sabato
20 Giugno 2026

Gelaterie, alimentari, piadinerie: più suolo pubblico per recuperare i posti persi

Ordinanza del sindaco De Pascale. Soddisfatte Cna e Confartigianato

AlmaIl coronavirus, con le necessarie misure di contenimento della sua diffusione, come il distanziamento sociale, previste dai diversi Dpcm e dalle ordinanze della Regione Emilia-Romagna, ha portato alla riduzione dei posti a sedere all’aperto e il divieto di utilizzo di quelli interni, per il consumo di bevande e cibi, delle attività artigianali e commerciali di prodotti alimentari. Con una apposita ordinanza il sindaco Michele de Pascale permette da oggi, in via temporanea fino al 31 ottobre 2020, il recupero dei posti preesistenti consentendo l’ampliamento della superficie di occupazione del suolo pubblico.

Viene superato, in questa fase, quanto previsto dal regolamento vigente di un massimo di 3 tavoli e relative sedie per le aree in centro storico e la superficie massima di 25 metri quadrati per le attività nella restante parte del territorio comunale. In questo modo sarà possibile il recupero all’esterno dei posti previsti per il consumo all’interno dei locali, ora non utilizzabili.

«La ripresa economica – afferma il sindaco – passa anche da queste semplici disposizioni. L’eccezionalità della situazione deve dare risposte tangibili e immediate. Ciò permetterà non solo ai titolari delle attività di poter contare su misure concrete che contribuiscano al rilancio, ma anche a cittadini e turisti di poter vivere la nostra città in sicurezza e, non ultimo, di vivacizzare strade e piazze».

L’ordinanza consente alle attività artigianali e commerciali di prodotti alimentari, come gelaterie, pasticcerie, piadinerie, ecc., di ampliare l’occupazione esistente oppure richiederne una ex-novo, “compatibilmente con le norme e prescrizioni relative alla sicurezza, in particolare previste dal codice della strada, al fine di permettere l’utilizzo delle sedute previste all’interno ed un corretto distanziamento delle sedute poste all’esterno, anche in deroga ai limiti dimensionali previsti dal vigente regolamento comunale”. Il numero massimo di sedute “non potrà eccedere quanto autorizzato in precedenza internamente ed esternamente e la tipologia degli arredi dovrà rispettare quanto indicato nel regolamento specifico”.

Soddisfatte Cna e Confartigianato, che avevano chiesto l’ordinanza e ora in una nota congiunta «esprimono il proprio ringraziamento in particolare al Sindaco Michele De Pascale e all’Assessore Massimo Cameliani, per un provvedimento che va nella direzione di salvaguardare lo street food e dare pari dignità a un settore importante per l’accoglienza al pari della ristorazione».

Le Province al premier: «Accelerare i tempi per poter aprire le scuole in settembre»

De Pascale (Upi): «Rischiano di essere impraticabili il 50 percento delle Superiori»

Chairs Classroom College Desks 289740Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale ha scritto in veste di presidente dell’Upi (Unione delle Province Italiane)  al presidente del Consiglio Conte e alla ministra dell’Istruzione Azzolina per chiarire alcune urgenze per la riapertura delle scuole superiori.

«Tutte le istituzioni e il mondo della scuola si muovono per un obiettivo comune: la riapertura di tutte le scuole di ogni ordine e grado con la didattica in presenza, per assicurare agli studenti il diritto all’istruzione in piena sicurezza. È una priorità su cui serve trovare al più presto soluzioni.

La tempistica per dare il via agli interventi di messa in sicurezza degli edifici deve essere accelerata, per non trovarci nella condizione di dovere risolvere il problema dell’apertura delle scuole nei primi quindici giorni di settembre.

Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e del rapporto del Comitato per la riapertura, poi, dovranno essere strettamente aderenti alla realtà effettiva delle scuole italiane o rischiano di non essere praticabili e di impedire, di fatto, la riapertura del 50% delle scuole superiori, quelle costruite prima del 1976 soprattutto nelle grandi aree urbane, che sono situate in palazzi antichi e non hanno spesso né palestra né Aula Magna.
È del tutto evidente che in queste strutture non possono essere applicate norme rigide di distanziamento fisico, o non saranno considerate agibili.

A questo dobbiamo aggiungere la mancanza di risorse per Province, Città metropolitane e Comuni, destinate espressamente agli interventi per la riapertura delle scuole, senza le quali gli enti gestori non possono avviare alcun tipo di opera. Chiederci di utilizzare a questo scopo i pochissimi fondi oggi riservati alla messa in sicurezza delle scuole, quelli cioè che a fatica dopo anni abbiamo ottenuto per impedire che i solai cadano sulle teste degli alunni, non è praticabile né comprensibile.
Il Decreto rilancio prevede un fondo di 1 miliardo, 400 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021: almeno i 400 milioni del 2020 devono essere espressamente indirizzati a Province, Città metropolitane e Comuni agli interventi per la ripresa dell’anno scolastico».

Ravenna, dal 26 al 29 giugno feste di fine anno scolastico con il Teatro delle Albe

Per gli studenti di quinta elementare e terza media del territorio comunale

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Un momento del Purgatorio del Teatro delle Albe

Il Comune di Ravenna in questi giorni sta lavorando, in collaborazione con Ravenna Teatro con la regia degli attori della non-scuola del Teatro della Albe, per organizzare un momento di incontro e saluto di fine anno scolastico in spazi aperti e giardini, con gli studenti all’ultimo anno dei cicli scolastici, elementari e medie.

«Stiamo preparando una sorpresa – dichiara il sindaco Michele de Pascale – lo faremo nel segno del teatro, organizzeremo un momento collettivo per tutte le classi che finiscono il loro corso, rispettando naturalmente le disposizioni necessarie di sicurezza e distanziamento. Sarà l’occasione per ritrovare nuovamente i propri amici e compagni di classe, per celebrare insieme il ritorno alla socialità e alla condivisione di momenti di festa e per fare la foto di classe che quest’anno purtroppo è mancata».

L’idea è quella di incontrare i ragazzi, le ragazze, e tutto il mondo della scuola nelle giornate di venerdì 26, sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 giugno con iniziative diffuse su tutto il territorio comunale.

«Ravenna Teatro, Marco Martrinelli e Ermanna Montanari – spiega Laura Redaelli, responsabile della non scuola del Teatro delle Albe – hanno accettato con gioia di essere coinvolti nell’ideazione della festa di fine di anno per le classi quinte e terze delle scuole elementari e medie, un rito che vuole essere simbolo della possibilità del ricominciare. L’idea è quella di lavorare con i ragazzi sulla poesia, con i versi potenti del Majakovskij di Eresia della felicità e del coro del Purgatorio delle Albe dedicato ai poeti, in cui a quelle di Dante si univano le parole di Etty Hillesum, Walt Whitman o Emily Dickinson, parole che ci parlano della possibilità della bellezza e della forza dell’amore e della compassione. Ma mescoleremo a queste anche testi poetici più legati alla situazione attuale, tra cui quelli di Marco Martinelli o Mariangela Gualtieri, scritti durante il lockdown. Lavoreremo per arrivare a un’azione corale, seguendo la dinamica del corifeo e del coro, che si svolgerà all’aperto, in spazi che avranno come scenografia i banchi scolastici, come appunto nel Purgatorio del Teatro delle Albe. Un vero momento di festa, legato alla poesia e ai versi, legato al ricominciare e alla speranza».

Per partecipare all’evento sarà obbligatoria la prenotazione, che avverrà in forma telematica. Le modalità organizzative verranno comunicate nel coso della prossima settimana.

Gli incontri – assicura il Comune – avverranno in condizioni di sicurezza, garantendo il distanziamento sociale, con ingressi contingentati e controllati, nel massimo rispetto delle normative vigenti.

 

Il ponte Teodorico verrà demolito negli ultimi tre fine settimana di giugno

Dall’8 giugno verrà chiuso. Ecco le modifiche alla viabilità

Ponte Teodorico OggiCominceranno a Ravenna lunedì 8 giugno, come annunciato nei giorni scorsi, i lavori per la realizzazione del nuovo ponte Teodorico, da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), con un proprio investimento da oltre 9 milioni di euro, nell’ambito degli accordi sottoscritti con il Comune di Ravenna, l’Autorità Portuale e la Regione Emilia Romagna per migliorare l’accessibilità ferroviaria all’area portuale.

Il nuovo ponte migliorerà e renderà più sicura anche la viabilità comunale, grazie a un percorso pedonale su un lato dello stesso e uno ciclabile sull’altro.

La demolizione del vecchio ponte Teodorico è programmata negli ultimi tre fine settimana di giugno (13/14, 20/21 e 27/28) durante i quali il traffico ferroviario sarà parzialmente sospeso sulle linee Castelbolognese–Ravenna, Ferrara–Ravenna e Faenza–Ravenna e i treni sostituiti con autobus, rispettivamente, fra Lugo e Ravenna, fra Alfonsine e Ravenna e fra Russi e Ravenna. I dettagli su orari e percorsi dei bus sostitutivi per le specifiche giornate d’interruzione della linea, saranno consultabili sui siti internet delle compagnie ferroviarie o nelle biglietterie.

Dall’8 giugno il ponte sarà chiuso alla viabilità comunale, fino alla conclusione dei lavori, prevista per dicembre.

Il traffico verrà completamente interrotto dalla circonvallazione alla Rotonda dei Goti, in corrispondenza della Rocca Brancaleone, fino all’incrocio con via Arbe, e anche nel tratto iniziale di via Darsena.

Per consentire ai mezzi che proverranno dalle zone di via Chiavica Romea – via delle Industrie di raggiungere via Darsena – via Candiano, il senso di marcia di via Teodorico sarà temporaneamente invertito e lungo la stessa via Teodorico sarà realizzata una pista ciclabile provvisoria. Per rendere più fluida la circolazione sarà inoltre realizzata una rotonda provvisorie all’incrocio tra via Antico Squero e via Darsena e il tratto di via Antico Squero compreso tra via Teodorico e la nuova rotatoria provvisoria sarà a doppio senso di circolazione.

Inoltre, conseguentemente all’interruzione della circolazione sul tratto della circonvallazione alla rotonda dei Goti sopra citato, i veicoli provenienti da via San Gaetanino potranno soltanto girare a destra in via di Roma o a sinistra in via Sant’Alberto ma non proseguire dritto nella circonvallazione alla rotonda dei Goti.

Le deviazioni saranno opportunamente segnalate e indirizzeranno verso i percorsi della circonvallazione esterna, che è il percorso alternativo principale – da considerare in via prioritaria, per evitare di creare fenomeni di congestione nelle strade centrali della città – oltre al quale viene consentita in via temporanea e sperimentale la svolta a sinistra da via Carducci a via di Roma. Il varco Sirio tra le due vie rimarrà attivo con funzione di monitoraggio e sospensione dell’attività sanzionatoria; i punti maggiormente critici della zona verranno monitorati dalla Polizia Locale. L’andamento dei flussi di traffico a seguito della chiusura del cavalcaferrovia sarà costantemente monitorato in tutti i punti sensibili e qualora necessario saranno presi altri provvedimenti, per rendere la circolazione la più fluida e sicura possibile ed evitare l’insorgenza di situazioni di potenziale pericolo per la circolazione.

Per le deviazioni delle linee del trasporto pubblico locale www.startromagna.it

L’ex commissario regionale per il Covid: «Non c’era bisogno del lockdown totale»

Venturi: «Sono più efficaci chiusure mirate in alcuni focolai particolarmente aggressivi»

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Sergio Venturi

«Se dovessi rifare un lockdown domani, non lo rifarei come l’abbiamo fatto. Non si può chiudere un intero paese quando non ce n’è alcun bisogno». Parola di Sergio Venturi, ex commissario all’emergenza coronavirus dell’Emilia-Romagna. Per Venturi, sono più efficaci lockdown «mirati in alcuni focolai particolarmente aggressivi». Insomma, «conviene intervenire nel piccolo, questa è la lezione che abbiamo imparato quest’inverno».

Venturi, che in Regione è stato anche assessore alla Sanità, ne ha parlato durante una lunga diretta organizzata dai Giovani democratici dell’Emilia-Romagna. Zone rosse ristrette, dunque, come quelle che la Regione ha deciso per arginare il contagio a Piacenza, a Rimini e a Medicina.

Il “rammarico” confidato da Venturi è proprio che non si sia deciso da parte del Governo di includere una parte del piacentino nella zona rossa della vicina Codogno, primo focolaio conclamato dell’epidemia in Italia. Ma «quelle di Rimini e Medicina sono state decisive per evitare che diventassimo una seconda Lombardia», rivendica l’ex commissario, a proposito della chiusure ulteriori in quelle zone. Blindando Medicina, in particolare «abbiamo evitato che Bologna diventasse Bergamo».

Però, «non ha senso la zona rossa dell’Italia. In alcune regioni – ricorda – abbiamo avuto solo qualche centinaio di casi, poteva avere senso impedire gli spostamenti da regioni molto ‘impestate’ alle altre, ma disturbare il regolare interscambio tra le regioni del sud mi è sembrato un po’ eccessivo». In questo senso, nonostante le differenze politiche, «mi è stata simpatica la presidente della Regione Calabria quando ha detto perchè non poteva aprire i ristoranti all’aperto. Questa è una lezione da prendere».”

In ogni caso, sottolinea Venturi tornando sulle conseguenze economiche drammatiche del lockdown, «ho molto rispetto decisioni prese in quelle settimane, da chiunque. Lo ha fatto non immaginando di prendere decisioni sbagliate. Ma sarebbe tragico se non imparassimo da ciò che è accaduto». Comunque, sottolinea in un altro passaggio della diretta, »non ci potremo più permettere una chiusura così prolungata».

Ora, auspica Venturi, «sarebbe bello se in autunno ci presentassimo ‘puliti’, se i mesi estivi ci servissero ad arrivare a zero contagi. Vorrei che ci arrivasse anche la Lombardia, in modo da farci trovare preparati ad una eventuale ricomparsa del virus».

Infine, Venturi torna sul disastro delle case protette, dove si sono verificati tanti contagi e tanti decessi: il sistema è a suo avviso da ricostruire. Gli anziani, fa notare, «si sono ammalati nelle case protette dove c’erano medici e infermieri più che nelle loro case con le badanti». Perciò «dobbiamo ripensare l’assistenza ad anziani con strutture più piccole e tutte le politiche che sono dentro la sanità». (Dire.it)

Riaperte in totale sicurezza le Terme di Punta Marina. Disponibili test sierologici

Cure TermaliAttivi gran parte dei poliambulatori per visite e cure, eccetto quelle inalatorie collettive e caldo-umide

Dopo i decreti ministeriali e la recente ordinanza regionale che ha fissato i protocolli per la riapertura degli impianati termali ha ripreso l’attività di cura, assistenza sanitaria e per il benessere anche le Terme di Punta Marina.

«Il 3 giugno, in ritardo di due mesi sulla data di apertura prevista abbiamo riaperto la stagione per quel che riguarda le cure termali – commenta il direttore Andrea Accardi –. La struttura in realtà non ha chiuso del tutto durante il lockdown perché abbiamo continuato ad erogare prestazioni urgenti e non differibili, soprattutto nel campo della riabilitazione neuromotoria, come da direttiva Ausl».

Per quanto riguarda le cure termali specifiche, le prestazioni offerte hanno alcune limitazioni: non verranno erogate le cure inalatorie collettive e le inalazioni caldo-umide, mentre verranno regolarmente erogate le cure inalatorie con device monouso come l’aerosol, le docce nasali e le ventilazioni polmonari. Nessuna restrizione invece è prevista per cure vascolari, dermatologiche ed idrokinesiterapia.
Inoltre, va sottolineato, è già possibile prenotare il test sierologico per il virus Sars-Cov2 per rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM.

Accardi
Andrea Accardi, direttore delle Terme di Punta Marina

«Per riaprire in totale sicurezza abbiamo stilato protocolli e piani di autocontrollo condivisi con tutti gli stabilimenti termali italiani grazie al lavoro di FoRST (la Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale, ndr) – precisa Accardi –. Protocolli e procedure molto importanti e che hanno preso in considerazione tutte le procedure della struttura: dai flussi interni alle modalità di sanificazione, dal controllo della temperatura alle unità trattamento aria.
Abbiamo strutturato questo genere di procedure e protocolli per offrire i nostri servizi in sicurezza e perché crediamo fortemente che il contenimento della diffusione del virus sia responsabilità di tutti nelle nostre azioni quotidiane.
Fina da subito abbiamo notato una grande consapevolezza nelle persone e una sostanziale ampia collaborazione da parte degli utenti nell’applicazione delle norme e questo è per noi di grande supporto. Mi preme sottolineare che abbiamo notato un importante spirito di comunità in questo senso Sono stati rimodulati gli spazi di attesa e prestazioni con estensione degli orari di apertura al fine di consentire l’esecuzione di visite e trattamenti in tutta sicurezza con adeguati distanziamenti fisici grazie al notevole sviluppo volumetrico della nostra struttura.
Poniamo molta attenzione nella informazione preventiva in modo che l’utente arrivi alle terme già preparato così da rispettare le disposizioni che la nostra azienda ha messo in campo per la sicurezza di tutti: dipendenti ed utenti».

«Ci siamo preparati molto bene a questa nuova modalità di lavoro e l’accuratezza che abbiamo posto ai dettagli ci fa sentire piuttosto sereni rispetto alle modalità di erogazione del servizio – sottolinea il direttore Andrea Accardi –. Il picco di emergenza ci auguriamo tutti sia passato ma spero ci abbia lasciato la consapevolezza della necessità di investimenti importanti nella sanità di territorio e prossimità. Le epidemie potrebbero diventare una possibile costante in considerazione della interconnesione del mondo e della consegunete velocità di trasmissione. Ciò che è successo deve lasciare un insegnamento importante su come vanno impegnate le risorse e su come approntare e gestire dei piani di emergenza».

Calcio giovanile, Savarna e Sant’Alberto uniscono le forze e nasce Romagna Accademy

Dai 5 ai 16 anni. Con anche un pullmino per i più distanti

“L’importante non è vincere, è imparare!”. Con questo slogan nasce una nuova società sportiva calcistica con l’intento di creare un settore giovanile che riunisca le storiche esperienze del Savarna e del Sant’Alberto.

Si chiama Romagna Accademy e per i fondatori la prerogativa principale è dare la possibilità a bambini e bambine di crescere calcisticamente in un contesto sano, basato sul rispetto di tutti i protagonisti.

Romagna Accademy vuole “arruolare” bambine e bambini dai 5 anni fino alla categoria “allievi” (16 anni), partendo dal settore giovanile già in essere a Savarna e a Sant’Alberto. I campi di gioco saranno quelli dei rispettivi paesi e grazie alla disponibilità di un pullmino si cercherà anche di aiutare i bambini più distanti nel trasporto verso i campi.

«L’idea di creare una società nuova in questo clima, in cui non si sa bene come il calcio uscirà dal periodo pandemia, soprattutto quello giovanile, è una sfida molto ardua –  dichiara Mirko Pretolani, presidente Romagna Accademy –, ma che se dovesse risultare vincente, ci renderà estremamente orgogliosi e felici».

Info: www.romagnaaccademy.it  e pagina su Facebook romagnaaccademy.

Mascherina obbligatoria e prezzi ridotti: ecco il Ravenna Festival post pandemia

Eventi all’aperto, in caso di pioggia a Ravenna si trasloca dalla Rocca al teatro Alighieri ma solo per i primi duecento spettatori (rimborso per gli altri). A Lugo una prima assoluta con Bollani

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La conferenza di presentazione del Ravenna Festival 2020

Biglietteria solo online, prezzi da 5 a 40 euro, obbligo di mascherina per il pubblico anche negli eventi all’aperto (300 posti alla Rocca Brancaleone e allo stadio di Cervia, 500 al Pavaglione di Lugo), in caso di pioggia a Ravenna si userà il teatro Alighieri ma solo per i primi duecento spettatori che hanno comprato i ticket. Sono alcuni dettagli organizzativi e logistici della prossima edizione del Ravenna Festival, la prima post pandemia. Apertura, come già noto, il 21 giugno alla Rocca con il concerto diretto dal maestro Riccardo Muti. La presentazione del programma (chiusura il 31 luglio, qui il programma completo) si è tenuta stamattina, 5 giugno, al teatro Alighieri.

Le principali notizie riguardo il cartellone, che nonostante le difficili circostanze organizzative si presenta ampio e di notevole rilievo artistico e culturale, sono: la conferma del Concerto dell’Amicizia, dedicato alla Siria (a Ravenna e nel parco archeologico di Paestum), la programmazione di altri due concerti sinfonici, oltre ai tre diretti dal Maestro Muti, appuntamenti con solisti della classica del calibro di Beatrice Rana, Mario Brunello, Nikolay Khozyainov, Filippo Gorini. Poi la danza con etoiles soliste ma anche con passi a due (sul palco solo danzatori che fanno coppia non solo nell’arte ma anche nella vita), tre spettacoli teatrali, due proiezioni cinematografiche con musica dal vivo. E diverse presenze artistiche di spicco come Sergio Castellitto, Isabella Ferrari, Neri Marcorè, Vinicio Capossela, Giovanni Sollima, Accademia Bizantina…

L’edizione 2020 si svolgerà anche a Cervia e Lugo. Nella località costiera è confermata la rassegna di incontri a trebbo nell’arena allo stadio dei Pini (300 posti) con personaggi di varie competenze: fra tutti, visto il momento storico, non può che spiccare la virologa Ilaria Capua. Al Pavaglione lughese (500 posti) invece una prima assoluta: Stefano Bollani presenta la rivisitazione di Jesus Christ Superstar. Poi Maria Grazia Cucinotta e Brunori Sas.

Come detto, gli eventi saranno all’aperto e lo staff non può che fare gli scongiuri contro il maltempo. Il sovrintendente Antonio De Rosa ha assicurato che il Festival farà ogni sforzo possibile per garantire lo svolgimento degli appuntamenti. A Ravenna in caso di pioggia ci si sposterà al teatro Alighieri ma solo per duecento spettatori (limite imposto dalle norme del Governo per gli eventi al chiuso): troveranno posto quindi quelli che hanno comprato i primi biglietti, per gli altri il rimborso. A Lugo invece, dove i posti venduti sono di più per lo spazio offerto dal quadriportico (la legge stabilisce un massimo di mille persone), si proverà a spostare l’evento allungando il calendario.
Insomma, the show must go on, a qualunque costo…

Le prevendite per tutti gli spettacoli si aprono giovedì 11 giugno alle 10: sarà possibile acquistare i biglietti esclusivamente online sul sito ufficiale o telefonicamente contattando la Biglietteria del Teatro Alighieri (tel. 0544 249244). I posti disponibili per ogni evento sono 300 alla Rocca Brancaleone, 300 a Cervia e 500 a Lugo. È possibile acquistare un massimo di due biglietti per persona. Chi ha acquistato biglietti prima della sospensione delle vendite e dell’annuncio del nuovo programma deve rivolgersi alla biglietteria per il rimborso tramite voucher.

Riaperture: i musei Baracca di Lugo e Ducati di Borgo Panigale si incontrano online

Il 5 giugno (18.30) diretta Facebook col sindaco di Lugo Ranalli, l’assessore regionale Andrea Corsini, Livio Lodi e Giuseppe Giacobazzi

Ranalli Lodi Museo Baracca E DucatiIl museo “Francesco Baracca” di Lugo e il museo Ducati di Borgo Panigale, torneranno ad incontrarsi. in occasione  del nuovo appuntamento online che andrà in onda alle 18.30 di oggi venerdì 5 giugno sulla pagina Facebook “Davide Ranalli Sindaco”.
Durante l’incontro si parlerà delle prossime riaperture e delle novità che accompagneranno i due musei nei prossimi mesi. Interverranno il sindaco di Lugo Davide Ranalli, l’assessore regionale al Turismo, Infrastrutture e Commercio Andrea Corsini, il direttore del Museo Ducati, Livio Lodi e l’attore Giuseppe Giacobazzi.

L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare il nuovo allestimento della sala dello “Spad” del Museo Baracca, finanziato dal Rotary Club di Lugo, che inaugurerà il 19 giugno, giorno in cui ricorre il 102esimo anniversario della morte dell’asso degli assi dell’aviazione italiana.

Il legame tra i due musei e tra Lugo e la Ducati, è saldo da tempo. Un fortissimo rapporto originato dalla figura dell’ingegnere della Ducati Fabio Taglioni – lughese di nascita ed autore delle più importanti soluzioni tecniche delle moto bolognesi –, di cui ricorrono quest’anno i cento anni dalla nascita. Nel 2016 il museo Baracca ospitò la Ducati 250 desmo Gp, ideata dall’ingegnere lughese Fabio Taglioni, che porta l’emblema del Cavallino rampante, voluto sulla carena da Taglioni. Proprio sulla figura di Taglioni era prevista in questi giorni una mostra, rinviata a causa dell’emergenza Covid-19.

«Il legame di Lugo con la terra dei motori è molto forte, una storia che abbiamo voluto valorizzare grazie anche al Museo Baracca che tra poco riaprirà con un nuovo allestimento – dichiara il Sindaco Davide Ranalli -. C’è poi un profondo rapporto con il Museo Ducati, nato anche per ricordare un altro lughese illustre. A Lugo sono tanti gli appassionati che ricordano con affetto la figura di Fabio Taglioni, tanto che l’Amministrazione comunale decise negli scorsi anni di dedicargli una via. Il ricordo della nostra storia per noi è fondamentale e continueremo a farlo anche grazie a preziose collaborazioni come quella con il Museo Ducati».

Nuova ciclopedonale, via ai lavori: 380mila euro per 500 metri in via Ospitalacci

Il percorso collegherà la zona sud della città con le prime colline verso l’abitato di Celle. Il cantiere durerà quattro mesi

La zona sud di Faenza e le prime colline verso l’abitato di Celle saranno collegate da una pista ciclopedonale di 500 metri lungo via Ospitalacci (strada provinciale 66): i lavori cominceranno lunedì 8 giugno. Il costo complessivo è di 380mila euro, comprensivi di spese tecniche e costi per l’acquisizione delle aree. L’opera è finanziata attraverso fondi propri dell’amministrazione comunale, tramite mutuo, per un importo pari a 155mila euro, a cui si aggiungono contributi statali derivanti dal cosiddetto “collegato ambientale” per 225mila euro. I lavori sono stati aggiudicati alla ditta Magistra di Colletorto (Cb) e, salvo imprevisti, avranno una durata di circa 4 mesi.

BORGHETTO STATO MODIFICATOIl tracciato sarà collocato prevalentemente all’interno della fascia di rispetto stradale o in prossimità della scarpata della linea ferroviaria Faenza-Firenze, in terreni attualmente agricoli dove è già delineata una carraia a pendenza. Si collegherà alla pista ciclabile di via Canal Grande usufruendo del sottopasso ferroviario esistente e mediante due attraversamenti pedonali, così da conferire continuità al percorso dal centro urbano di Faenza. Nei pressi del borghetto di Via Dottora/Via San Prospero si prevede inoltre la realizzazione di un marciapiede pedonale per un tratto di circa 110 metri in adiacenza alla sede stradale.

A completamento dell’opera verranno eseguiti gli interventi di adeguamento dell’impianto esistente di pubblica illuminazione, di installazione di un nuovo sistema a led con doppia asimmetria per l’illuminazione ad alta visibilità degli attraversamenti pedonali e di montaggio di appositi rilevatori di presenza radar in prossimità del sottopasso ferroviario di Via Canal Grande, che verrà anch’esso adeguatamente illuminato.

SOTTOPASSO STATO MODIFICATO CopyIl percorso ciclopedonale protetto si collegherà alla rete ciclabile già esistente di via Canal Grande e la estenderà al borghetto di Via San Prospero/Via Dottora e all’area residenziale “San Prospero di sotto”. Consentirà di migliorare notevolmente il livello di sicurezza degli spostamenti fra questi insediamenti e il centro urbano da parte dell’utenza debole, nonché di favorire la mobilità sostenibile casa-lavoro e casa-scuola da parte dei bambini frequentanti la scuola Secondaria di primo grado, la scuola Primaria e dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo Europa presenti in zona. Dall’intervento trarrà beneficio anche la mobilità cicloturistica, che sarà valorizzata da una migliore connessione con le aree collinari di Castel Raniero, Pergola e Pideura.

Dante 2021, via ai lavori in piazza Caduti: tre mesi di cantiere, costo 200mila euro

Nuovi asfalti e nuovi marciapiedi, riqualificazione anche per gli accessi alla scuola media Guido Novello e biblioteca Classense. Per la durata della manutenzione via De Gasperi inverte il senso di marcia

28 35 Citta Quartieri CRIS:Layout 1In vista delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante nel 2021, sono in partenza a Ravenna i lavori di manutenzione straordinaria in piazza Caduti per la Libertà, in via Guaccimanni e per l’acceso alla scuola Guido Novello e alla biblioteca Classense per un totale di quasi duecentomila euro. I cantieri apriranno dall’8 giugno e si concluderanno per fine agosto. L’apertura delle celebrazioni per l’anniversario dantesco è in programma per il 4 settembre con un concerto diretto dal maestro Riccardo Muti.

Piazza Caduti è luogo di cerniera tra la Classense e la cosiddetta “zona del silenzio” con la Tomba di Dante e la basilica di San Francesco, il cui aspetto attuale è eredità degli interventi urbanistici realizzati nel 1921, in occasione del sesto centenario.

28 35 Citta Quartieri CRIS:Layout 1I nuovi lavori riguarderanno il rifacimento del manto stradale in conglomerato bituminoso della piazza Caduti e del tratto di via Guaccimanni compreso tra via Mazzini e l’ingresso a largo Firenze; il rifacimento della pavimentazione in conglomerato bituminoso di alcuni tratti di marciapiede sulla via Guaccimanni; la nuova realizzazione di cordonata in pietra di luserna presso il marciapiede antistante la scuola Guido Novello e la realizzazione di nuova cordonata in pietra di luserna e rifacimento della pavimentazione in conglomerato bituminoso dei marciapiedi in piazza Caduti per la Libertà antistanti i civici 30 e 34. Inoltre verrà ripristinato il tratto in pavimentazione speciale presso il passaggio pedonale all’incrocio tra la via Guaccimanni e la via Mazzini. Queste opere costeranno centomila euro a carico del Comune.

Contestualmente a tale intervento ne verrà eseguito un altro relativo alla riqualificazione del piazzale antistante la scuola media Guido Novello per un investimento di 95mila euro. Il cantiere sarà operativo dal 15 giugno. I lavori si inseriscono negli “Interventi di rifunzionalizzazione accessi alla Classense e scuola, consentendone la riqualificazione estetica/funzionale, l’eliminazione delle barriere architettoniche per l’accesso all’istituto scolastico. Gli interventi consistono prevalente nella demolizione della vetusta pavimentazione in conglomerato bituminoso, nella realizzazione della nuova pavimentazione lapidea in pietra Giallo d’Istria, nella fornitura e posa in opera di una nuova canaletta grigliata per lo scolo delle acque meteoriche e di nuovi dissuasori di parcheggio in ghisa.

Zona Guido Novello Classense
Anche una parte di piazza Caduti verrà pedonalizzata

Tutti i lavori saranno svolti mediante l’ausilio di deviazioni temporanee del transito veicolare che saranno segnale sul posto e varieranno a seconda delle diverse fasi. Durante il rifacimento della pavimentazione stradale e di alcuni tratti di marciapiede sarà necessaria la chiusura di via Guaccimanni (nel tratto compreso fra piazza Caduti e via Marco Dente) e della corsia della piazza adiacente alle vie Baccarini e Mazzini, garantendo tuttavia la possibilità di svolta da piazza Caduti in via Baccarini. I veicoli possessori di contrassegno che li autorizza al transito nel tratto di via Guaccimanni interdetto alla circolazione, per raggiungere via di Roma, via Francesco Negri e vicolo Porziolino potranno seguire il percorso alternativo costituito da via Guerrini, via Gardini, via Gordini e via Mariani. Durante il rifacimento della pavimentazione stradale in piazza Caduti, nel tratto davanti alla scuola Guido Novello e all’inizio di via Baccarini sarà interdetta la svolta in via Baccarini il cui tratto compreso fra piazza Caduti e via Rondinelli sarà a doppio senso di circolazione. I veicoli possessori di contrassegno che li autorizza al transito, per raggiungere via Baccarini potranno seguire il percorso alternativo costituito da piazza D’Annunzio e via Rondinelli. In tutta la piazza sarà istituito il divieto di sosta pertanto, al fine di evitare inutili congestionamenti, nel tratto di via De Gasperi, compreso fra via Chartres e la stessa piazza Caduti, sarà istituito il divieto di transito per tutti i veicoli, ad eccezione di quelli titolari di contrassegno che li autorizza a transitare nelle Ztl di via Guaccimanni e/o via Guerrini. Conseguentemente a ciò nel restante tratto di via De Gasperi sarà istituito il senso unico di marcia in direzione di piazza D’Annunzio, con la possibilità per bus e cicli di continuare a percorrerlo in entrambi i sensi di marcia.

Medicina, il primario guarda al futuro: «Per certe visite basterà una videochiamata»

Giorgio Ballardini è il direttore di Medicina interna a Rimini e ha trascorso 23 giorni ricoverato in ospedale a Ravenna per Covid. Il medico e ora guarda alle evoluzioni della sua professione tra tecnologie già a disposizione e nuove organizzazioni

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Giorgio Ballardini, direttore di Medicina interna all’ospedale Infermi di Rimini.

Passare da curante a paziente non è stato subito facile. Quando è stato ricoverato a Ravenna per Covid, al dottor Giorgio Ballardini è venuto spontaneo mantenere l’approccio solito, soprattutto per chi di professione dirige un reparto. Poi ha presto capito che era meglio lasciare che ci pensassero i colleghi: «Fare il medico di se stessi non è mai una buona idea».

Il 66enne di Solarolo, primario di Medicina interna all’ospedale Infermi di Rimini, è entrato al Santa Maria delle Croci il 12 marzo e ha trascorso ventitré giorni in Pneumologia per avere la meglio sul coronavirus. «Il momento più brutto è stato quando aumentava il mio bisogno di ossigeno e all’orizzonte c’era il rischio di essere intubato. L’unica alternativa era il casco ma visto che soffro di claustrofobia non era una possibilità fattibile: l’idea di risvegliarmi in Terapia intensiva con un tubo in gola non era allettante. Per fortuna non è servito».

L’11 maggio Ballardini è tornato in corsia a Rimini dopo una lunga convalescenza. «Ho perso 13 kg in ospedale. Quando sono arrivato a casa ero talmente debole che fare le scale era impossibile per l’affanno che mi prendeva. Ci è voluta della riabilitazione e un po’ alla volta mi sono ripreso». Ma se state per chiamarlo eroe, lasciate stare: «Preferirei che le persone mantenessero comportamenti corretti e seguissero le indicazioni per farci lavorare meno».

Nel reparto di Ballardini lavorano 26 medici, se ne sono ammalati 12. «All’inizio di marzo eravamo in allerta perenne cercando di capire i criteri con cui fare i test». In molti si chiedono se la diffusione del virus negli ospedali sia il segnale di qualcosa che non ha funzionato. Il primario spiega così le cose: «È successo in tutto il mondo. Col senno di poi forse si può dire che se abbiamo depositi di gas per fronteggiare le crisi energetiche, d’ora in poi bisognerà pensare a depositi di mascherine per il personale della sanità». Si poteva prevedere? Qualcuno aveva lanciato l’allarme ma non è stato ascoltato: «È girato molto un video di Obama di cinque anni fa in cui diceva che bisognerebbe attrezzarsi per una possibile pandemia di un nuovo virus. Ma in un mondo economico perennemente in crisi è difficile investire in qualcosa che non è davanti a noi in modo concreto».

Una pandemia di un virus così altamente contagioso e così pesante per la sanità metterà il sistema di fronte alla necessità di rivedere alcune organizzazioni, almeno fino a quando non ci sarà un vaccino e il Sars-Cov-2 sarà ancora in circolazione. Qualcosa già era in atto, qualcos’altro è stato aggiunto nell’emergenza, qualcos’altro ancora andrà pianificato in futuro. «Ad esempio io che faccio il pendolare è come se fossi in reparto già alle 7 quando salgo sul treno perché con il computer mi collego e ho la situazione completa sullo schermo». E le comunicazioni a distanza sono state utilizzate anche per informare i parenti dei malati. «Ad esempio da noi se ne sono occupati i medici che erano a casa perché positivi al virus ma asintomatici quindi erano al corrente dei quadri clinici e non potendo lavorare in cor- sia si sono occupati di tenere i contatti con le famiglie».

E il futuro? «Spero che si arrivi a una maggiore appropriatezza dell’uso dell’ospedale e delle visite specialistiche. Non possiamo fare a meno di notare che per due mesi non si sono fatti ricoveri oltre al Covid: c’è stata gente che aveva bisogno ma ha avuto paura ma c’è stata anche gente che semplicemente poteva fare a meno dell’ospedale. Su questo fronte dovremo tararci meglio». E poi più spazio alla telemedicina per le visite di controllo su soggetti già noti: «Se il paziente è già conosciuto dal medico, se è una visita di routine, allora siamo già tecnologicamente pronti per un incontro faccia a faccia tramite gli schermi dei computer. Sarà una nuova parte dell’attività ambulatoriale».

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