mercoledì
17 Giugno 2026

Ravenna, piazza San Francesco recintata per la riapertura del mercatino “bio”

Dal 5 maggio, con entrate contingentate e mascherine

Attachment (26)Con l’avvio della fase 2 a Ravenna riparte – dopo quello di piazza Sighinolfi e quello contadino al parco di via Vicoli – anche un altro mercatino molto frequentato. Si tratta del Bio Marché di piazza San Francesco, che riapre domani, martedì 5 maggio, dalle 16 alle 20, con un unico ingresso con entrate regolate e contingentate da via Corrado Ricci.

Per entrare nel mercato, area recintata, occorre avere la mascherina e fermarsi solo il tempo necessario per gli acquisti mantenendo le distanze di sicurezza.  Non più di due clienti per bancarella. Unica uscita, sempre da via Corrado Ricci.

Il mercatino offre prodotti biologici di piccole aziende famigliari o cooperative del territorio. È organizzato da Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) Emilia Romagna con il patrocinio di Comune e Provincia di Ravenna e della Diocesi di Ravenna.

Il nuovo modello di autodichiarazione, che potrebbe però anche non servire…

Il Viminale ricorda che il documento è in possesso degli operatori di polizia e che per andare al lavoro basta un tesserino

È disponibile, cliccando qui, il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti dal 4 maggio. Il Viminale precisa comunque che può essere ancora utilizzato il precedente modello, barrando le voci non più attuali.

L’autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata anche al momento del controllo.

Formalmente gli spostamenti devono ancora essere giustificati con il modulo, ma il governo ha specificato che per chi va al lavoro si potrà esibire un tesserino o un documento dell’azienda e potrebbe non servire anche per andare a fare sport o al parco. Resta obbligatoria per visite mediche e per andare a trovare i congiunti.

Anche i controlli saranno più mirati ad evitare assembramenti, con il Viminale che ha invitato i prefetti a usare equilibrio.

Riaperte anche le biblioteche, con il servizio di prestito su prenotazione

Le novità dell’Istituzione Classense, in attesa del ritorno alla normalità

52419
Biblioteca Classense

Da oggi, lunedì 4 maggio, le biblioteche dell’Istituzione Classense aprono il servizio di “prestito su prenotazione”.

In attuazione dell’ordinanza regionale del 30 aprile 2020, gli utenti potranno accedere al servizio attraverso le seguenti modalità: scrivendo a informazioni@classense.ra.it (24 ore su 24); telefonando allo 0544.482115 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13); collegandosi alla piattaforma di videomeeting Lifesize utilizzando il link che la biblioteca comunicherà sul proprio sito e sui propri canali social.

Una volta verificata la disponibilità, i bibliotecari contatteranno l’utente per comunicargli la data e la sede (Classense o decentrata) del ritiro, che avverrà, ovviamente, nel rispetto di tutte le precauzioni vigenti. I volumi rientrati dal prestito saranno nuovamente resi disponibili dopo un’adeguata sanificazione.

Continuano inoltre i servizi “a distanza” già attivati nelle settimane precedenti, come l’iscrizione, l’assistenza per la consultazione dei cataloghi e della biblioteca digitale, per il prestito di ebook, i video-laboratori Cosa Scoprirete? con gli insegnanti e i ragazzi delle scuole di primo e secondo grado.

«In attesa che i nostri 1000 amici quotidiani – dichiara il direttore Maurizio Tarantino – possano di nuovo riempire le nostre sale di studio e di lettura, visitare le mostre, conoscere di persona gli autori dei loro libri preferiti, o semplicemente leggere un giornale e fare due chiacchiere nel chiostro tra una ricerca e l’altra, la Classense prova a ripartire con questo piccolo ma significativo primo passo».

Il nuovo video di Disputa, rapper 15enne che si ispira alla statua di Montanelli

“Exit” è il primo singolo della nuova vita artistica del ravennate Enea Pignatta

Nella Selva DisputaÈ uscito oggi, 4 maggio, “Exit”, il primo singolo di Disputa. Il nome, associato alla data di fine lockdown, basterebbe a renderlo interessante. Ma il virus non c’entra e la curiosità è tutta nell’autore, poliedrico artista ravennate. Di 15 anni. Che già avevamo intervistato in veste di burattinaio e artista visivo (ha partecipato con un video in stop-motion alla mostra collettiva sul volto di Dante) e che ora si (ri)presenta, con un nome nuovo, in veste di rapper.

Lui è, all’anagrafe, Enea Pignatta, ora – ci dice – “Errato Gaudio Disputa Corrige” detto Disputa, appunto.

«Perché questo nome? È un gioco di combinazioni di significati: Errato Corrige si riferisce all’errata corrige dei libri, ossia quando una parola è scritta sbagliata per un errore di stampa: io mi sento quell’errore di stampa. Gaudio Disputa è legato alla personalità polemica del personaggio, che fa dispute fisiche e dialettiche ma in modo gaudio».

Il singolo esce per Mistress e viene distribuito da Goodfellas, la musica è di Shiny D (David Assuntino) mix e master di Dario Casillo.

Il video è una parodia dei videoclip classici street: «Il gruppo si stanca di sentirmi borbottare e deprimere, così decide di prendermi dolcemente a sberle».

«Io sono un vittimista – continua Enea nella sua presentazione del pezzo – ed essendo uno che si lamenta di tutto e di tutti (ovviamente in modo meschino e nascosto) non potevo non scrivere una canzone contro chi si lamenta di tutto e di tutti: “Exit” parla infatti di quelle persone che, essendo piene di sé, vogliono sentirsi superiori anche nel fallimento e nella sfortuna. “Exit” parla delle persone che non ti fanno vivere le debolezze adeguatamente: un comportamento che non solo trovo detestabile negli altri ma anche in me stesso e ho sentito la necessità di denunciarlo. Le prime strofe “ io non giro in gruppo […] e mi chiedo ancora il perchè” le ho scritte a 11 anni (ero molto più buio qualche anno fa) e mi sono quindi fatto ispirare da queste per comporre poi il concetto dell’intero pezzo, nel quale parlo delle mie debolezze e mi prendo in giro per poterle in qualche modo superare».

Un’altra grande passione di Enea è quella di girare video. «Infatti sono regista, attore ideatore e montatore dei miei videoclip, assieme al mio amico collaboratore Gioele Mariani».

Cover 1 DisputaLa foto della copertina del singolo è stata realizzata nello studio di Marco Parollo: «Il riferimento è la statua di Montanelli imbrattata durante una manifestazione: mi piaceva l’idea di essere una statua riportata al colore (come le antiche statue romane) per un gesto di contestazione…».

La ballerina del carillon “vivente” nel centro di Ravenna ai tempi del virus – VIDEO

«Un viaggio chiamato bellezza», con Stella Del Maso e Mauro Grassi della compagnia ITalento

Attachment (22)«Tutti possiamo essere protagonisti di un viaggio chiamato bellezza. Lasciamoci trasportare dall’ispirazione». Questo è l’augurio partito da Ravenna in questo complesso momento, grazie a un video girato nel centro della città: un percorso tra monumenti, vicoli e piazze guidati da un fiabesco carillon.

I protagonisti del video sono Stella Dal Maso, ballerina, e Mauro Grassi, pianista e direttore artistico della Compagnia ITalento, seguiti dal team della società Italdron di Ravenna che, grazie alla collaborazione con l’assessorato al Turismo del Comune, hanno realizzato l’iniziativa nella serata di sabato 2 maggio.

«Abbiamo accolto la proposta di Mauro Grassi – dichiara l’assessore al Turismo del Comune di Ravenna Giacomo Costantini – che non è nuovo a questo tipo di iniziative, e grazie alla generosità del gruppo Italdron e alla collaborazione di Prefettura, Questura e Polizia Locale di Ravenna, siamo riusciti in poco tempo a preparare questa sorpresa. Il video è un invito a non smettere di progettare e ad ispirarsi, rivolto soprattutto al turismo e alle arti performative, due mondi che non possono fare a meno l’uno dell’altro e che vivono di pubblico e di relazioni tra le persone».

Coronavirus, nell’ultimo giorno di “lockdown” 166 nuovi casi e 28 morti in regione

 

In Emilia-Romagna, dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus si sono registrati 26.016 casi di positività, 166 in più rispetto a ieri (2 maggio): incremento fra i più bassi in assoluto fra quelli registrati finora. I test effettuati hanno raggiunto quota 197.075 (+4.940).

Importante il dato sulle nuove guarigioni, che oggi sono 416 (13.329 in totale), e quello sul calo dei casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi a oggi: -278, passando dai 9.323 registrati ieri ai 9.045 odierni. Per un differenziale fra guariti complessivi e malati effettivi di 4.284, fra i più alti nel Paese.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, 3 maggio, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 6.131, -165 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 197, pressoché in linea col dato di ieri (+1). Diminuiscono quelli ricoverati negli altri reparti Covid (- 36).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 13.329 (+416): 3.176 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 10.153 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 28 nuovi decessi: 19 uomini e 9 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.642.
I nuovi decessi riguardano 3 residenti nella provincia di Piacenza, 1 in quella di Parma, 5 in quella di Reggio Emilia, 3 in quella di Modena, 5 in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), 6 a Ferrara, nessuno a Ravenna, 4 in quella di Forlì-Cesena (tutti nel forlivese), 1 nel riminese. Nessun nuovo decesso da fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.214 a Piacenza (39 in più rispetto a ieri), 3.204 a Parma (5 in più), 4.765 a Reggio Emilia (32 in più), 3.737 a Modena (33 in più), 4.164 a Bologna (40 in più), 386 le positività registrate a Imola (3 in più), 934 a Ferrara (2 in più). In Romagna sono complessivamente 4.612 (12 in più), di cui 986 a Ravenna (3 in più), 904 a Forlì (2 in più), 695 a Cesena (2 in più), 2.027 a Rimini (5 in più).

Passeggiate, bimbi, congiunti, viaggi in auto: i chiarimenti del sindaco De Pascale

Si può uscire con i conviventi, ma restando entro i confini provinciali. Non si possono invitare amici a casa

DE PASCALE
Michele de Pascale

Abbiamo chiesto al sindaco di Ravenna (e presidente della Provincia) Michele de Pascale di fornirci alcuni chiarimenti e rispondere ad alcune domande, anche dei nostri lettori, sulla cosiddetta “fase 2” al via il 4 maggio. Come noto, la principale novità per i cittadini è data dalla possibilità di uscire anche solo per una passeggiata.

A questo link è possibile leggere le risposte alle “domande frequenti” fornite dalla Regione, che ha emanato una propria ordinanza. Ecco invece le “Faq” del Governo. A questo link, infine, l’ordinanza del Comune di Ravenna.

Ma in generale, i cittadini della provincia di Ravenna, a quali info utili dovrebbero attenersi, Regione o Governo?
«In generale all’ordinanza della Regione, maggiormente specifica».

Però non si faceva cenno ai conviventi…
«Su questo punto vale il principio reso esplicito dal Governo, perché la Regione si era rimessa a una sua valutazione. E il Governo ha precisato che gli spostamenti individuali fanno riferimento anche a quelli con persone conviventi, in quanto non aumentano il livello di rischio».

Si può quindi uscire per una passeggiata con tutti i conviventi del proprio nucleo famigliare?
«Sì».

In tutta la regione?
«No, a differenza del resto d’Italia, in Emilia-Romagna si possono fare passeggiate e attività sportiva solo entro i confini della provincia».

Nei parchi e in pineta?
«Nei parchi e in pineta, sì, li abbiamo considerati alla stessa maniera. Il principio però resta sempre quello di evitare assembramenti: tante persone nello stesso parco sono un problema, bisogna valutare spazi non affollati».

E i bambini non possono giocare, al parco, giusto?
«Giusto, possono fare una passeggiata, ma restano vietate attività ludiche e ricreative».

E non si può neppure fare incontrare i propri figli con un amichetto a casa, in giardino…
«No, gli amichetti non sono ritenuti congiunti».

I congiunti, invece, quindi parenti fino al sesto grado e fidanzati, si possono andare a trovare con tutti i propri conviventi?
«Qui ci sono voci in effetti discordanti. Ma applicherei il concetto che i conviventi possono andare a trovare i congiunti tutti insieme. Certo se le case sono molto piccolo sarebbe meglio essere in pochi. E se c’è un giardino, meglio stare all’aperto».

Per i cimiteri valgono le stesse regole?
«Il principio è sempre quello di non assembrarli, un principio di buon senso. Ci si può andare con i conviventi, se ne vale la pena. O si può accompagnare singolarmente una persona non autosufficiente, magari una parente anziana che non guida (stando in macchina sfalsati, uno dietro e uno davanti). Altrimenti sempre meglio andarci da soli».

Ecco, in automobile, ci si può andare con i conviventi?
«Si può uscire in auto con i conviventi per recarsi a fare una passeggiata o attività sportiva, naturalmente per andare a trovare i congiunti, mentre per le “necessità”, come fare la spesa, bisogna andare da soli. Anche se nulla vieta un convivente ad accompagnare l’altro a fare la spesa, aspettandolo in auto».

Le mascherine sono obbligatorie anche all’aperto quando non è possibile garantire una distanza di almeno un metro dalle altre persone. Quindi è necessario averne una sempre con sé?
«Credo che sia opportuno, perché circostanze indipendenti dalla nostra volontà potrebbero renderla obbligatoria quasi in ogni momento, nei luoghi all’aperto».

Il sindaco di Cervia: «Non rifacciamo l’errore dell’8 marzo, limitiamoci»

Medri: «Vogliamo aprire la stagione turistica il prima possibile, non possiamo rischiare un aumento dei contagi»

Polizia Controlli Covid SpiaggiaNon facciamo l’errore dello scorso 8 marzo. È in sintesi il messaggio che lancia Massimo Medri, sindaco di Cervia, il comune più turistico della provincia di Ravenna, alla vigilia della cosiddetta fase 2.

«Abbiamo vissuto e stiamo vivendo un momento ancora molto delicato – scrive Medri –, da lunedì si potrà iniziare a uscire per passeggiare, si potrà andare a correre, e si potrà accedere ai parchi aperti per ordinanza comunale, oltre che andare a trovare i nostri affetti più cari. Iniziamo oggi a vedere la luce in fondo al tunnel, con la consapevolezza che le scelte fatte, sono state efficaci».

«Ricordiamo tutti quanto è avvenuto lo scorso 8 marzo – continua Medri –, quando fummo costretti a chiudere le spiagge: una domenica di sole che provocò assembramenti su tutto il litorale, che portò a scelte rigorose e in quel momento drammatiche».

L’obbiettivo dell’Amministrazione, assicura il sindaco, «è quello di poter aprire la stagione turistica il prima possibile, obbiettivo condiviso anche da Regione e Associazioni; non possiamo rischiare un aumento dei contagi, un incremento che ora potrebbe compromettere drammaticamente la stagione e l’economia della nostra città, già fortemente provata. Non possiamo dimenticare le sofferenze che questa epidemia ha generato e potrebbe, se non gestita correttamente, ancora generare; questo lo dobbiamo fare sia per chi il contagio l’ha vissuto, sia per il sacrificio di tutti gli operatori del sistema sanitario, per la nostra economia, per tutti i cittadini e le cittadine che si sono scrupolosamente attenuti alle regole, e per i molti lavoratori, lavoratrici o imprenditori che hanno perso il lavoro o avuto ingenti perdite economiche».

«So e mi rendo conto che tutti noi abbiamo voglia di ripartire – termina Medri –, di camminare sulla sabbia e di vedere il mare; ma per ora limitiamoci a una passeggiata sul lungomare o nei parchi, senza creare assembramenti. Facciamolo per la nostra città. Lasciamo la spiaggia agli imprenditori balneari che stanno mettendo in sicurezza gli stabilimenti e hanno aperto i cantieri; lasciamoli lavorare tranquillamente e in sicurezza per l’avvio della stagione estiva, che è ormai alle porte».

«Spazi verdi, mobilità sostenibile, più spazio per dehor: ripensiamo Ravenna»

 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dedicata a Desideria Pasolini Dall’Onda, fondatrice di Italia Nostra, nel suo 100° compleanno. La lettera è firmata dallo chef Mattia Borroni di RavennaFood/CheftoChefemiliaromagnacuochi, il presidente dell’associazione DisOrdine, Marcello Landi, e Paolo Gueltrini, vicepresidente AIAPP, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio Sezione Triveneto ed Emilia-Romagna.

Tavoli Allaperto«Le istituzioni, i cittadini, le imprese  e le loro associazioni possono e devono ripensare la  città ridisegnando il modo di vivere e muoversi in una nuova dimensione, come molte città del nord Europa stanno facendo da tempo.

Come in molte altre città italiane anche Ravenna potrebbe rimodulare la fruibilità del suo territorio per aumentarne la visibilità e l’accoglienza verso i propri abitanti e i turisti che torneranno dopo la pandemia. Dopo mesi di isolamento occorre infatti riconiugare la cultura del web con la “terza dimensione” della realtà, ripercorrendo con occhi diversi i consueti itinerari, per disvelarne la incredibile ricchezza.

Si potrebbe ripensare la segnaletica turistica alla luce delle nuove tecnologie con interventi pavimentali a mosaico collegati virtualmente a percorsi di realtà aumentata che raccontino la storia e le civiltà che si sono succedute sul territorio, un museo stratigrafico unico al mondo che racchiude il passato e il futuro della città.

Serve mappare la rete di piste ciclabili rendendo più agevoli i collegamenti tra i percorsi naturalistici delle pinete e del mare con quelli del centro che comprendono i monumenti Unesco e i luoghi di interesse culturale della città, ma anche rivalutando borghi storici come San Biagio e San Rocco, in connessione con i luoghi della ristorazione e della gastronomia, rendendo egemoni biciclette e pedoni, per respirare meglio, per riammirare la città in tutte le sue diversità.

Potrebbero essere rivalutati gli spazi verdi delle mura con le loro porte, di giardini e orti, anche con la collaborazione di privati, da inserire in percorsi storico-artistici e gastronomici per bici, skateboard, monopattini e cargo-bike; una mobilità di cui Ravenna è già in parte vocata, ma che andrebbe inevitabilmente ripensata.

Caffetteria e ristorazione in particolare potrebbero avere la possibilità di aumentare gli spazi per i dehors senza dover pagare eccessi di tassa occupazione del suolo pubblico, mantenendo intatte le capacità di accoglienza, nel rispetto delle norme dell’emergenza: strutture belle, con pergole ombreggianti, verde e nuovi alberi che crescono e diventano patrimonio naturale di tutti, con l’impegno di essere attenti allo spreco e al biodegradabile e di presentare piatti con prodotti autentici, in piena trasparenza “dal produttore al consumatore”.

Esercizi pubblici che aumentano l’offerta di servizi come la ‘consegna a domicilio’ e l’asporto con particolare attenzione ai più bisognosi tramite l’operazione “piatto sospeso”, come embrione di un fondo cittadino comune per affrontare in modo adeguato il “contrasto alla povertà alimentare”.

Esercizi che adeguino spazi e tempi ai ritmi degli eventi e delle istituzioni culturali. Eventi anche diffusi nei mille angoli della citta con una programmazione “in continuum” per noi ravennati e per un turismo di qualità.

I “negozi” di Ravenna, quelli che hanno subito la crisi forse più di tutti come l’intero turismo, e in particolare caffè, ristoranti, drogherie, pizzerie, trattorie possono riprendersi se si ricrea un nuovo clima, un nuovo ambiente per imprese che devono innovare ben sapendo che il passato non tornerà.

Un’alleanza fra paesaggisti, architetti e urbanisti, designers e artisti, cuochi e nutrizionisti potrebbe trasformare quella che ora appare un’esigenza con impegni insormontabili nell’opportunità di cambiamento positivo della città.

Il tutto all’insegna di una vera ripresa economica e culturale di una città che vuole riemergere dalla crisi verso una nuova normalità, che renda omaggio e merito in primis a tutto il personale sanitario nel segno dei camici bianchi: le divise più pacifiche, celebri e universali, che presiedono l’alimentazione e la salute, chef e medici insieme a tutti i ravennati.

Carissimi ordini professionali, categorie produttive, associazioni culturali, di volontariato e politiche, istituzioni e imprese, professionisti, artisti, giornalisti, studenti ed insegnanti ravennati…. abbiamo dimenticato qualcuno?

Intervenite anche voi, dite la vostra, anche diversa da questo piccolo intervento, ma cambiamo qualcosa in meglio, cosa aspettiamo? Evitando se possibile troppe lamentele e richieste corporative. Ravenna è di tutti noi e tutti devono lavorare per renderla più bella».

Tre milioni a fondo perduto anche per negozi, alberghi e ristoranti della regione

Lo annuncia l’assessore Andrea Corsini. «E stiamo studiando altre misure a sostegno delle piccole imprese»

Libreria NegozioDopo l’annuncio del presidente Bonaccini della decisione di mettere a disposizione 5 milioni di euro per le imprese balneari dell’Emilia-Romagna, l’assessore Andrea Corsini annuncia l’arrivo di altri provvedimenti a fondo perduto.

Si tratta in particolare di «tre milioni di euro a fondo perduto per negozi, alberghi e ristoranti per acquistare attrezzature e per affrontare i maggiori costi in questo difficile momento».

Corsini aggiunge inoltre che «stiamo studiando altre misure a sostegno delle piccole imprese della Regione Emilia-Romagna!

Fase 2: dal 4 maggio via libera alle passeggiate con conviventi (e in bicicletta)

Lo chiarisce il Governo in una delle risposte alle “domande frequenti”. E i congiunti sono anche le “persone legate da uno stabile legame affettivo”

Photo Of Woman Wearing Pink Sports Shoes Walking 1556710Sono diversi i dubbi a cui cercano di dare risposta le Faq (risposte a domande frequenti) del Governo in vista della cosiddetta Fase 2.

Cercando di fare chiarezza in particolare sugli spostamenti, la novità principale è forse quella legata alla possibilità a partire dal 4 maggio di far visita ai propri congiunti, all’interno della regione, rispettando “il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie”. I congiunti, spiega il Governo, sono da intendere: “i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)”.

L’altra grossa novità è rappresentata dalla possibilità di uscire per fare attività sportiva o motoria (la classica passeggiata), non più solo entro i 200 metri dalla propria abitazione come era previsto finora, ma in tutta la provincia (è l’indicazione della Regione) e sempre “in maniera individuale”, mantenendo un metro di distanza (due nel caso di attività sportiva). “In maniera individuale”, si è detto, ma con delle eccezioni. “A meno che non si tratti di persone conviventi“, scrive il Governo, dando quindi il via libera alle passeggiate marito-moglie, ma anche con minori, che possono essere accompagnati al parco, sempre con il divieto di fermarsi a giocare o di creare assembramenti.

“Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività”, scrive anche il Governo, dando infine via libera anche all’utilizzo della bicicletta.

Coronavirus, il bollettino: a Ravenna nessun decesso e un solo nuovo contagio

 

In Emilia-Romagna, dall’inizio dell’epidemia da coronavirus si sono registrati 25.850 casi di positività, 206 in più rispetto a ieri. I test effettuati hanno raggiunto quota 192.135 (+3.871).

Importante il dato sulle nuove guarigioni, che oggi sono 332 (12.913 in totale), e quello sul calo dei casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi a oggi: – 161, passando dai 9.484   registrati ieri ai 9.323 odierni.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, 2 maggio sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 6.296, -87 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 196 (- 1). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-79).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 12.913 (+332): 3.274 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 9.639 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 35 nuovi decessi: 18 uomini e 17 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.614.

I nuovi decessi riguardano 6 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 5 in quella di Reggio Emilia, 4 in quella di Modena, 9 in quella di Bologna, nessun decesso in quella di Ferrara e in quella di Ravenna, 3 in quella di Forlì-Cesena (nessun decesso nel forlivese), 2 nel riminese. Nessun nuovo decesso da fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.175 a Piacenza (60 in più rispetto a ieri), 3.199 a Parma (22 in più), 4.733 a Reggio Emilia (20 in più), 3.704 a Modena (26 in più), 4.124 a Bologna (45 in più), 383 le positività registrate a Imola (4 in più), 932 a Ferrara (6 in più). In Romagna sono complessivamente 4.600 (23 in più), di cui 983 a Ravenna (1 in più), 902 a Forlì (7 in più), 693 a Cesena (2 in più), 2.022 a Rimini (13 in più).

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi