6 ottobre. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna sono stati registrati 36.261 casi di positività, 172 in più rispetto a ieri, di cui 81 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,7 anni.

I tamponi effettuati sono 11.386, per un totale di 1.231.229. A questi si aggiungono anche 1.962 test sierologici.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 5.154 (+108 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 4.929 (+107), il 96% dei casi attivi. I pazienti in terapia intensiva sono 13 (+2 rispetto a ieri), quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 212 (-1).

Le persone complessivamente guarite hanno raggiunto quota 26.617 (+61 rispetto a ieri): 7 “clinicamente guarite” (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 26.610 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Si registrano tre decessi nel territorio emiliano-romagnolo: una donna di 83 anni della provincia di Forlì-Cesena, un uomo di 94 e una donna di 65 anni della provincia di Modena.

Questi i casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 5.185 a Piacenza (+14, di cui 6 sintomatici), 4.397 a Parma (+29, di cui 12 sintomatici), 5.912 a Reggio Emilia (+25, di cui 10 sintomatici), 5.037 a Modena (+14, di cui 8 sintomatici), 6.515 a Bologna (+46, di cui 28 sintomatici), 593 a Imola (+1, sintomatico), 1.470 a Ferrara (+1, asintomatico), 1.841 a Ravenna (+3, di cui 2 sintomatici), 1.454 a Forlì (+11, di cui 5 sintomatici), 1.162 a Cesena (+3, di cui 2 sintomatici), 2.695 a Rimini (+25, di cui 17 sintomatici).

Dal 12 ottobre il vaccino contro l’influenza: in regione 30 percento di dosi in più

L’Emilia-Romagna anticipa la partenza della campagna stagionale e abbassa a 60 anni l’età minima per la somministrazione gratuita

Arton80043Da lunedì 12 ottobre parte la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagione in Emilia-Romagna. Vista l’utilità che potrà avere nella gestione delle diagnosi Covid, essendo simili i sintomi a quelli dell’influenza, la Regione ha deciso di anticipare la partenza rispetto agli anni passati, di spostare oltre al 31 dicembre il termine per vaccinarsi e di acquistatre più dosi di vaccino (1,2 milioni, circa il 30 percento in più rispetto alla passata stagione). Nella passata stagione si stima che ci siano stati circa 580mila casi di influenza in Emilia-Romagna.

«Il vaccino – spiega una nota da Bologna – è utile nel ridurre le complicanze gravi e gli accessi ospedalieri soprattutto per le persone con patologie croniche e può semplificare la diagnosi differenziale, nonché migliorare la gestione nei casi sospetti di Covid-19».

Hanno diritto alla vaccinazione gratuita persone di età uguale o superiore a 60 anni con o senza patologie; donne in gravidanza o nel post partum; adulti e bambini (a partire dai 6 mesi di età) con patologie croniche; medici e personale sanitario e sociosanitari; addetti ai servizi pubblici essenziali (per esempio, forze dell’ordine, vigili del fuoco, volontari che operano nel settore sanitario); donatori di sangue; personale degli allevamenti e dei macelli. Tutte queste persone possono richiede la vaccinazione al proprio medico di medicina generale o ai servizi vaccinali regionali (Pediatria di Comunità e Servizi di Igiene e Sanità Pubblica), essendo appunto competenza del sistema sanitario pubblico, quindi di quello regionale, garantire la copertura vaccinale alle categorie a rischio.

Le persone fuori da queste categorie possono comprare in farmacia il vaccino e farselo somministrare dal medico di fiducia (costi variabili a proprio carico); oppure richiedere la vaccinazione antinfluenzale ai servizi vaccinali regionali (costo 22 euro) che la somministreranno però solo dopo aver garantito le vaccinazioni alle categorie che ne hanno diritto.

In farmacia test sierologici gratuiti per studenti e familiari: esito in 15 minuti

Dal 19 ottobre basterà prendere appuntamento in una delle 1.366 farmacie confenzionate in regione. Potranno farlo chi frequenta fino alle superiori e gli universitari con medico in Emilia-Romagna. Chi risulterà positivo alla presenza degli anticorpi dovrà fare il tampone per accertare l’eventuale contagio in corso

Test Sierologici OptTest sierologici rapidi in farmacia – con esito in circa 15 minuti – per la ricerca degli anticorpi del Covid-19, gratuiti per alunni/studenti fion alle superiori, i genitori e altri familiari conviventi e gli universitari che hanno il medico di base in Emilia-Romagna. È la nuova campagna lanciata dalla Regione per estendere l’azione di prevenzione e controllo contro il coronavirus. Operazione possibile grazie all’accordo siglato oggi, 6 ottobre, con le associazioni di categoria territoriali delle farmacie convenzionate, pubbliche e private. Si parte dal 19 ottobre e si stima che la popolazione potenzialmente interessata sia di circa due milioni di persone, quasi un cittadino su due. Chi risulterà positivo, farà il tampone nasofaringeo per la conferma o meno dell’eventuale contagio in corso.

Nella fase iniziale il nuovo provvedimento voluto dalla giunta regionale riguarderà dunque un target ben preciso, e cioè tutta quella parte del mondo scolastico non ancora sottoposta a screening; in un secondo tempo, anche in base all’andamento dell’epidemia e all’esito dei test, lo screening potrà rivolgersi ad altre fasce di popolazione, sempre in modo gratuito.

Da Piacenza a Rimini sono 1.366 le farmacie convenzionate, pubbliche e private, operative in Emilia-Romagna: l’elenco sarà pubblicato a breve sul sito della Regione. Chi vorrà sottoporsi al test dovrà prendere appuntamento con il farmacista. Per il Servizio sanitario, il test in farmacia avrà un costo unitario pari a 16,76 euro (Iva inclusa).

Ai nuovi test sierologici rapidi, si aggiunge una seconda leva: i tamponi rapidi – due milioni acquistati dalla Regione e anche qui esito in 15-20 minuti – da utilizzare dal 26 ottobre nella scuola e negli ambiti lavorativi pubblici e privati a maggior rischio. Sia per aumentare ancora la capacità di screening sia per poter svolgere velocemente verifiche estese (per esempio a un’intera classe) in presenza di positività e quindi ridurre al minimo possibili quarantene o i tempi di avvio di qualsiasi misura di tutela.

Sequestrate autofficina e discarica di rifiuti speciali: attività abusiva da 4 anni

Intervento della guardia di finanza in un capannone in zona stazione, segnalato il titolare: Iva mai versata, ricavi dichiarati per pochi euro, occupato un lavoratore in nero

Foto GdF DiscaricaL’attività dell’autofficina andava avanti da quattro anni ma non aveva mai avuto le autorizzazioni commerciali e amministrative, impiegava un lavoratore in nero e aveva realizzato una discarica di rifiuti speciali. La guardia di finanza a Faenza ha sequestrato un’officina meccanica abusiva in un capannone in zona stazione. Un 40enne italiano è stato segnalato alle autorità.

Il capannone era fornito di tutte le attrezzature necessarie per la riparazione di autoveicoli: ponti sollevatori, carrelli, cric pneumatici, idropulitrici, compressori, saldatrici, banchi professionali da lavoro, macchinari per l’equilibratura delle gomme, oltre a numerosi pezzi di ricambio ed utensili vari.

Foto 1 GdF DiscaricaLa Compagnia locale delle Fiamme Gialle è stata affiancata nella parte conclusiva dell’indagine da Arpae che ha confermato la natura di rifiuti speciali e pericolosi di gran parte del materiale giacente nei locali ispezionati, tra cui pneumatici usati ed olii esausti, che, in mancanza di qualsivoglia registro di rendicontazione, venivano smaltiti illegalmente.

I Finanzieri hanno accertato che il meccanico abusivo dall’ottobre 2018 si avvaleva di un lavoratore in nero, un romeno di 30 anni che operava in assenza delle coperture assicurative obbligatorie.

Foto 2 GdF DiscaricaL’impresa esercitava l’attività economica dal 2016 e nel corso degli anni non ha mai presentato dichiarazioni ai fini dell’Iva, mentre ai fini delle imposte dirette aveva dichiarato ricavi solo per pochi euro l’anno. È stata acquisita documentazione extracontabile che permetterà ora di ricostruire il reale volume d’affari, con conseguente quantificazione delle imposte finora evase.

Assalto notturno al distributore: “sradicata” la colonnina del self service

Nell’area di servizio della Q8 sull’Adriatica, tra Classe e Ravenna

Spaccata nella notte in un distributore sull’Adriatica.

Si tratta dell’area di servizio della Q8 all’altezza di Classe.

Malviventi hanno sradicato la colonnina del self service, riuscendo a portare via i contanti e procurando ingenti danni alla struttura e sfruttando allo scopo una pala meccanica rubata poco prima.

Sul posto la polizia, che ha tentato invano di seguire le tracce dei ladri, che sono riusciti a dileguarsi a bordo di un furgone.

Ancora da quantificare il bottino.

Il tetto si sfonda, muore un 41enne, muratore di Cervia

L’incidente a Forlì. L’uomo era impegnato in uno stabile in ristrutturazione

Dangerous Accident During WorkAbitava a Cervia il muratore morto nel pomeriggio di ieri, 5 ottobre, in un infortunio sul lavoro a Forlì.

Si chiamava – come scrivono i due quotidiani in edicola oggi – Constantin Danut Macovei, era di origini rumene e aveva 41 anni.

L’incidente è avvenuto in cantiere edile in via Bellonci 19.

L’uomo si trovava sul tetto di uno stabile in ristrutturazione assieme ad alcuni colleghi quando è precipitato a causa del cedimento di una porzione di tetto, per un volo fatale di circa sei metri.

A caccia di antimateria e raggi cosmici: conferenza al planetario con Quadrani

Il 10 ottobre iniziativa dell’associazione astrofili ravennati per conoscere l’esperimento Ams sulla stazione spaziale

Endeavourlaunch Nasa 3000
Il lancio dello Space Shuttle nel 2011

Studiare con precisione la composizione e l’abbondanza dei raggi cosmici nello spazio, in cerca di tracce di antimateria primordiale e materia oscura, è lo scopo dell’esperimento Ams (alpha magnetic spectrometer), un cubo di tre metri di lato per un peso complessivo di 7,5 tonnellate che agisce come rivelatore di particelle da modulo esterno della stazione spaziale internazionale (Iss). Di tutto questo si parlerà al planetario di Ravenna il 10 ottobre con Lucio Quadrani, professore dell’università di Bologna, associato all’Istituto nazionale di fisica nucleare. Sono previsti deu turni: alle 17.30 e alle 21.

Il collaudo dell’intero esperimento nella configurazione di volo è stato realizzato nei laboratori dell’European Space Research and Technology Centre dell’Esa nei Paesi Bassi, il rilevatore è stato mandato sulla Iss con l’ultimo shuttle nel 2011. La collaborazione internazionale nell’esperimento Ams comprende 56 istituzioni di 16 Paesi, con un contributo particolare dell’Europa (l’Italia ha partecipato attivamente e Quadrani ha avuto un ruolo importante).

L’evento è organizzato e gestito da Arar, associazione ravennate astrofili Rheyta, che gestisce il planetario di Ravenna in convenzione con il Comune.

La prenotazione è obbligatoria: 0544-62534 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30 oppure email info@arar.it pagina Facebook di Arar.

Covid, 12 nuovi casi in provincia di Ravenna. In regione 167 su 5mila tamponi

 

In provincia di Ravenna i nuovi casi positivi al Covid sono 12, di cui 6 asintomatici, tutti in isolamento domiciliare. Di questi, 10 sono riconducibili a focolai familiari, due casi sono importati (da altra regione e uno dall’Ucraina).

Il bollettino della Regione, aggiornato alle 12 del 5 ottobre. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna sono stati registrati 36.089 casi di positività, 167 in più rispetto a ieri, di cui 84 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40 anni.

tamponi effettuati sono 5.008 (circa la metà del solito, essendo il weekend), per un totale di 1.219.843. A questi si aggiungono anche 2.120 test sierologici.

casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 5.046 (+ 92 rispetto a ieri). Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 4.822 (+91), il 95% dei casi attivi. Invariato rispetto a ieri il numero dei pazienti in terapia intensiva, 11 in totale, 213 (+1) quelli in altri reparti Covid.

Le persone complessivamente guarite hanno raggiunto quota 26.556, (+74 rispetto a ieri): 7 “clinicamente guarite” (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 74 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Si registra purtroppo un decesso. Si tratta di una donna di 84 anni, in provincia di Modena, affetta da patologie pregresse.

Questi i casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 5.171 a Piacenza (+43, di cui 14 sintomatici), 4. 368 a Parma (+22, di cui 12 sintomatici), 5.887 a Reggio Emilia (+14, di cui 12 sintomatici), 5. 023 a Modena (+25, di cui 10 sintomatici), 6.469 a Bologna (+22, di cui 14 sintomatici), 592 a Imola (+1, nessun sintomatico), 1.469 a Ferrara (non ci sono nuovi casi rispetto a ieri),1.838 a Ravenna (+12 di cui 6 sintomatici), 1.443 a Forlì (+10, di cui 4 sintomatici), 1.159 a Cesena (+8, di cui 4 sintomatici), 2.670 a Rimini (+10, di cui 7 sintomatici).

Torna la Notte d’Oro, ma quest’anno sarà “per Dante”, il 17 ottobre

In programma visite guidate, mostre, letture e aperture speciali dei monumenti

Tavolini Centro Ravenna Via NovembreConfermata anche quest’anno, nonostante le disposizioni anti Covid, la Notte d’Oro, la notte bianca di Ravenna.

L’appuntamento è per sabato 17 ottobre e l’evento è stato ribattezzato Notte per Dante, in omaggio al Sommo Poeta Dante Alighieri, nel settecentenario della morte.

Non ci sarà il “concertone” in piazza ma “visite guidate, mostre, aperture serali di monumenti, letture dantesche e molto altro”, si legge sul sito del Comune di Ravenna, che però non ha ancora diffuso il programma completo.

«Tutti gli eventi – assicura l’Amministrazione – saranno svolti nel pieno rispetto dell’emergenza sanitaria e delle norme antiCovid.

Ravenna, via al restauro del Parco della Pace. Studenti al lavoro sulla fontana

Primo investimento da 59mila euro. L’obiettivo è valorizzare il luogo anche tramite web e un pannello esplicativo

È partito il restauro del Parco della Pace, sorta di museo a cielo aperto inaugurato dal Comune di Ravenna nel 1988 su proposta dell’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei, da un progetto redatto da una commissione artistica internazionale presieduta da Giulio Carlo Argan.

Le tematiche ispiratrici del Parco sono la pace e l’amicizia tra i popoli, sintetizzate dalle opere realizzate da artisti provenienti da diversi Paesi come Claude Rahir (Belgio), Margarett L. Coupe (Nuova Zelanda), Jerry W. Carter (USA), Alexandr Kornoukhov (U.R.S.S.), Mimmo Paladino (Italia), Josette Deru (Francia), Edda Mally (Austria) e Bruno Saetti (Italia).

Opere musive che necessitano di specifici interventi di restauro e di un puntuale programma di valorizzazione che implementi la conoscenza del sito e della sua storia.

Il progetto di restauro è stato inserito all’interno delle attività promosse dall’Accordo Quadro stipulato l’8 novembre 2017 tra Comune di Ravenna, Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Fondazione RavennAntica e Fondazione Flaminia, seguito nel febbraio di quest’anno dalla delibera del Comune che ha portato a un “Accordo attuativo per la realizzazione di attività di studio, formazione e ricerca per il recupero e la valorizzazione dei mosaici del Parco della Pace”.

Il primo intervento dell’intero progetto, già partito, è focalizzato sul restauro della fontana a mosaico “Le chaos et la source de vie” realizzata dall’artista belga Claude Rahir nel 1984. L’autore concepì l’opera come un paesaggio attraverso una composizione di materiali, eterogenei nella morfologia e nelle dimensioni, tra cui ardesia, porfidi, ciottoli e cristalli. Tali elementi, allettati su piano inclinato, danno vita a una composizione che richiama i paesaggi zen, testimoniando l’attenzione dell’autore alla cultura e alle filosofie orientali.

Tutti gli enti sottoscrittori dell’accordo si sono adoperati per rendere realizzabile questo progetto, con un finanziamento di 59mila euro (Iva compresa).

«Sarà un cantiere scuola – dichiarano gli assessori alla Cultura Elsa Signorino e ai Lavori pubblici Roberto Fagnani –  nel quale le attività di analisi, ricognizione e restauro saranno oggetto di studio e pratica sul campo per gli studenti non solo universitari ma di tutte le realtà formative cittadine vocate all’arte, come l’Accademia di Belle Arti e il Liceo Artistico Nervi- Severini. Questo è il primo passo perché quello al quale stiamo lavorando è un progetto più ampio, di compiuta valorizzazione del Parco della Pace, che si svilupperà per gradi e con il coinvolgimento dell’intera comunità».

«Le peculiarità storico artistiche e di contesto del Parco – dichiara il presidente di RavennAntica Giuseppe Sassatelli – rendono l’intervento di restauro un caso di studio molto fecondo anche per la didattica universitaria; inoltre l’intervento si configura come un’ottima occasione per uno scambio di competenze tra professionisti del settore e giovani studiosi che seguono un percorso formativo di eccellenza. In previsione dell’avvio di questo progetto è stato predisposto un documento conoscitivo con i dati di tutti i mosaici del Parco e del loro stato di conservazione. Tale documento ci consente di programmare i tempi e la consistenza dei futuri interventi, tenendo conto sia delle urgenze dei restauri che delle disponibilità economiche, che ci auguriamo siano adeguate».

Il Dipartimento di Beni Culturali, in collaborazione con Fondazione RavennAntica, si è impegnato a prendere in consegna il cantiere di restauro coinvolgendo attivamente gli studenti dell’LMCU in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali per lo svolgimento di attività tecnico-didattiche e laboratoriali. «Il Dipartimento – si legge in una nota – si è altresì impegnato a mettere a disposizione le proprie competenze tecniche e scientifiche tramite docenti, ricercatori, assegnisti di ricerca, dottorandi oltre alla propria attrezzatura e ai propri laboratori con le relative strumentazioni. Ha infine promosso tirocini formativi e approvato un progetto di tesi di laurea su tutte le attività programmate e da realizzare».

La Fondazione RavennAntica svolge funzione di stazione appaltante, committente, responsabile dei lavori e coordinatrice di tutte le attività programmate.

Sono state infine attivate collaborazioni con l’AIMC – Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei, il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, il Liceo Artistico Nervi-Severini e l’Accademia di Belle Arti di Ravenna per tutte le opere necessarie a valorizzare, implementare e migliorare la fruizione pubblica dell’intera area mediante la predisposizione di sito web, pagine social e un pannello esplicativo da collocare all’ingresso del Parco.

Oltre al progetto sopra esposto, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna metterà a disposizione le proprie risorse economiche e competenze tecniche per la realizzazione di un ulteriore cantiere di restauro focalizzato sul recupero del mosaico “Francobollo”. Trattasi di una riproduzione, in dimensioni monumentali, di un francobollo emesso nel 1990 dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato appartenente a una serie tematica denominata “Il patrimonio artistico e culturale italiano”.

Effetto lockdown: nel primo trimestre 2020 cassa integrazione aumentata del 152%

Le previsioni dell’ufficio studi della Camera di Commercio: Pil provinciale in calo del 9,9 percento rispetto al 2019

Man Wearing Blue Hard Hat Using Hammer 544966Il mercato del lavoro ravennate nel primo trimestre 2020, misurato dalla Camera di Commercio, risente delle forti perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria a partiredall’ultima settimana di febbraio. Segnali diripresa da Servizi (+2,9%) e Agroalimentare (+0,8%), soffrono Industria (-1%), Edilizia (-0,4%) eCommercio/Turismo (-0,3%). È quanto emerge dalle indagini dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ravenna sui dati Istat Forze-Lavoro tra gennaio e marzo di quest’anno.

«Nel primo trimestre 2020 – sottolinea l’Ufficio Studi dell’Ente di viale Farini – l’input di lavoro, misuratodalle ore lavorate, registra una marcata diminuzione sia rispetto al trimestre precedente, sia rispettoallo stesso periodo dell’anno scorso. Tali dinamiche risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica che, nell’ultimo trimestre, ha risentito degli effetti della crisi sanitaria che, per il 2020, porteranno ad una flessione del Pil provinciale, rispetto al 2019, pari a -9,9%».

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel primo trimestre del 2020 il numero di persone occupate diminuiscein termini congiunturali (-532 unità, -0,3%), a seguito del calo sia degli occupati dipendenti (-0,3%),sia di quelli indipendenti (-0,2%). Il tasso di occupazione è pari al 70,3%, in diminuzione di 0,3 puntirispetto al quarto trimestre 2019.Nell’andamento tendenziale rallenta la crescita del numero di occupati (+1,1%, +2 mila unità rispettoal primo trimestre 2019), per effetto dell’aumento dei lavoratori dipendenti (+1,6%) a fronte del calodegli indipendenti (-0,3%). E nel confronto annuo, per il dodicesimo trimestre consecutivo, a ritmiancora più intensi, si riduce il numero di persone in cerca di occupazione (-3,4 mila in un anno, -31%). Dopo la diminuzione nei due precedenti trimestri, aumenta anche il numero di inattivi di 15-64anni (+0,6 mila in un anno, +0,4%). Il tasso di disoccupazione è in diminuzione rispetto sia altrimestre precedente sia a un anno prima e si associa all’aumento, anch’esso congiunturale etendenziale, del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni.

Dal lato delle imprese, che segnalano, tra i bisogni più urgenti, la liquidità innanzitutto, messa a duraprova dai mancati pagamenti e dal blocco dei consumi, si registra una diminuzione della domanda dilavoro su base congiunturale, con un calo delle posizioni lavorative dipendenti, mentre aumenta,rispetto allo stesso periodo del 2019, il ricorso alla cassa integrazione (+152,8%), con 415.221 oreautorizzate tra gennaio e marzo di quest’anno.

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