Marco di Maio e Jacopo Morrone ritengono un errore dismettere il presidio della Bassa Romagna prospettato dal Ministero
Il Ministero dell’Interno prevede, in un’ottica di razionalizzazione, la chiusura della polizia stradale di Lugo e fioccano le reazioni politiche. Italia Viva – con il deputato Marco di Maio – sostiene che potrebbe esserci ancora un margine di manovra per scongiurare la chiusura del distaccamento della Polstrada. «In un momento in cui c’è una richiesta maggiore di sicurezza – dice di Maio – sulle strade e i numeri degli incidenti destano molta preoccupazione, è un errore dismettere i presidi che sono lontani dalle grandi strade di comunicazione. Chiediamo alle autorità competenti sul territorio (prefettura e questura) di difendere I due distaccamenti; noi faremo la nostra parte a livello politico e parlamentare. Queste sfide si vincono solo se c’è gioco di squadra». Ranalli estende «l’invito ad agire anche alla Provincia e all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, oltre che al Comune di Lugo».
Sul tema interviene anche Jacopo Morrone, deputato della Lega e responsabile del partito in Romagna: «La disattenzione per le esigenze dei territori e la mancanza di ascolto da parte di questo Governo unite a logiche verticistiche rappresentano il mix micidiale che ha portato al taglio dei distaccamenti della Polizia stradale di Rocca San Casciano, nel forlivese, e di Lugo, nel ravvenate». La riorganizzazione dettata dal ministero «no penalizza la Romagna senza che ci siano motivi concreti. Affermare che in queste località la ‘viabilità non riveste più un interesse strategico’ significa non conoscere la realtà e decidere a tavolino dove far cadere mannaia, con motivazioni che non convincono. Ovviamente ci attiveremo per capire chi abbia la responsabilità di questa decisione e quali ne siano le reali ragioni. Non vorremmo che, a monte, ci fosse l’ostilità delle forze ‘giallorossofucsia’ nei confronti del rafforzamento delle forze dell’ordine e previsto dalla Lega e, in particolare, da Matteo Salvini quando era alla guida del ministero e da Nicola Molteni che rivestiva il ruolo di sottosegretario con delega alla Polizia. In ogni caso, questo taglio non può che inserirsi in un contesto politico e ideologico che irresponsabilmente si disinteressa della sicurezza delle persone».
Alle attività vengono consegnati i contenitori definiti durante il sopralluogo di censimento: 204 le utenze coinvolte
Ai blocchi di partenza i servizi per aumentare la raccolta differenziata nel Comune di Conselice, che vedranno la modifica delle modalità di raccolta e una maggiore attenzione richiesta ai cittadini per i conferimenti dei rifiuti differenziati. La riorganizzazione del sistema di raccolta partirà dalla zona artigianale-industriale di Conselice, dove da oggi, lunedì 10 febbraio, sarà introdotto il porta a porta integrale, .che prevede la raccolta a domicilio di tutte le tipologie di rifiuti.
L’Amministrazione Comunale e Hera hanno recapitato una lettera, rivolta alle 204 utenze coinvolte (89 attività e 115 famiglie) per informarle sugli obiettivi da conseguire e sulle novità di servizio introdotte. Per la consegna del materiale informativo e del kit per il porta a porta, tutor incaricati e formati da Hera si stanno recando in questi giorni presso tutte le utenze (abitazioni e attività): questi operatori sono dotati di un tesserino nominativo e non chiederanno mai né di entrare in casa né denaro. Per essere certi che si tratti di un incaricato Hera è possibile chiamare il Servizio Clienti Hera al numero verde gratuito 800.862.328 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18).
Alle attività saranno consegnati i contenitori definiti durante il sopralluogo di censimento, in cui gli operatori di Hera hanno definito con i titolari i contenitori più idonei alla raccolta, in base alle caratteristiche di ogni singola azienda.
Nel caso in cui non sia stato possibile fare la consegna a domicilio, si può ritirare il kit con il coupon di mancata consegna presso le stazioni ecologiche (centri di raccolta) di via Amendola a Conselice (aperta il lunedì-mercoledì-venerdì dalle 12.30 alle 17.30, il martedì e giovedì dalle 8.30 alle 13.30 e il sabato dalle 8.30 alle 17.30) e via Prov. Bastia 359 a Lavezzola, aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13.30, il martedì e giovedì dalle 12.30 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 17.30.
Inoltre, sempre presso i centri di raccolta, è possibile ritirare gratuitamente la compostiera, per ridurre i rifiuti prodotti. La compostiera consente di trasformare il rifiuto organico in terriccio per migliorare la fertilità del terreno che si può quindi riutilizzare a Km0. L’utilizzo della compostiera o di una concimaia inoltre dà diritto a sconti sulla bolletta TARI (per il 2019 5 euro o 10 euro rispettivamente per abitante/anno).
Un assessore e un giornalista, Roberto Fagnani e Maria Chiara Duranti, rappresentano Italia Viva in provincia: «Da adesso mai più una consultazione elettorale senza il nostro simbolo». Primo test alle amministrative di Faenza
Maria Chiara Duranti e Roberto Fagnani, coordinatori provinciali di Italia Viva
Dopo l’assemblea a Roma dell’1 e 2 febbraio, Italia Viva, il partito fondato dall’ex segretario del Pd ed ex premier Matteo Renzi, si struttura anche sui territori con due coordinatori per provincia, un uomo e una donna.
A Ravenna si tratta di un’ousider della politica come Maria Chiara Duranti e di un volto invece noto come quello di Roberto Fagnani. Lei è una 53enne giornalista professionista e direttrice della testata Format-biz. Lui è assessore nella giunta De Pascale del Comune di Ravenna con deleghe ai Lavori pubblici e allo Sport, 46enne renziano della prima ora e uno dei primi ad annunciare che avrebbe lasciato il Pd per seguire l’ex sindaco di Firenze. Non è dunque sorprendente trovarlo in questo incarico.
«In questi mesi si è lavorato molto a questo progetto di organizzazione – spiega l’assessore –, in particolare con il ministro Teresa Bellanova, il vicepresidente della Camera Ettore Rosato e il deputato Marco Di Maio, e oggi sono mol- to contento e orgoglioso di ricoprire questo ruolo, a cui mi dedicherò con passione e con dedizione, come ho sempre fatto in politica».
Da Fagnani parole di apprezzamento per la collega: «Sono contento di fare questo percorso con una persona con un’importante esperienza giornalistica che avevo avuto modo innanzitutto di conoscere come autrice di un libro su Zaccagnini che avevo apprezzato tantissimo. E sono doppiamente felice perché ha deciso di scendere in campo in un partito che finalmente lascia davvero molto spazio alle donne».
Fagnani, da coordinatore provinciale la aspetta già tra qualche mese con le elezioni amministrative di Faenza la prima vera sfida elettorale, visto che alle Regionali non c’era il simbolo…
«Siì, per le Regionali si era deciso di non presentare il simbolo in accordo anche con il presidente Bonaccini che abbiamo sostenuto convintamente e che, personalmente, mi auguro diventi il nuovo leader del Pd. Ma ai prossimi appuntamenti elettorali arriveremo sempre con il nostro simbolo: il primo per la nostra provincia è quello di Faenza per cui ci mettere- mo al lavoro e incontreremo tutti i possibili interlocutori».
Chi sono i possibili interlocutori di Italia Viva? Si sentono idee fantasiose addirittura di possibili accordi con Salvini… «Naturalmente c’è un’area con cui noi non potremo mai confrontarci. Basti pensare che Renzi è stato tra i promotori di un governo con il Movimento 5 Stelle pur di mandare a casa Salvini. Detto questo, come stiamo dimostrando in Puglia, siamo disponibili a parlare e a confrontarci ma non ad accettare qualsiasi condizione o ad appoggiare chiunque (Italia Viva in Puglia è pronta a correre da sola per non appoggiare il candidato Pd Emiliano, ndr) ed è ovviamente pronta anche a presentare proposte e candidature».
A Faenza auspica forse primarie di coalizione?
«Mi sembra tutto ancora prematuro».
Nel campo del centrosinistra faentino c’è parecchia maretta: vi proponete di fare da pacieri tra Pd e Insieme per Cambiare, per esempio?
«Perché no? (sorride, ndr)».
Ma con quale forza andrete a sedervi a un tavolo di trattativa, visto che non è stato possibile misurarvi? A Ravenna alle Regionali non avevate nemmeno un vostro candidato nella lista del presidente, a differenza di quanto accaduto altrove…
«Questo è accaduto perché a Ravenna, per alcune dimamiche particolari, non è stato possibile esprimere un candidato della nostra area e quindi la nostra scelta è stata quella di non schierarci e di votare Bonaccini. E ci sono stati molti voti che sono andati solo al presidente. Nelle province in cui c’erano, invece, i candidati dell’area di Italia Viva sono stati molto votati. Non ci fidiamo dei sondaggi (che li danno intorno al 4-5 percento, ndr), sentiamo molto interesse nei nostri confronti e siamo sicuri che altri seguiranno a breve».
Forze come Azione di Calenda o Più Europa della Bonino si collocano nella vostra area politica, diciamo a destra del Pd e a sinistra della destra. Possiamo immaginare alleanze?
«Certamente, a livello locale potrebbe essere interessante perché i punti in comune, soprattutto sotto il profilo economico, sono numerosi».
Veniamo a Ravenna, dove si vota tra poco più di un anno. Come starete in maggioranza? Lei è assessore e Italia Viva conta anche due consiglieri comunali: sarete “pungoli”, per così dire, come Renzi al governo giallorosso?
«Noi abbiamo sempre detto che restiamo leali a questa alleanza e peraltro il sindaco De Pascale in questi anni si è sempre dimostrato aperto ad accogliere istanze che venivano dalle varie anime della sua ampia coalizione. Detto questo, va precisato che, sia a livello locale come a livello nazionale, se fossimo sempre d’accordo con tutto ciò che dice il Pd, non saremmo usciti dal Pd. Avanzare idee e proposte non significa remare contro, ma dare contributi».
Quanti sono gli iscritti in provincia?
«Ci stiamo strutturando in questi giorni e già si vede un buon numero di attivisti che stanno crescendo. Dobbiamo raccogliere i dati perché da ottobre era possibile iscriversi online e ci sono i comitati civici. Sono convinto che molti aspettassero che ci strutturassimo: ora è possibile iscriversi con i moduli cartacei e credo che altri si faranno avanti».
Sarete un partito solido o leggero? Avrete tessere e sedi?
«Vogliamo mettere insieme Whatsapp e la rete con i luoghi fisici. Sono arrivate le prime tessere plastificate ed entro il 31 marzo apriremo una delle prime cento sedi di Italia Viva, a partire naturalmente dal capoluogo».
Continua la crescita del comune manfredo. Bene anche Riolo Terme, quarto comune della provincia per pernottamenti
Uno scatto da Argillà, la mostra mercato della ceramica di Faenza
Faenza sta diventando quasi un caso da studiare, in ambito turistico. Fatta una doverosa premessa sul valore assoluto dei numeri – che non sono neanche paragonabili con quelli di Cervia e Ravenna (che raccolgono circa il 94 percento dei pernottamenti di tutta la provincia), rappresentandone grossomodo un decimo – Faenza è infatti l’unico comune della provincia, e probabilmente tra i pochi della regione, che negli ultimi cinque anni è riuscito a registrare una crescita continua di turisti e pernottamenti, aggiornando di anno in anno il proprio record storico.
E così nel 2019 (fonte Istat) sono stati 62.899 i turisti registrati nelle strutture ricettive del comune di Faenza, in crescita del 4,2 percento rispetto al 2018. E se si torna al 2015, i turisti erano oltre 15mila in meno. In media in pochi anni Faenza ha guadagnato quindi più di mille visitatori al mese. E di pari passo sono aumentati i pernottamenti, che nel 2019 sono arrivati a superare la soglia record di 157mila (+2,4 percento rispetto al 2018), quasi 40mila in più rispetto al 2015. E in maniera ancora più accentuata (+6,7 percento) sono cresciuti nel 2019 i pernottamenti di persone provenienti dall’estero, che oggi rappresentano quasi un terzo del totale.
A contribuire senza dubbio le iniziative legate alla ceramica cresciute in città, come la mostra mercato Argillà, oltre a una società di promocommercializzazione condivisa con Imola. Il vicesindaco Massimo Isola in questi giorni sui giornali ha inoltre sottolineato il lavoro dell’Amministrazione e quello dei privati, stimolati a investire in un campo fino a qualche anno fa se non inesplorato, sicuramente poco battuto tra gli imprenditori faentini.
La crescita si estende poi anche alle colline circostanti, con Riolo Terme che grazie al rilancio dell’impianto termale è diventato il quarto comune in provincia per pernottamenti (69.110), oltre diecimila in più rispetto a Lugo (in crescita del 10 percento nel 2019 ma fermo a quota 59mila) e quasi il doppio di Brisighella, sesto in questa particolare classifica, che nel 2019 ne ha registrati 36.411 (+1,6 percento sul 2018).
Valida per 24 ore a partire dalla mezzanotte di domenica
Dalla mezzanotte di oggi, domenica 9 febbraio, alla mezzanotte di domani, lunedì 10, sarà attiva in provincia di Ravenna un’allerta meteo per vento, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia-Romagna.
L’allerta è gialla nel territorio dei comuni di Ravenna, Cervia, Russi, Faenza, Riolo Terme e Casola Valsenio, mentre nel territorio comunale di Brisighella è a un livello più alto, di colore arancione.
Negli altri comuni della provincia invece il colore è verde, quindi l’allerta di fatto non c’è.
L’allerta è giustificata dalla previsione di “una forte intensificazione della ventilazione sud-occidentale sull’intero settore appenninico con venti di caduta che interesseranno anche la pianura orientale”.
L’allerta prevede “venti tra 74 e 88 Km/h sulle aree di crinale dell’appennino centro occidentale e sulle aree collinari romagnole; sul rimanente settore appenninico e sulle aree di pianura tra bolognese orientale e Romagna venti tra 62 e 74 Km/h; raffiche localmente superiori tra 80 e 90 Km/h”.
Sette persone della provincia di Ravenna sono finite ricoverate in terapia intensiva a causa dell’influenza stagionale e una è morta in questi giorni per le gravi complicanze della malattia. Si tratta di un anziano, ultraottantenne.
La notizia è riportata sull’edizione odierna (9 febbraio) del Carlino Ravenna, che riporta i numeri: sono 5.300 le persone nel Ravennate che si sarebbero ammalate nell’ultima settimana, 30mila in totale finora.
Le sette persone ricoverate (compreso l’anziano deceduto), sottolinea la direttrice del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl Romagna, Raffaella Angelini, non erano vaccinate, nonostante fossero state invitate a farlo.
Il picco dell’influenza è atteso la prossima settimana.
Il sindacato esulta per aver contribuito a scongiurarne la chiusura definitiva
Evitata la chiusura definitiva di 54 sezioni provinciali, tra cui quella di Ravenna, della polizia postale e delle comunicazioni. A festeggiare la notizia è il Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, «dopo più di un lustro di vere e proprie battaglie», si legge in una nota inviata alla stampa.
Anni in cui è stata sottolineata a più riprese «l’importantissima attività d’indagine che la sezione svolge su particolari tipi di reato, sottolineando che le competenze possedute da quegli agenti sono spesso di supporto anche per le attività d’indagine di altre Forze di Polizia: concordando con quanto evidenziato dal Sap, tutte le forze politiche locali riconobbero (già dal 2017, ndr) che la chiusura della locale Sezione della Polizia Postale rischiava di disperdere un importante patrimonio di conoscenze, competenze e professionalità acquisite, atteso che la sicurezza dei cittadini, oggi, è anche sicurezza digitale».
«Oggi – continua la nota – possiamo quindi affermare che l’impegno del Sap ha contribuito al blocco della prevista chiusura dei presidi di Polizia e alla valorizzazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni, ritenuta un’articolazione fondamentale nel contrasto ai reati informatici».
In particolare è stato previsto il potenziamento del settore e così, in meno di un anno, si è passati da uno scenario fatto di sezioni virtuali, cioè azzerate o con appena due o tre operatori, al progetto, oggi consolidato, di realizzare 73 sezioni per la sicurezza cibernetica, ognuna con 14 unità.
Nel ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa battaglia, infine, il Sap auspica quindi «che la Sezione della Polizia Postale di Ravenna, al momento composta da 5 unità, possa essere al più presto rinforzata».
L’attacco della lista civica La Pigna, che rivela di aver ricevuto due lettere anonime
Veronica Verlicchi, capogruppo in consiglio comunale della Pigna
La lista civica La Pigna ha depositato in procura un esposto invitando a indagare su un presunto concorso pilotato dell’Ausl Romagna.
La Pigna infatti rivela di aver ricevuto due lettere anonime in cui veniva anticipato il nome di quello che poi è stato effettivamente il vincitore di un bando conclusosi poche settimane fa per dirigente medico per una specializzazione all’ospedale di Ravenna.
«L’autore della lettera – si legge sulla pagina Facebook della Pigna – sostiene che il vincitore del bando sia stato deciso a priori da un dirigente di primissimo piano dell’Ausl Romagna e con l’avallo dei vertici della Regione Emilia-Romagna.
Soggetti che nella stessa missiva, vengono indicati come appartenenti al Pd».
La Pigna entra poi più nel dettaglio, mettendo in risalto anche presunti rapporti lavorativi precedenti tra il vincitore del bando e un membro della commissione esaminatrice, contestando infine la decisione dell’Ausl di assegnare solo 40 punti per il curriculum e «ben 60 per l’esito del colloquio individuale».
Nel curriculum vitae del vincitore, infine, sottolinea sempre la Pigna, «risultano, per ben 82 volte, collaborazioni e produzioni scientifiche con il suo diretto e massimo superiore, impegnato politicamente nel Pd».
Gli agenti hanno prestato assistenza a un’anziana sola, portando anche a riparare il suo telefono cellulare
Aveva il telefono cellulare danneggiato e, senza accorgersene, ha chiamato più volte la polizia al numero d’emergenza 112, senza però rendersene conto e quindi senza mai riuscire a parlare con l’operatore che nel frattempo aveva risposto.
La questura è riuscita a localizzare il cellulare e i poliziotti si sono presentati in un appartamento nel quartiere Darsena di Ravenna, dove hanno trovato, presa dallo sconforto, un’anziana sola.
Essendo quello l’unico telefono a sua disposizione, gli agenti lo hanno portato a riparare e poi riconsegnato alla donna, dandole la possibilità così di mettersi in contatto con i propri figli, attualmente all’estero.
Per la prima volta nel 2019 superata la soglia dei 500mila biglietti, in crescita di quasi il 10 percento rispetto al 2018
Turisti tra San Vitale e Galla Placidia
Simbolo di Ravenna, la basilica di San Vitale è tra i monumenti italiani più visitati (la top 30 appena stilata dal ministero parte sul gradino più basso dai 252mila visitatori del Museo di Capodimonte) e di anno in anno (forse grazie anche agli ultimi servizi televisivi, in particolare quelli di Alberto Angela) sta facendo segnare nuovi record di visitatori.
Anche se non è possibile avere il dato scorporato, è presumibile che la stragrande maggioranza di chi acquista il biglietto unico della Curia vada infatti a visitare almeno San Vitale (gli altri siti compresi nel prezzo sono il mausoleo di Galla Placidia, il battistero Neoniano, Sant’Apollinare Nuovo e la Cappella di Sant’Andrea, oltre al museo arcivescovile). E nel 2019 per la prima volta la diocesi ha superato la soglia dei 500mila biglietti staccati, mai raggiunta neppure nell’anno del Giubileo.
Sono stati in particolare 509.826 (compresi anche quelli a titolo gratuito, ma senza considerare gli ingressi, sempre gratuiti, dei ravennati, che possono entrare mostrando la carta d’identità), in crescita del 9,36 percento rispetto al 2018 (solo nel 2016 fu registrata una crescita in termini percentuali, seppur di pochissimo, più alta).
L’attacco di Alvaro Ancisi, due anni e quattro mesi dopo l’approvazione del consiglio comunale di Ravenna di un odg sul tema
«Secondo i recenti dati della Procura, i furti in casa hanno subìto un aumento vertiginoso a Ravenna, schizzando in tre anni da 1.970 a 2.473: una media di sette case svaligiate al giorno».
«Sono trascorsi due anni e quattro mesi da quel voto in assemblea – attacca Ancisi –, ma non ci risulta che sia stata nemmeno avviata la procedura per scegliere, tramite gara tra più società assicuratrici, l’offerta del contratto più conveniente. Così, nonostante le rassicurazioni espresse allora anche dal vicesindaco Fusignani, assessore alla sicurezza, abbiamo ogni giorno in media sette famiglie che non possono usufruire di questo servizio: un servizio promesso dallamministrazione comunale tramite il proprio massimo organo deliberativo, che l’esecutivo (sindaco e consiglio comunale) avrebbero dovuto obbligatoriamente applicare».
«Chiediamo pertanto – continua la nota inviata alla stampa da Ancisi – che si dia immediata attuazione all’ordine del giorno votato in Consiglio Comunale il 5 ottobre 2017, che invita il sindaco e la giunta ad applicarlo senza che ciò comporti oneri per lamministrazione, per individuare condizioni vantaggiose per forme assicurative collettive e facoltative per le quali risulti garante l’Amministrazione comunale, a prezzi contenuti per i cittadini che vorranno aderire».
L’inaugurazione a Marina di Ravenna. «Rispetto agli altri canali di assistenza, garantisce la privacy»
L’inaugurazione del Muro della Gentilezza di Marina di Ravenna
È stato inaugurato questa mattina (8 febbraio) negli Orti di Mare di via del Marchesato, a Marina di Ravenna, un nuovo “muro della gentilezza” – dove ognuno può lasciare capi d’abbigliamento o altri oggetti inutilizzati a favore di chi ne ha bisogno – fortemente voluto dalle associazioni Auser, Ada e Anteas, in collaborazione con l’Associazione Marinai d’Italia di Marina di Ravenna e con il patrocinio del Comune di Ravenna.
L’esperienza, nata in Iran nel 2015, si è ormai diffusa in tutta Europa. «Rispetto ai tradizionali canali di assistenza – scrivono i promotori –, il “muro della gentilezza” ha il vantaggio di garantire la privacy di chi accede, perché il processo di “lasciare” e di “prendere” è lasciato alla totale autonomia degli utenti. Inoltre, come già sta succedendo altrove, i muri diventano veri e propri punti di aggregazione e socializzazione».
«Grazie agli ortisti di via del Marchesato – racconta Simona Stranieri, coordinatrice degli Orti di Mare – facciamo tanta solidarietà consegnando frutta e verdura alla Parrocchia, che si occupa di distribuirla a chi ne ha bisogno, ma mi sono resa conto che il bisogno non è solamente quello di generi alimentari. Abbiamo fatto una prima prova alla sede dell’Anmi e la cosa ha immediatamente preso piede».
L’idea è quella di aprire diversi “muri della gentilezza” in zone diverse del comune. «L’obiettivo che vogliamo raggiungere – spiega Mirella Rossi, presidente di Auser – è quello di restituire un po’ di dignità, quella che in molti credono di perdere chiedendo aiuti o elemosine. Qui si può venire anche di notte, non devi nemmeno bussare, prendi ciò che ti serve. Un luogo dove la generosità di chi dona incontra le necessità di chi spesso si vergogna a tendere la mano, di chi non ce la fa a mendicare aiuto, di chi prova imbarazzo a mettersi in coda per un giaccone o un paio di scarpe in buono stato, o un cestino di verdura».