sabato
20 Giugno 2026

Altri 5 milioni dalla Regione per imprenditori under 35 che entrano in agricoltura

La soddisfazione di Coldiretti a Ravenna che ha lavorato per queste risorse nella Consulta agricola

Red Tomatoes 1367243La Regione Emilia-Romagna, con una delibera di giunta approvata pochi giorni fa, ha messo a disposizione del settore agricoltura oltre 5 milioni di euro per finanziare completamente le domande 2019 di primo insediamento presentate da giovani imprenditori e agevolare così il rinnovo generazionale delle imprese agricole regionali. Lo fa sapere Coldiretti che si dice soddisfatta per il risultato ottenuto anche grazie alla sua attività nell’ambito della Consulta agricola.

L’associazione di categoria ha sostenuto con forza la necessità di recuperare le risorse libere del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 dell’Emilia-Romagna che ora, grazie alla disponibilità della Regione, andranno a finanziare integralmente la graduatoria determinatasi a seguito della chiusura del bando 2019, accogliendo di fatto tutte le domande presentate dai giovani agricoltori. Per la precisione, le risorse aggiuntive reperite recuperando quelle libere nell’ambito del Psr, ammontano a 5,58 milioni che vanno a sommarsi ai 10,19 già previsti nella dotazione finanziaria iniziale.

«Sarà un aiuto concreto ai tanti giovani che, anche nella nostra provincia – commenta Michele Graziani, delegato di Giovani Impresa Ravenna, il movimento de​gli agricoltori under 35 dell’Organizzazione – intendono investire in agricoltura mettendoci sudore e passione al fine di costruirsi un futuro e garantire al tempo stesso un futuro al settore primario, centrale nell’economica della nostra provincia e del nostro Paese”. Da sottolineare che nel primo trimestre 2020, l’agricoltura giovanile in provincia di Ravenna, come evidenziato dai report della Camera di Commercio, continua a crescere ed è uno dei soli tre settori (insieme a quello Assicurativo-creditizio e dei Servizi alle imprese) che mostra un incremento del numero di imprese attive, pari al +3,7 percento sullo stesso periodo dell’anno precedente».

Il presidente provinciale di Coldiretti, Nicola Dalmonte, si dice grato al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore Alessio Mammi: «Hanno recepito la necessità di portare nuova linfa al settore dimostrando quanto la Regione, agevolando concretamente l’ingresso dei giovani in agricoltura, creda, al pari di Coldiretti, nell’importanza del rinnovo generazionale delle imprese agricole».

Crisi da Covid: in provincia la cassa integrazione ha coinvolto 37mila lavoratori

I dati raccolti dalla Cgil: quasi tremila aziende hanno chiesto gli ammortizzatori, il picco a fine aprile, in diminuzione con la fase 2. Terziario e commercio i settori più colpiti

Adult Boutique Business 318236Con l’avvio della fase 2 la richiesta di cassa integrazione da parte delle aziende sul territorio ravennate è in diminuzione. Lo dicono i dati dell’Ufficio studi e ricerche della Cgil. L’analisi dei numeri mostra che dal 23 feb- braio, nel territorio provinciale, 37.244 lavoratori sono stati interessati dalla cassa integrazione: 10.083 del territorio faentino, 7.729 del Lughese e 17.832 di Ravenna-Russi-Cervia.

In attesa di verificare le ricadute sanitarie della cosiddetta fase 2, che ha ufficialmente avuto avvio tra il 4 ed il 18 maggio, il sindacato fa un bilancio su cosa abbia significato e quanto abbia pesato quantitativamente la fase 1 dal punto di vista occupazionale.

Le prime sospensioni dall’attività lavorativa si registrano già all’indomani del provvedimento firmato dal Ministro della Salute Roberto Speranza d’intesa con il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini il 23 febbraio, che prevede la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, e la sospensione dell’attività didattica delle Università, delle manifestazioni e degli eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi. Fin da subito in provincia 91 aziende sono costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti, 2.024 in tutto, concentrati soprattutto nel settore dell’istruzione e dei servizi ad essa collegati (pulizie, mense, trasporti).

Dopo due settimane, il 9 marzo, in corrispondenza con l’uscita del decreto #iorestoacasa, il numero di aziende che ricorrono agli ammortizzatori schizza a novecento e i lavoratori interessati a 8.498. A questo punto si è già di fronte ad uno scenario inedito: mai in provincia di Ravenna si erano registrati tanti cassintegrati. Ma non è finita. Ancora due settimane e comincia, col Dpcm del 22 marzo, il vero e proprio lockdown di tutte le attività, sia commerciali che produttive, non essenziali: arriviamo a 24.248 lavoratori e 2.392 imprese.

Da questo momento fino alla fine di aprile è un crescendo che porta i lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori costantemente sopra alle 30.000 unità, dai 31.165 di lunedì 6 aprile (2.884 aziende) ai 32.023 del 27 aprile, passando attraverso i 32.426 di lunedì 20 aprile (2.939 aziende).

Il 4 maggio, con le prime aperture, si registra la prima flessione: risultano coperti da ammortizzatore 29mila lavoratori e 2.615 aziende. Con l’avvio della cosiddetta fase 2, i numeri continuano lentamente a scendere: al 18 maggio risultano sottoposti ad ammortizzatore 24.816 lavoratori (2.351 aziende) e salgono a 12.580 quelli che, in precedenza coinvolti, non risultano attualmente in sospensione o riduzione di orario.

 

Dopo 76 anni riceve una cartolina spedita dal padre prigioniero in un campo nazista

Il talloncino di cartone era destinato al nonno di chi oggi ha potuto riaverlo. A consegnarlo è stata la figlia di un altro prigioniero che aveva riportato in Italia la cartolina

Immagine 4Da un campo di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale spedì una cartolina al padre a San Bartolo di Ravenna e 76 anni dopo è arrivata al figlio. È la storia raccontata da Annamaria Corrado sulle pagine de Il Resto del Carlino di oggi, 4 giugno.

Quella cartolina, per ragioni ignote, finì in mano a un faentino che era detenuto nello stesso campo di lavoro coatto. L’uomo tornò a casa dopo la guerra ma quel pezzo di carta non è saltato fuori fino alla quarantena per il Covid. La figlia del faentino ha ripreso gli appunti della prigionia del padre, morto nel 2014, e ha trovato la cartolina indirizzata alla famiglia di San Bartolo.

La donna ha deciso di recapitarla agli eredi del mittente e si è affidata a Facebook. Da un post sul gruppo “Sei di Ravenna se… 2.0” è partito il passaparola fino a individuare il figlio di chi scrisse quella cartolina che ha potuto averla.

Ritrovata a Ravenna una 80enne scomparsa da Milano e segnalata a “Chi l’ha visto”

In buone condizioni di salute, la figlia è venuta a riprenderla

PolferNel bar della stazione ferroviaria di Ravenna la polizia ha ritrovato oggi, 4 giugno, una donna di circa 80 anni che si era allontanata quattro giorni fa dalla sua abitazione a Milano senza dare più sue notizie ai familiari. L’anziana, affetta da patologie della terza età, è in buone condizioni di salute e dopo un pasto caldo consumato negli uffici della polfer è stata recuperata dalla figlia che aveva interessato anche la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”.

Covid in provincia: quarta giornata di fila senza nuovi contagi e morti

Dall’inizio del mese di giugno non si sono ancora registrate altre positività nei 18 comuni ravennati. I totali restano fermi: 1.028 totali, 850 guarigioni complete, 85 decessi, 80 casi ancora attivi

APERTURA ATTIVITà COMMERCIALI DOPO CHIUSURA COVID RAVENNASi allunga la striscia di giornate senza nuovi contagi o ulteriori morti da Covid-19 in provincia di Ravenna. Anche oggi, 4 giugno, non ci sono variazioni e così il totale dei casi diagnosticati resta fermo ai 1.028 raggiunti il 31 maggio. Crescono le guarigioni che ora sono più di 850 e calano quindi i casi ancora attivi che sono ora circa ottanta (di cui solo una parte in ospedale). Sono, infine, circa 120 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

Altrettanto incoraggianti i dati regionali. Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus in Emilia-Romagna si sono registrati 27.860 casi di positività: oggi rispetto a ieri sono solo 18 in più, di cui 16 relativi a persone asintomatiche, individuate attraverso l’attività di screening regionale. Le nuove guarigioni sono 162, per un totale di 21.018:  il 75,4% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 2.688 (-151 rispetto a ieri). A livello regionale si registrano però ancora dei decessi: sette in più oggi. In totale in regione 4.154.

Il vento spinge via la barca e i vongolari restano bloccati con l’acqua al ginocchio

Un uomo e una donna recuperati da un gommone dei vigili del fuoco chiamati da un passante

Pescavano vongole nella valle di Marina Romea ma non si sono resi conto che il vento stava allontanando la loro barca e sono rimasti bloccati con l’acqua a mezza gamba: ci è voluto un gommone dei vigili del fuoco per riportarli a terra. È quanto accaduto a due persone, un uomo e una donna, nella tarda mattinata di oggi, 4 giugno, nella piallassa Baiona. I due vongolari stanno bene: il timore per le insidie del fondale li aveva fatti desistere dal tentativo di raggiungere la riva a piedi. Nel frattempo un passante ha avvisato i soccorsi.

Vacanza gratis in Emilia-Romagna per medici e infermieri volontari da altre regioni

Una settimana con vitto e alloggio per due persone offerta dalla Regione alle 194 persone che hanno risposto alla chiamata della protezione civile per rinforzare gli ospedali

KeysMedici e infermieri che hanno raggiunto volontariamente l’Emilia-Romagna da altre regioni d’Italia durante l’emergenza coronavirus, rispondendo alla chiamata della protezione civile per l’esigenza di personale sanitario, avranno una settimana di vacanza, per due persone con trattamento di vitto e alloggio, offerta dalla Regione. Il soggiorno potrà essere prenotato nell’arco temporale di un anno negli alberghi dell’Emilia-Romagna che aderiranno all’iniziativa. In tutto si tratta di 133 infermieri e 61 medici.

Le vacanze saranno a carico della Regione che così, in collaborazione con Federalberghi e Assohotel, vuole ringraziare anche il personale sanitario arrivato qui in piena pandemia per assicurare un contributo prezioso agli ospedali che da Piacenza a Rimini stavano affrontando il momento più difficile.

Adult Bath Towels Bed 1437861(1)«Vogliamo offrire la nostra massima ospitalità a ogni medico e infermiere che ha lasciato i propri cari per raggiungere l’Emilia-Romagna e mettersi a disposizione, con generosità e spirito di servizio, dei propri colleghi impegnati negli ospedali della regione ad affrontare il Covid-19- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini-. Ora che la fase dell’emergenza è passata, con la collaborazione di Federalberghi e Assohotel, vogliamo ringraziarli uno ad uno offrendo una meritata vacanza a loro, insieme ad un accompagnatore, nella nostra regione. È l’abbraccio della nostra terra a chi, senza pensarci un attimo, ha voluto prestare il proprio aiuto. Impegno e generosità che non dimenticheremo mai».

La Milanesiana fa tappa a Cervia con Chiambretti e Fresu per la festa di chiusura

La kermesse culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi toccherà la provincia di Ravenna il 6 agosto

Piero Chiambretti 1280x720L’edizione 2020 della Milanesiana – la celebre manifestazione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi in cui si incontrano letteratura, cinema, musica, arte, scienza e filosofia – farà tappa in provincia di Ravenna per la festa di chiusura. La serata prevede un dialogo sulla tv, tra il conduttore Piero Chiambretti e il critico Antonio Dipollina, e il concerto di improvvisazioni del trombettista Paolo Fresu. Appuntamento il 6 agosto (la sede è ancora da definire).

Ad annunciare il programma e i nomi è stata la stessa regista e editrice attraverso una conferenza trasmessa in streaming ieri (vedi video in fondo alla pagina da 1h.01′.28”). Anche tutti gli eventi di questa edizione, che arriva dopo la pandemia da Covid-19, saranno disponibili in streaming sulle pagine social della kermesse.

Per Cervia si tratta di una prima volta. «È un onore – ha detto il sindaco Massimo Medri –. Un appuntamento nuovo per la città e per il quale devo ringraziare la Regione Emilia-Romagna. Prossimamente faremo una conferenza stampa dove verrà annunciata la data e gli ospiti dell’evento, per ora non possiamo preannunciare nulla, ma possiamo dire che sarà sicuramente un evento importate per la città». In realtà, come detto, è stata già Sgarbi a svelare tutto ufficialmente.

Quella di Cervia sarà la quarta tappa in Romagna nell’edizione di quest’anno.

Al volante di un’auto sotto sequestro con assicurazione falsa: 45enne nei guai

La donna ha percorso almeno cinquemila km senza copertura Rca: ora veicolo e patente sono in custodia alla polizia locale

IMG 5546Le avevano sequestrato l’auto due mesi prima perché circolava senza assicurazione e così lei ha fatto un falso certificato di Rca e ha continuato a usare quella Seat Ibiza. Una donna di 45 anni di Imola è finita nei guai dopo che la polizia locale di Faenza l’ha fermata per un controllo in piazza Battisti. Gli agenti hanno proceduto al fermo coatto del veicolo, portato via con un carro attrezzi per la successiva confisca, e al ritiro della patente per la successiva revoca che verrà disposta dalla prefettura.

La polizia stradale aveva fermato la 45enne a Casalecchio di Reno il 10 aprile. In quella occasione gli agenti avevano accertato che il veicolo era senza la copertura assicurativa, ed avevano provveduto pertanto a sequestrare l’auto ed a affidarla alla donna intimandole di non circolare fino all’avvenuto pagamento dell’assicurazione. Cosa non avvenuta. E nel frattempo i km percorsi sono stati 5mila.

La donna risulta avere sulle spalle anche diverse denunce per truffe e gli agenti non escludono si potesse trovare a Faenza per tale tipo d’attività illecita.

Riapre la piscina comunale di Lugo, con una nuova gestione

Da sabato 6 giugno torna disponibile il grande parco con tre vasche e campi da beach tennis

Attachment (59)Tempo di ripartenza anche per la piscina comunale di Lugo che sabato 6 giugno riaprirà i battenti.

Saranno diverse le novità, prima delle quali il cambio di gestione della struttura, tuttora di proprietà del Comune. Dopo quasi trent’anni, Co.Pro.Sport, cooperativa che gestiva la piscina dai primi anni ’90, ha ceduto il posto attraverso la cessione del ramo d’azienda a Spo.Ra – Sport Ravennate srl, società nata proprio per seguire la gestione dell’impianto lughese dall’accordo fra Pool 4.0 srl, già impegnata fra l’altro nella conduzione della piscina Gambi di Ravenna, e Idee in Movimento Ssd, società di riferimento del comitato Uisp Ravenna-Lugo che già è il principale attore nell’attività corsistica e natatoria all’interno della struttura.

Sabato 6 giugno dalle 9.30 si apriranno i cancelli di quello che è una sorta di “angolo di mare in città” per gli abitanti del territorio della Bassa Romagna grazie al grande parco fornito di tre vasche, una da 25 metri con acqua riscaldata, una con scivoli e una con idromassaggio, per un totale di 800 metri quadrati di acqua, oltre a 5mila mq di prato e centinaia di lettini e ancora, piazzole, ombrelloni, gazebo, campi da beach-tennis, area bar e ristorante-pizzeria.

Inoltre, una delle vasche della struttura al coperto rimarrà a disposizione per il nuoto in caso di maltempo.

L’impianto sarà aperto fino a settembre dalle 9.30 alle 21 nei giorni feriali e fino alle 20 nei giorni festivi.

Per rispettare tutte le normative e le linee guida studiate per contrastare la diffusione del Covid-19, in questa fase sono stati previsti percorsi obbligati di accesso e uscita differenti fra loro, in maniera da evitare assembramenti.

A Milano Marittima vietati gli addii al celibato. Stop anche agli artisti di strada

Nuova ordinanza del sindaco. Vietata pure la “vendita itinerante di prodotti floreali e oggettistica”

OASI MOVIDA DOPO COVID MILANO MARITTIMA (RA)Nel centro di Milano Marittima sarà vietato girare in costume da bagno e a torso nudo, ma anche partecipare ad addii al celibato o nubilato. Lo prevede un’ordinanza “a tutela del decoro urbano” firmata dal sindaco di Cervia Massimo Medri.

Richiamando anche i provvedimenti sul rischio del contagio da Covid-19, l’ordinanza, valida fino al 31 ottobre per le strade del centro storico, proibisce tra l’altro anche l’arte e la musica di strada, l’uso di petardi, fischietti, megafoni, e trombette, e la distribuzione di volantini o materiale promozionale, se non espressamente autorizzati dal Comune.

Vietata anche la “vendita itinerante di prodotti floreali e oggettistica varia”.

Il provvedimento si aggiunge a quello sul “numero chiuso” per la movida. Dal venerdi’ alla domenica, nei festivi e prefestivi, dalle 21 alle 3.30, la zona dei locali sarà delimitata con accessi controllati. (Ansa.it)

Lo storico titolare del bar Tazza d’Oro di Ravenna dona 5mila euro allo Ior

«Ora che mia moglie è stata operata di tumore abbiamo voluto ringraziare per il trattamento ricevuto»

Attachment (57)L’emergenza Covid-19 non ha fermato la solidarietà nei confronti della lotta contro il cancro in Romagna, a sostegno dei tanti che ogni giorno lottano contro questa malattia. Fulgido esempio di questa affermazione è la donazione appena giunta all’Istituto Oncologico Romagnolo da parte di Giacomo Donegaglia e Flora Mazzotti, coppia conosciuta sul territorio di Ravenna per avere gestito per trent’anni, dal 1963 al 1993, “La Tazza d’Oro”, bar di Piazza del Popolo.

«Sono sostenitore dello Ior da anni – spiega lui – e ho sempre contribuito con cifre modeste: ma ora che mia moglie è stata operata a Faenza di tumore, abbiamo deciso di dare un contributo più consistente per ringraziare del trattamento ricevuto da tutto il personale sia medico che infermieristico che sanitario. Per questo ritengo quindi che sia necessario che tutti sosteniamo la ricerca sul cancro per continuare nei progressi finora raggiunti».

La donazione effettuata da Donegaglia, per ringraziare del trattamento ricevuto dalla moglie Flora e donare speranza a quanti come lei devono affrontare il lungo e complicato percorso della malattia oncologica, è stata di 5.000 euro: un contributo davvero generoso per un privato cittadino.

«Questa offerta ci ha lasciati davvero senza parole – afferma Mario Pretolani, Presidente dell’Associazione Volontari e Amici dello IOR nonché consigliere della sede IOR di Ravenna – quando Giacomo ci ha contattati per informarci della volontà di effettuare una donazione a sostegno della ricerca non avremmo potuto immaginare tanta generosità. Siamo grati per questa manifestazione di amicizia e di fiducia da parte di un membro di spicco della nostra comunità, un volto riconoscibile per tutti quelli che vivono nella nostra città da tanti anni. L’offerta arriva poi in un momento particolare per la nostra organizzazione: come un po’ tutte le realtà nazionali e internazionali dobbiamo fronteggiare le difficoltà legate all’emergenza Covid-19, con vari eventi importanti di raccolta fondi a sostegno delle nostre attività che sono saltati o che sono stati organizzati, diciamo così, in tono minore, in ossequio alle misure di contenimento della pandemia. Ma la ricerca di una cura definitiva al cancro, come era solito affermare il nostro caro prof. Dino Amadori, non può rallentare, per i tanti che lottano contro questa malattia oggi. La donazione di Giacomo darà una bella spinta ai professionisti che combattono la loro battaglia ogni giorno in laboratorio, per donare nuove speranze ai nostri pazienti».

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